di Valeria Russo
huffingtonpost.it, 8 novembre 2026
Ma i reati restano stabili e le carceri minorili scoppiano: +50% di detenuti dal 2022. Si è adulti per legge a quattordici anni? Fino a qualche settimana fa, prima di giudicare un ragazzo tra i 14 e i 18 anni, un giudice doveva chiedersi se davvero capisse ciò che stava facendo. Dal 23 ottobre la risposta è già scritta: “Sì, fino a prova contraria”. È questo il cuore del decreto-legge 190/2026, approvato dal Consiglio dei ministri il 20 ottobre all’indomani degli scontri di Milano del 17 e 18 ottobre, e ora all’esame della Camera, che ha tempo fino al 21 dicembre per convertirlo. Il testo riscrive l’articolo 98 del codice penale presumendo per chi ha compiuto quattordici anni la capacità di intendere e di volere.
di Alessandro Pendenza
arenula70.giustizia.it, 8 novembre 2026
Che cosa significa concretamente svolgere il servizio di cappellano in carcere nel 2026 a contatto con detenuti, Polizia penitenziaria e personale civile? Lo abbiamo chiesto ad alcuni cappellani delle carceri italiane. Apre la serie don Raffaele Grimaldi, Ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane. Dopo aver insegnato religione cattolica nelle scuole, è stato cappellano nel carcere di Secondigliano, a Napoli, per 23 anni. Nel settembre 2016 il Consiglio permanente della Cei (Conferenza episcopale italiana) lo ha nominato Ispettore generale. Lo abbiamo incontrato nella sede centrale dell’Ispettorato, in via delle Mantellate a Roma, vicino allo storico carcere di Regina Coeli. Don Grimaldi ci ha accolti nel suo ufficio mostrando gli spazi, dove è custodito un crocifisso (nelle foto di seguito) utilizzato in numerosi incontri di preghiera negli istituti di tutta Italia.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 8 novembre 2026
Il responsabile dell’Ufficio di Comunicazione della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv ha chiesto di poter dormire a Porto Azzurro per comprendere meglio i ristretti. Come vive un detenuto? Quali sono i sentimenti che prova? Quanto manca tutto quello di cui si è privati. Alessandro Ginotta, responsabile dell’Ufficio di Comunicazione della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv, caporedattore della rivista “Le Conferenze di Ozanam” e presidente dell’Ucsi Piemonte, ha voluto vivere l’esperienza di dormire in un carcere per comprendere meglio questi vissuti e aiutare a gettare un ponte tra dentro e fuori. L’esperienza l’ha vissuta una notte e un giorno nel carcere di Porto Azzurro, sull’isola d’Elba. Lo abbiamo intervistato.
24emilia.com, 8 novembre 2026
Il Garante dei detenuti dell’Emilia Romagna Roberto Cavalieri lancia l’allarme: prendendo in considerazione l’intero territorio, negli istituti penitenziari della regione è stata raggiunta quota 4.115 tra detenuti e detenute. Non solo è il dato peggiore dal 2014 a oggi, ma per di più è “in crescita, senza alcuna tregua”. Le carceri emiliano-romagnole, denuncia Cavalieri, sono sotto la pressione straordinaria di “un sovraffollamento senza precedenti”. I dati diffusi dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria sono impietosi: in Emilia-Romagna ci sono 1.133 detenuti e detenute in più rispetto alla capienza regolamentare, con un tasso medio di sovraffollamento del 37%, che si distribuisce in modo differente tra i dieci istituti penitenziari della regione.
di Lorenzo Mazzanti
Il Resto del Carlino, 8 novembre 2026
Ieri mattina nella sede della Cgil diversi ospiti di spessore nazionale. All’incontro pubblico, dal titolo “La salute non esclude” promosso da Alleanza Verdi e sinistra, Sinistra Italiana Marche e Cgil Pesaro e Urbino, presente Donatella Albini, responsabile nazionale Salute Sinistra Italiana: “L’emergenza suicidi in Italia è la seconda causa di morte giovanile, solo dietro agli incidenti stradali. Nelle carceri i numeri sono 11 volte superiori. In molti non sanno la lingua, mancano mediatori culturali. Alcune sono reduci da abusi. C’è un’emergenza sanitaria normalizzata.
