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di Franco Corleone


L'Espresso, 18 marzo 2020

 

Sembra passato un secolo dal 6 marzo quando avevo scritto un commento preoccupato sulla disattenzione verso la sorte del carcere in tempi di corona virus. Purtroppo il ministro della Giustizia e il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria hanno compiuto errori catastrofici che hanno fatto esplodere le carceri. Sono riusciti in una impresa straordinaria, riportandoci ai detenuti sui tetti, alle rivolte che avevamo visto quaranta o cinquanta anni fa. La morte di quattordici detenuti nel carcere di Modena è archiviata come un dettaglio irrilevante, forse perché "stranieri" e "tossicodipendenti".

Intanto un detenuto si è suicidato a Porto Azzurro e uno è morto a Udine: corpi a perdere. Garanti e magistrati di sorveglianza, operatori e volontari chiedono provvedimenti seri per far uscire migliaia di persone con pene brevi in affidamento o in detenzione domiciliare. Il Governo invece dispone misure ridicole che alimenteranno la rabbia dei prigionieri con grandi rischi per la salute e per la convivenza in un momento delicatissimo.

Bisogna abbattere il sovraffollamento che è determinato dalla legge antidroga frutto di una visione ideologica legata al proibizionismo cambiando una legge criminogena. Certo è difficile che questa scelta sia compita da questo governo che per bocca del ministro Lamorgese solo un mese fa annunciava un decreto per mandare in galera anche i responsabili di fatti di lieve entità.

Purtroppo nessun responsabile si dimette o viene rimosso. Il diritto alla vita e alla salute è in pericolo nel luogo dove le persone sono affidati allo Stato; quei diritti costituzionali sono affidati al servizio sanitario nazionale ma le Regioni sono distratte e poco sensibili.

È indilazionabile una modifica dell'art. 79 della Costituzione che rende impossibile la concessione di una amnistia e di un indulto per il quorum stratosferico di due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni articolo e nella votazione finale.

Le ragioni si possono leggere nel volume "Costituzione e clemenza" curato dal prof. Andrea Pugiotto, da Stefano Anastasia e da me. Il Presidente Mattarella potrebbe dare un segno di speranza concedendo un numero significativo di grazie come testimonianza di umanità.