di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 11 ottobre 2026
“Situazione provvedimenti in materia di giustizia. Iniziative”. Recita così l’unico punto all’ordine del giorno dell’assemblea dei gruppi parlamentari convocata per i prossimi giorni dai capigruppo di Forza Italia, Enrico Costa e Stefania Craxi. Una chiamata alle armi su un tema che ormai ha avvelenato i rapporti con Fratelli d’Italia: la paralisi della proposta di legge sul sequestro degli smartphone, approvata al Senato ad aprile 2024 e bloccata alla Camera dal veto dei meloniani. Il testo, firmato dal senatore azzurro Pierantonio Zanettin e dalla leghista Giulia Bongiorno, irrigidisce le regole per sequestrare i dispositivi elettronici a fini di prova, imponendo una lunga e complessa procedura governata dal gip, mentre adesso basta un decreto motivato del pm.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 ottobre 2026
La risoluzione non impone di ripristinare la norma, ma richiama l’esigenza di evitare vuoti di tutela nella disciplina anticorruzione. Al punto 31 di una risoluzione approvata due giorni fa a Strasburgo, facendo seguito all’entrata in vigore della direttiva anticorruzione il 31 maggio 2026, leggiamo che il Parlamento europeo “spinge per l’effettiva attuazione della nuova direttiva sulla lotta alla corruzione, in particolare al fine di garantire che tutti i reati di corruzione definiti dal diritto dell’Ue, compreso l’esercizio illecito di funzioni pubbliche, siano disciplinati dalla legislazione nazionale”. L’esercizio illecito di funzioni pubbliche è disciplinato dall’articolo 7 della direttiva: una formulazione annacquata del nostro reato di abuso d’ufficio a cui si era giunti affinché il governo italiano desse l’ok al testo finale.
di Stefano Pistolini
Il Foglio, 11 ottobre 2026
Al mattino i contenitori di Rai 1 e Canale 5, all’ora di pranzo il talk di Rai 2, nel tardo pomeriggio La7, il venerdì, in prima serata, la messa cantata di “Quarto Grado”. Cambia il celebrante, non il rito. L’insostenibile prevalenza del Male. Le giornate dei monasteri erano scandita da ore canoniche, perché nessun momento restasse sottratto alla contemplazione. La giornata televisiva italiana ha adottato la stessa architettura, sostituendo il mistero della fede con quello della cronaca nera. Al mattino i contenitori di Rai 1 e Canale 5, all’ora di pranzo il talk di Rai 2, nel tardo pomeriggio La7, il venerdì, in prima serata, la messa cantata di “Quarto Grado”. Cambia il celebrante, non il rito né il solito nome di un paese della Lomellina.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 11 ottobre 2026
Un milione sarà destinato agli adulti, mentre 500mila saranno destinati ai reclusi minorenni. Ammontano a 1,5 milioni le risorse per i prossimi quattro anni per consentire ai detenuti della Toscana di lavorare mentre scontano la pena. Fondi stanziati dalla Regione da qui alla fine della legislatura di Eugenio Giani. Ripartiti per ogni anno, da qui al 2030, si tratta di circa 375mila euro all’anno. Un milione sarà destinato agli adulti, mentre 500mila saranno destinati ai reclusi minorenni. In ogni caso, spiegano dalla Regione, questi fondi, già stanziati in precedenza, hanno consentito nel corso degli ultimi anni di generare 24 progetti di formazione professionale di durata media e breve, sia per gruppi sia a carattere individuale/individualizzato, negli istituti penitenziari e negli istituti penali minorili. Dai due nuovi accordi, analogamente al passato, deriveranno altrettanti avvisi per progetti formativi di durata annuale in pubblicazione entro la fine dell’anno.
di Gianni Giacomino
La Stampa, 11 ottobre 2026
“Era dal 2006 dopo l’indulto che il carcere di Torino non raggiungeva i 1608 detenuti: un record, tenuto conto che la capienza massima è di 1023 reclusi”. È la denuncia di Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, l’organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria. “Un numero preoccupante - sottolinea - soprattutto per le condizioni in cui sono costretti a vivere non solo i detenuti, ma anche il personale della polizia penitenziaria”. Come hanno denunciato più volte i sindacati, “il sovraffollamento, la carenza di spazi e le condizioni di degrado degli ambienti contribuiscono ad alimentare una crescente conflittualità e una successione di eventi critici, determinando una situazione di grave pericolo sia per il personale di polizia penitenziaria sia per la stessa popolazione detenuta”.
