di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 settembre 2026
Quattordici indirizzi. Tanti ne conta, per ora, l’elenco nazionale delle strutture che possono accogliere i detenuti adulti rimasti senza una casa dove scontare una misura alternativa. Il dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità lo ha pubblicato sul sito del ministero della Giustizia, con un avviso firmato dal capo dipartimento Antonio Sangermano. È il primo passo concreto di una norma che prova a compensare una delle ingiustizie più silenziose del nostro sistema: chi è povero resta in cella anche quando il giudice potrebbe mandarlo fuori. Una scelta giusta, attesa da anni. Resta da capire se i numeri reggono il peso del problema.
Ristretti Orizzonti, 30 settembre 2026
Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl) pubblica il Report sui decessi in carcere riferito ai primi otto mesi del 2026, aggiornato al 31 agosto. Il Report segue quelli pubblicati a cadenza periodica e offre un’analisi sistematica del fenomeno, a partire dai dati tratti dagli applicativi del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap). I decessi sono distinti in cinque categorie principali: suicidi, decessi per cause naturali, decessi per cause da accertare, decessi accidentali e omicidi. Questa distinzione rende conto delle specificità che il fenomeno dei decessi in carcere porta con sé, in particolare nel caso dei suicidi, i quali toccano aspetti delicati e che richiedono un’attenzione costante alla persona e alle sue fragilità.
di Nicola Scuderi
La Notizia, 30 settembre 2026
Carceri italiane, è ancora emergenza: 184 detenuti morti nei primi 8 mesi del 2026, a fronte dei 167 di un anno fa. Se ne parla poco, ma l’emergenza nelle carceri italiane non è affatto superata. Secondo l’ultimo rapporto del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2026 i decessi negli istituti penitenziari sono stati 184, contro i 167 registrati nello stesso periodo del 2025. Dai dati emerge che sono aumentati i decessi per cause naturali, passati da 76 a 88, e anche quelli per cause accidentali, saliti da 2 a 8. Secondo l’organismo indipendente istituito nel 2014 con il compito di vigilare sul rispetto dei diritti delle persone private della libertà personale, sono invece diminuiti i suicidi. Nel periodo preso in considerazione, infatti, i detenuti che si sono tolti la vita sono stati 49, a fronte dei 53 registrati nello stesso periodo dell’anno scorso.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 30 settembre 2026
Nei primi otto mesi del 2026 i decessi tra le persone detenute sono stati 184, in aumento rispetto ai 167 dello stesso periodo del 2025. Di questi, sono stati 49 i suicidi, il 55,1% di chi si è tolto la vita aveva tra i 25 e i 39 anni. Sono i dati dell’ultimo Report del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2026 il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria-Dap ha registrato 184 decessi, in aumento rispetto ai 167 dello stesso periodo del 2025, con una incidenza rispetto alla popolazione carceraria che passa dallo 0,27% allo 0,29%. A dirlo sono i dati del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale-Gnpl, che ha pubblicato il Report sui decessi in carcere riferito ai primi otto mesi del 2026, aggiornato al 31 agosto.
di Adriano Rizzi*
Il Domani, 30 settembre 2026
Portare i libri nei penitenziari significa portare dentro un luogo chiuso qualcosa che, per sua natura, tende ad aprire: uno spazio, un tempo, una possibilità. Ed è questo che CoopCulture ha fatto dal 2012 con il progetto sperimentale “Sistema Biblioteche Carcerarie Regione Marche”. Un progetto che è anche un modello di professionalità. Entrare in carcere con un libro significa portare dentro un luogo chiuso qualcosa che, per sua natura, tende ad aprire: uno spazio, un tempo, una possibilità. Ed è questo che CoopCulture ha fatto dal 2012 con il progetto sperimentale “Sistema Biblioteche Carcerarie Regione Marche”, trasformandolo in un servizio strutturato, garantendo coordinamento, bibliotecari qualificati e continuità gestionale.
