di David Ruffini
Il Sole 24 Ore, 20 luglio 2026
Info Data ha iniziato a monitorare il sistema carcerario italiano a giugno del 2025, attraverso uno scraper realizzato in R che aggiorna quotidianamente le informazioni sui penitenziari, estraendo i dati da ciascuna scheda di trasparenza pubblicata dal Ministero della Giustizia: nei primi giorni di osservazione il sovraffollamento era del 134%, ma in otto mesi è aumentato e ora sfiora il 139%. Per comprendere meglio cosa esprime questa percentuale, può essere utile un esempio: se il sistema penitenziario avesse un numero di detenuti esattamente pari al numero di posti disponibili, allora si avrebbe un tasso di affollamento del 100%, quindi non esisterebbe sovraffollamento. Tale fenomeno si presenta se il tasso di affollamento è superiore al 100%: se questo ha un valore del 150% significa che i detenuti sono una volta e mezzo il numero di posti effettivamente disponibili, mentre se è del 200% allora il numero di detenuti è il doppio dei posti effettivamente disponibili.
di Emanuele Bonini
eunews.it, 20 luglio 2026
La questione è di competenza nazionale, ma si rischia di uscire dal perimetro del trattato sull’Unione europea che può determinare infrazione per violazione dello stato di diritto. McGrath: “Entro fine 2026 la valutazione dei progressi compiuti”. Il sovraffollamento delle carceri rimane un problema serio per l’Italia, che ha a disposizione ancora pochi mesi per dimostrare di aver agito per migliorare la situazione ed evitare eventuali procedure d’infrazione. Perché è vero che “le questioni relative alla detenzione sono principalmente di competenza degli Stati membri”, ricorda il commissario per la Giustizia, Michael McGrath, ma continuare ad avere prigioni troppo piene rischia di portare il Paese a violare l’articolo 2 del Trattato dell’UE, quello che impone a tutti i membri dell’Unione il “rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani”.
di Tommaso Greco
Avvenire, 20 luglio 2026
C’è la tentazione, da un po’ di tempo a questa parte, di determinare norme e comportamenti secondo la logica dei padroni “a casa nostra”. L’equilibrio dei poteri, invece, anche se difficile a volte da accettare, è pensato proprio per garantire la corretta convivenza tra le persone e le istituzioni. Molti fatti di questi giorni ci portano a riflettere nuovamente sulla nostra cultura giuridica, riferita non alle nozioni più o meno tecniche (quelle che ci fanno credere che il diritto sia una questione che riguarda solo gli esperti) ma all’idea che abbiamo del diritto e delle ragioni per le quali esso serve.
di Adriana Logroscino
Corriere della Sera, 20 luglio 2026
Il Carroccio: “Così sarebbe libero”. FdI: “Firme da tutto il centrodestra per la grazia”. La Lega segna un altro punto: presenta una proposta di legge per estendere i limiti della legittima difesa. Ulteriore iniziativa dopo la raccolta di firme per la grazia arrivata a quota 120 mila, e la seconda visita in due giorni del leader Matteo Salvini al detenuto. Ma Fratelli d’Italia non resta a guardare. Anche Galeazzo Bignami, capogruppo meloniano alla Camera, si presenta al carcere di Bollate e annuncia una “raccolta di firme di tutto il centrodestra”. Forza Italia, visibilmente a disagio, marca una distanza netta dagli alleati: “Niente fughe in avanti”.
di Irene Famà
La Stampa, 20 luglio 2026
Il senatore di Forza Italia e vice ministro della Giustizia: “Le leggi attuali sono sufficienti. La grazia non è un modo per cancellare le sentenze”. La proposta della Lega sulla legittima difesa? “Così com’è, è inaccettabile. Sconvolge i cardini del diritto penale”. La grazia? “Concordiamo nel chiederla, considerato il contesto e le rapine che Mario Roggero ha subito in passato, la sua esasperazione. Ma non può essere un modo per cancellare le sentenze”. Il viceministro della Giustizia Paolo Sisto, senatore di Forza Italia, traccia un confine netto a difesa dello Stato di diritto. “La febbre delle elezioni imminenti non ci coinvolge minimamente, soprattutto su certi temi”.
di Alessandro Fulloni
Corriere della Sera, 20 luglio 2026
Abderrahim Fakir muore al Pilastro durante l’intervento. Il filmato di un residente con le urla del 43enne. La sorella: “L’hanno ammazzato”. Colpisce la lentezza dei movimenti, in quel video di cinque minuti e venti secondi che inquadra un uomo, steso a terra, prono, la cui vita scivola via istante dopo istante. Sono lenti i gesti dei due agenti che cercano di immobilizzarlo dopo che ai centralini d’emergenza era arrivata la segnalazione di una persona che stava dando in escandescenze. Sono lenti, anzi lentissimi, i movimenti del personale dell’ambulanza che assiste alla scena. Sono quasi al rallentatore i passi di alcuni testimoni che camminano avanti e indietro lungo il cortile del civico 9 di via Italo Svevo, cuore del Pilastro, quartiere popolare di Bologna.