di Caterina Iannaci
Corriere di Siena, 11 ottobre 2026
La relazione sullo stato della Casa circondariale dopo la visita dei Giovani Democratici della Toscana. “Istituto avanzato e ben integrato con la città, ma c’è carenza di unità di Polizia penitenziaria”. Il carcere di Siena soffre di sovraffollamento e di carenza di unità di polizia penitenziaria: un problema che limita le attività trattamentali. È questa la principale criticità emersa nel corso della visita di ieri a Santo Spirito dei Giovani Democratici della Toscana, undicesima tappa della campagna “Dimenticat3”, che l’obiettivo di ascoltare chi vive e lavora quotidianamente nel sistema carcerario e di raccogliere criticità e proposte per costruire una politica penitenziaria capace di coniugare dignità, sicurezza, lavoro e reinserimento sociale.
quinewselba.it, 11 ottobre 2026
“I muri non solo ti tolgono lo spazio fuori, ma pian piano anche quello dentro”. “I volontari ti aiutano come altri non possono o non sanno fare.” Sono frasi prese a caso fra i primi tre testi premiati al Premio Letterario annuale Carlo Castelli, giunto quest’anno alla 19esima edizione, promosso dalla Federazione Nazionale Italiana Società San Vincenzo de Paoli ODV, che nell’ambito di narrativa, scritture autobiografiche, poesie e opere multimediali ha proposto ai detenuti delle carceri italiane e degli istituti di pena minorile il tema: “Se io fossi un volontario in carcere: come potrei essere una delle chiavi che aprono al futuro di speranza per me e per le altre persone detenute?”. Lo scrive in una nota il Lions Club Elba che con i suoi rappresentanti ha partecipato alla cerimonia nel carcere di Porto Azzurro.
abruzzopopolare.com, 11 ottobre 2026
L’università degli studi di Teramo celebra la Giornata Internazionale dell’Istruzione Universitaria in Carcere con un incontro in programma in aula magna martedì 13 ottobre alle ore 9.30. La mattinata, aperta a studenti e studentesse delle scuole del territorio, riunisce università, istituzioni e amministrazione penitenziaria per riflettere sul diritto allo studio come strumento di reinserimento e di inclusione. Dopo i saluti del magnifico rettore Christian Corsi, l’incontro sarà introdotto da Emanuela Pistoia, direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza. Francesca Rocchi, delegata del Dipartimento di Giurisprudenza all’Orientamento, spiegherà il significato della Giornata, mentre Francesca Vaccarelli, delegata del rettore al Polo Universitario Penitenziario dell’università di Teramo, approfondirà le ragioni dell’istruzione universitaria in carcere.
gnewsonline.it, 11 ottobre 2026
“Una Giustizia più inclusiva. Il nuovo modello italiano per l’esecuzione penale” è il progetto che il Ministero della Giustizia presenta, il 13 ottobre 2026, presso la Sala Koch del Senato della Repubblica. L’iniziativa, finanziata dal Programma nazionale inclusione e lotta alla povertà 2021-27, intende promuovere l’acquisizione di competenze da parte di minori, giovani e adulti sottoposti a misura penale, al fine di supportarli nell’inclusione lavorativa, decongestionare le carceri e abbattere il rischio di recidiva.
csiroma.it, 11 ottobre 2026
Nella Casa Circondariale femminile la “piccola olimpiade in carcere” ha riunito detenute, polizia penitenziaria, magistrate e società civile. Una mattinata di gare e condivisione nel segno della dignità e del valore rieducativo dello sport. Nemmeno la minaccia del maltempo ha frenato l’entusiasmo generato dai Giochi della Speranza all’interno della Casa Circondariale femminile di Rebibbia. Promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, dalla Rete di magistrati “Sport & Legalità” e dal Dap - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, con il patrocinio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e la collaborazione dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della CEI, del Centro Sportivo Italiano - Comitato di Roma e del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, la “piccola olimpiade in carcere” ha visto confrontarsi quattro rappresentative: detenute, agenti di Polizia penitenziaria, magistrate ed esponenti della società civile in una giornata di sport e condivisione, a conferma del valore di un progetto che punta a superare le distanze tra il carcere e la comunità esterna.
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