di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 3 novembre 2026
Meno educatori, assistenti sociali e psicologi in carcere. In compenso, nuove figure di poliziotti penitenziari: precari, sottopagati e poco formati. Due elementi che delineano l’ennesimo segnale di abbandono che arriva dal governo al mondo del carcere. Questa volta attraverso la manovra finanziaria. Partiamo dal primo punto. In un contesto in cui, anche a causa di politiche repressive del governo, i detenuti aumentano (al 30 settembre il tasso di sovraffollamento era del 129%) diminuiscono gli operatori che lavorano accanto a loro. Il personale civile dei penitenziari, infatti, sarà tagliato così come tante altre categorie del pubblico impiego.
di Nicola Boscoletto*
Corriere della Sera, 3 novembre 2026
La legge Smuraglia non può essere ridotta a merce a basso costo. I benefici ad oggi hanno permesso l’inserimento di persone svantaggiate e la creazione di tantissime nuove opportunità lavorative per figure professionali dedicate, in particolare tantissimi giovani. Detenuti e lavoro: le agevolazioni non devono creare sfruttamento ma lavoro equo (e sicurezza per tutti). Serve un po’ di chiarezza sulla Legge Smuraglia o meglio sulla sua natura. Oggi il messaggio più diffuso che viene trasmesso (convegni, articoli, stampa di opuscoli, etc.) è quello della possibilità di usufruire della forza lavoro delle persone detenute a condizioni agevolate. Viene sbandierato a destra e a manca l’importante credito d’imposta accompagnato dalla quasi totale decontribuzione. Detto in maniera un po’ più grezza, ma effettivamente percepita: manodopera a basso costo. In questo modo però viene tradita la vera natura della legge.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 3 novembre 2026
A distanza di due settimane dagli scontri di Milano, con il conseguente decreto Sicurezza e le proposte del ministro della Giustizia Carlo Nordio di usare per i minori sezioni dei penitenziari per adulti e costruire nuovi istituti per under 18, continua a essere caldo il dibattito intorno al tema della giustizia minorile. Luigi Pagano, garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Milano: “Se l’unica via percorribile rimane la repressione, il rischio è di creare per le persone una strada senza ritorno”. Bisogna stanziare “i pochi fondi che abbiamo per ampliare la capienza delle carceri giovanili” ed “eventualmente per trovare degli accordi in modo che dei settori di carceri e di istituti penitenziari destinati ai maggiorenni possano essere invece destinati ai minori”.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 3 novembre 2026
Respinto il ricorso contro la decisione del ministero della Giustizia di prorogare il regime speciale per altri due anni. Ancora un no alla revoca del 41 bis per l’anarchico Alfredo Cospito. La Cassazione ha confermato il regime di massima sicurezza, respingendo il ricorso presentato dal difensore, l’avvocato Flavio Rossi Albertini, contro il provvedimento con cui il Tribunale di sorveglianza di Roma aveva confermato la decisione del ministero della Giustizia, avallata dal Tribunale di Roma, di rinnovare per due anni il regime di carcere duro per Cospito, che si trova detenuto a Sassari e sottoposto al regime speciale dal 2022, per impedire collegamenti con ambienti anarchici esterni. Alfredo Cospito da ottobre 2022 ad aprile 2023 aveva portato avanti uno sciopero della fame contro l’applicazione del carcere duro nei suoi confronti.
di Giampaolo Piagnerelli
Il Sole 24 Ore, 3 novembre 2026
I Supremi giudici frenano sui no automatici alle pene alternative: chi ha un impiego e un percorso di risocializzazione non può essere condannato all’arresto senza che il giudice abbia valutato concretamente la possibilità di convertire la condanna in una sanzione pecuniaria. La Cassazione (sentenza n. 38094/26) chiarisce i confini tra la sospensione condizionale della pena e le sanzioni sostitutive introdotte dalla riforma Cartabia, stabilendo che il diniego del primo beneficio non comporta in alcun modo il rigetto automatico delle pene alternative.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 3 novembre 2026
“Negli anni 90 risultavano detenute, ogni anno, dalle 13mila alle 15mila persone con problemi legati al consumo di sostanze stupefacenti, secondo i dati del ministero della Giustizia. Oggi sono quasi 33mila, precisamente 32.823 persone, in carico ai 36 Servizi per le dipendenze-SerD carcere, secondo la Relazione Annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2026”. A parlare è Giovanni Zoccatelli, presidente del Coordinamento enti autorizzati e accreditati lombardi-Ceal, alla luce delle riflessioni del recente incontro, organizzato a Milano dall’associazione che rappresenta 37 enti del Terzo settore accreditati con Regione Lombardia sul tema della riabilitazione dalle dipendenze. L’iniziativa è stata un’occasione per approfondire la situazione delle carceri lombarde, “dove ogni giorno dell’anno ci sono circa 4mila persone detenute che hanno una diagnosi di dipendenza”.
