di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 10 maggio 2026
Troppo poche le case famiglie, il nodo del differimento della pena. A fine aprile, 24 bimbi negli Icam. Gli operatori: “arrivano più donne in custodia cautelare o con pene basse”. Lo scivolo gonfiabile è sul prato. A Lauro (Avellino), nell’unico istituto a custodia attenuata del Sud, la festa della mamma sarà mercoledì. Troppo difficile organizzare di domenica. In fin dei conti è un carcere. Nonostante Re Leone sulle pareti e vagiti di bambini nei corridoi. Bimbi che condividono la pena delle madri, di cui il mondo di fuori non ha saputo prendersi cura. Al 30 aprile erano 20 le donne recluse con 24 figli. Numeri con oscillazioni quotidiane, nel tentativo di trovare presto soluzioni alternative; ma “in aumento” concordano gli operatori.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 10 maggio 2026
Il dossier dei magistrati sul tavolo del ministro: i precari dell’Upp, le carceri, il rinvio del Gip collegiale e i disservizi sulle reti informatiche. Giustizia, il disgelo tra il ministro e l’Anm alla prova dei fatti. Dopo il loro incontro in via Arenula del 29 aprile scorso, arriva il mini dossier dell’Associazione nazionale magistrati sul tavolo del ministro Carlo Nordio. Sono richieste concrete, anzi “proposte” sui nodi più gravi da sciogliere nell’interesse del servizio giustizia e sui quali, dopo i mesi del conflitto referendario con il governo di Giorgia Meloni, c’è una disponibilità alla mediazione da parte del Guardasigilli. Quattro punti, tre pagine che Repubblica può anticipare.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 maggio 2026
Dopo il faccia a faccia con il Guardasigilli, l’Associazione magistrati chiede la conferma a tempo indeterminato di tutto il personale del “team del giudice” e lo stop alla riforma del Gip collegiale fino all’adeguamento degli organici. Ufficio per il processo, riforma del gip collegiale, risorse informatiche e carceri: sono questi i quattro temi intorno ai quali ruotano le proposte che l’Anm ha sottoposto ieri all’attenzione del ministro della giustizia Carlo Nordio con il quale, il 29 aprile scorso, c’è stato, dopo la vittoria del No al referendum, un primo incontro per la ripresa di un confronto sulle questioni della giustizia, a cui aveva partecipato anche il Cnf.
di Fulvio Gianaria
La Repubblica, 10 maggio 2026
Cancellieri, funzionari e assistenti della procura di Torino, sostenuti da magistrati e avvocati, ci dicono che la macchina giudiziaria arranca. Denunciano che la pianta organica di 252 posti è occupata da soli 140 posti, ma il problema non è solo questo e non riguarda solo la nostra città. Gli uffici di Ivrea, sottodimensionati rispetto al carico di lavoro, affogano nei fascicoli. Perfino il tribunale penale di Milano, simbolo da sempre della solerzia meneghina, non riesce più ad essere efficiente e deve ridursi a gestire le emergenze. Nel sud i processi penali galleggiano tra i rinvii e accumulano arretrato.
