di Anna Maria Eccli
iltquotidiano.it, 12 ottobre 2026
Padre Marcello, roveretano di nascita ma da anni nel capoluogo emiliano: “In prigione ci sono 850 persone, quando i posti sono 450. Quando un detenuto esce è pieno di rabbia e di rancore”. In Via del Gomito 2, a Bologna, sorge il penitenziario felsineo intitolato a un agente di custodia ucciso negli Anni di Piombo, Rocco d’Amato, ma la gente del posto continua a chiamare quel posto “La Dozza”, dal quartiere periferico lungo la Via Ferrarese in cui sorge (niente a che vedere con il Comune di Dozza, distante una quarantina di chilometri da Bologna, famoso per la rocca medievale e i murales lasciati dagli artisti che vi sono transitati).
calabria7.news, 12 ottobre 2026
Il progetto “Adozione in città” punta a rafforzare i legami con il territorio e a sostenere il percorso rieducativo dei ragazzi. Da Catanzaro Lido a Botricello e Le Castella, un’esperienza di condivisione promossa dalla Camera Penale di Catanzaro. Aprire le porte della propria casa a un giovane detenuto e coinvolgerlo in una ricorrenza familiare speciale. È il gesto compiuto dall’avvocato Vincenzo Ranieri, dalla moglie Stefania e dai figli Salvatore e Ludovica, che hanno scelto di condividere con G., giovane ristretto nell’Istituto penale per i minorenni, il loro venticinquesimo anniversario di matrimonio.
di Ilaria Caione
gnewsonline.it, 12 ottobre 2026
Abbattere le distanze, smantellare i pregiudizi e riscoprirsi coetanei, prima di ogni altra etichetta. È questo il cuore pulsante di “Leggere vale la pena”, il progetto sviluppato dalla Facoltà di Lettere e Filosofia di Sapienza Università di Roma con l’obiettivo di promuovere la lettura all’interno degli istituti detentivi e nelle scuole superiori attraverso attività culturali condivise. La finalità è profonda: favorire occasioni di ascolto e confronto capaci di mettere in relazione giovani provenienti da contesti profondamente diversi.
cinquecolonne.it, 12 ottobre 2026
Consentire ai detenuti di ottenere una Qualifica Professionale riconosciuta dalla Regione Campania nell’ambito dei mestieri del Teatro; è l’obiettivo del progetto “Nello stesso mare” a cura de “La Nuova Comune” APS che sarà presentato venerdì 16 ottobre alle 11:00 nella Sala Conferenze del carcere di Secondigliano “Pasquale Modesto”, selezionato dal Fondo 2026 per la promozione e il sostegno delle attività teatrali negli Istituti penitenziari del Ministero della Giustizia per i reclusi del Reparto Tirreno di Alta Sicurezza.
di Pier Giuseppe Accornero
bergamonews.it, 12 ottobre 2026
Leone XIV richiama il valore inviolabile di ogni vita e la possibilità di una giustizia che non rinunci alla misericordia, alla redenzione e al reinserimento sociale. “La pena di morte è inammissibile perché va contro la dignità della persona”: usa l’hastag #NoDeathPenalty Papa Leone nel suo post pubblicato X dall’account @Pontifex. Interviene ancora una volta con parole chiare e nette contro la pena capitale, pratica tornata alla ribalta della cronaca dopo il duplice fallimento su Christa Pike e l’annuncio del Pentagono che vuole trasmettere in diretta la fucilazione di Nidal Malik Hasan, l’ex maggiore dell’Esercito condannato per la strage di Fort Hood del 2009, con 13 morti e 23 feriti.
di Chiara Francini
La Stampa, 12 ottobre 2026
La pace, a guardare certe fotografie, può risultare più intollerabile della guerra. La guerra ci lascia la comodità di sapere da quale parte stare. Qui invece un sopravvissuto siede accanto a un uomo che ha contribuito a distruggergli la vita. È il Ruanda dopo il genocidio. Jan Banning lo ha fotografato, Dick Wittenberg ne ha raccolto le voci. Dietro questi incontri c’è un programma di socioterapia comunitaria, portato avanti da CBS Rwanda, che riunisce sopravvissuti, responsabili delle violenze e loro familiari per ricostruire la possibilità di vivere insieme.
