di Angela Stella
L’Unità, 6 febbraio 2026
“Diritti, clemenza e umanità nelle carceri italiane” è il titolo di una assemblea aperta che si terrà stamattina alla Università Roma Tre (Polo didattico di Scienze della formazione, Aula 9, via Principe Amedeo 182b) organizzata da La Società della Ragione per rilanciare una riflessione pubblica sulla condizione delle carceri italiane e sulle responsabilità che questa situazione drammatica chiama in causa a distanza di alcune settimane dalla chiusura del Giubileo dei detenuti e dopo un ennesimo anno segnato da sofferenza e morti in carcere. Dall’inizio del 2026 sono già 5 i suicidi dietro le sbarre, uno a settimana in media.
di Patrizia Pallara
collettiva.it, 6 febbraio 2026
Provvedimenti come indulto e misure alternative al centro dell’assemblea del 6 febbraio a Roma. Barbaresi, Cgil: “La vera emergenza è il sovraffollamento”. In carcere i diritti delle persone non vengono garantiti. Sovraffollamento crescente, anche negli istituti per minorenni, condizioni materiali di vita degradate, isolamento dal territorio, difficoltà di garantire percorsi di cura, lavoro e reinserimento sono malanni ampiamente documentati. A pagarne le conseguenze, i detenuti e il personale penitenziario, sanitario e socio-assistenziale. Questi problemi però difficilmente finiscono al centro del dibattito pubblico.
di Carlo Testini*
Il Manifesto, 6 febbraio 2026
Oggi a Roma si tiene un’assemblea nazionale aperta sulla situazione delle carceri in Italia che vedrà la partecipazione di volontari, associazioni e organizzazioni della società civile, operatori sociali, operatori penitenziari e sanitari, cooperatori, cittadini, garanti, e tutti coloro che sono interessati. L’iniziativa è promossa da decine di realtà della società civile, tra le quali anche Arci, ed è accompagnata da un appello al Parlamento, lanciato nelle scorse settimane, per chiedere diritti e umanità nelle carceri italiane e di approvare con urgenza un provvedimento di clemenza, che permetta la riduzione immediata del numero dei detenuti, e una trasformazione profonda degli istituti, aprendo il più possibile il carcere al mondo del volontariato, alle associazioni, alle cooperative, agli enti locali, alle scuole e alle Università.
di Sergio D’Elia*
L’Unità, 6 febbraio 2026
Danilo Coppola è fuori dalla prigione. Esultiamo. Restano in prigione tanti come lui e dietro le sbarre c’è anche la Costituzione. La lieta novella è giunta mentre mi apprestavo a scrivere il mio terzo “amicus curiae” in tre settimane. Quello per Danilo Coppola - immobiliarista la cui vicenda giudiziaria risale all’inchiesta sui “furbetti del quartierino” - detenuto a San Vittore e in pericolo di vita. Dopo quello che non so se sia ancora giunto a destinazione per Pippo Scuderi, detenuto a Regina Coeli, anche lui in pericolo di vita. Dopo quello che non è mai giunto a destinazione per Giosuè Chindamo, detenuto a Secondigliano, che nel frattempo è stato “scarcerato”, cacciato dalla sua cella con cattiveria.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 6 febbraio 2026
Possibile l’accompagnamento in caserma (fino a dodici ore), in caso di pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione. Meloni: “Rafforziamo strumenti per combattere criminalità diffusa’” Nordio: “Con cause giustificazione no automatica iscrizione in registro indagati per chi si è difeso”. Il Governo ha approvato oggi un decreto-legge in materia di sicurezza pubblica che introduce interventi che spaziano dal giro di vite su armi e strumenti atti a offendere - coltelli con lame oltre gli otto centimetri - rafforza i poteri di prevenzione nelle aree urbane e introduce nuove disposizioni su: manifestazioni pubbliche, sicurezza stradale e tutela delle forze dell’ordine.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 6 febbraio 2026
Il Consiglio dei ministri approva due testi, che comprendono anche norme penalmente rilevanti. Dopo settimane di limature e riscritture, dopo bozze preliminari e travasi da un testo all’altro e infine dopo il “costruttivo” confronto di martedì e mercoledì fra Palazzo Chigi e il Quirinale, questa sera l’ennesimo, annunciato pacchetto sicurezza è stato licenziato dal Consiglio dei ministri. Si compone di due testi, visionati da Avvenire: uno schema di decreto legge con 33 articoli, intitolato Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del ministero dell’Interno, nonché di immigrazione e di protezione internazionale”; un disegno di legge di 29 articoli, che contiene altre norme “in materia di sicurezza, di prevenzione del disagio giovanile” e, anche qui, una lunga serie di disposizioni per l’organizzazione e il funzionamento delle forze dell’ordine. Le misure penalmente rilevanti sono previste nel decreto e dunque, dopo la promulgazione e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, troveranno immediata applicazione per 60 giorni, mentre il testo seguirà l’iter di conversione in legge in Parlamento. L’intento dichiarato dal Governo è di intervenire su situazioni attinenti all’ordine pubblico, alla criminalità giovanile e all’immigrazione. Vediamo le principali misure nel dettaglio.
