di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 ottobre 2026
La premier rifiuta di firmare il decreto sugli arretrati delle toghe: “Non è una priorità”. L’Anm valuta il ricorso: “Non siamo il capro espiatorio delle difficoltà economiche del Paese”. “Direttore non firmerò”: così ha risposto poche ore fa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni raggiunta al telefono dal direttore dell’Adnkronos Davide Desario. “In coscienza - ha spiegato la premier - non posso mettere la mia firma su un Dpcm con il quale dovrei destinare quasi un miliardo di euro agli aumenti di stipendio dei magistrati”. Ecco, sta avvicinandosi un nuovo scontro tra politica e magistratura. Questa volta non c’entra l’assetto del Csm né la parità delle parti nel processo ma gli stipendi delle toghe.
aiaf-avvocati.it, 19 ottobre 2026
Il diritto al mantenimento delle relazioni familiari può essere limitato per specifiche esigenze di tutela. In tema di colloqui del detenuto sottoposto a custodia cautelare per il delitto di maltrattamenti in famiglia, il diritto al mantenimento delle relazioni familiari, pur essendo espressione di un diritto fondamentale della persona, può essere limitato per specifiche esigenze di tutela della vittima e di salvaguardia della genuinità della prova. A stabilirlo è la Corte di Cassazione, all’interno della sentenza n. 35978/2026. Il provvedimento della sesta sezione penale è stato depositato lo scorso 13 ottobre.
viterbotoday.it, 19 ottobre 2026
È il terzo dall’inizio dell’anno a Mammagialla. Il garante Stefano Anastasia: “Tensioni e difficoltà crescenti”. Un uomo di 49 anni, viterbese, è stato trovato morto nel carcere di Mammagialla, dove era detenuto. Con problemi di dipendenze, si sarebbe tolto la vita il 19 ottobre. Un suicidio, il terzo del 2026 nell’istituto Nicandro Izzo di Viterbo. “Come sempre - dice Stefano Anastasia, garante dei detenuti del Lazio - non ne conosciamo, e forse non ne sapremo mai, le ragioni profonde. Ma non possiamo non registrare il fatto che sia il terzo dall’inizio dell’anno nell’istituto, attraversato da tensioni e difficoltà crescenti”.
di Roberta Squintu e Emanuele Tuteri*
unipd-centrodirittiumani.it, 19 ottobre 2026
Il 2 ottobre 2026 si è tenuta, presso la sede del Circolo Unificato dell’Esercito a Padova, la presentazione del libro “Caro Parlamento”, a cura di Mauro Palma (già Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale - Gnpl), di Daniela De Robert (giornalista, già componente Gnpl) e di Emilia Rossi (Avvocata penalista, già componente Gnpl). Il volume raccoglie le Relazioni presentate al Parlamento italiano dal Garante, nel periodo 2016 - 2023. Durante l’incontro, organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Padova e moderato dall’Avv. Annamaria Alborghetti, componente del Consiglio nazionale forense (CNF), oltre agli autori sono intervenuti il Paolo De Stefani, docente di Diritto Internazionale presso l’Università di Padova e collaboratore del Centro di Ateneo per i Diritti Umani, e la Dott.ssa Paola Cameran, già procuratrice della Repubblica al tribunale di Venezia e neo-garante delle persone private della libertà del Comune di Padova.
lapressa.it, 19 ottobre 2026
“Una società è più sicura quando riduce le condizioni che alimentano la recidiva. Il reinserimento si costruisce nella città”. I consiglieri comunali Luca Barbari (PD) e Martino Abrate (AVS) hanno partecipato sabato 17 ottobre al convegno “Carcere e comunità. Ridurre il sovraffollamento, ricostruire le persone”, organizzato dal Partito Democratico di Modena. “Ringrazio Rossella Giulia Caci per l’organizzazione, i segretari Massimo Paradisi e Luigi Tosiani, i relatori, Giuseppe Leonelli che ha coordinato i lavori - dichiara Luca Barbari - e l’onorevole Debora Serracchiani il cui intervento, di grande spessore, ha tenuto insieme legalità, diritti, sicurezza e funzione rieducativa della pena. Nelle carceri italiane ci sono oltre 66mila persone per circa 51mila posti regolamentari, al Sant’Anna 624 persone per 371 posti. Nel 2025 la magistratura di sorveglianza ha riconosciuto circa 6.500 casi di condizioni detentive disumane, contrarie all’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, a cui viene riconosciuto un ristoro di appena 8 euro per ogni giorno trascorso in quelle condizioni. Il Piano carceri del luglio 2025 prometteva 10mila nuovi posti entro il 2027, ma dagli ultimi dati di luglio 2026 i posti disponibili sono addirittura diminuiti anziché aumentare. A Sollicciano sono state sequestrate e chiuse sette sezioni per le condizioni igienico-sanitarie”.
