di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 27 agosto 2026
Per risolvere il sovraffollamento carcerario, è tornato di grande attualità in questi giorni il dibattito sull’esecuzione penale esterna, l’altra faccia del sistema detentivo. Con l’aumento, voluto dalla riforma Cartabia, delle misure alternative (dalla messa alla prova, alle pene sostitutive), il lavoro degli assistenti sociali è diventato allora sempre più importante. Il problema è che anche qui bisogna fare i conti con una cronica carenza di personale. I numeri restituiscono la dimensione del fenomeno. Secondo le statistiche più recenti del Ministero della giustizia, a fine luglio le persone complessivamente prese in carico dagli Uepe erano oltre quota 100 mila.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 27 agosto 2026
Trenta giorni per intervenire sul sovraffollamento delle carceri, rafforzare le misure contro gli autolesionismi e rendere pubblici i dati sulla situazione degli istituti penitenziari. È quanto chiede il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito al capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, con una diffida, firmata dal segretario Maurizio Turco e dalla tesoriera Irene Testa, notificata il 25 agosto e inviata per conoscenza anche al ministero della Giustizia. L’atto non si limita alla denuncia dell’emergenza carceraria, ma punta a trasformare la richiesta di intervento in un vero e proprio procedimento amministrativo.
di Alice Caputo
giornalelavoce.it, 27 agosto 2026
Il sindacato della polizia penitenziaria chiede di ricostruire l’intera catena della sicurezza, dalla vendita di accendini e cartucce di gas fino ai materiali presenti nelle celle. Gli incendi scoppiati all’interno delle carceri italiane aprono un nuovo fronte sul tema della sicurezza e delle responsabilità. Dopo gli episodi registrati negli istituti di San Vittore, Sassari, Pordenone, Viterbo, Alessandria e Ivrea, l’Osapp, Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria, ha deciso di chiedere accessi civici per approfondire quanto avviene prima, durante e dopo un’emergenza legata al fuoco. Al centro dell’iniziativa c’è la volontà di ricostruire l’intera catena delle decisioni che riguardano la prevenzione degli incendi negli istituti penitenziari, senza concentrare l’attenzione esclusivamente sull’operato degli agenti chiamati a intervenire quando le fiamme sono già divampate.
di Irene Testa e Claudio Cugusi
sardegnanotizie24.it, 27 agosto 2026
Gianni Alemanno, ex ministro delle Politiche Agricole ed ex sindaco di Roma, due mesi fa è uscito dal carcere di Rebibbia dove si trovava dal dicembre del 2024. “Esco dal carcere da innocente. Ho fatto un anno e mezzo ingiustamente. Ho visto e conosciuto una realtà terribile, che è una vergogna per la Repubblica Italiana, dove perde la faccia. Non viene data la possibilità di rifarsi una vita”, aveva dichiarato dopo essere tornato in libertà. Irene Testa di Radio Radicale lo intervista insieme a Claudio Cugusi sulla vita carceraria e sui possibili rimedi alle condizioni disumane di chi vive oltre le sbarre. L’intervista completa andrà in onda giovedì alle 19 su Radio Radicale, nel programma “Lo stato del diritto”.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 27 agosto 2026
“Lo Stato fallisce quando perde l’obiettivo della rieducazione della pena, senza consentire prospettive”. Le parole dell’avvocata Ambra Giovene, storico legale di Domenico Papalia, raccontano più della sua morte di qualsiasi cronaca giudiziaria. Perché Papalia, 81 anni, è morto dopo quasi mezzo secolo trascorso in carcere, gran parte dei quali al 41-bis, e solo quando la malattia era ormai arrivata alla fase terminale ha potuto lasciare la cella e trascorrere qualche giorno accanto ai familiari. Sono state tante negli ultimi anni le richieste di liberarlo da Nessuno Tocchi Caino, ai Radicali ad altre associazioni e quotidiani. “Cinquanta anni effettivamente vissuti in carcere danno purtroppo la misura di quel fallimento”, dice Giovene.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 27 agosto 2026
Condanna per concorso in immigrazione clandestina alla persona che si presta ad aggiustare i motori in cambio della traversata gratis verso l’Italia. Quattro anni e due mesi di carcere e tre milioni di euro di multa al migrante-scafista, addetto alla riparazione dei motori in caso di guasto, come prestazione di scambio per pagarsi il viaggio, anche se estraneo all’accordo del sodalizio finalizzato al traffico di migranti. La Cassazione conferma la condanna alla detenzione unita a una maxi sanzione per concorso nell’immigrazione clandestina. I giudici di legittimità, basandosi sulle testimonianze di più migranti, che avevano indicato il ricorrente come il soggetto incaricato di intervenire sul motore dell’imbarcazione in occasione dei guasti che si erano verificati durante la traversata, affermano la responsabilità nel reato, a causa del vantaggio indiretto che il “meccanico” aveva tratto dalla sua prestazione: il viaggio senza pagare il biglietto.
