di Giulia Merlo
Il Domani, 6 luglio 2026
Assunti quasi settemila addetti, ma “saranno stabilizzati ma inquadrati nelle qualifiche e nelle funzioni tradizionali dei funzionari amministrativi ministeriali”, accusa Area, “in sostanza, una grande innovazione e una vera rivoluzione culturale vengono lasciate estinguersi”. I contratti a tempo determinato degli addetti all’Ufficio del processo sono scaduti il 30 giugno, come il Pnrr. Il ministero della Giustizia, tuttavia, ha assunto in proprio e a tempo indeterminato 9.147 su 9.368 unità di personale delle diverse qualifiche funzionali, di cui 6.850 addetti all’Ufficio per il processo. Il ministero ha sottolineato il grande sforzo economico - 487.782.596 euro - e “la portata storica della stabilizzazione sta nella significativa diminuzione del dato relativo al tasso di scopertura fino a oggi registrato negli uffici giudiziari: era del 35,50% al 30 giugno 2026, passa oggi al 16% in tutta Italia”.
di Valentina Moro e Adelia Pantano
La Stampa, 6 luglio 2026
Dai Garanti territoriali di Asti e Alessandria un documento congiunto per chiedere interventi tempestivi in tutta la regione. Cemento rovente fuori e dentro. Senza aria condizionata la vita nel carcere di Quarto d’Asti è un inferno. Tra il sovraffollamento e la crisi climatica che porta a temperature sempre più alte le condizioni di chi vive e lavora nell’istituto sono peggiorate. A denunciarlo è Domenico Massano, garante dei detenuti di Asti, all’uscita dalla visita settimanale alla casa di reclusione: “Non c’è aria condizionata per i detenuti se non nella sala colloqui. Le sezioni sono molto calde, soprattutto quelle che stanno più in alto e sono esposte al sole tutta la giornata. Servirebbe un sistema di climatizzazione almeno nelle aree comuni”.
di Associazione Nessuno Tocchi Caino e Associazione Italiana Diritti Detenuti
ienesiciliane.it, 6 luglio 2026
Alle 4.20 del 26 giugno scorso, Gaetano Sciacca, 48 anni, è morto nel carcere di Caltagirone, stroncato da un infarto. Da giorni chiedeva di essere accompagnato al pronto soccorso: accusava forti dolori allo sterno e al braccio destro, sudorazione e affaticamento. Quei sintomi, però, sarebbero stati sottovalutati dai medici dell’istituto, che gli avrebbero somministrato soltanto bustine di Riopan, un farmaco indicato per la gastrite. In sostanza, un infarto in corso sarebbe stato scambiato per un mal di pancia. Rita Bernardini, presidente di Nessuno tocchi Caino, ha appreso la notizia da Mirko Federico, giovane molto attivo e in costante contatto con familiari e amici dei detenuti. Attraverso di lui, Bernardini è riuscita a mettersi in contatto con Italia Noemi, moglie di Gaetano Sciacca, e con l’avvocata Angela Giachino, legale che segue la tragica vicenda.
La Sicilia, 6 luglio 2026
Gli spazi sopravvissuti alla devastazione sono stati usati per stiparci dentro tutte le persone rimaste. Con la sola esclusione degli otto arrestati, che sono stati trasferiti. A 24 ore dalla rivolta dei detenuti che ha distrutto la casa circondariale di Enna, causando danni per centinaia di migliaia di euro, nessun detenuto, a parte gli otto arrestati trasferiti nella notte in altri istituti, ha lasciato e lascerà il carcere ennese. Tutti sono stati ammassati nelle celle sopravvissute alla distruzione. Anche otto o dieci per cella. Il clima dentro la casa circondariale è ad alta tensione. All’indomani della rivolta si contano ancora i danni con parte dell’impianto elettrico inutilizzabile, e la notizia che il provveditorato regionale avrebbe preferito utilizzare il Gir (gruppo intervento regionale), composto da agenti provenienti da altre carceri, già provati da turni infiniti, piuttosto che il Gio (gruppo intervento operativo), che sarebbe arrivato ad Enna ma non avrebbe operato all’interno del carcere.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 6 luglio 2026
Sovraffollamento, suicidi, violenze, carenza di personale, attività ridotte al minimo, tensione costante, diritti compressi. È questo lo spaccato che, ancora una volta, è emerso dagli istituti penitenziari, dove la gestione quotidiana della detenzione sembra muoversi lungo un perimetro sempre più instabile. A parlarne sono stati il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, la deputata del Pd Silvia Roggiani, l’Associazione Quei Bravi Ragazzi Family in occasione di un incontro pubblico dedicato al sistema penitenziario milanese.
