di Andrea Carli
Il Sole 24 Ore, 19 maggio 2026
La fotografia scattata dal XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia, dal titolo “Tutto chiuso”. In otto istituti di detenzione il tasso di affollamento supera addirittura il 200%. Carceri italiane sempre più affollate e chiuse. Secondo la fotografia scattata dal XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia, dal titolo “Tutto chiuso”, al 30 aprile 2026 nelle carceri italiane erano detenute 64.436 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti che si riducono a soli 46.318 posti realmente disponibili. Il tasso reale di sovraffollamento ha così raggiunto il 139,1%. I risultati dell’indagine scaturiscono da 102 visite di monitoraggio svolte negli istituti penitenziari di tutta Italia dall’Osservatorio sulle condizioni di detenzione di Antigone.
di Andrea Oleandri
lavialibera.it, 19 maggio 2026
Se la scuola producesse studenti incapaci di leggere e scrivere, parleremmo di un fallimento nazionale e ci indigneremmo. Eppure facciamo molta più fatica a indignarci per ciò che il carcere produce. In Italia non esiste un dato certo sul tasso di recidiva, ma esistono altri dati che in qualche modo ci aiutano a fotografare il tasso di ritorno alla criminalità per chi è già finito in carcere. Ad esempio quello che riporta Tutto Chiuso, il XXII rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione, presentato oggi, ci dice di come, tra le 63.499 persone detenute presenti al 31 dicembre 2025, solo 25.921 (il 40,8 per cento) erano alla prima carcerazione. Tutti gli altri avevano già conosciuto il carcere. Il 45,9 per cento era già stato detenuto da una a quattro volte. Il 10,6 per cento tra cinque e nove volte. Il 2,7 per cento addirittura oltre dieci volte.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 19 maggio 2026
In un anno sono passati da 11 a 26. Il sintomo più evidente di una tragedia collettiva, nei numeri del rapporto Antigone. Aumentano i carcerati, quelli al carcere duro, quelli che potrebbero essere ai domiciliari, triplicati quelli che passano tutto il giorno in cella. Tutti i numeri di un fallimento. “Oltre il 60% dei detenuti trascorre la quasi totalità della giornata dietro le sbarre della propria cella, fatta eccezione per le canoniche ore d’aria”, è il ritratto di un carcere sempre più chiuso e asfissiante quello che emerge dal XXII Rapporto dell’associazione Antigone sulle condizioni di detenzione. Dopo aver effettuato 102 visite nei penitenziari di tutta Italia, i volontari di Antigone hanno raccontato una serie di (ulteriori) passi indietro nelle condizioni di detenzione.
di Enrico Cicchetti
Il Foglio, 19 maggio 2026
I lavori avviati sono meno di un terzo di quelli promessi. E nel frattempo i posti disponibili sono diminuiti. Celle sovraffollate, attività bloccate e misure alternative in calo: la stretta penale del governo aggrava una crisi già fuori controllo. Il Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria Marco Doglio aveva annunciato, un anno e mezzo fa, oltre 10.900 nuovi posti detentivi entro il 2027, con una spesa di 1,3 miliardi. Il 6 maggio scorso è stato audito alla Camera: dai dati emersi in quella sede, i posti in cui i lavori sono concretamente avviati sono 2.823, cui si aggiungono 1.516 di originaria competenza del ministero dei Trasporti. Il saldo reale, nel frattempo, è andato nella direzione opposta: dall’avvio del piano carceri, i posti disponibili negli istituti italiani sono diminuiti di 537 unità.
garantedetenutilazio.it, 19 maggio 2026
Dopo il decreto Caivano sono cresciuti in misura significativamente maggiore di quanto avvenuto negli otto anni precedenti. Secondo la documentazione relativa ai dati consolidati del 2025 sulla giustizia minorile, pubblicata recentemente sul sito del ministero della Giustizia, lo scorso anno i minorenni e giovani adulti in carico agli uffici sono stati 23.932 di cui il 77% italiani e il 23% stranieri. Considerando il biennio 2023-25 e, quindi, successivamente al decreto Caivano del settembre del 2023, si è verificato un incremento di 2.108 unità, in termini percentuali, di un tasso del +9%. Se si considera, d’altro canto il periodo 2015-2023 l’incremento complessivo che si è verificato è stato di 1.013 unità. In sostanza in questo decennio, i minori in carico agli uffici minorili sono cresciuti negli ultimi due anni in misura significativamente maggiore di quanto si era realizzato negli otto anni precedenti.