di Valentina Marotta
Corriere Fiorentino, 8 novembre 2026
“Due anni e mezzo di inumana detenzione”. La vicenda di Giancarlo Giannini, che stava scontando una condanna a 10 anni e 8 mesi per reati associativi di tipo mafioso. Il legale aveva ripetutamente chiesto i domiciliari per le sue malattie croniche: “La decisione dei giudici è arrivata troppo tardi. Chiediamo chiarezza”. Era afflitto da una grave cardiopatia e aveva appena ottenuto gli arresti domiciliari. Ma Giancarlo Giannini non è riuscito a lasciare il carcere di Livorno, dove stava scontando una condanna a 10 anni e 8 mesi per reati associativi di tipo mafioso.
di Rino Giacalone
La Sicilia, 8 novembre 2026
Camere penali e forze politiche chiedono interventi urgenti. Sindacati, forze politiche, avvocati, scendono in campo a proposito delle condizioni del carcere “Pietro Cerulli”. Questo dopo gli ultimi fatti che hanno portato sulle pagine di cronaca il penitenziario. Dapprima la rivolta di una sessantina di detenuti, poi il suicidio di un detenuto di 26 anni, infine la morte per infarto di un altro detenuto, ma come l’altro si trovava recluso in isolamento in una sezione, il “Tirreno”, considerata malmessa sotto tanti profili, a cominciare da quello della vivibilità. Tutte situazioni che erano emerse la scorsa estate con i sopralluoghi dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” e degli avvocati delle Camere penali.
di Claudio Ciotola
Il Roma, 8 novembre 2026
La trasformazione in un luogo di lavoro, formazione e reinserimento sociale: il modello Donatella Rotundo. Dalle camicie per la Polizia Penitenziaria alle cravatte di Marinella, dalla pasticceria agli spazi dedicati ai bambini: otto reparti, oltre mille detenuti e centinaia di agenti. Così la Casa circondariale Francesco Uccella prova a trasformare il carcere in un luogo di lavoro, formazione e reinserimento sociale. C’è una storia che merita di essere raccontata, soprattutto perché arriva da un luogo che per anni è stato associato a una delle pagine più drammatiche della cronaca giudiziaria italiana. Parliamo della Casa circondariale Francesco Uccella di Santa Maria Capua Vetere, finita al centro di una vasta inchiesta giudiziaria sulle presunte violenze commesse da appartenenti alla Polizia Penitenziaria nei confronti dei detenuti nell’aprile del 2020.
parmatoday.it, 8 novembre 2026
La Garante dei detenuti Veronica Valenti: “Insofferenza anche tra chi lavora all’interno. Comuni e Regione chiamati a intervenire per tutelare la dignità delle persone ristrette”. Anche Parma è coinvolta nell’emergenza sovraffollamento delle carceri in Emilia Romagna. Dal 2013, nell’ambito degli interventi per aumentare la disponibilità di posti negli istituti penitenziari, sono stati realizzati nuovi padiglioni anche nel carcere parmigiano. Un ampliamento che rientra nei 550 posti aggiuntivi messi a disposizione in regione negli ultimi anni, ma che non è bastato a risolvere il problema. Il quadro regionale è particolarmente critico: nelle dieci strutture penitenziarie dell’Emilia-Romagna si contano oltre 4.100 persone detenute, con 1.133 presenze in più rispetto alla capienza regolamentare e un tasso medio di sovraffollamento del 37%.
di Pinella Leocata
La Sicilia, 8 novembre 2026
Dopo il decreto Caivano ingressi negli Ipm aumentati del 32%. Magistrati, chiesa e operatori: “Serve un’alleanza di comunità”. Il sistema giudiziario minorile italiano è stato a lungo un modello per tutta l’Europa perché mette al centro non il reato, ma la persona attorno alla quale costruisce reti di sostegno affinché il percorso penale sia un processo educativo volto al reinserimento sociale. Un sistema che i recenti interventi normativi - i vari decreti sicurezza, a partire da quello Caivano - stanno minando alla radice puntando solo sulla repressione e sull’aggravamento delle pene che rischiano di aggravare i problemi anziché risolverli. Di questo si è discusso al convegno su “La responsabilità condivisa. Progetti educativi e alleanze territoriali per una giustizia minorile di comunità” promosso dall’arcidiocesi insieme con Caritas, Ufficio di pastorale carceraria e ministero di Grazia e Giustizia.
- Como. Quando il lavoro entra in carcere: formazione su misura per trecento detenuti
- Torino. Rugby: il primo carcere a buttarsi nella mischia
- Napoli. “Nello stesso mare”, la Nuova Comune dentro e fuori il carcere
- Lecco. Davanti al carcere nasce la “Porta della Speranza”
- Dacia Maraini: “Mi piace raccontare storie. E amo parlare con i ragazzi”