di Flavia Amabile
La Stampa, 20 luglio 2026
Avs annuncia un’interrogazione. Il Carroccio: “Giù le mani dagli agenti”. Opposizione all’attacco dopo la morte di Abderrahim Fakir, durante un intervento di polizia al rione Pilastro a Bologna. Ilaria Cucchi è la prima a commentare e non potrebbe essere altrimenti, è senatrice di Avs ma è innanzitutto la sorella di Stefano Cucchi, morto mentre era sottoposto a custodia cautelare, dopo essere stato picchiato. “Quello che vediamo nel video di Bologna è un fatto estremamente grave. Si tratterebbe dell’ennesimo caso di un uomo in chiaro stato confusionale, che chiede aiuto e invece di avere soccorso viene bloccato dalle forze dell’ordine e si dirà che è morto per asfissia posturale. Mi auguro che non sia così, che non sia l’ennesimo caso, come quello che è successo a Riccardo Magherini o a Federico Aldrovandi. Rispetto alla richiesta di aiuto si risponde con la forza”, commenta la senatrice di Avs, annunciando un’interrogazione parlamentare al Ministero dell’Interno.
di Anna Foti
lacnews24.it, 20 luglio 2026
La provveditrice regionale dell’Amministrazione penitenziaria Castellano presenta il piano anti-afa: “Nebulizzatori e ventilatori in tutte le aree comuni. Frigoriferi nelle sezioni e, per quest’anno solo a Locri, nelle stanze detentive”. Antigone richiama le criticità su spazi minimi e assistenza sanitaria. L’estate con le sue torride temperature spinge a cercare rifugio in ambienti climatizzati oppure, per chi è in vacanza, nell’acqua di mare o nella frescura della montagna. La fine della scuola e le sospirate ferie. La sospensione fisiologica di molte attività durante i mesi estivi, quando è concesso che i ritmi cambino e che il maggior tempo libero a disposizione sia dedicato allo svago e al divertimento dopo un anno di impegno, di studio e di lavoro.
La Nazione, 20 luglio 2026
L’istituto penitenziario di Massa ha bisogno del Garante dei diritti dei detenuti. Lo ribadisce il Polo Progressista e di Sinistra che in una nota interviene in merito alla faida aperta sulla lettera dell’assessora regionale Alessandra Nardini e la risposta “piccata” del sindaco Francesco Persiani, circa la situazione dell’istituto penitenziario nel Comune di Massa. “Quando tutto è reso propaganda elettorale - si legge nella nota del Polo progressista - ovviamente il rispetto istituzionale è uno dei primi parametri a saltare, ma non crediamo che la destra e il sindaco siano i primi a poter lanciare una pietra. Il sindaco dice che “la proposta di istituire la figura del Garante dei detenuti è già all’attenzione delle forze politiche…” ci chiediamo però quanto debba essere lunga questa riflessione.
di Gabriele Cappi
Il Centro, 20 luglio 2026
Volontari e detenuti leggono insieme “Tutto chiede salvezza”. E dietro le mura e le sbarre c’è chi progetta il futuro fuori. “Quei 5 pazzi mi sembrava di conoscerli da una vita”. La frase arriva dal libro “Tutto chiede salvezza” di Daniele Mencarelli, la storia di un ragazzo che per un TSO viene recluso in una struttura psichiatrica e attraverso i suoi occhi, in una settimana, racconta episodi e incontri con medici, pazienti e infermieri che dettano orari, incontri, spostamenti, quando ci si alza e quando si va a dormire. Libro e Pagine che descrivono, anche se in un ambito diverso, la vita dei ragazzi del carcere San Donato di Pescara che in questi mesi, grazie a al gruppo di volontari Stella del Mare, ho avuto il privilegio di incontrare ogni martedì insieme ad alcuni amici, per leggere insieme qualche pagina del romanzo.
- La politica contro lo stato di diritto
- La forza della violenza ha preso il posto del diritto. Non serve più illudersi
- Sanità: le malattie della povertà non sono scomparse, e le disparità crescono
- “Una rete nazionale del caporalato sposta i migranti in tutta Italia”
- Migranti. L’altra faccia degli sbarchi in calo è l’aumento dei morti in mare










