di Alessio Capone
L’Unità, 27 luglio 2026
Istituti che non rieducano non hanno più ragion di esistere. Ma il governo Meloni racconta un altro Paese e in una rincorsa a perdifiato a Roberto Vannacci e i suoi pretoriani, l’emergenza continua ad essere ostaggio di altre questioni. L’immigrazione, o la remigrazione, è il tema dei temi e sarà il terreno sul quale si consumeranno le prossime elezioni Politiche. Il generale prestato alla politica, che detta l’agenda dei principali riferimenti dell’esecutivo, vorrebbe un’Italia più intransigente, con più reati e tante altre soluzioni per riempire ancora di più le carceri. O costruirne di nuove. E quindi, a ruota, ecco la norma per l’imputabilità dei minori e una serie di leggi che aumentano i reati. Dunque, più reati più detenuti. In un sistema al collasso dove il carcere è inteso come un luogo di vendetta istituzionale.
di Rita Cantalino
valori.it, 27 luglio 2026
Nel carcere di Bologna, dieci detenuti scrivono ogni martedì per Ne Vale La Pena, la redazione che racconta la vita dietro le sbarre. Negli istituti penitenziari italiani ci sono 37 redazioni giornalistiche, di cui 29 testate regolarmente registrate. Si tratta di periodici nati spesso in collaborazione con giornaliste e giornalisti volontari. In diversi casi sono pubblicati e distribuiti anche all’esterno o vengono diffusi online. L’elenco non è esaustivo, perché continuamente ne nascono o ne vengono chiusi. Ci sono anche esperimenti che, pur attivi e vitali, non escono dalle mura del carcere in cui sono nati. “In molti istituti - leggiamo sul sito del ministero della Giustizia - l’attività redazionale si svolge in locali dedicati, nei quali i detenuti si incontrano per discutere della stesura e della definizione del giornale”. È proprio in una stanza della Casa Circondariale Rocco D’Amato di Bologna che nasce la storia dal futuro di oggi, quella di Ne vale la pena.
di Simona Musco
Il Dubbio, 27 luglio 2026
La nota di Aimmf analizza il Ddl del governo Nordio e i numeri dei tribunali: solo lo 0,54% dei processi si chiude per immaturità. “La riforma è del tutto inutile”. La cultura dell’attuale governo “mira a cancellare la specialità della giustizia minorile”. È il duro passaggio della nota diffusa oggi dall’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e la famiglia, che analizza due recenti iniziative legislative: la proposta approvata dal Consiglio dei ministri, che inverte l’onere della prova sull’imputabilità dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni, e quella, incardinata in Commissione Giustizia alla Camera, che punta ad abbassare l’età per l’imputabilità a 13 anni.
di Edmondo Bruti Liberati
Il Foglio Quotidiano, 27 luglio 2026
L’umanità ha vietato la vendetta privata. Ha abbandonato il giudizio di Dio (le ordalie, come il cammino sui carboni ardenti) e il giudizio diretto del “popolo” (Gesù o Barabba), a favore di organismi come i giudici nelle diverse modalità che si sono succedute. Ora sono i governanti a sollecitare il giudizio del “popolo”, delegittimando così il sistema di giustizia. L’accurato sondaggio di Alessandra Ghisleri pubblicato ieri sulla Stampa fa riflettere ben oltre il caso Roggero. Il 45,4 per cento ritiene si trattasse di legittima difesa, quando non vi è un solo giurista che non abbia condiviso la valutazione dei giudici. Uno stesso 45,4 per cento condivide “La difesa è sempre legittima”, slogan che oggi si traduce nella proposta di legge del sen. Borghi, unanimemente respinta da tutti i giuristi e palesemente incostituzionale.
di Antonello Caporale
Il Fatto Quotidiano, 27 luglio 2026
“Mani Pulite non era l’eden, ma ora sembra vana ogni lotta”. Dottor Colombo, la questione morale oggi ha le sembianze di un ricordo sbiadito e l’etica pubblica è andata smarrendosi fino a perdersi... “Siamo davanti, e non da oggi, a un cambio dei punti di riferimento civile. Stiamo infatti progressivamente abbandonando il principio che sta alla base della Costituzione: nessuno può essere escluso, disumanizzato”.
