di Giuseppe Mastropasqua*
Il Dubbio, 3 giugno 2026
L’esecuzione delle pene detentive e pecuniarie presenta molteplici criticità, che di fatto ne vanificano la finalità rieducativa sancita dell’articolo 27, comma 3 della Costituzione, ovvero la concreta possibilità di avviare un reale percorso di inclusione sociale e di rielaborazione critica delle condotte criminose perpetrate. La prima criticità è rappresentata dal sovraffollamento carcerario; gli istituti penitenziari - a fronte della capienza regolamentare di 51.265 posti - alla data del 30 aprile 2026 ospitano 64.412 fra condannati e imputati. A detto sovraffollamento si aggiunge la scopertura delle piante organiche del personale di polizia penitenziaria e dell’area pedagogica; ciò determina oggettive difficoltà nell’assicurare sia i servizi di traduzione, vigilanza e piantonamento dei detenuti, sia l’osservazione scientifica della personalità e la realizzazione di attività trattamentali costanti ed efficaci.
di Alessandra Vescio
marieclaire.it, 3 giugno 2026
Sempre più minori in carcere: cosa sta succedendo alla giustizia minorile italiana. Secondo l’ultimo report di Antigone, l’associazione che si occupa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale, al momento in Italia sono detenute 581 persone minorenni. Non solo si tratta di un dato già elevato di per sé, ma rappresenta anche un aumento notevole rispetto al passato: in confronto al 2022, infatti, c’è stato un incremento del 52,5%. A ciò vanno aggiunti anche i trasferimenti delle persone che sono state detenute quando erano minorenni e trasferite poi nelle carceri per adulti appena compiuti i 18 anni. Questo aumento non è dovuto, secondo Antigone, a una crescita della criminalità minorile, ma piuttosto all’inasprimento delle pene favorito dal cosiddetto “decreto Caivano”, che da settembre 2023 ha introdotto una serie di misure per contrastare la criminalità giovanile.
Il Dubbio, 3 giugno 2026
A Poggioreale suicida un 27enne, a Castrogno morto un detenuto egiziano: garanti e sindacati denunciano sovraffollamento e carenze. La morte continua a entrare nelle carceri italiane con una frequenza che trasforma ogni singolo caso in un segnale d’allarme più ampio. Nelle ultime ore due episodi, tra Napoli e Teramo, hanno riportato al centro la fragilità del sistema penitenziario: un suicidio nel carcere di Poggioreale e il decesso, ancora da chiarire, di un giovane detenuto nel carcere di Castrogno. A Napoli, un detenuto straniero di 27 anni si è tolto la vita nella notte a Poggioreale. A darne notizia è stato il garante dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello, che ha collegato l’episodio al quadro nazionale delle morti negli istituti di pena.
di Antonio Mastrapasqua
Il Riformista, 3 giugno 2026
La nuova iniziativa di Forza Italia sulla giustizia è un flop tra gli alleati. C’è chi ha preso l’esito del referendum dello scorso mese di marzo come una pietra tombale sul tema della riforma della Giustizia. Non tutti per fortuna. Ma anche nella maggioranza, che era parsa tetragona nel difendere il quesito sulla separazione delle carriere dei magistrati, riemergono tentazioni giustizialiste, mai sopite, che si traducono in una difesa sostanziale dei giudici che sbagliano. La nuova iniziativa di Forza Italia - che per bocca del presidente dei suoi deputati, Enrico Costa - ha annunciato una proposta di legge sulla responsabilità dei giudici, non ha trovato molti consensi nei partiti alleati.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 3 giugno 2026
Dopo il referendum, il vertice al ministero riapre il dossier: responsabilità civile, custodia cautelare e smartphone. Chissà se i tredici milioni di cittadini italiani che hanno votato Sì al referendum sull’ordinamento giudiziario saranno seduti oggi nell’ufficio del ministro Carlo Nordio a discutere di giustizia e di riforme. Se lo meritano e saranno comunque in qualche modo presenti in via Arenula, insieme al guardasigilli, il viceministro e i sottosegretari, cui si uniranno i presidenti delle commissioni Giustizia di Camera e Senato, ma soprattutto i capigruppo dei partiti di maggioranza dei due rami del Parlamento.
