di Eleonora Martini
Il Manifesto, 12 luglio 2026
La Casa circondariale fiorentina non è che la punta dell’iceberg di un’emergenza strutturale. Sovraffollamento oltre il 200%, infiltrazioni, muffe, buio, vetri rotti e tante altre criticità. Cimici, zecche, casi di scabbia, fili elettrici scoperti: è il caso ormai noto del carcere di Sollicciano, il cui sequestro preventivo disposto a metà giugno dal Gip di Firenze per violazione delle norme del lavoro (non potendo appellarsi ad altre leggi che tutelino direttamente la salute dei detenuti) è stato confermato anche dal Tribunale del Riesame che venerdì ha respinto il ricorso presentato dal ministero della Giustizia e dal Dap. Ma quante Sollicciano ci sono in Italia?
di Fabrizia Giuliani*
La Stampa, 12 luglio 2026
I fatti, scriveva Bulgakov, sono la cosa più ostinata del mondo. La politica, la storia, la filosofia lo ripetono da sempre, soprattutto nei momenti di crisi, quando le parole si separano dalle cose e occorre ricordarsi che con le prime, intorno alle prime, si può litigare; con le seconde no. La lunga contesa intorno alla parola femminicidio va letta dentro questa cornice. Pochi vocaboli hanno avuto una vita tanto difficile, eppure, mentre il dibattito continuava, la parola si è diffusa. La lingua funziona così: è l’uso a decidere. E quando una parola riesce a dare un nome a un’esperienza condivisa, finisce per imporsi sulle resistenze, sulle polemiche, perfino sui tentativi di cancellarla. Così è accaduto anche per femminicidio: hanno vinto i fatti.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 12 luglio 2026
L’analisi del Garante non fa sconti. Martedì le carceri si aprono alla società civile. “Siamo in una situazione nella quale, purtroppo, non c’è corrispondenza, e ce n’è sempre meno, tra quanto succede all’interno del carcere e quanto scritto al comma tre dell’articolo 27 della Costituzione: trattamenti prossimi a essere definiti contrari al senso di umanità e percorsi di rieducazione per pochissime persone”. E numeri “non sostenibili”, a Bologna come nel resto del Paese, quasi gli stessi che nel 2013 portarono la Corte europea dei diritti dell’uomo a condannare l’Italia per lo stato delle sue carceri e di chi vi era recluso.
di Mauro Zola
La Stampa, 12 luglio 2026
L’ennesima crisi poco dopo la visita del parlamentare Fornaro e di una delegazione Pd. Problema risolto solo in serata. La visita del deputato piemontese Federico Fornaro nel carcere a Biella era finita da nemmeno un’ora quando, venerdì pomeriggio, si è verificata l’ennesima emergenza di questi giorni segnati dalle trasgressioni dei detenuti. In questo caso, quelli che occupano un piano del vecchio padiglione si sarebbero rifiutati di rientrare in cella. In molti avrebbero esagerato con il “gin del carcerato”, il liquore autoprodotto in gran quantità all’interno delle celle, macerando frutta e chissà che altro. È iniziata a quel punto una serrata trattativa con la direzione e soltanto alle 19 i detenuti hanno accettato di rientrare nelle proprie celle.
La Nazione, 12 luglio 2026
Matteo Bartolini: “Siamo tra i pochi in Toscana a non avere questa figura”. La stessa richiesta, al Comune, era arrivata dal deputato Benzoni (Azione). La nostra provincia non ha il Garante dei detenuti. Matteo Bartolini di Avs presenta una mozione in consiglio provinciale affinchè venga colmata questa lacuna. Una richiesta che segue di poche settimane l’appello del deputato Fabrizio Benzoni di Azione dopo la sua visita istituzionale al carcere di Massa. Una battaglia che Azione ha portato in Comune. “A Massa - ha detto Benzoni - manca la figura, importante, del Garante dei detenuti, che faccia da collegamento tra il carcere e le amministrazioni locali. Come Azione abbiamo presentato una richiesta in tal senso e speriamo che possa arrivare”. Ora arriva la mozione in Provincia di Bartolini.
