di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 ottobre 2026
Trentasette morti senza una causa. Tanti sono i detenuti deceduti nelle carceri italiane tra il primo gennaio e il 31 agosto 2026 per i quali, al momento della rilevazione, nessuno è ancora in grado di dire con certezza di cosa siano morti. Uno in più dei 36 registrati nello stesso periodo del 2025, ed è il valore più alto dell’intera serie storica 2021-2026. Per misurarne il peso basta guardare indietro: nei primi otto mesi del 2021 i decessi per cause da accertare erano 6, nel 2022 e nel 2023 erano 18, nel 2024 di nuovo 6. In due anni la cifra si è moltiplicata per sei. Il dato arriva dal nuovo report dell’Osservatorio penitenziario del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, curato da Irma Conti, membro del Collegio, e da Giovanni Suriano, responsabile dell’ambito penale.
di Massimo Pandolfi
Il Resto del Carlino, 8 ottobre 2026
In Emilia Romagna, ogni 33 ore un detenuto cerca di uccidersi. Succede un giorno sì e l’altro pure o quasi. I detenuti rinchiusi in regione sono oltre 4mila e pensate che, per vivere dietro le sbarre con un minimo di dignità, la capienza massima negli undici penitenziari regionali non dovrebbe superare le 3mila unità. Questo dato è emerso dopo che Salim El Koudri, l’attentatore di Modena, ha cercato di farla finita, ma non c’è riuscito; c’era riuscito invece, qualche giorno prima, Mena Istafanous, 26 anni, suo emulo in un distributore di carburanti a Reggio Emilia.
di Ilaria Dioguardi
retisolidali.it, 8 ottobre 2026
Negli istituti di pena italiani i detenuti sono più di 66mila, nel Lazio quasi 7mila. Stefano Anastasia, che ha appena terminato il suo decennale incarico di Garante delle persone private della libertà personale del Lazio, e Alessio Scandurra, Antigone, tracciano il quadro di un mondo in sofferenza, tra celle sovraffollate e aumento dei suicidi. “Quasi tutti gli istituti di pena della regione hanno tassi di affollamento effettivi superiori al 100%”, è l’allarme di Stefano Anastasia, che il 31 luglio 2026 ha terminato dopo dieci anni il suo incarico di Garante delle persone private della libertà personale del Lazio. Sono oltre 6.900 detenuti, mentre il dato nazionale conta 66.063 detenuti a fronte di 51.295 posti disponibili. Le donne sono 2.968, gli stranieri 20.856 (dati del Ministero della Giustizia, aggiornati al 30 settembre 2026).
di Rita Bernardini*
Il Dubbio, 8 ottobre 2026
Per l’ennesima volta è stato negato a Fabio Falbo, conosciuto come “lo scrivano di Rebibbia”, il permesso premio previsto dall’articolo 30 dell’Ordinamento penitenziario. L’Ufficio di sorveglianza di Roma ha respinto nuovamente la richiesta con un’ordinanza di 13 pagine. Falbo terminerà comunque di scontare la pena tra meno di un anno, nel settembre 2027, dopo 17 anni consecutivi di detenzione: inizialmente in alta sicurezza e, da diversi anni, in media sicurezza nel reparto G8 di Rebibbia, considerato tra i più avanzati dell’istituto romano sotto il profilo trattamentale. Il provvedimento ripropone le motivazioni già poste alla base dei precedenti rigetti, incentrate sull’asserita mancata “revisione critica” del passato criminale di Falbo. Una valutazione collegata alla sua costante rivendicazione di innocenza rispetto ai reati per i quali è stato condannato, esercitata nel pieno rispetto di un suo diritto.
cagliaritoday.it, 8 ottobre 2026
La lettera di M.C., 69 anni, alla associazione Sdr dalla casa circondariale di Cagliari. Due le domande di grazia al presidente della Repubblica. Una vicenda complessa che merita attenzione. Un detenuto cagliaritano di 69 anni, che ha trascorso 48 anni in carcere, ha scritto una lettera accorata all’associazione “Socialismo Diritti Riforme” (Sdr) dalla casa circondariale di Cagliari-Uta, esprimendo tutta la sua disperazione: “Dopo 48 anni di detenzione sono davvero stanco. Meglio la pena di morte. Ho perso tutte le speranze”. L’uomo, identificato con le iniziali M.C. e difeso dall’avvocata Roberta Cannas, ripercorre nella lettera una vita segnata dal carcere fin da giovane. Condannato all’ergastolo per un omicidio commesso all’Asinara nel 1982 - dopo una sentenza di assoluzione in primo grado - sostiene di non essere stato il mandante del delitto e che un altro detenuto ne aveva confessato la responsabilità senza essere creduto.