di redazione Radio Rebibbia / Jailhouse Rock
L’Unità, 19 maggio 2026
Una domanda da Rebibbia: e voi, come state? Sbaglia chi pensa che una definizione ripetuta tante volte perda valore. Non è così, non è così a Rebibbia: la situazione qui da noi e nelle altre carceri è esplosiva. Sempre più esplosiva. Noi, detenuti e redattori di Radio Rebibbia / Jailhouse Rock, come i detenuti degli altri istituti di pena, sappiamo bene il significato delle parole: e davvero possiamo dire che siamo sull’orlo di un baratro. Siamo sull’orlo, ma forse già più in là, come testimoniato da quel che è accaduto pochi giorni fa, quando alcune delle persone private della libertà hanno dato vita ad una protesta, bruciando i materassi. Chi si trovava nel reparto G12 sa bene che si è evitato un disastro più grande, grazie soprattutto alla prontezza e all’altruismo dei detenuti subito accorsi ad aiutare gli assistenti di polizia penitenziaria.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 19 maggio 2026
Sentito in video collegamento dal carcere di Sassari, in aula folla di attivisti tra grida e cori. La giudice caccia tutti. “È emozionante stare qui, perché l’ultima volta che ho potuto vedere delle facce amiche è stato un anno e mezzo fa: allora c’erano Sara e Sandrone, che ora sono morti e solo oggi posso dare la mia solidarietà ai miei compagni per questa perdita”. L’accoglienza è quella di una testimone speciale, il pubblico delle grandi occasioni, ma siamo in tribunale a Bologna, aula D7. In video collegamento dal carcere Bacchiddu di Sassari c’è Alfredo Cospito, leader del movimento anarchico, detenuto al 41 bis per una condanna a 23 anni di carcere per l’attentato alla caserma dei carabinieri di Fossano nel 2006 e per fatti di terrorismo della Federazione anarchica informale (Fai-Fri).
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 19 maggio 2026
In attesa della nuova udienza sarà liberato. La corte d’appello di Messina ha accolto l’istanza di revisione presentata dall’avvocata. La testimonianza chiave: “A bordo non c’era nessun equipaggio, è innocente”. Verrà liberato e avrà un processo di revisione Alaa Faraj, il cittadino libico condannato nel 2017 a trent’anni di carcere per concorso in omicidio plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dalla corte d’appello di Catania. Faraj si trova nel carcere dell’Ucciardone di Palermo dal 2015, quando diciannovenne arrivò in Italia dopo aver attraversato il Mediterraneo su un barcone partito dalla Libia. La notte di ferragosto di quell’anno la barca fu soccorsa dalla marina militare e all’interno furono trovati i cadaveri di 49 migranti morti di asfissia durante il viaggio.
di Viola Duroni
La Repubblica, 19 maggio 2026
I carcerati iscritti agli atenei lombardi sono 201, i tutor volontari che li supportano 230. Lusiani (Statale): “Il diritto allo studio non si perde dietro le sbarre”. In un anno, 227 esami universitari. Tradotto: più di un esame ogni due giorni. È il risultato da record raggiunto nel 2025 dagli studenti detenuti o in misura alternativa nelle principali carceri lombarde, tra cui Bollate, Opera, Voghera, Pavia e Monza. Numeri che raccontano una realtà universitaria poco visibile ma in costante crescita: gli studenti iscritti oggi sono 201, con 72 nuove iscrizioni dall’anno accademico 2024/2025. Di questi, ben 58 si trovano a Bollate. La maggior parte frequenta in regime di media sicurezza (104), ma non mancano studenti in alta sicurezza (47) e anche cinque detenuti al 41-bis.
di Sara Mannocci
vita.it, 19 maggio 2026
Con il progetto gli studenti del liceo classico Capece incontrano i detenuti. Uno scambio alla pari di parole ed emozioni per superare paura e pregiudizio. “Ma la corriera non voleva arrivare?”. È martedì, casa circondariale Borgo San Nicola di Lecce. I detenuti non nascondono l’impazienza con cui ogni settimana aspettano l’appuntamento con i ragazzi, che raggiungono il penitenziario in autobus. I cancelli del carcere si aprono ogni martedì per accogliere gli studenti del liceo classico Francesca Capece di Maglie. Per entrare è necessario lasciare il cellulare. Ci si immerge in una dimensione reale, oggi sempre più rara, fatta di imperfezione, un luogo vero, concreto. Senza falsità. Non si tratta solo di una visita, piuttosto di un vero e proprio incontro “faccia a faccia” tra studenti e detenuti, come opportunamente è stato chiamato il progetto avviato circa tre anni fa, sviluppato sulla base di un’esperienza di laboratorio condotto nel penitenziario da Ada Fiore, professoressa di storia e filosofia del liceo classico.
- Bologna. Il carcere apre le porte a sport e cultura
- Airola (Bn). Sport e scuola per il riscatto dei ragazzi detenuti
- Ariano Irpino (Av). Inclusione e riscatto: il Terzo Settore riparte dalla Casa circondariale
- Roma. Le attrici di Rebibbia femminile per la prima volta in scena fuori dal carcere
- Marco Pannella, dieci anni senza lo “statista irregolare”











