di Leonardo Fiorentini
fuoriluogo.it, 10 giugno 2026
Le carceri italiane raggiungono il record dell’ultimo decennio: quasi 65 mila detenuti, affollamento al 139% e 30 bambini reclusi con le madri. Le carceri italiane continuano a riempirsi. I dati aggiornati al 31 maggio 2026 diffusi dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e rilanciati dal Garante delle persone private della libertà della Regione Lazio, Stefano Anastasia, fotografano una situazione sempre più vicina al collasso: le persone detenute sono ormai 64.741, il numero più alto registrato nell’ultimo decennio.
di Sergio D’Elia*
L’Unità, 10 giugno 2026
Abbiamo smesso di praticare la tortura quando ci siamo resi conto che era insopportabile sia per i torturati che per i torturatori. Abbiamo abolito la schiavitù quando è diventata intollerabile per gli schiavi come per gli schiavisti. Abbiamo chiuso i manicomi quando sono stati riconosciuti umilianti tanto per i “pazzi” quanto per gli psichiatri. Lo stesso deve valere per il carcere: luogo strutturalmente contrario al senso di umanità per carcerati e carcerieri. Nella prima sezione di Fuorni non si rieduca nessuno; al contrario, le persone si abbrutiscono, da una parte e dall’altra delle sbarre. Dopo aver visitato istituti come questo, di fronte a casi davvero penosi, scrivo articoli per l’Unità. A volte si trasformano in interrogazioni parlamentari.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 giugno 2026
Quarantatré anni di carcere, un percorso rieducativo riconosciuto dai giudici, la semilibertà dal 2017, l’assistenza prestata a un ragazzo disabile. Poi, dal 6 novembre 2025, la retromarcia: Gilberto Cavallini, ex NAR ultrasettantenne condannato in via definitiva per la strage di Bologna, è rinchiuso a Rebibbia in isolamento diurno continuativo, senza contatti con la famiglia né con il mondo esterno. E senza che nessuno, fino a pochi mesi fa, avesse spiegato pubblicamente come si fosse arrivati a questo punto. Il Dubbio lo aveva raccontato per primo. Era stata Valentina Stella, prima ancora che arrivasse la decisione del giudice di sorveglianza, a portare la vicenda all’attenzione dei lettori. Ora sul caso interviene anche il Parlamento.
di Errico Novi
Il Dubbio, 10 giugno 2026
C’è uno scarto nelle dichiarazioni che dice tutto. E fa capire perché Forza Italia andrà alle prossime Politiche con un suo programma sulla giustizia. Un programma diverso se non agli antipodi rispetto a Fratelli d’Italia. Carlo Nordio, ministro guardasigilli, inevitabilmente vincolato da un dovere di lealtà alla presidente del Consiglio e quindi, seppur indirettamente, a Fratelli d’Italia, spiega in mattinata, dal Forum Pa, perché non c’è neppure bisogno di vedersi al vertice sulla giustizia, che lui stesso avrebbe ospitato a via Arenula alle 15 di ieri ma che nella serata di lunedì era stato annullato. Pure senza fare esplicito riferimento al messaggio di “revoca” della riunione che aveva indirizzato ai capigruppo di centrodestra, il ministro è chiarissimo.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 10 giugno 2026
Il Ministro esclude una riforma della responsabilità civile, giudicata priva di effetti deterrenti, e punta sulla tipizzazione degli illeciti disciplinari. Gip collegiale a regime da febbraio e organici completi entro fine anno. “Il magistrato inetto, il magistrato impreparato, il magistrato indegno, il magistrato inadeguato, non va colpito nel portafoglio ma va colpito nella carriera. Poiché le sanzioni disciplinari vengono irrogate dal Consiglio Superiore della Magistratura allora è bene avere un dialogo e noi lo abbiamo già iniziato con il Csm per rendere tipiche quelle che sono le ipotesi in cui il magistrato è bene che risponda con la carriera e al limite con la destituzione” lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio dal palco della Nuvola di Roma al Forum PA dopo aver segnalato la non utilità di una riforma della responsabilità civile dei magistrati giudicata “assolutamente inutile e priva di deterrenza perché ogni magistrato è ultra-assicurato”.
