di Anna Paola Lacatena
Avvenire, 22 luglio 2026
Il sistema della detenzione disabilita competenze e opportunità, soprattutto nei confronti delle persone “schiave” di sostanze psicotrope. Serve pensare a modelli alternativi. È pari al 32,7% del totale il numero di detenuti con diagnosi di dipendenza patologica da sostanze psicotrope (legali e illegali) presente nelle carceri italiane. Dal 2006 non era mai stato così alto. Al 31 dicembre 2025, dei 63.499 detenuti, il 33,9% (circa 21.562 persone), con una percentuale quasi doppia rispetto alla media europea (18%) e ben oltre quella mondiale (22%), era in carcere per violazione, ex art.73 e 74, del DPR 309/1990 (Testo Unico sugli Stupefacenti).
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 22 luglio 2026
Il sovraffollamento divampa. Al 19 luglio nelle carceri italiane vivono 64.739 persone per 46.237 posti realmente disponibili, e il tasso reale di affollamento tocca il 140 per cento. Il caldo dell’estate moltiplica il peso di una struttura che è già totalizzante, dove la cella diventa un forno e il tempo non passa mai. Il governo, di concreto, non ha fatto nulla. Resta la sua proposta di legge, ancora non approvata in via definitiva, che pure, nonostante evidenti criticità, qualcosina potrebbe fare. Eppure l’iter è ancora lungo. I numeri arrivano dal monitoraggio quotidiano che rielabora le schede di trasparenza del ministero della Giustizia, e raccontano una realtà più dura di quella ufficiale.
di Anna Lisa Antonucci
L’Osservatore Romano, 22 luglio 2026
Non era mai accaduto nella storia recente penitenziaria italiana che associazioni, laiche e cattoliche, responsabili delle istituzioni territoriali, esponenti della società civile, attori e scrittrici, dirigenti di banca, sacerdoti, politici di varie forze politiche, garanti regionali e comunali si sentissero chiamati a difendere l’articolo 27 della Costituzione italiana, secondo cui “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”“. Così Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone che fa parte della neonata “Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione”, commenta la giornata di visite in ben 37carceri italiane svoltasi a metà luglio.
di Ettore Grenci*
Avvenire, 22 luglio 2026
In quarantotto ore il ministro Matteo Salvini è entrato due volte nel carcere di Bollate. Il primo giorno per fare visita a Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto alla sua attività nel 2021. Il secondo giorno, anche. Vogliamo sinceramente credere che si tratti di una scelta dettata da vicinanza umana, per un uomo la cui pena che si ritiene essere del tutto sproporzionata non solo rispetto alle sue “colpe”, ma anche alla sua età. Lo stesso Roggero, entrando in carcere, ha detto che a 72 anni 15 anni di carcere sono, di fatto, un ergastolo.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 22 luglio 2026
La magistratura di sorveglianza è il buco nero del sistema giustizia italiano, con una organizzazione a “macchia di leopardo”. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma, ad esempio, è ormai da anni sinonimo stesso di ritardo e disservizio. Una situazione de- nunciata da tutti: magistrati, avvocati, operatori penitenziari. Ma che, incredibilmente, continua a trascinarsi senza una soluzione. L’ultima denuncia è arrivata dalla Camera Penale di Roma, che, mercoledì scorso, ha proclamato una giornata di astensione dalle udienze. Nella delibera dei penalisti si parla di una situazione “disastrata”, di una “deriva” nell’esercizio della giurisdizione, di decisioni adottate con “ingiustificabile ritardo” e di una cronica carenza di magistrati e personale amministrativo che compromette il diritto di difesa e mortifica i diritti delle persone detenute.
di Vincenzo Scalia
Il Manifesto, 22 luglio 2026
Il nuovo decreto sicurezza approvato dal governo rappresenta un ulteriore salto di qualità per l’ideologia e la pratica securitaria. Se prima si parlava di zone rosse, ovvero di aree della città da interdire a specifici soggetti e gruppi sociali considerati disfunzionali, oggi, si potrebbe dire, siamo passati agli individui e ai gruppi rossi. Gli interventi precedenti sulla sicurezza erano focalizzati sul mantenimento del decoro in aree specifiche, quelle destinate al loisir e al consumo di massa. Adesso si punta ad agire sulle persone, sulle modalità di aggregazione, trasversalmente ai luoghi. Il cerchio si chiude: quattro anni fa, il biglietto da visita del nuovo esecutivo, fu il decreto anti-rave. L’agorafobia, o l’idiosincrasia verso la socialità spontanea e l’aggregazione, denotano l’identità di un esecutivo logorato da lotte intestine e sconfitte referendarie.
