Ristretti Orizzonti, 11 settembre 2026
Quando dal carcere sentiamo parlare di tutte quelle persone che fanno “di professione” gli odiatori, che si esaltano solo se hanno qualcuno da “massacrare” con le parole, ci viene da dire che tutte queste persone, se fossero messe davanti agli effetti devastanti dell’odio, se subissero sulla loro pelle o la pelle dei loro cari le conseguenze delle offese gratuite, forse si fermerebbero.
di Ida Celeste
Il Roma, 11 settembre 2026
E in 7 istituti si va oltre il 200%, soltanto 27 risultano sotto capienza. Il sovraffollamento delle carceri italiane raggiunge il 139,79% se le persone detenute vengono rapportate ai posti effettivamente disponibili, contro il 138% rilevato ad aprile. Sette istituti sono indicati al 200% o oltre, altri 69 tra il 150 e il 199% e soltanto 27 risultano sotto capienza. È il dato più netto dell’aggiornamento al 31 luglio scorso del Report “Rispetto della dignità della persona privata della libertà personale” del Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale, stilato con i dati messi a disposizione dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Le tabelle del Report assumono come riferimento 64.791 persone presenti negli istituti, una capienza regolamentare di 51.244 posti e 46.348 posti regolarmente disponibili.
ilviaggiomagazine.it, 11 settembre 2026
Irene Testa è la Garante delle persone private della libertà della Regione Sardegna. Conosce da vicino la realtà delle carceri italiane e, all’indomani del disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri che punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto della criminalità giovanile, abbiamo cercato di capire quali potrebbero essere gli effetti della riforma. Le misure riguardano i minori tra i 14 e i 18 anni, la fascia di età nella quale, secondo il codice penale italiano, può essere riconosciuta l’imputabilità. Una persona è imputabile quando, al momento del fatto, è in grado di comprendere il significato e il disvalore della propria condotta (capacità di intendere) e di autodeterminarsi, cioè scegliere liberamente come agire (capacità di volere). Secondo Irene Testa, il nuovo impianto normativo introduce una diversa impostazione nell’accertamento dell’imputabilità: mentre finora il principio è stato quello di verificare caso per caso la piena capacità del minore, la riforma tenderebbe a considerare il ragazzo imputabile salvo prova contraria.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 11 settembre 2026
Prosegue il viaggio del Riformista nelle riforme della giustizia che erano state annunciate all’inizio della legislatura e che sono però ancora in alto mare. Nel caso della prescrizione, lo stop si trascina da più di due anni. Il disegno di legge di riforma della prescrizione era stato approvato dalla Camera il 16 gennaio 2024 e trasmesso a Palazzo Madama il giorno successivo. Da allora è rimasto all’esame della Commissione Giustizia, senza che sia mai arrivato in Aula. Anzi, nel 2026 sono ripartite le audizioni. Il testo è stato presentato dai deputati di Forza Italia Pietro Pittalis, Tommaso Calderone e Annarita Patriarca. Attuale relatore a Palazzo Madama è il senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli.
di Giulia Merlo
Il Domani, 11 settembre 2026
L’Unione nazionale camere penali ha chiesto in una lettera che il ministero renda conoscibili “gli esiti degli accertamenti affidati all’Ispettorato generale del ministero” sulla “gravissima vicenda delle captazioni dei colloqui tra difensori e assistiti avvenute presso la casa circondariale di Perugia Capanne”. La Giunta dell’Unione camere penali italiane ha mandato una lettera al ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiedendo che renda “conoscibili, senza ulteriori indugi, gli esiti degli accertamenti affidati all’Ispettorato generale del ministero” sulla “gravissima vicenda delle captazioni dei colloqui tra difensori e assistiti avvenute presso la casa circondariale di Perugia Capanne”. In particolare, i penalisti vogliono conoscere “le cause e l’estensione della violazione, le eventuali disfunzioni riscontrate, le iniziative conseguentemente assunte e le misure organizzative o normative predisposte per impedirne la ripetizione”.