di Davide Varì
Il Dubbio, 10 giugno 2026
Al vertice romano sulla “Rule of Law”, il vicepresidente del Csm invoca un sistema più ordinato per uscire dal labirinto delle troppe fonti normative: “Il cittadino ha diritto di conoscere l’esito della sua controversia. È il momento di aggiornare i pesi e contrappesi del potere”. Si è aperto ieri a Roma il Seminario di studi “Rule of Law”, alla presenza del Presidente della Repubblica. Ad inaugurare il confronto è stato l’intervento del Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, l’Avv. Fabio Pinelli, che ha tracciato un’analisi profonda e stringente sullo stato di salute della democrazia costituzionale, sollevando interrogativi cruciali sulle derive del potere contemporaneo, sull’avvento dell’intelligenza artificiale e sulla necessità di una maggiore certezza del diritto.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 10 giugno 2026
Le Sezioni Unite, ordinanza n. 18658/2026, chiariscono che lo straniero può chiedere i danni anche senza aver impugnato il provvedimento di proroga del trattenimento. Lo straniero trattenuto in un Cie senza essere ascoltato nel corso dell’udienza di proroga del trattenimento può agire per il risarcimento del danno derivante dall’ingiusta privazione della libertà anche se non ha impugnato il relativo provvedimento. Lo hanno stabilito le Sezioni unite della Cassazione, sentenza n. 18658/2026, respingendo il ricorso della Presidenza del Consiglio, condannata a pagare 20mila euro per poco più di due mesi di illegittimo trattenimento, disposti attraverso due proroghe del provvedimento inizialmente richiesto dal questore e poi convalidato dal giudice di pace senza la doverosa audizione di un cittadino ghanese trattenuto nel Cie di Bari nel 2010.
di Gian Pietro Fiore
rainews.it, 10 giugno 2026
Indagine interna dell’Asrem sulla morte di un detenuto 50enne nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Cardarelli dopo un intervento di routine. Va in ospedale per operarsi un’ernia, ma muore dopo l’intervento. Sull’accaduto l’Asrem ha avviato una indagine interna per comprendere cosa è successo al detenuto giunto al Cardarelli per un intervento a un’ernia e deceduto sabato scorso. All’uomo, cinquanta anni, recluso nella Casa circondariale di via Cavour, era stato programmato un intervento chirurgico di routine, ma qualcosa è andato storto e il 22 maggio scorso è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva per un improvviso peggioramento delle condizioni di salute.
di Francesco Viviani
triesteallnews.it, 10 giugno 2026
Un appello per affrontare con urgenza il problema del sovraffollamento carcerario e realizzare un nuovo istituto penitenziario a Trieste arriva dal Garante regionale dei diritti della persona del Friuli Venezia Giulia, Enrico Sbriglia, dopo una visita compiuta in occasione della celebrazione del Corpus Domini nella casa circondariale “Comandante Ernesto Mari”, conosciuta come Coroneo. Sbriglia ha partecipato alla funzione religiosa officiata dal vescovo di Trieste, mons. Enrico Trevisi, nella cappella dell’istituto. Presenti anche il direttore della Caritas diocesana, padre Giovanni La Manna, padre Silvio Alaimo, storico cappellano del carcere, due giovani sacerdoti e il comandante della struttura, Guido Tipaldi.
lapressa.it, 10 giugno 2026
Le parlamentari modenesi Enza Rando e Maria Cecilia Guerra, la responsabile legalità Rossella Caci e il consigliere Luca Barbari hanno visitato il carcere. Riaccendere i riflettori su una situazione che definire critica sarebbe già un eufemismo: questo l’obiettivo della visita - la quarta da aprile 2025 - effettuata al carcere Sant’Anna di Modena dalle parlamentari modenesi del Partito Democratico Enza Rando e Maria Cecilia Guerra, insieme alla responsabile legalità della Federazione provinciale Rossella Caci e al consigliere comunale di Modena Luca Barbari.
- Avellino. Visita del Garante alla Comunità per minori “Amistà” di San Martino Valle Caudina
- Livorno. Concluso il corso di pasticceria al carcere delle Sughere
- Cagliari. Liberi dentro per crescere fuori, sabato 13 giugno dal carcere di Uta ai giardini pubblici
- Forlì. La onlus “Casa della Speranza” dona 144 mobili al carcere
- Firenze. La musica entra a Sollicciano, la Banda “La Polverosa” in concerto per i detenuti