da Gaia Michela Russo
goodmorninggenova.org, 19 ottobre 2026
È uscito da ormai una settimana “Il cielo in una stanza”, il documentario, disponibile su YouTube, scritto dal giornalista Claudio Cabona e diretto da Yuri Dellacasa, girato nella Casa di Reclusione di Chiavari con la partecipazione del rapper Sayf. Al centro del lavoro c’è l’incontro tra l’artista e le persone detenute, protagoniste di un laboratorio musicale in cui parole, rime e riflessioni diventano strumenti per raccontare il proprio vissuto e confrontarsi sul significato della libertà. Attraverso la musica, il documentario esplora le potenzialità delle attività culturali in carcere come occasioni di espressione, relazione e crescita.
di Elvira Serra
Il Dubbio, 19 ottobre 2026
La pellicola di Francesco Piras dedicata al più grave errore giudiziario della storia italiana, quello che per quasi 33 anni ha costretto in carcere Beniamino Zuncheddu, giudicato colpevole di tre omicidi che non aveva commesso. Ci sono tanti motivi per andare al cinema a vedere Zustìssia, il film di Francesco Piras dedicato al più grave errore giudiziario della storia italiana, quello che per quasi 33 anni ha costretto in carcere Beniamino Zuncheddu, giudicato colpevole di tre omicidi che non aveva commesso. Gli attori sono perfetti, la regia è intensa. Ma il motivo più importante è Beniamino stesso, che oggi ha 62 anni ed è il fiore cresciuto nell’asfalto dell’ingiustizia coltivata nei tribunali, dove si dovrebbero garantire le condanne oltre ogni ragionevole dubbio.
di Vincenzo Scalia
volerelaluna.it, 19 ottobre 2026
Le manifestazioni del 17 ottobre 2026 in Italia e all’estero hanno suscitato l’interesse e la preoccupazione degli osservatori. Mentre la premier si pronuncia nell’ennesima giaculatoria di condanna e l’opposizione annaspa tra incapacità di leggere i fenomeni sociali e paura di esporsi. Eppure, i fenomeni sociali, prima di essere etichettati e classificati, quindi denigrati e meritevoli di repressione, andrebbero conosciuti e analizzati. Non si tratta di operare un’apologia del vandalismo, bensì di porsi una semplice domanda: che succede? Per quanto ci riguarda, il caso italiano, nella sua specificità, rappresenta un ottimo caleidoscopio, da scomporre nelle sue diverse cromaticità e poi provare a ricomporre.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 19 ottobre 2026
Il mistero di “Italia in piazza”. La prevenzione ostacolata dall’assenza di organizzatori e sigle conosciute. Dei 72 giovani manifestanti accompagnati in questura a Milano sabato, al culmine degli scontri in piazza Duomo e dintorni, 44 erano minorenni, e così 9 dei 16 arrestati. Tutti o quasi sconosciuti agli uffici di polizia, cioè senza precedenti o segnalazioni per fatti legati a tumulti di piazza o altri reati, tantomeno di militanza o vicinanza a qualche agglomerato politico. Molti di questi sono italiani di seconda generazione, cioè figli di immigrati nati e cresciuti nelle periferie o nei centri della provincia, convogliati nel cuore della città per provocare o partecipare alle devastazioni e alle ruberie nei negozi di merce griffata che si sono replicate ieri. Tra le persone identificate in strada l’altra sera mentre si agitavano a viso coperto, ci sarebbero perfino un paio di dodicenni.
di Francesco Ramella*
Il Domani, 19 ottobre 2026
L’impegno giovanile e gli scontri di certi gruppi con le forze dell’ordine sono due storie diverse. Ma una democrazia non si difende soltanto garantendo l’ordine nelle piazze. Si difende anche offrendo ai ragazzi ragioni per credere nell’avvenire e nella possibilità di cambiarlo senza violenza. Le piazze italiane sono tornate a riempirsi di giovani e giovanissimi. Le manifestazioni e gli scontri raccontano però due storie che sarebbe un errore confondere. La prima è quella di un nuovo protagonismo politico giovanile, dall’Europa agli Stati Uniti, fino all’Asia. La seconda riguarda le violenze che hanno accompagnato alcune proteste.
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