di Seby Spicuglia
La Sicilia, 3 giugno 2026
Villari, garante regionale dei detenuti, denuncia un sistema al collasso. “Zecche nere appese ai tetti. Dappertutto. In alcuni periodi, nel carcere di Cavadonna, cadono nei piatti dei detenuti mentre mangiano”. Giovanni Villari, garante dei detenuti nell’area di Siracusa, è stato il primo della Sicilia a ricoprire questo ruolo, e per 3 anni l’unico. Conosce bene la realtà carceraria, l’affronta ogni giorno e si sbraccia, con lettere e segnalazioni, perché ai reclusi venga garantita umanità e rispetto. Battaglia non sempre facile: tempi burocratici, disattenzioni, voci soffocate.
L’Unione Sarda, 3 giugno 2026
La maggior parte sono marocchini e tunisini. Appello di Sdr al Ministero: “Senza figure specializzate i problemi ricadono sugli agenti penitenziari. Aumentano i detenuti stranieri nelle carceri della Sardegna, ma scarseggiano i mediatori culturali multilingue. Risultato: “La maggior parte dei problemi finisce per ricadere sugli agenti penitenziari”. A sottolinearlo è l’associazione Socialismo Diritti Riforme, in una nota dove fa il punto sul numero di detenuti di origine straniera reclusi nei penitenziari dell’Isola. SDR snocciola i dati dell’Ufficio Statistiche del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria al 31 maggio 2026. Scorrendo il report, il maggior numero di detenuti stranieri si registra a Cagliari-Uta (198 -26,9%), Sassari-Bancali (172 - 29,5) e Mamone-Lodè (108 - 58%).
umbria24.it, 3 giugno 2026
L’uomo, 31 anni, era prossimo alla scarcerazione. Un detenuto di 31 anni, originario della provincia di Perugia, è morto suicidandosi nella propria cella all’interno del carcere di Capanne. Secondo quanto si apprende l’uomo sarebbe dovuto uscire dall’istituto penitenziario a breve. Il gesto è avvenuto mentre le celle erano aperte. A intervenire è stato un agente della polizia penitenziaria che ha cercato di soccorrerlo e di rianimarlo ma ogni tentativo si è rivelato inutile. La notizia della morte - si apprende - ha provocato forte tensione tra i detenuti della struttura perugina, colpiti dall’accaduto e dalla perdita del compagno di detenzione, descritto come una persona benvoluta all’interno del carcere.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 giugno 2026
Dal 23 maggio il detenuto E.C. ha iniziato lo sciopero della fame nel carcere di Pavia. La protesta estrema nasce dalla negazione del diritto alla telemedicina e dal mancato accesso ai colloqui con il suo specialista psichiatra di fiducia. Un caso seguito da vicino dall’associazione Yairaiha. Il prossimo 9 giugno l’avvocato difensore affronterà un’udienza con il magistrato di sorveglianza, il quale non ha ancora fornito alcuna risposta alle istanze presentate. Il caso di E.C. porta alla luce le enormi difficoltà che i detenuti affrontano quotidianamente per veder garantita la propria salute. L’uomo si trova in regime di privazione della libertà senza alcuna soluzione di continuità dal 15 novembre del 2021.
novaradio.info, 3 giugno 2026
“A Sollicciano la capienza regolamentare dice 502 posti ma quelli effettivamente disponibili sono 366, quindi il tasso di affollamento supera il 170%” con gli attuali 620 reclusi. Ma Il problema va oltre il sovraffollamento: le condizioni, soprattutto materiali, dell’istituto, sono forse le peggiori che io conosca. Ovviamente in tutto questo poi starci in tanti diciamo è peggio: i due problemi si sovrappongono e rendono la situazione veramente impressionante”. Il giudizio, senza appello, arriva da Alessio Scandurra, responsabile dell’Osservatorio permanente sulle carceri dell’associazione Antigone, e che quindi ha ben presente lo “stato dell’arte”, in chiave comparata, dei penitenziari in tutta Italia.
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