di Andrea Oleandri
antigone.it, 1 giugno 2026
Antigone: “Il carcere italiano è fuori dalla legalità costituzionale”. “6.539 persone hanno visto il loro ricorso per trattamenti inumani o degradanti accolto nel corso del 2025 da parte di un Tribunale di Sorveglianza italiano. Si tratta della certificazione che il sistema penitenziario italiano è fuori dalla legalità costituzionale. Un dato in costante crescita negli anni, in linea con la crescita del sovraffollamento nelle carceri del paese. Del resto, la quasi totalità di queste condanne arrivano per il mancato rispetto della soglia minima dei 3mq a persona”.
Ristretti Orizzonti, 1 giugno 2026
Il carcere non può diventare il luogo del sospetto permanente. Per questo mercoledì 3 giugno 2026, alle ore 18.30, si terrà il webinar “Contro il carcere del sospetto. No alle operazioni sotto copertura”, promosso per lanciare la mobilitazione contro il provvedimento del governo che introduce la possibilità di agenti infiltrati negli istituti penitenziari. Al centro dell’incontro c’è l’appello “Difendiamo l’articolo 27. No agli agenti infiltrati nelle carceri”, sottoscritto da associazioni, operatori e operatrici, volontariə, insegnanti e cittadinə attivə nella tutela dei diritti delle persone recluse.
coinanews.it, 1 giugno 2026, 1 giugno 2026
In alcune realtà nei week end e nei turni di notte si arriva anche al dato drammatico di un solo professionista sanitario ogni 600 detenuti Non è più una crisi, è un collasso sistemico che sta trasformando le carceri italiane in territori di guerra per chi cura. Il Coina - Sindacato delle Professioni Sanitarie presenta una accurata indagine sulla sanità penitenziaria partendo dal dato base della catastrofe: il tasso di sovraffollamento medio nazionale è al 130,6%, ma negli istituti metropolitani si tocca la punta record del 230% di San Vittore. In questo scenario, gli infermieri sono l’anello debole di una catena che sta per spezzarsi.
certastampa.it, 1 giugno 2026
Tragedia nella tarda mattinata di ieri all’interno del carcere di Castrogno. Un giovane detenuto di origini egiziane, di cui sono state rese note soltanto le iniziali, Z.A., è stato trovato privo di vita nella sua cella. Secondo i primi riscontri, il decesso del 25enne sarebbe da attribuire a cause naturali, nello specifico a un improvviso arresto cardiocircolatorio. Al momento, dunque, le autorità escludono dinamiche violente o zone d’ombra dietro la scomparsa del ragazzo. Nonostante il quadro iniziale appaia tragicamente chiaro e privo di misteri, la macchina giudiziaria si è immediatamente attivata per spazzare via ogni minimo dubbio. Si attende infatti di sapere se la Procura della Repubblica deciderà di ordinare l’esame autoptico sul corpo del giovane. L’autopsia, se disposta, servirà a confermare con assoluta certezza scientifica le cause del malore fatale che ha stroncato la giovanissima vita.
di Simone Casalini
iltquotidiano.it, 1 giugno 2026
Se l’Autonomia vale qualcosa, usiamola per inchiodare lo Stato alle sue responsabilità, per esautorarlo se non è in grado di redimere l’errore e di costruire nuova vita: con la sorte di Abrar, abbiamo perso tutti. Abrar se n’è andata “nel festoso mese di maggio” e “in solitudine”. È la venticinquesima persona carcerata che si toglie la vita nel 2026. Non ripeteremo qui la filastrocca di un apparato giudiziario che non rieduca, non riabilita, ma fortifica il concetto di pena esemplare. Retorica. Anni di dibattito, nessun risultato. L’ultimo governo ha introdotto più di 50 nuovi reati, decine di aggravanti: il carcere rimane lo spettro morale da agitare e l’ambizione da costruire.
di Lucia Ori
iltquotidiano.it, 1 giugno 2026
Il prof Savoia: “Lei è la terza donna che muore a Trento dal 2021. Un fallimento per la comunità”. Il docente riflette sulle criticità del sistema. “Con le attività di recupero sociale la recidiva crolla dal 70 al 20% dei detenuti”. La tragedia della morte di Abrar Jarrar, la ragazza di 21 anni deceduta la scorsa settimana dopo un tentato suicidio nel carcere di Spini di Gardolo, riporta al centro del dibattito il tema della funzione rieducativa della pena, sancita dalla Costituzione, e delle modalità concrete con cui viene perseguita negli istituti penitenziari. La vicenda solleva inoltre interrogativi sul sovraffollamento carcerario e sulle condizioni di vita delle persone detenute.
vconews.it, 1 giugno 2026
Il 10 giugno un incontro promosso dalla Società Dante Alighieri, con l’autore Paolo Aleotti. Prosegue la collaborazione tra la Società Dante Alighieri comitato di Verbania e del Vco, e Feltrinelli Librerie di Arona, con un nuovo incontro aperto alla comunità in una nuova sede: Casa Ceretti a Intra. Mercoledì 10 giugno alle 18.30 la presidente dell’associazione Silvia Magistrini, garante dei detenuti della casa circondariale di Verbania, dialogherà con Paolo Aleotti, giornalista e autore del libro “Che sapore hanno i muri”.
rainews.it, 1 giugno 2026
Il magistrato Cuno Tarfusser, in passato procuratore capo a Bolzano e poi giudice alla Corte penale internazionale, ha riunito a Bolzano avvocati, giudici ma soprattutto le vittime di detenzioni ingiuste. Le testimonianze di chi ha trascorso mesi o addirittura anni dietro le sbarre per poi essere assolto, ma anche le esperienze di giuristi e avvocati. Il convegno “Innocenti in carcere” ha acceso un faro sulle vittime di errori giudiziari: come Giovanni De Luise (otto anni e otto mesi di carcere per un clamoroso scambio di persona) e Angelo Massaro (21 anni di detenzione per un omicidio mai commesso), che hanno raccontato al pubblico il loro lungo calvario.
Il Tirreno, 1 giugno 2026
Prima il ricordo del 34° anniversario delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, a seguire un incontro-confronto con gli studenti. L’apertura della giornata era promossa dall’Associazione Le Sentinelle di Nonno Nino, presente tra gli altri la vice presidente della Regione Toscana Mia Diop, e con la partecipazione di una scolaresca e dei rappresentanti del Circolo dei sardi di Grosseto e Siena “Peppino Mereu”. Nel pomeriggio, poi, appuntamento nella Sala della legalità, nella Tenuta di Suvignano, con quattro classi dell’Istituto tecnico industriale “Leonardo da Vinci” di Firenze, alla presenza del cardinale Augusto Paolo Lojudice.
goldwebtv.it, 1 giugno 2026
Esprimo profonda preoccupazione - si legge - e forte indignazione per la notizia relativa alla sospensione delle celebrazioni eucaristiche presso la Casa Circondariale di Poggioreale a causa della carenza di personale. Il diritto alla libertà religiosa non rappresenta una concessione dell’Amministrazione Penitenziaria, ma un diritto fondamentale della persona sancito dalla Costituzione Italiana, garantito dall’Ordinamento Penitenziario e riconosciuto dalle convenzioni internazionali in materia di diritti umani.










