laprovinciaunicatv.it, 26 agosto 2026
Provincia e casa circondariale verso un protocollo triennale per favorire orientamento e reinserimento dei detenuti. Pasquini: “Il lavoro è uno degli strumenti più concreti per restituire dignità, responsabilità e autonomia”. La Provincia di Lecco e la casa circondariale di Pescarenico a breve stipuleranno un protocollo d’intesa per la creazione di uno sportello di orientamento al lavoro all’interno dell’istituto penitenziario di Pescarenico.
di Silvia Barsotti
La Nazione, 26 agosto 2026
L’avvocato Marco Treggi, presidente della Camera penale, analizza la nuova legge. Detenzione domiciliare per chi ha dipendenze da droghe e alcol. Cosa cambia in pratica. Niente carcere per i tossicodipendenti. È entrata in vigore il 21 agosto la nuova legge sulla detenzione domiciliare per le persone tossicodipendenti e alcoldipendenti. Ne parliamo con l’avvocato Marco Treggi, presidente della Camera penale di Lucca.
di Claudio Succi
radiocittafujiko.it, 26 agosto 2026
C’è una parte di Bologna che rimane invisibile agli occhi di tutti. È la città che vive dietro le mura del carcere, ricca di storie, creatività e voglia di crescere ma molto spesso, purtroppo, viene dimenticata. Un patrimonio umano prezioso, che resta escluso dal dialogo con la comunità mentre Fuori, la vita continua a scorrere normalmente. Per superare questa distanza serve qualcosa di concreto che possa riavvicinarle: un segno visibile, uno spazio di connessione, un linguaggio comune. Con il tuo aiuto e insieme al sostegno del Quartiere Navile e di Avoc - Associazione Volontari Carcere, possiamo colmare questa distanza usando la forza dell’arte: Sotto la guida dell’artista Fabio del Monte (in arte Fabieke), un gruppo di detenuti della Dozza realizzerà un’opera murale di 6 metri per 3 destinata al cavalcavia di via Ferrarese, nel quartiere Navile. Il progetto intende costruire un “ponte” visivo e simbolico tra due realtà vicine che chiedono di conoscersi.
di Sofia Ciuffoletti
Il Manifesto, 26 agosto 2026
Dario Melossi, “Stato, controllo sociale, devianza. Una ricostruzione tra Europa e Usa” per il Mulino. Nell’ormai lontano 2002 (anno della prima edizione di questo testo, uscito al tempo per i tipi di Mondadori), lo spazio politico internazionale era attraversato dalla netta consapevolezza del “ritorno della storia”, all’alba degli attentati dell’11 settembre 2001 e la profezia di una pacificazione globale sotto l’egida della provvidenziale vittoria della democrazia veniva definitivamente spazzata via dal ritorno di una “sorta di incubo ottocentesco, dominato da fanatismi religiosi, nazionalismi e politiche di potenza della peggior specie”.
di Manuela De Leonardis
Il Manifesto, 26 agosto 2026
Parla la fotografa e avvocata penalista che lavora da un decennio al progetto. Autrice del libro “Looking Inside. Women with Life Sentences” sulle condannate all’ergastolo per omicidio. “Avendo fatto l’avvocato penalista per vent’anni non avevo alcun pregiudizio sulle donne in carcere. La macchina fotografica permette di mostrare qualcosa quasi senza commenti, io volevo semplicemente mostrare chi sono queste donne”, afferma Sara Bennett durante la nostra conversazione, nella sua casa di Brooklyn.
di Claudio Cippitelli e Pino Di Pino
Il Manifesto, 26 agosto 2026
Negli anni 80, si potevano leggere manifesti del Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, che recitavano: “L’erba? Roba da conigli”. Anni dopo, durante la Giunta Alemanno, a Roma comparvero manifesti dell’Agenzia Capitolina Tossicodipendenze che proponevano: “Cocaina? Ma de che! Molto meglio lo zucchero a velo” o che invitavano a preferire il muschio del presepe alla cannabis. Come per “la droga”, per la destra anche le culture legate ai diversi consumi di sostanze psicotrope vengono irrise, ridotte al singolare, alla “cultura del consumo di droga”, di solito rintracciabile prima del famoso “tunnel della droga” e sempre connessa ai lemmi morte, malattia, devianza e crimine. Insomma una cultura del degrado, una seria minaccia alla famiglia e all’ordine sociale.
di Luca Kocci
Il Manifesto, 26 agosto 2026
“L’approccio oppressivo rischia di militarizzare i territori e i Paesi, compresa l’Italia”. Dal Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, in corso a Torre Pellice (To) da sabato fino a oggi, arriva una severa bocciatura del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, entrato in vigore nello scorso giugno: il Patto - afferma l’atto approvato dal “parlamento” dei metodisti e dei valdesi italiani su sollecitazione delle comunità del meridione dove è in cantiere la costruzione di nuovi Cpr - rafforza il ricorso alla detenzione amministrativa dei migranti da parte degli Stati europei e in generale riduce ulteriormente i diritti delle persone che emigrano, già profondamente erosi.
di Angelo Palmieri
vita.it, 25 agosto 2026
Il 21 agosto è entrata in vigore la legge che prevede, per chi sta scontando una pena legata alla propria dipendenza, la possibilità di curarsi, non solo di essere custodito. Affinché la detenzione domiciliare in comunità funzioni davvero, servono investimenti seri: strutture di accoglienza, personale, assistenti sociali, educatori, operatori sanitari. Senza queste condizioni, una buona intuizione legislativa rischia di restare un’occasione mancata. La legge che è entrata in vigore il 21 agosto, la n. 140 del 5 agosto 2026, parte da un’idea giusta: chi sta scontando una pena legata alla propria dipendenza dovrebbe poter curarsi, non solo essere custodito. Il problema è che, così com’è scritta, temo resterà più una dichiarazione di intenti che una misura in grado di cambiare davvero le cose.
di Lidia Ravera
La Stampa, 25 agosto 2026
“Finalmente una buona notizia, hai sentito? Gianfranco Sedda, 83 anni, è evaso dai domiciliari. Si tratta di un quadro di punta della malavita del Brenta, quasi sicuramente belloccio e prestante, una carriera di rapinatore alle spalle, ma anche un facoltoso presente di spacciatore su vasta scala. Un tipo intraprendente. L’hanno arrestato mentre se ne stava andando in vacanza, all’aeroporto di Rimini, povero ragazzo, lo sai quante estati restano ancora da vivere a un ultra ottantenne? A occhio e croce meno di dieci!”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 25 agosto 2026
I magistrati per il Sì al referendum cercano ora candidati che ne condividano le ragioni, ma tra loro cresce anche la tentazione dell’astensione. C’è un pezzo di magistratura che non sa ancora se andrà a votare. È quello che al referendum ha votato Sì e che, in vista del rinnovo del Csm, vorrebbe trovare sulla scheda candidati che abbiano condiviso quella scelta. Ma, fuori dalle indiscrezioni e da qualche dichiarazione isolata, capire chi siano non è semplice. È uno dei temi della campagna elettorale che precede il voto del 25 e 26 ottobre, partita in sordina ma già attraversata da una domanda destinata a pesare: quanto il referendum riuscirà a ridisegnare gli equilibri dell’autogoverno delle toghe?
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