di Eleonora Martini
Il Manifesto, 6 novembre 2026
A Bologna il Pd apre il confronto sulla sicurezza. A 10 anni dagli Stati generali dell’esecuzione penale. Pagina chiusa dal Conte I. A dieci anni dagli Stati generali dell’Esecuzione penale realizzati dall’allora ministro della Giustizia Andrea Orlando - 18 tavoli che nel 2016, dopo un anno di lavoro, avevano elaborato proposte concrete fondate sui principi più innovativi ma che facevano paura agli stessi dem, e poi vennero definitivamente affossate dal successivo governo Conte I - il Pd organizza oggi a Bologna una giornata interamente dedicata alla pena nel sistema giudiziario e alla sua esecuzione. Parte da qui un percorso di confronto - con la società civile, gli addetti ai lavori e gli altri partiti del campo largo - per scrivere concretamente il programma della coalizione di centrosinistra che Elly Schlein, alla quale è affidata la conclusione dei lavori, vorrebbe “non scritto nelle stanze delle segreterie”.
di Paola Balducci
L’Espresso, 6 novembre 2026
È una pericolosa deriva quella che avvicina sempre di più la legislazione a quella degli adulti. La tutela dei cittadini, delle vittime e dello stesso diritto di manifestare pacificamente impone che le condotte violente nelle piazze siano perseguite. Tuttavia, non possiamo permetterci di continuare a ritenere che la soluzione sia l’inasprimento delle sanzioni. Il decreto-legge n. 190 del 22 ottobre 2026 interviene su diversi aspetti del sistema penale, ma soprattutto modifica disposizioni del processo penale minorile, avvicinandolo ulteriormente al processo penale per adulti. La modifica dell’art. 98 c.p. introduce una presunzione relativa della capacità di intendere e di volere per i minori che abbiano compiuto quattordici anni. Una scelta che interviene su uno dei principi fondamentali della responsabilità penale minorile, tradizionalmente caratterizzata dalla necessità di una valutazione individualizzata della maturità del ragazzo.
di Andrea Sparaciari
La Notizia, 6 novembre 2026
Ma i numeri raccontano una realtà differente. Nordio rivendica 572 ragazzi detenuti per 583 posti e nega di aver aumentato reati e pene. Ma all’insediamento del governo i reclusi erano 392. “Per ora il sovraffollamento non c’è”. Il Guardasigilli Carlo Nordio lo ha detto chiaro, sicuro e senza timore di essere smentito nell’aula del Senato, ieri, rispondendo durante il question time a un’interrogazione del Pd sugli Istituti penali per minorenni (Ipm). E per dimostrarlo, il ministro ha snocciolato i numeri: le presenze negli Ipm “sono diminuite da 623 unità del 9 marzo 2025 a 572 del 3 novembre 2026, a fronte di una capienza complessiva di 583 posti”. Tra il 2024 e il 2026 gli ingressi sono calati, aggiunge, mentre sono aumentate le prese in carico da parte dei servizi sociali e delle comunità.
lumsa.it, 6 novembre 2026
“Noi dobbiamo combattere una battaglia nuova di consapevolezza che sappia coniugare il rigore che non è punitivismo. Il detenuto deve poter respirare, deve avere lo spazio per un respiro lungo e a tempo stesso coniugare sicurezza nel senso costituzionale e le attività trattamentali. Fa più un libro di Dostoevskij che dieci anni di carcere. Io ho letto Delitto e Castigo a 16 anni, non sono mai stato tentato dalla devianza perché in quel libro io ho trovato tanta conoscenza”. Così Antonio Sangermano, Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità presso il Ministero della Giustizia, intervenendo all’Università Lumsa in occasione della presentazione del libro “Guerrieri - Nisida non è solo un luogo, è uno stato dell’anima” (Il Pellegrino, 2026), di Gianluca Guida, direttore dell’Istituto penale per i minorenni di Nisida (NA).