di Sara Occhipinti
altalex.com, 6 luglio 2026
Il Guardasigilli fa il punto sulla situazione in seguito al grave episodio di violenza ai danni di un quindicenne nell’istituto Ferrante Aporti. Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio fa il punto sulla situazione delle carceri minorili, dopo il grave episodio di violenza ai danni di un quindicenne nell’istituto Ferrante Aporti di Torino. L’interrogazione parlamentare al Guardasigilli è stata avanzata il 18 giugno scorso dai deputati di Italia Viva. Dopo il grave episodio di violenza nel carcere minorile di Torino, “Ferrante Aporti”, dove un quindicenne è stato torturato dai tre compagni di cella, con schiaffi percosse e una marchiatura tipo tatuaggio con le molle arrugginite di un letto, episodio di cui nessuno, tranne l’avvocata della vittima, si era accorto, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio risponde all’interrogazione parlamentare di Italia Viva facendo il punto sulla situazione delle carceri minorili.
Il Resto del Carlino, 6 luglio 2026
La denuncia del Sappe che propone l’utilizzo delle misure alternative “Si ricorra di più ai domiciliari e all’affidamento in prova ai servizi. Questo può attenuare subito il problema del sovraffollamento”. Notti senza respiro in celle roventi. Tre o quattro detenuti stipati in pochi metri. Il termometro che segna quaranta gradi, si aggiunge al sovraffollamento del carcere dell’Arginone. La capienza massima è stata da tempo superata: ci sono 163 detenuti in più e le condizioni di vita continuano a essere preoccupanti. A causa del ‘soldout’ è stata aggiunta anche la terza o quarta branda nelle celle.
La Nazione, 6 luglio 2026
L’indicazione del Provveditorato toscano ai direttori finisce nel mirino della Uil “Tutto surreale, è una violazione premeditata e palese dei diritti umani”. “Pura follia”. Così il segretario regionale della Uil Fp polizia penitenziaria, Eleuterio Grieco, ha bollato l’indicazione del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, che ha chiesto ai direttori delle carceri toscane di usare anche brande e materassi a terra, in casi di emergenza, per accogliere i detenuti. La misura viene considerata “estrema e provvisoria”, mentre il sindacato la ritiene “surreale”.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 6 luglio 2026
La figlia di un detenuto ha raccontato a Fanpage.it le condizioni del padre recluso nel carcere Pagliarelli di Palermo, mentre una lettera di 200 detenuti denuncia degrado, caldo torrido e “gravi carenze sanitarie” all’interno dell’Istituto. Le condizioni di vita nelle carceri italiane, il diritto alla salute, i trasferimenti lontano dalle famiglie e le difficoltà dei detenuti e dei loro cari sono temi su cui la redazione di Fanpage.it riceve da tempo segnalazioni e testimonianze. Se hai vissuto o stai assistendo a un’esperienza simile, come detenuto, familiare, operatore o professionista del settore, e vuoi raccontare la tua storia, questo è lo spazio per te.
Il Mattino, 6 luglio 2026
L’esperienza di un ex ristretto di Secondigliano. Undici anni di detenzione possono segnare profondamente una vita, ma possono anche rappresentare un’opportunità di trasformazione. È quanto testimonia F. G., oggi operatore museale presso il Museo di Pitagora di Crotone, che ha scelto di fare della cultura il proprio strumento di rinascita. Durante il periodo trascorso in carcere, tra sacrifici, studio e lavoro, F.G. ha conseguito la laurea triennale in Lettere. Tornato in libertà, ha proseguito con determinazione il proprio percorso formativo e oggi si prepara a discutere la tesi della laurea magistrale in Filologia.
- Fossano (Cn). Coltivare la libertà, la storia di riscatto di un ex detenuto
- Locri (Rc). Il 10 luglio il convegno “L’affettività nelle carceri: un diritto fondamentale”
- Teramo. L’Associazione “Abbraccia il Futuro” dona elettrodomestici al carcere
- Impariamo il dissenso dai giganti del Novecento e cambieremo la Storia
- “Morire di Naia”, di Marta Silvestre e Andrea Turco. Ombre e silenzi delle caserme italiane