di Alessandro Pirina
La Nuova Sardegna, 10 maggio 2026
Magistrato, docente, politico, scrittore. Il filo conduttore di ogni ruolo ricoperto da Luciano Violante nella sua carriera tra tribunali, università e Montecitorio è la battaglia per una giustizia più giusta. E va in questa direzione anche il libro “La giustizia, tra vita e morte. Clitemnestra, Medea, Circe”, edito da Lindau Editore, che l’ex presidente della Camera ed ex presidente della Commissione Antimafia presenterà domani alle 17 a Cagliari nella sala della Fondazione Siotto, in via Dei Genovesi 114, insieme ad Aldo Accardo, presidente della Fondazione e già docente di Storia contemporanea all’Università di Cagliari.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 10 maggio 2026
“Non si può contrastare la violenza di genere con riforme a costo zero”, dice l’ex magistrato. Dispositivi insufficienti e malfunzionamenti. “Ma è presidio strutturale”. Daniela Zinnanti, Tiziana Vinci, Camelia Ion, Celeste Palmieri, Concetta Marruocco, Roua Nabi. Sono alcune delle molte donne uccise da partner o ex, vittime di femminicidio o di tentato femminicidio, che le istituzioni non sono state in grado di tutelare per ritardi, malfunzionamenti o mancanza di informazioni sul braccialetto elettronico. Nella storia di alcune di queste donne è ancora necessario capire cosa non abbia funzionato nell’infrastruttura di protezione, ma il dispositivo rimane un “presidio strutturale” del sistema di tutela delle vittime di violenza maschile.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 10 maggio 2026
Rosalia Marino è intervenuta assieme a Giovanna Sannino e Maria Raffaella Caprioglio sulla situazione e sulle prospettive delle carceri italiane. “Portare il lavoro dentro e fuori dalle carceri”. Quei luoghi che in troppi preferiscono continuare a non vedere. Ma ci sono. Per quanto, come dice Rosalia Marino, da cinque mesi alla direzione della Casa di reclusione di Opera, sembra quasi che ci sia una strategia “per costruire carceri davanti ai cimiteri o vicino alle discariche”, sono nei territori, nelle nostre città. Marino è con altre due donne, Maria Raffaella Caprioglio, presidente Umana, agenzia per il lavoro, e l’attrice Giovanna Sannino (la Carmela della fortunata stagione tv Mare Fuori) ospite del panel “Insieme, per rieducare e reinserire chi è detenuto” condotto da Paolo Foschini, in programma nella terza giornata di Milano Civil Week.
lagazzettadelcalatino.it, 10 maggio 2026
Magistrati ed esperti a confronto sul nuovo paradigma del diritto che punta alla mediazione sociale e alla responsabilizzazione del reo. Si è aperto giovedì 7 maggio a Caltagirone un importante percorso di approfondimento dedicato a “La Giustizia Riparativa: profili giuridici e sociali”. Il primo incontro del ciclo di seminari ha acceso i riflettori su un paradigma rivoluzionario che sposta il focus della legge dalla semplice punizione del reo alla guarigione delle ferite inflitte alla vittima e all’intera comunità.
parmatoday.it, 10 maggio 2026
Si conclude con un importante momento di dibattito e confronto il progetto “Liberamente Teatro - un’evasione creativa”, realizzato dall’associazione Progetti & Teatro aps in collaborazione con Istituti Penitenziari di Parma, con il contributo di Comune di Parma e Fondazione Cariparma, il sostegno di Chiesi Farmaceutici, il patrocinio del Coordinamento Nazionale Teatro Carcere / Anct Associazione Nazionale Critici Teatrali e in collaborazione con il Sistema Bibliotecario del Comune di Parma.
di Luca Mazzara
L’Arena, 10 maggio 2026
Dopo vari colloqui Natale, il titolare di Yard, ha scelto chi lo assisterà Il 22 maggio cena in carcere: il ricavato va in beneficenza. Prima la cena in carcere, preparandola assieme ai detenuti. Poi uno di loro lo farà ogni giorno nella cucina di un ristorante tra i più quotati a Verona. Non è una strada nuova per Jacopo Natale quella della solidarietà con iniziative che partono già dai tempi del Covid quando distribuiva pasti gratuiti, ma adesso aggiunge una nuova tappa, ancora più interessante. Perché aprirà le porte della cucina dello Yard, il locale in corso Cavour di cui è titolare, ad un detenuto che lavorerà quotidianamente con lui, sfruttando la possibilità di una misura alternativa al soggiorno nella casa circondariale di Montorio.
- Foggia. Detenuti coltivano fiori e li regalano per la festa della mamma
- Bologna. Fresu suona alla Dozza con Bergonzoni
- Viva la mitezza, la virtù “debole” amata da Bobbio (e da Prevost)
- L’assenza di inclusione è davvero sentita come un problema?
- Migranti. La Commissione Ue striglia gli Stati. Italia inclusa