di Giuseppe Rolli
rainews.it, 27 agosto 2026
Il sindacato Snami: compensi parziali per le prestazioni effettuate e scarsa trasparenza, la regione e le aziende sanitarie intervengano. L’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari del Friuli Venezia Giulia resta un tema caldo. Nonostante nuovi accordi regionali, i medici denunciano ritardi nell’applicazione delle norme e incertezze sui loro compensi. Secondo il sindacato SNAMI, molti medici non ricevono il giusto riconoscimento economico per ogni paziente trattato, come previsto dagli accordi nazionale e regionali, una situazione che rischia di compromettere la qualità delle cure offerte ai detenuti e la motivazione degli operatori.
ansa.it, 27 agosto 2026
Un tavolo tra Regione, Amministrazione penitenziaria, sanità e gli altri soggetti coinvolti per dare concreta attuazione in Umbria alla nuova legge sulla detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti è una delle prime proposte avanzate dal neo Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, Andrea Pensi, che ha visitato la casa di reclusione di Spoleto insieme alla presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi. Per Pensi si è trattato del primo incontro nell’istituto spoletino dopo la nomina.
di Filippo Partenzi
Corriere dell’Umbria, 27 agosto 2026
Il Garante dei detenuti ha visitato la casa di reclusione di Maiano con la presidente dell’Assembla legislativa, Bistocchi: “Ipotesi Gualdo Tadino da verificare”. “Ho chiesto un incontro ai sindaci dei territori in cui si trovano le strutture detentive per discutere di alcune idee, tra cui quella di portare una serie di servizi comunali nelle carceri così da farle diventare delle comunità dove il detenuto abbia l’opportunità di vivere una vita più normale possibile, nel rispetto della sua condizione e dell’esecuzione della pena”. Lo ha detto il Garante regionale dell’Umbria per le persone sottoposte a restrizioni o limitazioni della libertà personale, Andrea Pensi, ieri nel corso della visita effettuata, insieme alla presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, all’interno della Casa di reclusione di Maiano.
di Monica Zicchiero
Corriere del Veneto, 27 agosto 2026
Nuova emergenza dopo quella di un anno fa, celle infestate. Nessun accesso da due settimane. Ci sono di nuovo le cimici dei letti nelle brande del carcere circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia. E da prima di Ferragosto, tutti gli arrestati convalidati dal giudice per le indagini preliminari o dal giudice monocratico per direttissima, quelli presi in flagranza da carabinieri e polizia non trovano più accoglienza in città e vengono mandati al Due Palazzi di Padova. Perché a Venezia non c’è più posto. È ancora presente una infestazione di cimici, conferma il garante dei detenuti Ferdinando Ciardiello, che per decenni è stato educatore nella struttura ed è stato designato a rappresentare i coscritti dalla giunta di Simone Venturini: “In alcune sezioni è programmata la sanificazione. L’anno scorso si era scoperta un’infestazione e l’allora direttore aveva acquistato macchinari appositi che vengono tuttora adoperati. È emerso di recente che da soli non sono sufficienti”.
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