di Elena Ricci
tarantotoday.it, 8 ottobre 2026
Superata la capienza massima, la direzione chiede lo stop alle assegnazioni e invita Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza a rivolgersi al Provveditorato per collocare altrove le persone arrestate. Meno di 400 posti per circa 860 detenuti. Chi viene arrestato a Taranto potrebbe non entrare più nel carcere della città. La casa circondariale ha raggiunto un livello di sovraffollamento tale da non avere più camere disponibili per accogliere nuovi detenuti e la direzione ha chiesto alle forze dell’ordine di rivolgersi al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria per individuare altre strutture nelle quali condurre le persone raggiunte da provvedimenti restrittivi.
di Marcello Feola
Il Piccolo, 8 ottobre 2026
La capogruppo dem in Consiglio comunale interviene sulla trasformazione del San Michele e sulle criticità del Cantiello e Gaeta: “La città e il personale penitenziario hanno diritto a risposte, risorse e coinvolgimento”. La trasformazione del carcere di San Michele in struttura destinata a ospitare detenuti sottoposti al regime del 41-bis e le condizioni del Cantiello e Gaeta tornano al centro del confronto politico alessandrino. A intervenire è Rita Rossa, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale. Che critica il Governo sia per il metodo seguito nella vicenda del San Michele sia per quella che considera una carenza di attenzione nei confronti delle difficoltà dell’altro istituto penitenziario cittadino.
di Marcello Feola
Il Piccolo, 8 ottobre 2026
Il consigliere regionale di Forza Italia interviene dopo le critiche della capogruppo Pd, Rossa. “San Michele non rappresenta di per sé un rischio per la città. L’attenzione deve andare alla sicurezza quotidiana e al sovraffollamento del Don Soria”. “Basta allarmismi sul 41-bis. La vera attenzione deve andare alla sicurezza quotidiana dei cittadini”. Davide Buzzi Langhi, consigliere regionale di Forza Italia e consigliere comunale ad Alessandria, replica alle dichiarazioni di Rita Rossa, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, sulla situazione delle carceri cittadine. Al centro del confronto politico c’è la destinazione del carcere di San Michele ai detenuti sottoposti al regime del 41-bis. Sulla quale Rossa aveva sollevato interrogativi riguardanti la sicurezza, le risorse e il coinvolgimento del territorio nelle decisioni.
di Giuseppe Fontana
tempostretto.it, 8 ottobre 2026
Pur non sovraffollata “tecnicamente”, la casa circondariale avrebbe “bisogno di maggiori spazi per le attività”. Le parole della garante Risicato e della direttrice Tajani. Dalla privazione della libertà a quella dei diritti il passo, purtroppo in tutta Italia, è breve. Dell’emergenza nelle carceri del Paese si parla a livello nazionale ormai da tempo. Il tema è stato affrontato anche a Messina, durante la settima commissione consiliare presieduta da Antonella Feminò. Ospiti l’assessora alle Politiche sociali Alessandra Calafiore, la garante delle Persone private della libertà Lucia Risicato e la nuova direttrice della casa circondariale Romina Tajani.
Il Dubbio, 8 ottobre 2026
La discussione è il risultato del protocollo firmato nel 2023 tra l’amministrazione penitenziaria e l’Università Mediterranea. Il direttore Rosario Tortorella: “La cultura può superare ogni barriera”. Per la prima volta negli istituti penitenziari di Reggio Calabria un detenuto sostiene oggi l’esame finale per la laurea in Economia. Lo ha comunicato la direzione degli istituti penitenziari “Giuseppe Panzera”. Il percorso è nato nel 2023 con il protocollo d’intesa tra l’amministrazione penitenziaria e l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria. Il progetto ha coinvolto l’istituzione penitenziaria, l’università e gli operatori del carcere.
- Pavia. “La seconda possibilità si cuce insieme”, le opere dei detenuti in mostra
- Fossano (Cn). È lungo nove metri e nasce dentro un carcere: il libro che ora arriva alla comunità
- Milano. “Oltre le Sbarre”, per uno sguardo che renda giustizia
- Belluno. Carcere e riabilitazione attraverso la poesia: Francesco Certo presenta “Oltre le sbarre”
- Genova. “Il cielo in una stanza”, le emozioni dei detenuti nel dialogo in carcere con Sayf









