notiziediprato.it, 27 gennaio 2022


Assunta una serie di provvedimenti per contenere il focolaio. Sul fronte delle vaccinazioni, l'87 per cento dei reclusi è vaccinato con seconda e terza dose. Continuo monitoraggio sul personale dipendente: in media, ciascun operatore, è stato sottoposto a nove controlli tra tamponi e test seriologici e rapidi.

Cento trentuno detenuti positivi al Covid su un totale di 540 reclusi nel carcere di Prato; nessuno dei positivi ha, al momento, condizioni di salute che necessitano di cure ospedaliere. Questa la situazione attuale alla Dogaia relativamente al focolaio che si è sviluppato e che è stato fortemente stigmatizzato dai sindacati. Anche nella casa circondariale di Prato, come negli altri istituti penitenziari toscani, è in vigore il protocollo elaborato dai responsabili della salute in carcere delle tre aziende sanitarie della Toscana e dal Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria, con le misure di sicurezza messe in atto per il contenimento e la gestione dell'emergenza Covid.

Per il carcere di Prato il protocollo prevede sia le misure per la prevenzione dell'infezione all'interno dell'Istituto che quelle per il contenimento e la gestione del focolaio epidemico.

Nell'ex-polo universitario è previsto l'allestimento di un reparto Covid nel quale sono ospitati i soggetti positivi ed in caso di insufficienza dei locali viene organizzata la suddivisione in compartimenti delle sezioni, in modo da permettere l'isolamento dei soggetti positivi.

Per valutare le dimensioni del focolaio sviluppato, sono stati effettuati tamponi rinofaringei molecolari o antigenici alle persone detenute.

Il complesso intervento, articolato per sezione detentiva e concordato con la direzione del carcere, si è esaurito nell'arco di una settimana dalle prime avvisaglie.

Sempre per contenere la diffusione dell'infezione è stato anche attivato un servizio quotidiano per effettuare i test antigenici rapidi per i detenuti che lavorano e per i dipendenti dell'amministrazione penitenziaria.

Contestualmente a queste attività è stato rafforzato il servizio di monitoraggio dei soggetti positivi per verificare in maniera continua la situazione clinica ed una eventuale valutazione medica. Valutazione che riguarda, naturalmente, anche il personale in servizio con un monitoraggio costante: dall'inizio della pandemia ad oggi sono stati praticati al personale dell'Istituto 428 tamponi molecolari, 877 test antigenici rapidi e 929 test sierologici (una media di circa 9 esami per ogni dipendente).

Gli operatori del presidio sanitario del carcere hanno confermato il loro impegno sul versante della campagna vaccinale. I dati ad oggi: 641 prime dosi; 590 seconde dosi; 287 terze dosi. La percentuale di detenuti vaccinati (con seconda e con terza dose) è pari all'87 per cento (469 vaccinati su 537 detenuti), se si considerano anche le prime dosi la percentuale sale al 91. La campagna vaccinale è stata estesa anche al personale della polizia penitenziaria e del comparto:110 sono le terze dosi somministrate al personale di polizia, 58 quelle al personale del comparto.