di Davide Dionisi
vaticannews.va, 12 ottobre 2026
Lo scorso anno nel sistema carcerario brasiliano sono morte 3.318 persone. “Il carcere è un fallimento dello Stato, ma è un fallimento voluto: il sistema svolge molto bene la funzione punitiva, non quella di recupero e formazione”, spiega ai media vaticani il missionario trentino Gianfranco Graziola, da vent’anni nella Pastoral Carcerária brasiliana. I dati riportati dall’Annuario Brasiliano di Sicurezza Pubblica dello scorso anno sono drammatici: nel sistema carcerario brasiliano sono morte 3.318 persone. Di queste, 1.622 morti sono state classificate come “naturali”, 477 come criminali, 202 come suicidi, 28 come accidentali e 989 per cause nemmeno accertate. Dal 2016 al 2025 sono stati registrati complessivamente 23.942 decessi.
di Irene Testa*
imgpress.it, 11 ottobre 2026
Nella Giornata Mondiale della Salute Mentale si parla dei passi avanti fatti. Ma c’è ancora tanta strada da percorrere. Troppi pregiudizi, pochi servizi, famiglie lasciate sole e risposte spesso diverse anche tra gli specialisti. Visitando le carceri, incontro sempre più persone con gravi problemi di salute mentale. E mi colpisce soprattutto il disagio dei più giovani, spesso legato anche all’uso di sostanze. Ragazzi che si tagliano, che cercano nel dolore e nel sangue un modo per sentirsi vivi. Non ho dati statistici, ma c’è una realtà che mi preoccupa sempre di più: quella delle madri che, non trovando aiuto nei servizi territoriali, arrivano a denunciare i propri figli nella speranza di salvarli, di farli entrare in una comunità, di garantire loro una cura. E invece si aprono le porte dell’inferno del carcere. Non possiamo aspettare che il disagio diventi un reato per intervenire. La sofferenza mentale ha bisogno di cure, non di sbarre.
*Garante dei detenuti Regione Sardegna, Collabora con Aduc
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 11 ottobre 2026
“La dignità delle persone private della libertà non è un regalo, non è una concessione benevola del potere e non è negoziabile”. “Ho firmato con convinzione l’appello per un indulto responsabile promosso da giuristi, magistrati e sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana. L’ho fatto perché non possiamo più limitarci a registrare con sdegno di maniera una tragedia quotidiana: i dati nazionali sulle carceri italiane raccontano oltre 65.900 persone recluse a fronte di appena 46.358 posti davvero disponibili, con 55 suicidi accertati e 196 morti totali da inizio anno. Siamo di fronte a un bollettino di guerra. Lo Stato con sentenze certifica i trattamenti inumani e degradanti. Serve una risposta ad una situazione illegale e drammatica”.
di Stefano Sermonti
mondosanita.it, 11 ottobre 2026
Tubercolosi, epatite e altre infezioni trovano negli istituti penitenziari un terreno favorevole. Ma le nuove tecnologie possono permettere di intercettare i focolai prima che diventino emergenze. Il carcere è un luogo chiuso, ma le infezioni che circolano al suo interno non lo sono. È questo uno degli aspetti più importanti che emergono dalle ricerche più recenti sulla salute nelle strutture penitenziarie. Nel marzo 2026 OMS Europa ed ECDC hanno pubblicato il nuovo rapporto sulla tubercolosi: nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo il tasso di notifica della malattia tra le persone detenute è risultato pari a 121,6 casi ogni 100.000 abitanti, con un rischio circa 13 volte superiore rispetto alla popolazione generale.
- Giustizia, alta tensione tra Forza Italia e FdI
- Abuso d’ufficio, Strasburgo riapre il caso ma non impone il dietrofront
- Il palinsesto del sangue. Da Vermicino a Garlasco, storia della tv-tribunale
- Toscana. La Regione stanzia 1,5 milioni per far lavorare i detenuti
- Torino. “Il carcere scoppia: 585 detenuti oltre la capienza”, la denuncia del sindacato di polizia