di Vincenzo Pardini
La Nazione, 12 luglio 2026
Gli anni che passano, non è detto cancellino i problemi che si portano dietro, anzi, se nessuna precisa volontà interviene per risolverli, li accentuano. Ne è esempio il carcere di S. Giorgio, di cui troppo poco si parla, nonostante, oltre essere un luogo di pena ordinaria, dovuta appunto alla detenzione, lo è anche di sofferenza insolita, per situazioni soprattutto strutturali subordinate alle sue condizioni obsolete, che richiederebbero adeguate migliorie. Invece niente. Tanto che anche in questa estate si è ripresentata la stessa difficoltà con la quale i detenuti convivono da anni: la grande calura che imperversa nelle celle, peraltro pure scarsamente areate e, non bastasse, sovraffollate.
di Antonio Bertizzolo
Latina Oggi, 12 luglio 2026
Supera il 200% la percentuale di sovraffollamento nella casa circondariale di via Aspromonte. Emergenza anche per il caldo con temperature record. Il carcere di Latina sale sul podio e occupa il secondo posto in tutta Italia per il tasso di sovraffollamento più alto registrato alla data del 30 giugno del 2026. È una posizione poco invidiabile. La percentuale di sovraffollamento è imponente: pari al 207,79. Latina in questa graduatoria si piazza subito dopo l’istituto penitenziario di Brescia e prima di quello di Lodi. A seguire in quarta posizione c’è Grosseto e poi Varese e Foggia. La capienza nella struttura di Latina prevede la presenza di 77 detenuti mentre attualmente sono 160 di cui 41 donne e 51 stranieri.
di Enrico Mattia Del Punta
La Nazione, 12 luglio 2026
La casa circondariale Don Bosco di Pisa: negli ultimi giorni sono arrivati altri undici persone detenute da Sollicciano. “Subito un tavolo permanente operativo sulla situazione del carcere Don Bosco”. È questa la richiesta dei gruppi di minoranza del consiglio comunale di Pisa: Sinistra Unita per Pisa-Avs, Pd e La città delle persone dopo la notizia, riportata ieri da “La Nazione”, dell’arrivo nel carcere pisano dei primi 11 detenuti trasferiti da Sollicciano, dove il gip del tribunale di Firenze ha disposto il sequestro di 7 sezioni dell’istituto per “carenze igienico-sanitarie”.
di Alessio Molteni
La Provincia Pavese, 12 luglio 2026
Il quadro della Camera penale. Il carcere di Torre del Gallo continua a muoversi su un equilibrio fragile, dove ai segnali di miglioramento si affiancano criticità che restano profonde. È quanto emerge dalla visita effettuata dall’Osservatorio Carcere della Camera Penale di Pavia, alla quale hanno partecipato magistrati, sostituti procuratori e avvocati del Foro pavese. Il documento diffuso al termine dell’incontro restituisce un quadro articolato, nel quale convivono interventi di riqualificazione e problemi strutturali che richiedono risposte a livello nazionale. Negli ultimi due anni la direzione dell’istituto ha avviato numerosi lavori di ristrutturazione.
di Valentina Marotta e Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 12 luglio 2026
Nel carcere di Sollicciano da tre giorni c’è un detenuto di 87 anni. È arrivato per una condanna definitiva per un furto in una macchina compiuto tre anni fa. Le sue condizioni di salute sono discrete ma l’uomo non ha denti e non può mangiare cibi solidi. Per venire incontro alle sue esigenze, è stato quindi spostato in una cella del reparto clinico e alla mensa del penitenziario fiorentino sono stati preparati cibi liquidi per permettere all’uomo di nutrirsi. Fino a pochi giorni fa era un ospite dell’albergo popolare di via della Chiesa ma non poteva più restare nella struttura. Gli assistenti sociali del Comune di Firenze gli hanno allora proposto, in alternativa all’albergo popolare, una residenza sanitaria assistita per anziani nel comune di Castelfiorentino.
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