di Antonio Marziale
approdocalabria.it, 19 agosto 2026
Il carcere non può diventare il luogo in cui finiscono tutte le fragilità che la società e il sistema sanitario non sono riusciti a intercettare prima. Eppure, i dati raccolti dall’Osservatorio di Antigone nelle 72 visite effettuate negli ultimi dodici mesi raccontano una realtà sempre più difficile da ignorare: nelle carceri italiane il disagio psichico è una presenza strutturale, mentre le risposte restano drammaticamente insufficienti. Il 9,3% delle persone detenute presenta una diagnosi psichiatrica grave. Ma il dato diventa ancora più significativo se si guarda al ricorso ai farmaci: il 20,5% assume regolarmente antidepressivi, antipsicotici o stabilizzanti dell’umore, mentre il 46% fa uso di sedativi o ipnotici. Numeri che non possono essere letti soltanto come indicatori di una maggiore attenzione alla salute mentale. Raccontano anche il rischio di una risposta affidata prevalentemente alla medicalizzazione, quando invece servirebbero percorsi terapeutici continui, individualizzati e capaci di accompagnare la persona nel tempo.
di Davide Varì
Il Dubbio, 19 agosto 2026
Il procuratore di Napoli contro la legge approvata a fine luglio: “Basta riforme”. La legge per trasferire i detenuti tossicodipendenti in comunità? “Un indulto mascherato”. Parola di Nicola Gratteri, che intervenendo ieri sera a un incontro sulla legalità a Casali del Manco ha criticato il provvedimento che entrerà in vigore il 21 agosto. Licenziata in via definitiva alla Camera a fine luglio con lo scopo di alleggerire le carceri sovraffollate, la legge consente di scontare in comunità terapeutica o in un luogo idoneo una pena fino a otto anni, che scendono a quattro quando nel titolo esecutivo compaiono reati ostativi, con l’eccezione della rapina e dell’estorsione aggravate. Le criticità sollevate riguardano soprattutto i fondi, che valgono poco più di 19 milioni di euro l’anno. L’analisi allegata al disegno di legge stima in 14.583 i detenuti già reclusi che potrebbero rientrare nella misura, ai quali se ne aggiungono oltre ottomila che potrebbero accedervi dalla libertà. I posti nelle comunità terapeutiche sono 13.276, quasi tutti gestiti da privati e in larga parte già occupati.
di Francesco Alberti
buonasera24.it, 19 agosto 2026
Il sindacato della Polizia scrive ai ministri dell’Interno e della Giustizia e al Capo della Polizia: proposta l’istituzione di voucher, navette, presidi nelle stazioni e procedure uniformi. Un sistema nazionale di instradamento assistito per le persone che, una volta dimesse dai Centri di permanenza per il rimpatrio o dagli istituti penitenziari, devono raggiungere una destinazione indicata dalle autorità ma non dispongono di denaro, biglietti o strumenti per organizzare autonomamente il viaggio.
di Martina Toppi
La Provincia di Como, 19 agosto 2026
A fine luglio il governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull’imputabilità dei minorenni tra i 14 e i 18 anni. Invece che provare caso per caso la capacità di intendere e di volere di ragazzi e ragazze accusati di crimini, la nuova legge propone di darla per assodata, proprio come per gli adulti. Già nel 2023 e poi nel 2025 il governo aveva proposto decreti sulla criminalità minorile in risposta a un fenomeno percepito come sempre più grave, che dai dati però, anche se in crescita, non appare tale. “Il quadro che emerge suggerisce sicuramente la necessità di tenere alta l’attenzione sulle condotte e gli stili di vita degli adolescenti, ma non sembra poter generare un allarme criminalità minorile, da più parti lanciato, né giustificare ipotesi bizzarre di abbassamento dell’età imputabile a dodici anni”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 19 agosto 2026
Bisognerebbe dare un premio a Maria Falcone, sorella di Giovanni Falcone, per aver messo di fronte agli ayatollah del circo mediatico una verità drammatica ma necessaria a lungo rimossa dal dibattito pubblico. Il Falcone che abbiamo rimosso e che Maria Falcone ci ha meravigliosamente ricordato in questi giorni è il magistrato antimafia che odiava la repubblica del sospetto e che all’antimafia delle chiacchiere preferiva quella dei fatti. Si capisce che il partito dei mozzorecchi oggi, di fronte a quelle lezioni, nel migliore dei casi sia costretto a travisarlo, nel peggiore dei casi a sfregiarlo e nei casi più surreali a manipolarlo. L’anticamera del khomeinismo, quando si parla di giustizia, in fondo si costruisce anche così. Rimuovendo, sporcando, sfregiando, manipolando.
