di Padre Gabriele Iiriti*
Avvenire, 22 giugno 2026
La situazione della realtà carceraria italiana riflette per tanti aspetti il vissuto della nostra società che in diversi ambiti fatica a trovare delle soluzioni che possano essere di supporto alle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione. La povertà sociale, la disoccupazione, le carenze a vari livelli generano un malessere che spinge chi è più fragile a delinquere e commettere dei reati che aprono le porte del carcere. Essere carcerato è un’esperienza devastante. Essere privati della libertà, allontanati dagli affetti familiari e sociali, costretti a vivere insieme a persone che non avresti mai scelto. Nel contesto carcerario la sofferenza maggiore è la sensazione di perdere, insieme alla libertà, la dignità come persona.
di Antonio Murzio
affaritaliani.it, 22 giugno 2026
Nelle carceri laziali il sovraffollamento è del 144%. Abbiamo raccolto la voce di un ex detenuto che oggi si batte per i diritti dei reclusi. Il sistema penitenziario italiano è di nuovo a un passo dal baratro, pronto ad implodere come allora. Il sovraffollamento delle carceri sta pericolosamente tornando ai livelli del 2013, anno in cui la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) condannò l’Italia per trattamenti disumani e degradanti. Allora i detenuti erano 66mila a fronte di 48mila posti disponibili. Oggi la capienza degli istituti continua a diminuire mentre il numero di detenuti continua ad aumentare: al 31 maggio 2026 i presenti erano 64.741, quindi 305 in più rispetto al mese precedente e 1.980 in più di un anno fa. I posti regolamentari, al netto delle celle inagibili, sono ridotti a 46.000.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 22 giugno 2026
Vivono in uno dei cinque istituti a custodia attenuata per detenute madri d’Italia. Anna, Roberto, Nina e Paolo (nomi di fantasia) hanno pochi anni, altri bambini che sono con loro hanno pochi mesi. Solo tre pomeriggi a settimana fanno delle attività. “Molte mamme pensano che i figli, nella loro vita, non possano fare altro che rubare. Loro disegnano sempre arcobaleni, a volte unicorni. Per loro rappresentano un piccolo sogno. Lì dentro hanno molto bisogno di sognare”. Le loro storie, attraverso un dialogo con la sociologa Annachiara Lombardini. Sui fogli bianchi, con i pastelli, le loro piccole mani tracciano tanti arcobaleni su cui volano unicorni colorati. Un pulmino la mattina passa a prenderli per primi, per portarli a scuola, e il pomeriggio li riaccompagna per ultimi, per non far vedere agli altri bambini dove vivono.
di Claudio Vannacci
toscanatv.it, 22 giugno 2026
Il sequestro e la chiusura, disposti dal Tribunale di Firenze, di sette sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano, con il trasferimento di oltre 200 detenuti in altri istituti, non è che la punta dell’iceberg dell’emergenza che riguarda un po’ tutto il sistema carcerario toscano. Come è noto il sequestro è stato disposto in seguito alle gravi carenze igienico-sanitarie nelle celle e negli spazi comuni con innumerevoli violazioni delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Questo, però, ha comportato a cascata, oltre alle inevitabili polemiche politiche, l’aggravamento della situazione negli altri carceri della regione, dove sono stati trasferiti i detenuti da Sollicciano. È il caso ad esempio della casa circondariale della Dogaia a Prato, già oltre i limiti di capienza, al punto che nei giorni scorsi ha fatto scalpore la notizia dell’uscita anticipata dal carcere di un detenuto condannato a 12 anni per violenza sessuale su un minore. Ebbene l’uomo uscirà circa sette mesi prima, 199 giorni esatti in meno. Il tribunale di Sorveglianza di Firenze ha deciso che il detenuto sta subendo condizioni detentive “degradanti” e “disumane”. Non una novità per la Dogaia, struttura caratterizzata da sovraffollamento ma anche con problemi di violenza e racket che immette droga e telefonini nonostante il divieto di comunicare all’esterno e nonostante l’azione di contrasto che la procura pratese coordina ormai da mesi.
di Mimmo Lardiello*
tarantobuonasera.it, 22 giugno 2026
L’impatto della saturazione nel carcere di Taranto sul diritto di difesa e la limitazione dei trasferimenti fuori distretto come extrema ratio ordinamentale. La struttura penitenziaria di Taranto è da anni monitorata per indici di sovraffollamento ben superiori alla tollerabilità ministeriale. Il tema della custodia cautelare in carcere continua a essere al centro del dibattito giuridico e politico italiano. Quando la libertà personale di un indagato viene limitata prima di una sentenza definitiva, il codice di procedura penale impone criteri rigorosi, legati alla gravità del quadro indiziario e a esigenze cautelari tassative come il pericolo di fuga, l’inquinamento delle prove o la reiterazione del reato. Tuttavia, l’applicazione pratica di queste misure si scontra quotidianamente con una realtà drammatica, ovvero il cronico sovraffollamento degli istituti di pena, una piaga che colpisce da vicino anche la Casa Circondariale di Taranto.