di Giulia Merlo
Il Domani, 6 febbraio 2026
Il Consiglio dei ministri approva il decreto Sicurezza e il disegno di legge sullo stesso tema che arriverà in parlamento. Ci sono lo scudo penale esteso a tutti i cittadini in caso di ipotesi di legittima difesa e il fermo preventivo di 12 ore, ma con tutti i paletti imposti dal Quirinale. È servito un lungo pre Consiglio dei ministri nella mattinata per chiudere tutte le ultime questioni tecniche. Ma infine, nel pomeriggio, il governo ha dato il via libera al nuovo pacchetto Sicurezza, che ha separato in due la bozza già presentata dal ministro Matteo Piantedosi: la gran parte delle norme confluiscono nel disegno di legge, mentre le novità considerate urgenti sono contenute nel decreto legge mitigato con le osservazioni del Quirinale.
di Giansandro Merli e Mario Di Vito
Il Manifesto, 6 febbraio 2026
Dentro il pacchetto: scudo per agenti e non, pene severe per le lame e ambigue novità anche sui Cpr. A cosa servirà questo nuovo pacchetto sicurezza lo ha detto senza imbarazzo il ministro Carlo Nordio nel presentarlo insieme al collega Matteo Piantedosi: “Ad evitare il ritorno delle Brigate Rosse”. Tutto comincia con il “divieto di partecipazione a riunioni o ad assembramenti” nei confronti di chi ha ricevuto una condanna per una serie di delitti come terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi, devastazione saccheggio e strage, violenza o minaccia, incendio, attentato alla sicurezza dei trasporti, omicidio (anche tentato), lesioni personali commesse contro un ufficiale o agente di polizia giudiziaria.
di Enza Plotino
Il Fatto Quotidiano, 6 febbraio 2026
Un carcere di massima sicurezza. “The Rock”, “the Bastion”, come chiamavano gli americani la fortezza di Alcatraz, l’isola carcere istituita nel 1934 per portarvi la peggiore risma di detenuti, i criminali più efferati e che diventerà, nell’immaginario collettivo, un vero e proprio mito, associato a un luogo infernale da cui era difficile se non impossibile fuggire. Soggetto di grandi produzioni cinematografiche, Alcatraz diventerà la location per numerosi film di Hollywood. In uno di questi, il più famoso, Fuga da Alcatraz, il direttore diceva ai detenuti: “Se si infrangono le regole della società si va in prigione, se si infrangono le regole delle prigioni ti mandano da noi”. Da noi, in Italia, non c’è più un’isola di Alcatraz, ma ancora sono tanti i criminali di mafia, ‘ndrangheta, camorra, tutti rinchiusi con un numeretto: 41bis e per i quali oggi si vuole trovare una sistemazione “appropriata” e sicura. A prova di fuga.
di Luciano Onnis
La Nuova Sardegna, 6 febbraio 2026
Il governatore ha inserito i trasferimenti nel pacchetto di aiuti per la ricostruzione. Con la possibile nuova distribuzione finirebbero nell’isola 280 boss. Detenuti al 41-bis, anche il maltempo gioca a sfavore della Sardegna. Il calendario degli arrivi nell’isola è definito, ma c’è incertezza sul numero totale. Sino a ieri dovevano essere 240, oltre il doppio di quelli già presenti (100), ma il maltempo e forse anche la elevata capacità persuasiva del presidente della Sicilia Renato Schifani ha fatto sì che una piccola quota di detenuti al 41-bis destinata alla Sicilia, esclusi naturalmente gli appartenenti alla criminalità organizzata, sia destinata alla Sardegna, unica isola a ospitarli. I numeri più recenti, tratti dalla relazione annuale sull’amministrazione della giustizia indicano che a novembre 2025, il totale dei detenuti sottoposti al regime speciale era di 726, 10 donne.
- Viterbo. Suicida in carcere Abdullah Atik. “Era un detenuto fragile”
- Verona. Pestato e stuprato in cella, la vittima: “Un agente ha fatto entrare i quattro aggressori”
- Roma. “Non siamo numeri, siamo persone”: i detenuti di Rebibbia raccontano la vita in carcere
- Napoli. “Aiuto i ragazzi di Nisida ad accettare le emozioni: così imparano a gestire la rabbia”
- Chieti. Legalità e responsabilità: la Garante dei detenuti dialoga con gli studenti