di Giambattista Anastasio
Il Giorno, 3 novembre 2026
In 290 hanno iniziato a seguire attività di formazione negli istituti penitenziari. Il riferimento sono gli sportelli istituiti da Ministero, Regione e centri per l’impiego. L’assessore Tironi: “Coinvolgerli prima che escano per facilitare il reinserimento”. Facilitare l’inserimento lavorativo dei detenuti coinvolgendoli in un percorso di formazione e in esperienze professionali già prima che lascino il carcere, quando sono a fine pena. Questo l’obiettivo degli Sportelli Lavoro aperti negli istituti penitenziari di Bergamo e Brescia. Un’iniziativa che “da febbraio sarà estesa ad altre carceri lombarde” fa sapere Simona Tironi, assessore regionale a Istruzione, Formazione e Lavoro. Proprio a febbraio scoccherà il primo anno di attivazione degli Sportelli.
di Mara Rodella
Corriere della Sera, 3 novembre 2026
La sperimentazione promossa da Regione Lombardia. Tironi: “Da qui passa un futuro diverso”. “Si può fare. Perché il lavoro, dentro il carcere, è qualificato e il nostro obiettivo è dare ai detenuti una professionalità che sia spendibile anche fuori, in futuro”. Lo dice “gli altri imprenditori” e non solo ne è convinto, ma lo ha fatto - e lo sta ancora facendo - Marco Omodei, presidente della bresciana Bi Solution-Società cooperativa sociale Ets: “Nel 2019 abbiamo iniziato con i primi tre detenuti, lo scorso anno è arrivato un appalto a tempo limitato per un incarico delicato, di controllo qualità.
di Adamo Chiesa
lapiazzaweb.it, 3 novembre 2026
A Palazzo Moroni la presentazione ufficiale del progetto realizzato dalla cooperativa t-Essere Alternative insieme a Panaté. Il lavoro come strumento di formazione, riscatto e reinserimento sociale. È questo l’obiettivo del laboratorio di panificazione attivato nella Casa Circondariale di Padova, che lunedì 9 novembre, alle 16.30, sarà presentato ufficialmente alla città nella sede di Palazzo Moroni. L’iniziativa, operativa dallo scorso maggio, nasce dalla collaborazione tra la cooperativa sociale t-Essere Alternative e Panaté, impresa che coniuga la panificazione artigianale di qualità con l’inclusione lavorativa. Un progetto che mette in rete la cooperazione sociale locale e una filiera imprenditoriale nazionale, rafforzando il percorso avviato a Padova per promuovere il lavoro all’interno degli istituti penitenziari e favorire il ritorno delle persone detenute nella società.
di Niccolò Gramigni
La Nazione, 3 novembre 2026
Il Garante dei detenuti: “Mi aspetto un’apertura al dialogo: siamo ripiombati nel buio più totale, speravo che l’amministrazione comunale potesse dar mano e invece mi sembra che ci siamo assuefatti allo status quo”. Sul tavolo inter-direzionale sul carcere di Sollicciano “io non capisco l’operatiità”. L’affondo è del garante dei detenuti di Firenze Giancarlo Parissi che, intervistato da Novaradio, chiede una maggiore chiarezza e operatività su quello che è il tavolo che deve discutere delle problematiche della struttura, insieme a Comune di Firenze, direzione carcere, Società della salute, Ufficio esecuzione pene esterne. Non ci sono “novità concrete”, afferma Parissi. Nella mia ingenuità avevo riposto in questo tavolo e nei suoi lavori delle discrete speranze, devo dire che il treno di queste speranze si è ridotto a mezzo vagone.
- Rimini. Appello degli avvocati al Comune: “Serve subito un nuovo Garante dei detenuti”
- Chieti. Competenze digitali per 114 detenuti: il progetto Restart sostenuto con 211mila euro
- Brescia. Nuovo carcere di Verziano, la fine dei cantieri verso il 2028
- Lecco. Cerchi di Voci avvicina il carcere alla città: un anno di dialogo e confronto
- Piacenza. Venti detenuti impegnati con il teatro alla Casa circondariale delle Novate









