di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 luglio 2026
Nel 1992 i reclusi al carcere duro erano 498, oggi quasi il doppio. E la mafia non è potentissima e stragista come prima. Nel 1992-93, quando Cosa nostra faceva saltare in aria diversi luoghi sensibili e ammazzava in pieno giorno, i detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis erano meno di quelli di oggi. A fine 1992 erano 498. Al 7 aprile 2026 sono 741. In mezzo ci sono trentaquattro anni nei quali le stragi sono finite, i capi storici sono morti in cella e Cosa nostra fatica a ricostruire la propria commissione provinciale. Il numero dei ristretti nel regime nato per fermare quella stagione, invece, non è mai tornato indietro.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 30 luglio 2026
Il ministro: “10 mila persone fuori dal carcere”. Poi la rettifica: è solo una “prospettiva pluriennale”. Con 153 sì, 42 no e 82 astenuti, la Camera ha dato il via libera definitivo al ddl Nordio sulla detenzione domiciliare dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che aderiscano a un programma di recupero e che stiano scontando una pena detentiva - residua o per condanna - non superiore a 8 anni, o 4 per particolari reati “ostativi”. Un provvedimento che, per le opposizioni, in linea di principio potrebbe essere condivisibile se non fosse per le numerose falle rilevate e la sostanziale inapplicabilità. Da qui l’astensione di tutti i partiti della minoranza, mentre un netto no è arrivato dal M5S e da Fn di Vannacci.
di Viviana Daloiso
Avvenire, 30 luglio 2026
Via libera definitivo della Camera al provvedimento che concede a chi deve scontare una condanna non superiore a 8 anni la detenzione nelle comunità di recupero accreditate. L’entusiasmo del Terzo settore: “Un passo di civiltà”. Il nodo dei numeri: quante persone usciranno? La tossicodipendenza - il principio si è ripetuto per anni, anche sulle pagine di Avvenire - non cancella affatto la responsabilità penale, ma non può essere ridotta neppure a una colpa da espiare dietro le sbarre.
di Maria Novella De Luca
La Repubblica, 30 luglio 2026
Detenzione domiciliare dei tossicodipendenti oggi in carcere, San Patrignano applaude ma Antigone e Forum Droghe lanciano l’allarme: “Il percorso non si riduca a un trasferimento della pena”. Se San Patrignano applaude, Antigone non nasconde scetticismo e Forum Droghe parla di “comunità trasformate in carceri sociali”. La nuova legge approvata dalla Camera sulla detenzione domiciliare dei tossicodipendenti in carcere, divide le associazioni che da sempre si occupano di reclusione, recupero e prevenzione dalle droghe. Anche se sul punto di partenza del disegno di legge del governo - di fatto - la concordia è comune: chi ha commesso reati legati alla tossicodipendenza deve essere curato (e aiutato) fuori dalle mura di un penitenziario.
Italia Oggi, 30 luglio 2026
Accordo Anac-Cnel per l’inserimento nei bandi di clausole sociali per favorire l’occupazione di persone in stato di detenzione. Quote riservata nelle gare di appalto alle imprese e alle cooperative sociali il cui scopo principale sia l’integrazione sociale e professionale delle persone svantaggiate e, quindi, anche di detenuti ed ex detenuti. È l’obiettivo dell’accordo Anac-Cnel approvato ieri che prevede le clausole sociali da inserire negli atti di gara, così da favorire attraverso il lavoro la rieducazione e il reinserimento sociale delle persone sottoposte a una pena detentiva.
di Paolo Cagidemetrio
Italia Oggi, 30 luglio 2026
Disposte a accogliere detenuti sono McDonald’s, Terna, Autogrill, Gruppo Cremonini, A2A, l’Istituto superiore di sanità e la Fabbrica di San Pietro, ma anche pmi di ogni settore. Da discarica sociale a giacimento di risorse. È il ruolo che il carcere può svolgere ribaltando la comune visione che considera perduto per sempre chi ha sbagliato. Cresce infatti il numero delle imprese che scelgono di avere alle proprie dipendenze un detenuto. “Ma sono ancora poche rispetto alla grande potenzialità di questa scelta”, spiega Flavia Filippi, giornalista e fondatrice dell’associazione Seconda Chance, diffusa in quasi tutta Italia, che si occupa di fare da ponte tra il carcere e le aziende. Eppure i motivi per farlo sembrano non mancare.
di Gabriele Vecchione
Il Domani, 30 luglio 2026
A oggi in Italia vi sono 1978 detenuti (di cui 104 donne) iscritti a 55 atenei: dal 2018 il numero degli universitari in carcere è quasi triplicato. Nel 2025 si sono celebrate 50 lauree triennali e sette magistrali. Ma questi numeri non colgono quanto anche solo pochi esami possono fare una differenza positiva, come racconta una ospite di Rebibbia iscritta alla Sapienza. A partire dalla seconda lettera che mi ha scritto, R., “ospite di Rebibbia femminile”, mette sempre un cuore sotto la sua firma. È una delle studentesse dei 125mila circa che mi sono affidati come cappellano della Sapienza. R. ha 70 anni e so che negli ultimi giorni di luglio stava preparando Cinema 2.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 30 luglio 2026
Il decreto consente di conservare per 7 giorni, nei luoghi ritenuti sensibili, i dati biometrici di chi passa davanti a una telecamera. Via libera definitivo al ddl carcere. Uno sprint del governo in commissioni Trasporti e Attività produttive ha dato il via libera al decreto legislativo sul riconoscimento facciale, per le forze di polizia, che consente l’uso dell’Intelligenza artificiale nei sistemi di video sorveglianza, in recepimento dell’Ai act europeo. Non solo: FdI ha presentato una proposta di legge per istituire il reato di associazione a delinquere contro le manifestazioni violente.
di Simona Musco
Il Dubbio, 30 luglio 2026
Dopo Val di Susa e Bologna, da Fratelli d’Italia anche una proposta che mira a colpire le proteste di piazza con un nuovo reato associativo. Un ulteriore passo verso lo Stato di polizia. Da un lato con l’introduzione di controlli biometrici in mano alle forze di polizia senza particolari controlli da parte di un giudice, in barba al regolamento europeo, che pone limiti per evitare la deriva verso un controllo di massa. Dall’altro con la proposta di un nuovo reato associativo per punire chi devasta e aggredisce le Forze dell’Ordine. Le due proposte, piombate nel dibattito pubblico, sono state avanzate la prima dal governo, la seconda da Fratelli d’Italia.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 30 luglio 2026
Ecco il riconoscimento facciale “a strascico”. La polizia potrà usare i dati biometrici per identificare chi va in piazza anche nei giorni prima di una manifestazione. Uno-due. Il decreto legislativo recepisce il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale e lo rende una questione di polizia accelera e, con ogni probabilità, già oggi verrà licenziato. Nel frattempo Fratelli d’Italia presenta la sua proposta di legge per far sì che chi scende in piazza a manifestare possa essere accusato di associazione a delinquere.
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