di Fiamma Tinelli
Corriere della Sera, 11 settembre 2026
“Sono i nostri figli, per questo cerchiamo di normalizzarli. Ma i segnali sono tutti lì”. Il linguaggio, i gesti, le oppressioni. Per la giudice Paola Di Nicola Travaglini, le radici dell’abuso appartengono a una cultura diffusa. La prima volta capitò un giorno d’inverno di 30 anni fa, nella Pretura bassa e tozza di Sant’Angelo dei Lombardi. Paola Di Nicola Travaglini, allora giudice da poco, quel giorno aveva l’agenda zeppa di udienze: liti, sfratti, creditori. Quando seppe che in aula c’era un tizio che aveva tirato due sberle alla moglie perché quella non gli aveva preparato la cena, confessa, alzò gli occhi al cielo. Che scocciatura. “Non mi pareva una cosa con cui impegnare il Tribunale”.
di Erica Dellapasqua
Corriere della Sera, 11 settembre 2026
La mamma aveva la stessa età quando fu uccisa dalla ‘ndrangheta. Denise si è lanciata da una finestra a Roma ed è morta dopo quattro giorni di agonia. La fine del programma di protezione, il trasferimento ad Ariccia, il figlio piccolo. Luigi Ciotti: “Voleva sentirsi libera”. Si è uccisa a 35 anni Denise Cosco, figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo, calabrese. La mamma aveva la stessa età quando fu assassinata per mano della ‘ndrangheta e del marito Carlo Cosco, affiliato che ordinò l’omicidio e infine condannato come mandante. Lea Garofalo è stata uno dei simboli della ribellione alle mafie. Secondo quanto si è appreso, il dramma si sarebbe consumato domenica 6 settembre. La donna si è gettata da una finestra ed è morta quattro giorni dopo il ricovero in ospedale.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 11 settembre 2026
Cosa c’è dietro le rivolte dell’estate nei penitenziari. A Catania non funzionano le cucine. A Trapani ci sono i topi. Ad Agrigento i piatti si lavano nei bidet. Qualcuno l’ha già ribattezzata l’estate nera delle carceri siciliane. L’episodio più eclatante è accaduto a fine agosto, trenta detenuti si sono impossessati di un’ala della casa circondariale di Siracusa per cinque ore. Pochi giorni dopo, una rivolta ha mandato in ospedale undici agenti. “La situazione delle carceri in Sicilia è ormai drammatica - dice Dario Quattrocchi, il segretario nazionale del sindacato Osapp - e la polizia penitenziaria si trova a fronteggiare compiti che dovrebbero essere di altri”.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 11 settembre 2026
L’avvocato Anthony De Lisi lancia un allarme: “Ci vuole più attenzione attorno a un tema che riguarda tutti”. Non si può scoprire che esiste un problema carcere solo quando ci sono 40 gradi”. L’avvocato Anthony De Lisi, da un anno garante regionale per la tutela dei diritti dei detenuti, non usa mezzi termini. “C’è una situazione drammatica nei penitenziari siciliani. E ancora più drammatica è l’indifferenza rispetto a queste problematiche”.
perugiatoday.it, 11 settembre 2026
L’Assemblea legislativa prende atto della relazione di Giuseppe Caforio sull’attività 2025. I numeri: 1.641 detenuti a fronte di 1.324 posti disponibili. Sovraffollamento, alte temperature, detenuti psichiatrici senza strutture adeguate, carenza di personale e di fondi. È un quadro critico quello che emerge dalla relazione dell’ex Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà della Regione Umbria, Giuseppe Caforio, illustrata in Aula a Palazzo Cesaroni dalla consigliera Maria Grazia Proietti. Il documento, che fotografa l’attività svolta nel 2025 e i risultati ottenuti fino ai primi mesi del 2026, evidenzia innanzitutto un problema strutturale: l’Ufficio del Garante non dispone di personale e fondi propri, risultando così limitato nelle proprie prerogative.
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