di Caterina Giusberti
La Repubblica, 19 agosto 2026
Un mese fa la morte a Bologna del cittadino marocchino durante un fermo: “Quanto odio contro di noi sui social”. “Perché quei due poliziotti sono tornati in servizio? Loro sono al lavoro ma Abderrahim non c’è più. Anche i volontari della Croce Rossa non hanno fatto nulla per lui. Io chiedo giustizia. Andrò avanti finché respiro”. Khadija Fakir parla anche se le costa fatica, a tratti si commuove. Risponde al telefono dal Marocco, dove pochi giorni fa si è tenuta la commemorazione per il fratello, morto il 19 luglio al Pilastro mentre era a terra, ammanettato, con due poliziotti sopra di lui.
di Vincenzo Brunelli
Corriere della Sera, 19 agosto 2026
“Può essere un rischio”. Il caso finisce in Cassazione. Antonio Piromalli e la richiesta al carcere di Parma che resta in sospeso: in passato aveva fatto domanda per poter cucinare la cena in cella dopo le 22 ma anche in quel caso il permesso gli era stato negato. Un boss della ‘ndrangheta chiede di poter comprare un libro su San Benedetto al direttore del carcere di Parma che glielo nega. La singolare vicenda finisce in Cassazione, passando prima dal magistrato di sorveglianza che aveva negato a sua volta al detenuto il libro sul Santo di Norcia. Gli ermellini dopo aver classificato l’istanza come reclamo hanno rinviato gli atti e la decisione al magistrato di sorveglianza di Bologna “affinché valuti la fondatezza del prospettato pregiudizio ad un diritto soggettivo, e la legittimità del provvedimento limitativo dell’amministrazione penitenziario”.
di Renzo Franco
cuneo24.it, 19 agosto 2026
“Massima solidarietà agli agenti, ma analizziamo le cause”. Dopo gli episodi a Torino e a Saluzzo la Garante getta il faro sulle condizioni dentro le strutture. Formaiano esprime solidarietà agli agenti feriti a Saluzzo e Torino e chiede interventi strutturali: più personale, formazione adeguata e continuità delle attività trattamentali. Due istituti penitenziari piemontesi, Saluzzo e Torino, teatro di gravi episodi di aggressione ai danni di una vice Comandante e di agenti della Polizia Penitenziaria. Episodi che hanno spinto Monica Formaiano, Garante regionale delle persone detenute, a intervenire pubblicamente con una presa di posizione netta, che non si limita alla condanna dei fatti ma chiede di affrontarne le cause profonde.
di Cristina Antonutti
Il Gazzettino, 19 agosto 2026
Si vergognava di dire alla mamma in Egitto che era detenuto. Il giovane dopo aver appiccato il fuoco al materasso della cella con un fornellino a gas, si è barricato in bagno. Le urla, il rumore di oggetti sbattuti contro le sbarre, il fumo e le fiamme nella cella numero 11. Non è una rivolta quella che sembra scoppiare verso le 22.30 di lunedì sera nel carcere di Pordenone. È un atto dimostrativo sfuggito di mano a un ragazzo di 19 anni che, dopo aver appiccato il fuoco al materasso con un fornellino a gas, si è barricato in bagno impedendo agli agenti della polizia penitenziaria di salvarlo. Si chiamava Mamdouh. Esattamente Mamdouh Mohamed Khodair Karam.
di Nicolò Fagone La Zita
Corriere di Torino, 19 agosto 2026
Il sindaco Lo Russo visita l’istituto di pena torinese: “Il sovraffollamento non consente la riabilitazione”. “Serve meno retorica e più azione, il carcere di Torino oggi è inadeguato”. È questo il messaggio di Stefano Lo Russo dopo la visita avvenuta ieri pomeriggio alla casa circondariale Lorusso e Cutugno. Il sindaco è entrato nel carcere delle Vallette intorno alle 15, a poche ore di distanza dalla visita effettuata dai Radicali, che avevano già denunciato una situazione segnata dal sovraffollamento, dalla carenza di personale e dalla presenza di moltissimi detenuti con gravi fragilità, arrivando persino a parlare di “lager”.
- Agrigento. Una soluzione per il carcere: chiuderlo e buttare via la chiave
- Prato. Il collega scarica l’agente indagato: “Io non avrei mai sparato”
- Monza. Sovraffollato e “malato”. Il carcere scoppia: la denuncia dei Radicali
- Sondrio. Violenza contro le donne. L’impegno dal carcere
- Giostra illumina il carcere e l’umanità della pena con l’arte del narratore, così che tutti “vedano”










