di Adriano Sofri
Il Foglio, 18 luglio 2026
Non passa giorno senza che il ministro della Giustizia abbia una buona occasione. Le dilapida tutte, accidenti. Per esempio, nel carcere di Lucca, “il più sovraffollato d’Italia” (non so se sia proprio vero: in realtà ogni carcere è il più sovraffollato d’Italia) si sono suicidati due ospiti in un solo giorno. Tasso di affollamento di Lucca, piccola, dolce provincia italiana (ei mormorava, e non so che “Gentucca”, sentiv’io là, ov’el sentia la piaga, de la giustizia che lì si pilucca), 240 per cento, cioè nello spazio di una persona, un corpo umano, ce ne stanno due più il 40 per cento di una terza, sicché i due si sono ammazzati (uno del Bangladesh, 23 anni, uno marocchino, 35: remigrati definitivi) e il terzo, il 40 per cento, sopravvissuto, dovrà cercarsi almeno un compagno per entrare tutto intero nella statistica sui suicidi carcerari. Il ministro aveva dunque un’ennesima buona occasione per interrogarsi: sul senso del carcere (i due erano dentro per furto), sul senso dell’estate, sul senso della vita e della morte, compresa la sua, per chi suona la campana, invece di dire sciocchezze sulle migliaia di detenuti in meno che l’autunno porterà inesorabilmente, come le foglie cadute.
ansa.it, 18 luglio 2026
Si dà se la disoccupazione è involontaria, anche in caso di scarcerazione. L’Inps dà indicazioni sul diritto alla Naspi dei detenuti spiegando che, come sottolineato dalla Corte di Cassazione, il rapporto di lavoro del detenuto alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria va considerato come un ordinario rapporto di lavoro, con l’ulteriore conseguenza che la cessazione del rapporto di lavoro intramurario può considerarsi come involontaria in alcune fattispecie aprendo così alla possibilità di accesso alla Naspi. Si ha diritto alla Naspi in caso di scarcerazione per fine pena, per trasferimento di carcere, in caso di fine progetti e in caso di passaggio a misure alternative al carcere.
di Annalisa Costanzo e Simona Musco
Il Dubbio, 18 luglio 2026
Negato l’acquisto del quotidiano a un detenuto. Eppure nel 2024 una lettera al Dubbio fu usata da Mattarella per richiamare l’attenzione sul carcere. Il detenuto vuole leggere Il Dubbio? Meglio di no, perché ci sarebbe “la possibilità di veicolazione, tramite esso, di messaggi occulti di non agevole decifrazione”. A scriverlo nero su bianco è una magistrata di Sorveglianza di Novara, Marta Criscuolo, che ha respinto la richiesta di un detenuto in regime di 41-bis di poter acquistare il nostro quotidiano in quanto veicolo potenziale di messaggi cifrati.
di Davide Vari
Il Dubbio, 18 luglio 2026
Chi oggi chiede la grazia per Roggero dovrebbe quantomeno considerare che il gioielliere non si limita a chiedere comprensione per il proprio gesto, ma la sua legalizzazione postuma: non più legittima difesa, ma licenza di uccidere. Difendere l’indifendibile è sempre stata una delle specialità più seducenti della politica italiana. Ma qui si va oltre: si pretende di trasformare in una “causa civile” l’uccisione di due rapinatori in fuga, come se il diritto alla difesa comprendesse anche il diritto all’inseguimento, alla vendetta e all’esecuzione. E chi oggi chiede la grazia - a cominciare dai ministri del governo Meloni - dovrebbe quantomeno considerare che il gioielliere condannato a quattordici anni per il duplice omicidio dei due rapinatori, non si limita a chiedere comprensione per il proprio gesto. No, nulla di tutto questo: il signor Roggero ne reclama, in sostanza, la legalizzazione postuma.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 luglio 2026
Professor Enrico Grosso, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Torino: il ministro della Giustizia può in autonomia avviare un’istruttoria per chiedere la Grazia? “Parte della dottrina lo ritiene possibile, ma dalla lettura della sentenza costituzionale 200 del 2006 sembra emergere una risposta diversa. Normalmente il procedimento di grazia viene avviato su richiesta del condannato o di un suo prossimo congiunto. L’articolo 681 del codice di procedura penale prevede peraltro che la grazia possa essere concessa anche in assenza di domanda o proposta”.
