fotosintesi.info, 1 novembre 2026
Il giovane egiziano aveva una dipendenza e nessun familiare in Italia. La sua avvocata cercava un percorso in comunità. Intanto il carcere ospita quasi il doppio delle persone previste e la risposta del governo ai problemi della giustizia minorile è ampliare gli istituti. Una comunità era ancora da trovare. La vita di un ragazzo di vent’anni si è fermata prima, nel carcere di Monza. Era egiziano, avrebbe compiuto ventuno anni a gennaio ed era arrivato in Italia da solo, a quindici anni. La sua storia attraversa il circuito minorile, le comunità, San Vittore e infine la casa circondariale brianzola. Un percorso nel quale la pena e la necessità di cura si sono intrecciate, fino a questa morte per suicidio.
di S. C., Osservatore di Strada
L’Osservatore Romano, 1 novembre 2026
Per conoscere direttamente dobbiamo vedere, toccare con mano; non è sufficiente leggere o istruirsi. Da sempre ci sono persone chi vivono in difficoltà, a causa di ristrettezze economiche o di scelte, talvolta libere, talvolta subite. E da sempre c’è qualcuno che, quando ne ha la possibilità, dà loro un aiuto. Il progresso, anziché diminuire le disuguaglianze, le ha accentuate. La povertà è ovunque e solo la solidarietà riesce a riconoscerla e a curarla. Ci sono organizzazioni locali e internazionali del terzo settore che cercano di portare sostegno in ogni campo, superando enormi difficoltà che, spesso, sono determinate da chi governa.
di Alessio Piro
vdj.it, 1 novembre 2026
In Italia si stima che le attività sportive rappresentino una fonte di sollievo e di equilibrio fondamentale per circa 12.000 persone private della libertà personale. La vita all’interno degli istituti penitenziari è segnata da isolamento, inattività e perdita di prospettive per il futuro. Il calcio è la disciplina più praticata, perché supera le barriere e restituisce dignità, salute e appartenenza, come grazie all’attività promossa da Enel cuore, attraverso il “Twinning project”.
di Daniele Biacchessi
giornaleradio.fm, 1 novembre 2026
In quattro anni, il Governo guidato da Giorgia Meloni ha promosso e approvato almeno sette tra decreti e disegni di legge improntati sulla sicurezza. La stretta securitaria si è sempre mossa sull’onda emotiva di violenze, disordini, fatti di cronaca che hanno fatto emergere l’inadeguatezza della gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza. Il codice di procedura penale si è appesantito ulteriormente di nuovi reati, con pene più severe, giri di vite sugli immigrati e, negli ultimi mesi, con norme che avrebbero dovuto rimettere sotto controllo la violenza giovanile. Nessuno di questi provvedimenti ha funzionato, e l’ultimo, approvato dal Governo dopo i fatti di Milano, rischia di fare la stessa fine dei precedenti.
di Franco Vespignani, Eleonora Farneti*
Il Fatto Quotidiano, 1 novembre 2026
La società è meno in pericolo e meno nelle mani della delinquenza minorile, rispetto a quanto ci si voglia far credere. La percezione dei fenomeni - alimentata da una comunicazione spesso fuorviante che fa di un caso singolo la norma e che porta all’attenzione del pubblico eventi simili, che in altri momenti sarebbero stati omessi - non sempre si identifica con la realtà e l’effettiva dimensione di essi. E’ per ottenere una giusta visione del mondo della criminalità minorile, nel cui ambito negli ultimi anni si è sviluppato un fenomeno preoccupante come quello delle baby gang che ha dato la percezione che si sia abbassata l’età di chi commette reati, che abbiamo voluto analizzare con i numeri questo aspetto della società, in un momento, peraltro, in cui i recenti fatti di cronaca pongono domande che non dovrebbero esaurirsi con la semplicistica risposta repressiva e di un aumento di pene e reati.
di Carmelo Caruso
Il Foglio, 1 novembre 2026
Il Csm si trasforma in un monocolore rosso. Vince le elezioni la sinistra giudiziaria e la destra accusa il colpo. Le divisioni all’interno di Magistratura Indipendente, la paura di rappresaglie hanno convinto le toghe moderate a sposare il furore giudiziario. La mappa rossa delle procure. La destra ha un leader, Meloni, ma la magistratura di destra, la magistratura indipendente, chi ha? Quando Meloni definisce queste ultime elezioni del Csm, la nascita di un monocolore rosso, “una débâcle”, quando dice che il referendum sulla giustizia “resta il mio più grande rimpianto”, vuole dire che siamo di fronte a un fallimento. E lo addebita alla destra.