di Mariateresa Mastromarino
Il Resto del Carlino, 27 luglio 2026
Colletta della famiglia per il processo: superati già gli 8mila euro. I legali dei poliziotti sulla ferita alla testa di Fakir: dimostra che il sangue alla nuca c’era da prima. In ginocchio di fronte al luogo in cui Abderrahim Fakir è morto. Con il pugno alzato e gli occhi chiusi. In un minuto di silenzio per rendere omaggio alla vita spezzata del 42enne marocchino, deceduto durante un fermo di polizia a Bologna. A una settimana dalla scomparsa, al Pilastro una “marcia popolare” invade le vie del rione. Questa volta, come era successo la sera stessa della morte, senza violenza. Senza scontri, disordini o guerriglie.
di Francesco Nania
La Sicilia, 27 luglio 2026
“Rispetto l’opinione del procuratore, ma è una valutazione personale”. Dal primo settembre dello scorso anno, l’avvocato Anthony De Lisi è il Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Ha assunto questo incarico con la consapevolezza delle profonde criticità che interessano il sistema penitenziario e con l’intento di mettere la propria esperienza al servizio della tutela dei diritti fondamentali, favorendo soluzioni concrete e un dialogo costante con le istituzioni.
Il Capoluogo, 27 luglio 2026
Nasce in Abruzzo il Protocollo di gemellaggio istituzionale tra i Garanti regionali delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Il documento è stato siglato all’Aquila nel corso del “Festival del Sociale”, organizzato dall’assessorato alle politiche sociali della Regione Abruzzo. A firmare il patto di collaborazione, l’assessore regionale, Roberto Santangelo, la garante dei detenuti dell’Abruzzo, Monia Scalera e la coordinatrice nazionale del Forum dei Garanti regionali, Giovanna Francesca Russo, presente anche in vesti di garante della Regione Calabria.
tusciaweb.eu, 27 luglio 2026
Il ventinovenne era tra i dieci detenuti sotto inchiesta per la morte di Mohamed Chaanoun. Abdelkabir Talha, il detenuto di 29 anni che si è tolto la vita intorno alle 2 di domenica 26 luglio nel carcere di Mammagialla, era tra i dieci indagati nell’inchiesta sulla morte di Mohamed Chaanoun. Nei suoi confronti erano contestati i reati di rissa aggravata dalla morte di una persona e concorso in omicidio volontario. L’inchiesta riguarda la rissa scoppiata il 16 luglio nell’area passeggio della casa circondariale, al termine della quale Mohamed Chaanoun era morto dopo essere stato ferito.
di Luca Monaco
La Repubblica, 27 luglio 2026
Deyab Elnemr Ehab, egiziano, faceva la guida turistica al Colosseo: era stato arrestato l’11 febbraio. Il 10 luglio doveva andare a casa, l’11 è stato trovato morto in cella. “Era in salute”. Il 10 luglio scorso avrebbe dovuto lasciare il carcere di Rebibbia, dove era detenuto dall’11 febbraio scorso, per passare agli arresti domiciliari. E invece il giorno successivo, sabato 11 luglio, Deyab Elnemr Ehab, un uomo egiziano di 37 anni, è stato trovato morto in cella. L’ex moglie ha ricevuto la comunicazione dal carcere intorno alle 22. Poche parole, per informare la famiglia che Deyab non c’era più. Eppure la sua morte al momento resta un giallo sul quale indaga la procura. Il sostituto procuratore Andrea D’Angeli ha disposto l’autopsia, che è stata eseguita nei giorni scorsi all’istituto di medicina legale del Policlinico di Tor Vergata.
- Torino. Presidio notturno al “Lorusso e Cutugno”: una maratona oratoria per i diritti dei detenuti
- Napoli. Detenuto si laurea in scienze gastronomiche: “Ora sogno una pasticceria”
- Modena. Carceri, la storia di Hypnos che ha l’arte nelle mani
- Pescara. I detenuti del San Donato coltivano un orto e donano il raccolto alla Caritas
- Venezia. Nasce nel carcere Santa Maria Maggiore un club di tifosi del Venezia Calcio