di Riccardo Lo Verso
Il Foglio, 18 luglio 2026
Dov’è finita la prima linea dell’antimafia. Tutti, o quasi, in tutt’altre faccende affaccendati, inghiottiti da politica e carriere tanto da non sentire il rumore dei kalashnikov. Perché è questo che da mesi accade a Palermo. Troppo distratti per accorgersi che qualcuno sta mettendo a ferro e fuoco la città. Firmano i raid con il rumore delle sventagliate di mitra e l’odore acre degli incendi. Seminano paura come non succedeva da decenni per convincere i commercianti a pagare il pizzo. Emissari di messaggi intimidatori per saldare vecchi conti aperti quando neppure erano nati. Agiscono e tornano sul luogo del delitto, sfrontati come sono.
di Errico Novi
Il Dubbio, 18 luglio 2026
Non è una legge-bandiera. È un proposito impegnativo: offrire una vita diversa, alternativa a contesti familiari infettati dal crimine, innanzitutto ai minori e alle donne ma in generale a chiunque sia disposto a separarsi dai legami di sangue pur di sfuggire alla cultura mafiosa e all’illegalità. “Liberi di scegliere” è il nome di uno dei pochi provvedimenti approvati all’unanimità in questa legislatura: il via libera in prima lettura alla Camera è arrivato mercoledì scorso. Una sfida con diversi “genitori”, dalla presidente della bicamerale Antimafia Chiara Colosimo, di FdI, al sottosegretario Andrea Ostellari, primissima linea della Lega sulla giustizia, che ha investito la propria competenza sul “minorile” anche in questo delicato progetto.
di Enrico Mattia Del Punta
La Nazione, 18 luglio 2026
La senatrice di Avs stava facendo una visita assieme al consigliere Ghimenti: “Il giovane era disperato: è stato fermato dalle guardie anche loro provate”. “In questo carcere si respira la sofferenza dei detenuti da un lato e degli agenti dall’altro”. Sono queste le parole pronunciate dalla senatrice di Avs Ilaria Cucchi al termine del sopralluogo effettuato nella casa circondariale Don Bosco di Pisa, insieme al consigliere regionale Massimiliano Ghimenti e alla segretaria provinciale di Sinistra Italiana Anna Piu.
di Enrico Mattia Del Punta
La Nazione, 18 luglio 2026
“Gravi condizioni igieniche. Cimici nei piedi dei letti nonostante disinfestazione. Situazione clamorosa sia per noi sia per gli agenti che ci lavorano”. “Ci troviamo in condizioni igienico-sanitarie e intramurarie degradanti. Diversi detenuti affetti da varie patologie infettive circolano nella sezione insieme agli altri detenuti: una situazione clamorosa sia per i detenuti sia per gli agenti che ci lavorano”. Comincia così la lettera entrata in possesso de La Nazione e firmata dai detenuti della sezione Terreno A della casa circondariale di Pisa, in espiazione di pena definitiva e mista, che già il 7 giugno denunciavano le difficili condizioni dell’istituto. Un carcere oggi alle prese con un sovraffollamento ulteriormente aggravato dal trasferimento di 22 detenuti da Sollicciano.
di Simone Dinelli
Corriere Fiorentino, 18 luglio 2026
Il vicepresidente Pinelli dopo i due episodi in 24 ore. E la Camera penale proclama lo stato di agitazione. “La situazione del carcere San Giorgio di Lucca è complicata: qua esiste un problema di sovraffollamento molto accentuato ed è il tema che mi pare più urgente da affrontare, nel senso che ci sono tre detenuti ogni nove metri quadri di cella”. A dirlo, ieri, il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli, in visita al penitenziario lucchese dopo l’eco nazionale causato dal doppio decesso avvenuto all’interno del San Giorgio, dove nel giro di circa 24 ore due carcerati hanno perso la vita. Uno di loro si è suicidato impiccandosi, l’altro è deceduto a causa di un malore.
- Lucca. “Stato di agitazione”. L’alt della Camera Penale
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