di Veronica Valente
lecceprima.it, 22 giugno 2026
Due legali, due assistiti con gravi patologie, quattro giorni di sollecitazioni senza risposta. L’avvocata De Filippis e l’avvocato Caroli puntano il dito contro l’area sanitaria della casa circondariale di Borgo San Nicola, a Lecce. Tre detenuti in isolamento sanitario nella stessa cella, due dei quali con gravi patologie, insieme al compagno con sospetta tubercolosi. Separati solo alle 23 di venerdì 19 giugno, quando un medico chiamato d’urgenza mentre stava per andare via avrebbe disposto raggi e altre analisi urgenti. È l’avvocata Alessandra De Filippis del foro di Bari a ricostruire la vicenda nella sua interezza. Il suo assistito, 59 anni, originario di Supersano, cardiopatico e portatore di patologie che richiedono la somministrazione di farmaci salvavita, si trovava in isolamento sanitario dal 15 giugno insieme al detenuto con sospetta Tbc e a un terzo recluso.
Il Dubbio, 22 giugno 2026
Le detenute trans scrivono agli organizzatori del Napoli Pride: “Siamo la voce muta che non si sente”. Dentro il carcere di Secondigliano, a Napoli, una lettera firmata “Le Sirene di Secondigliano” chiede di non lasciare fuori dai cancelli la dignità, l’identità e i diritti. A scriverla sono le donne trans detenute nel reparto Infermeria dell’istituto, che si rivolgono agli organizzatori del Napoli Pride per chiedere “parità, uguaglianza e inclusività di genere” nelle carceri della Campania. Il messaggio è definito “corale, profondo e pacifico” ed è indirizzato alle istituzioni e alla comunità. Non una richiesta di privilegi, spiegano le firmatarie, ma una rivendicazione di diritti, ascolto e percorsi reali di reinserimento.
vaticannews.va, 22 giugno 2026
La storia di Kamal, detenuto nella casa a custodia attenuata Gozzini di Firenze, che ha appena ottenuto un contratto a tempo indeterminato in un ristorante Mc Donald’s della città, guidato da un imprenditore illuminato. Le sue speranze e la sua visione del futuro in attesa del fine pena previsto nel 2030. “Il mio nuovo lavoro, la mia nuova vita” è il corso di pasticceria in 8 lezioni che hanno seguito alcuni detenuti dell’Alta sicurezza della casa circondariale Le Sughere di Livorno. La testimonianza del garante comunale dei diritti delle persone detenute di Livorno, Marco Solimano.
di Gian Luigi Gatta
sistemapenale.it, 22 giugno 2026
È scomparso ieri Elvio Fassone, già magistrato (Pretore a Pinerolo e Presidente di Corte d’Assise a Torino), componente del C.S.M. e per due Legislature Senatore della Repubblica. La nostra Rivista partecipa al lutto dei familiari, dei colleghi e della comunità degli studiosi ed esperti del sistema penale per la scomparsa di un giurista raffinato e di una persona che, con la sua attività e con i suoi scritti, è riuscita come poche a mettere al centro l’umanità nelle vicende della pena. Ci piace, nell’immediatezza della scomparsa, ricordare Fassone ripubblicando la recensione al suo splendido “Fine pena: ora” (Sellerio, 2015), uscita a firma di chi scrive sulla Rivista Italiana di Diritto e Procedura Penale nel 2017.
di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 22 giugno 2026
Con i partiti in crisi, la legge elettorale non dovrebbe guardare solo alla governabilità ma andrebbe pensata per riportare i cittadini alle urne. È il momento della diaspora. A destra, un altro politico improvvisato; al centro e a sinistra, qualche neofita della politica e politici di lungo corso si dànno da fare per aumentare il già numeroso mondo dei partiti. Sono una ventina i partiti che hanno rappresentanti in Parlamento. Ora si aggiunge a destra Futuro nazionale. Nell’area del centro-sinistra pullulano le iniziative: Progetto civico Italia, Partito liberale democratico, Più Uno, Centro democratico, area riformista del Pd. Insomma, per secessione o dispersione, il mondo dei partiti si frammenta sempre di più.
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