di Andrea Carlino
orizzontescuola.it, 6 novembre 2026
I numeri sul reinserimento dopo un passato in carcere. Il 58% degli italiani convinto che un giovane con un passato giudiziario possa riprendere in mano la propria vita, l’87% che chiede formazione professionale vera e un 40% che individua nel lavoro l’ostacolo più duro da superare: i numeri raccontano una società che non ha perso la fiducia nei ragazzi più fragili, ma che al tempo stesso ne vede benissimo le criticità. È questa la fotografia scattata dall’indagine “Introspezioni vol. II” sulla giustizia minorile, condotta da SWG e Cuntura per conto del Ministero della Giustizia e presentata al Senato. Un pacchetto di dati e percentuali che getta le basi per un percorso concreto di reinserimento e che diventerà il perno del confronto della prossima edizione di Expo Training, prevista a Fiera Milano City il 18 e 19 novembre prossimi.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 novembre 2026
Una stanza. Niente telefoni, niente computer, nessuna voce dall’esterno. Da oggi al 9 novembre un gruppo di attivisti del Comitato di solidarietà con Gilberto Cavallini si chiuderà volontariamente in isolamento per riprodurre, con il massimo rigore possibile, la giornata di chi sconta l’isolamento diurno previsto dall’articolo 72 del codice penale. Alcuni accetteranno di restare sotto l’occhio di una webcam per tutta la durata della mobilitazione, trasmessa in diretta sul canale YouTube di Umberto Baccolo. La data d’inizio ha un significato preciso. Il 6 novembre l’ex Nar compie un anno esatto di isolamento, cominciato nel 2025 a Rebibbia e destinato, secondo il provvedimento definitivo, a chiudersi il 5 novembre 2028.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 6 novembre 2026
L’appuntamento rappresenta il primo passo verso un Manifesto da sottoporre agli elettori: separazione delle carriere, terzietà del giudice, prescrizione, intercettazioni, processo mediatico, carcere e certezza della pena. La giustizia torna al centro del dibattito di Forza Italia. E questa volta gli azzurri vogliono farlo rivendicando la propria identità, anche a costo di marcare le distanze dagli alleati di governo. Presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, andranno in scena oggi gli “Stati generali dei Garantisti”, organizzati insieme all’Osservatorio Giustizia Liberale della Fondazione Einaudi. Un appuntamento che guarda già alle elezioni politiche del 2027 e che rappresenta il primo passo verso un Manifesto da sottoporre agli elettori: separazione delle carriere, terzietà del giudice, prescrizione, intercettazioni, processo mediatico, carcere e certezza della pena. Ma, soprattutto, un tentativo di rilanciare quella cultura liberale della giustizia che Forza Italia considera parte irrinunciabile della propria storia politica.
di Camilla Curcio
Il Sole 24 Ore, 6 novembre 2026
Guardare alla giustizia riparativa come a un’opportunità di ripartenza, cambiamento e inclusione non significa chiudere gli occhi davanti all’errore o cancellare la punizione ma provare a costruire un percorso di responsabilizzazione degli autori del reato, di riconoscimento delle vittime e di rafforzamento dei legami sociali. Questo è stato il leitmotiv del dibattito che ha animato l’incontro “Giustizia, riparazione e percorsi di autonomia”, organizzato da Fondazione Asilo Mariuccia e abbinato al conferimento dell’omonimo premio a Marta Cartabia. Alla giurista, ex ministra della Giustizia ed ex presidente della Corte costituzionale, è stato riconosciuto il grande impegno profuso - grazie alla sua ben nota riforma - nel sistematizzare un concetto esistente già in potenza nell’ordinamento italiano, grazie al dettato della Costituzione. E che, come ha ribadito Emanuela Baio, presidente della Fondazione, dà corpo all’importanza di “non fermarsi allo sbaglio o alla condizione di vulnerabilità, creando invece i presupposti affinché ciascuno possa ritrovare fiducia in sé stesso”.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 6 novembre 2026
Ok del Governo all’emendamento di Costa (FI). La norma prevede che le giovani toghe svolgano “un’attività formativa all’interno degli istituti penitenziari, volta ad acquisire la conoscenza delle modalità di esecuzione della pena”. Oltre che in Procura, in Tribunale e in Corte d’Appello, d’ora in poi i magistrati dovranno svolgere una parte del loro tirocinio in carcere. Lo prevede un emendamento di Forza Italia, che ha ottenuto il parere favorevole del governo, all’ultimo decreto Giustizia in discussione in Commissione alla Camera. La proposta, firmata dal capogruppo azzurro a Montecitorio Enrico Costa, recita così: “Durante la sessione di tirocinio presso gli uffici giudiziari sono assicurate la formazione sulle tecniche di mediazione dei conflitti nonché un’attività formativa, da svolgere all’interno degli istituti penitenziari, volta ad acquisire la conoscenza delle modalità di esecuzione della pena”.
di Rino Giacalone
La Sicilia, 6 novembre 2026
Il recluso si trovava all’interno della sezione di isolamento “Tirreno”. All’interno del carcere “Pietro Cerulli” di Trapani si continua purtroppo a registrare decessi. Oggi il secondo nel giro degli ultimi due giorni. Si tratta ancora una volta di un detenuto ristretto in isolamento nel reparto “Tirreno”. il fatto grave risale alla scorsa notte. Gli agenti di guardia sono riusciti a soccorrerlo, trovandolo ancora in vita, ma il decesso è sopraggiunto nell’area di emergenza del vicino ospedale Sant’Antonio. Al momento non si conoscono generalità e nazionalità dell’uomo.
- Vicenza. I Consiglieri regionali del Pd: “Il carcere ha 270 posti, ma ci sono 400 detenuti”
- Perugia. I detenuti a Capanne: “Finestre coi vetri rotti e niente riscaldamento né acqua calda”
- Enna. Carcere, è scontro sui fondi per la ristrutturazione. “Erano già previsti nel 2023”
- Aosta. Carcere di Brissogne, la senatrice Spelgatti: “Criticità strutturali non più tollerabili”
- Parma. Carcere e solidarietà: il Comune presenta il calendario “Frammenti di luce”









