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Nelle carceri colloqui sempre meno umani PDF Stampa
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di Antonella Giacummo


Quotidiano del Sud, 26 settembre 2021

 

Per i detenuti impossibile parlare con i familiari. Tra mascherine e schermi in sale con altre persone "viene meno l'unico conforto". Chi è in carcere deve scontare una pena per un delitto compiuto. E su questo non ci piove. Ma la nostra Costituzione prevede che "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". Il carcere, per dirla con altre parole, deve essere rieducativo, non punitivo. Ma da quando la pandemia è entrata nelle nostre vite, per i detenuti il carcere è diventato oltremodo punitivo, perché sta togliendo anche quel minimo di rapporto con i familiari necessario a garantire l'umanità della pena. A segnalare le difficoltà di questi mesi è l'avvocato materano Nuccio Labriola, che sottolinea come questa situazione accomuni in questo momento tutti i detenuti. Ed è motivo di grande sofferenza.

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Ergastolo ostativo, l'autunno caldo PDF Stampa
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di Antonella Mascali e Valeria Pacelli


Il Fatto Quotidiano, 26 settembre 2021

 

Via alla discussione sulla norma che la Consulta ha chiesto di riscrivere. La Consulta ha dato tempo alle Camere fino a maggio per regolare i permessi ai non pentiti, poi si rischia il "liberi tutti". Entrerà nel vivo, da mercoledì, la discussione in commissione Giustizia alla Camera sull'ergastolo ostativo, la norma che, attualmente, impedisce a detenuti mafiosi e terroristi di accedere alla libertà condizionata se non hanno collaborato.

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Ermini a sorpresa chiede coraggio alla politica: "Meno reati e meno carcere" PDF Stampa
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di Angela Stella


Il Riformista, 26 settembre 2021

 

Sala piena ieri al XVIII Congresso dell'Unione delle Camere Penali Italiane dal titolo "Cambiare la Giustizia, Cambiare il Paese: le proposte dell'avvocatura penale per una nuova stagione delle garanzie". L'intervento più importante, quello della Ministra della Giustizia Marta Cartabia che ha parlato davanti ad una assemblea che l'ha sì applaudita, anche caldamente in un paio di momenti, ma che nei mesi passati l'aveva criticata sulla riforma raggiunta sul penale.

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Magistrati, anche Ermini è d'accordo: "Un'alta Corte per il disciplinare" PDF Stampa
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di Davide Varì


Il Dubbio, 26 settembre 2021

 

L'intervento del vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini, al congresso di Area democratica per la giustizia. "Meglio sarebbe istituire un'Alta corte a cui affidare i procedimenti disciplinari di tutte le magistrature e di impugnazione dei provvedimenti consiliari. Ovvio che sarebbe necessaria una modifica della Costituzione, ma da qui a fine legislatura i tempi ci sarebbero, basterebbe che la politica, anziché inseguire risultati di bandiera, con più coraggio si concentrasse sui nodi problematici affrontandoli e risolvendoli". Lo ha evidenziato il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini, al congresso di Area democratica per la giustizia, di fatto accogliendo l'idea lanciata da diversi giuristi e dall'ex presidente della Commissione Giustizia alla Camera Gaetano Pecorella.

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La sferza di Albamonte: "Crisi etica, narcisismi, le toghe dicano basta" PDF Stampa
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di Giovanni M. Jacobazzi


Il Dubbio, 26 settembre 2021

 

All'assise di Area i moniti di Cartabia e la "requisitoria" del segretario. È iniziato ieri a Cagliari il terzo congresso nazionale di Area, la corrente progressista delle toghe. Il titolo scelto è: "Magistratura tra realtà e finzione, la forza del pensiero critico". Le assise, le prime in presenza, per le toghe, dopo la pandemia, cadono in un momento certamente non facile per la magistratura, con il fantasma di Luca Palamara e della cena all'Hotel Champagne che aleggiava su ogni discussione. La fiducia dei cittadini nelle toghe, anche a causa di questi eventi, è ridotta ai minimi termini, come ha ricordato il ministro della Giustizia Marta Cartabia nel proprio messaggio di saluto. "Solo il trentadue per cento" ha ancora fiducia nei magistrati. La guardasigilli, sul punto, ha citato un report dell'Ue in cui veniva evidenziata la necessità di procedere quanto prima alla riforma del sistema di elezione per i togati del Csm, e di definire in maniera più netta il rapporto toghe- politica.

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