di Errico Novi
Il Dubbio, 22 luglio 2026
Qualcuno troverà probabilmente eccessivo parlare di “legge Roggero”. Il motivo lo spiega il servizio del Dubbio dedicato specificamente alla proposta di FdI sull’esclusione, dal diritto ai risarcimenti, per chi subisce un danno dopo aver aggredito o rapinato: si tratta di una norma scritta in modo tale da non potersi applicare, in realtà, a una vicenda come quella del gioielliere, qualificata dai giudici come omicidio volontario. Ma è chiaro che il partito della premier rivendica la propria proposta in materia di risarcimenti controversi proprio ora, a meno di una settimana dalla condanna di Roggero, per dare un segnale agli elettori. Legittimo. E il punto non è nel contenuto del provvedimento che, almeno in parte, coincide con la norma già accolta dall’intero governo nell’ultimo ddl sicurezza.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 22 luglio 2026
Arriva il ddl sui casi di eccesso colposo di legittima difesa. Con un testo che, fanno notare i giuristi, non avrebbe inciso sulla vicenda del gioielliere. La denuncia dell’Anm: “Clima pesante”. C’è la propaganda e c’è il dettaglio della norma, c’è l’esigenza di non rimanere indietro nella ricorsa sulla sicurezza e c’è la consapevolezza di essere una forza di governo che non può presentare leggi anticostituzionali. È all’interno di questo dualismo che Fratelli d’Italia, durante una conferenza stampa alla Camera dei deputati, ha reso noto che il governo nell’ultimo ddl sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 14 luglio ha recepito il contenuto del disegno di legge a prima firma del senatore meloniano Roberto Speranzon per cui chi sceglie di commettere un reato e mette in pericolo la vita o l’incolumità altrui non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 22 luglio 2026
Il civilista Di Ciommo distingue la posizione dei rapinatori da quella dei congiunti: “Non hanno contribuito a causare il danno”. Il nodo dell’articolo 1227. La condanna in via definitiva del gioielliere Mario Roggero a 14 anni e 9 mesi di reclusione ha fatto emergere anche la questione del risarcimento danni in favore delle famiglie dei due rapinatori uccisi e del terzo ferito durante l’assalto del 2021 a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. “La questione del risarcimento dei danni in favore delle famiglie dei rapinatori uccisi - dice al Dubbio Francesco Di Ciommo, avvocato e professore ordinario di Diritto privato all’Università Luiss di Roma - costituisce un problema nel problema.
di Giovanni Gambino
giuricivile.it, 22 luglio 2026
La Corte d’Appello di Roma, con la sentenza n. 3105 del 16 giugno 2026, ha chiarito che la retribuzione del detenuto lavoratore deve essere calcolata assumendo come parametro l’intero trattamento economico previsto dal contratto collettivo. La riduzione ai due terzi consentita dall’art. 22 dell’ordinamento penitenziario non permette al Ministero di escludere singole voci retributive, come la quattordicesima mensilità e i permessi annui retribuiti. La pronuncia affronta anche il tema del TFR corrisposto mensilmente e quello della regolarizzazione contributiva, nei limiti della prescrizione. La vicenda nasceva dal ricorso di un detenuto che aveva lavorato per diversi anni alle dipendenze del Ministero della Giustizia in più istituti penitenziari.
- Lombardia. L’idea della Lega: percorsi di rimpatrio per i detenuti stranieri a fine pena
- Catania. “Misure alternative, meno sovraffollamento”
- Siracusa. Rivolta notturna dei detenuti a Cavadonna, protestano per il caldo e il sovraffollamento
- Lucca. “Il carcere non è lontano”. Il monito della Diocesi dopo i due morti in 48 ore
- Caltanissetta. “Carcere fatiscente, andrebbe chiuso. Personale e direzione fanno miracoli senza risorse”