di Gaetano Gorgoni
Corriere Salentino, 30 settembre 2026
Aperta inchiesta per omicidio colposo. “Lasciato morire in una cella senza ricevere cure e assistenze”. Adelin Stanciu aveva soltanto 26 anni, compiuti il 5 agosto. Origini rumene viveva da tempo in Salento. “Un ragazzo sano e che non assumeva neppure un farmaco”. Poi il tracollo fisico. Improvviso e inatteso. Fino al decesso. Su questa tragedia avvenuta nel carcere di Lecce (uno dei penitenziari più affollati d’Italia) si addensano innumerevoli ombre. Il giovane dormiva, almeno così credevano gli agenti della polizia penitenziaria quando si sono affacciati nella sua cella nella mattinata del 23 settembre scorso. Ore dopo, a un secondo giro, gli agenti si sono accorti che il giovane non respirava più. Usava una stuoia per dormire. Non aveva neppure un letto e, quando è stato ritrovato ormai morto nella cella, era completamente nudo.
di Davide D’Attino
Corriere del Veneto, 30 settembre 2026
“Tra coloro che sono stati eletti per rappresentare i cittadini padovani, alcuni forse non hanno capito oppure non vogliono capire e antepongono gli interessi di parte ad un’opera di comune utilità sociale”. È una nota molto dura quella diffusa ieri mattina dal garante dei detenuti Antonio Bincoletto, il cui mandato è scaduto ad aprile scorso, per commentare quanto successo l’altra sera in consiglio comunale, dove la nomina del suo successore, l’ex magistrato Paola Cameran unica candidata, è stata stoppata dal centrodestra. Per la designazione, infatti, era necessario il voto favorevole dei due terzi dei componenti dell’aula.
di Michele Scuto
La Nazione, 30 settembre 2026
Se ne parla, si torna a chiederlo, si ribadisce che quella figura può essere utile. Il Garante dei detenuti a Massa ancora non c’è, ma il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità la mozione per riavviare il percorso verso il Garante provinciale. La questione è tornata al centro del confronto politico dopo l’intervento del vescovo Vaccari sulle condizioni della Casa di reclusione di Massa e le parole del sindaco Francesco Persiani, che si è detto favorevole alla figura di garanzia ma non convinto sul fatto che possa risolvere i problemi strutturali delle carceri. Il Consiglio provinciale ha votato all’unanimità. Tutti d’accordo: destra, sinistra e centro.
di Laura Valvo
La Sicilia, 30 settembre 2026
Il garante Villari: “Un detenuto, solo dopo due anni di attesa è stato operato di ernia”. Dopo settimane di tensione e violenza, il carcere di Cavadonna prova a tornare verso la normalità. L’emergenza che ha messo sotto pressione la struttura e, soprattutto il lavoro degli agenti di polizia penitenziaria sembra avviarsi verso una fase di maggiore stabilità. Restano però le criticità che hanno alimentato l’allarme: la carenza di personale, le difficoltà nella gestione dei detenuti e le condizioni di lavoro degli agenti. La normalizzazione, dunque, non può significare abbassare la guardia. Al contrario, deve rappresentare l’occasione per affrontare le fragilità strutturali della casa circon- dariale e garantire sicurezza, regole e condizioni di lavoro adeguate.
di Raffaele Caruso
quintopotere.it, 30 settembre 2026
Ha interrotto lo sciopero della fame e della sete dopo averlo iniziato giovedì. Gourrida Wadhah, 29enne tunisino, è trattenuto da gennaio nel Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Bari Palese, dove dovrà restare almeno fino a novembre in seguito a un’ulteriore proroga disposta dal giudice. A raccontare la sua vicenda è la moglie 23enne, che ha rilasciato un’intervista a La Repubblica di Bari dopo aver lanciato un appello attraverso la rete Mai più lager - No ai Cpr. La donna, che ha scelto di mantenere l’anonimato, descrive una situazione familiare sempre più difficile e condizioni di forte sofferenza psicologica per il marito, che avrebbe anche tentato di togliersi la vita.
- Torino. Al Cpr due atti di autolesionismo ogni tre giorni, visite mediche “sommarie” e cure negate
- Roma. Sbatteranno lo Sportello in faccia ai detenuti tossicodipendenti di Rebibbia
- Salerno. Nuova ispezione in carcere: 600 detenuti per 358 posti
- Foggia. “Inseguivo i soldi facili, ora aiuto i detenuti: so quanto sia importante avere qualcuno”
- Rovigo. Carcere, carcerati e dintorni un momento per riflettere