di Tommaso Greco
Avvenire, 1 novembre 2026
Le discussioni che si sono sviluppate intorno al provvedimento di scarcerazione di Youssef Siher, preso dalla gip di Milano Tiziana Landoni, hanno avuto come punto determinante la contestazione fatta alla giudice del Tribunale milanese di aver firmato un anno fa un appello di “Giuristi per Gaza”. “Di fronte alle notizie sulla violazione sistematica e protratta del diritto alla vita e degli altri diritti fondamentali della popolazione civile di Gaza”, 3.500 giuristi avevano sentito “il dovere di ricordare che lo Stato italiano, per Costituzione e per legge, e con l’adesione a trattati e convenzioni, ha scelto la tutela dei diritti fondamentali e la persecuzione dei crimini internazionali”, e invitavano a leggere, all’inizio di ogni udienza e di ogni lezione universitaria, il Preambolo dello Statuto della Corte Penale Internazionale, nel quale, tra le altre cose, si ricorda “che è dovere di ciascuno Stato esercitare la propria giurisdizione penale nei confronti dei responsabili di crimini internazionali”.
ansa.it, 1 novembre 2026
Una popolazione carceraria che invecchia, sempre più sovraffollamento, la carenza di personale sanitario che fatica a intervenire contemporaneamente sulle patologie croniche e sulle emergenze, il fallimento della legge sulle pene alternative per i tossicodipendenti. È questo il ritratto che esce dalla relazione di Antigone, chiamata in audizione in Commissione Carceri del consiglio regionale, dal gruppo regionale del Pd. “La situazione non è cambiata: permangono delle criticità nella dotazione di personale sanitario, non solo per quello dedicato alla salute mentale. Alcune indicazioni delle norme volute dal Ministro Nordio non sono applicate, ad esempio quelle che consentirebbero a chi ha patologie soluzioni alternative alla detenzione in carcere, in strutture adeguate, e questo perché non ci sono luoghi adatti con posti disponibili”, spiegano Roberta Vallacchi e Paola Bocci, consigliere regionali del Pd.
Il Piccolo, 1 novembre 2026
Il movimento critica il Governo per il trasferimento previsto di circa 200 detenuti legati alla criminalità organizzata. Preoccupazione per il futuro dei progetti di reinserimento e per il mancato confronto con le istituzioni locali. Una decisione presa senza coinvolgere la città, che rischia di compromettere oltre quarant’anni di lavoro tra carcere e territorio. Anche DemoS Piemonte interviene sulla riorganizzazione del carcere di San Michele. Destinato ad accogliere circa 200 detenuti legati alla criminalità organizzata e sottoposti al regime del 41-bis. Il movimento contesta soprattutto il metodo seguito dal Governo, denunciando l’assenza di un confronto preventivo con le istituzioni locali e con le realtà che operano all’interno dell’istituto penitenziario.
di Giulio Isola
Avvenire, 1 novembre 2026
Dall’intuizione del 46enne è nato uno strumento utile per i familiari che spesso devono affrontare viaggi lunghi e costosi per andare a trovare i propri cari. Presto il servizio (che ora è online) diventerà una app. L’idea è venuta a Claudio, 46 anni, che da 16 sta scontando la pena dell’ergastolo nel carcere di Opera e sta svolgendo un profondo cammino di rivisitazione del suo passato. Qualche settimana fa, racconta, stava uscendo dal carcere per andare al lavoro quando, alla fermata dell’autobus, gli è venuta incontro una signora “ed era chiaramente la madre di un detenuto uscita da un colloquio”. L’ha riconosciuta per uno strano particolare: la piega del volto che accomuna le madri di chi si trova in carcere.
- Firenze. Dal carcere al forno, a Solliccianino dodici detenuti imparano a fare il pane
- Agrigento. “Hub della legalità”, il Comune individua immobile per il reinserimento dei detenuti
- Monza. Massimo Mesina, il personal trainer dei detenuti: “Li aiuto a trovare il benessere”
- Cremona. “Oradaria”, sul palco per immaginare di volare oltre le sbarre
- Perugia. “Il Museo in valigia” entra nel carcere, Isgrò incontra le detenute di Capanne









