di Lucia Capuzzi
Avvenire, 1 dicembre 2025
Con le forze di sicurezza in agonia, a guidare gli attacchi contro le bande sono le squadre di autodifesa. Nel caos di Haiti, linciaggi e violenze sono prassi. “O noi o loro, non c’è altra scelta”. “Amour, Jesus, King”. Annerite e leggermente deformate, le tre parole sono sopravvissute alle fiamme. È tutto quello che resta del murale che Mandela aveva realizzato nella sua camera. L’ultima opera. Scomparsa. Proprio come il corpo dell’artista 32enne e del padre che dormiva nella stanza di fronte. “So che sono morti, ho sentito gli spari, ho visto il sangue per terra. Ma, al contempo, non lo so. Alcuni giorni mi sveglio convinto che le gang li abbiano portati via, da qualche parte. Hanno perso molte truppe e magari li hanno fatti prigionieri per costringerli a lavorare per loro…”, racconta suo fratello Holly mentre si lascia alle spalle lo scheletro della casa. Fuori l’afa di Port-au-Prince si è sciolta in un’aria frizzante, la vegetazione tropicale si è trasformata in una distesa di pini e querce. Le montagne di Kenscoff, propaggine meridionale della capitale, sono tra le ultime distese verdi dell’isola: altrove gli alberi sono stati divorati dalla fame di legname, tagliato ed esportato dalle compagnie francesi a cui il regime dei Duvalier aveva concesso mano libera. La dittatura è finita nel 1985 ma il manto tropicale non è ricresciuto.
di Federico Guiglia
Alto Adige, 30 novembre 2025
Il referendum in arrivo numero 84 nella storia della Repubblica ha una caratteristica che lo rende diverso da tutti quelli - abrogativi, di indirizzo, istituzionale o, come questo, costituzionale - che l’hanno preceduto: ha rovesciato le posizioni dei partiti in campo. Il tema che vi si propone è concentrato in buona parte sulla futura composizione del Consiglio superiore della magistratura (per giuristi e giornalisti: Csm), che è l’organo di autogoverno. Ma riguarda anche la separazione delle funzioni, come prevede la legge voluta dal governo e osteggiata dall’opposizione di sinistra. I centristi alla Carlo Calenda hanno approvato la riforma e quelli alla Matteo Renzi si sono astenuti.
di Rosario Russo*
Avvenire, 30 novembre 2025
Le gravissime colpe della Magistratura sono quelle documentate dalle notissime chat con cui moltissimi magistrati ordinari avevano chiesto - e spesso ottenuto - dal “sommo sensale” Luca Palamara illeciti favori, così mercificando la loro autonomia decisionale. Condotte siffatte rilevano (come stabilito dalle Sezioni Unite della Cassazione) quanto meno come gravissimi illeciti disciplinari, ma il Pg della Suprema Corte non risulta avere esperito alcuna azione pur avendone l’obbligo e ha impedito perfino la conoscenza delle archiviazioni emesse. Ben vero la riforma Mastella del 2006 fece un pessimo “regalo” ai magistrati ordinari, consentendo al Pg della Cassazione di archiviare, senza alcun effettivo controllo, le notizie disciplinari classificate come di “scarsa rilevanza”.
di Gustavo Bialetti
La Verità, 30 novembre 2025
Una volta, almeno, giudici e pm andavano spesso in carcere per fare gli interrogatori. Anche per alleviare costi e rischi delle cosiddette traduzioni. Ma spesso il carcere è in periferia e a molte toghe non va di perdere tempo. È un peccato, perché alzare il sedere dalla sedia e vedere come si vive dietro alle sbarre è educativo per tutti, specialmente per chi detiene il potere di mandarci la gente. Così, ieri, un membro laico del Csm, Claudia Eccher, di professione avvocato, ha rilanciato la proposta di fa passare due settimane in carcere a tutti i futuri magistrati. A un convegno su “Libertà e giustizia penale” in Lunigiana, Eccher ha affermato: “Troppo spesso, la formazione del magistrato si concentra quasi esclusivamente sull’aspetto tecnico-giuridico. Il tirocinio di 15 giorni in carcere, a contatto con i detenuti, presente nella proposta di legge Sciascia-Tortora, non è una punizione o un’esperienza esotica.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 30 novembre 2025
La Corte costituzionale dichiara illegittima la norma (introdotta dalla riforma Cartabia) che escludeva l’esimente della particolare tenuità del fatto per i reati commessi contro le forze dell’ordine. Il caso nasce da una questione sollevata dal tribunale di Firenze per una manifestazione di dieci anni fa, e la Consulta ha così rivisto l’istituto della minaccia, resistenza e dell’offesa a pubblico ufficiale: fino a giovedì scorso, giorno del pronunciamento, la possibilità di non procedere alla punibilità per tenuità dei reati commessi contro gli agenti di pubblica sicurezza nell’esercizio delle loro funzioni, semplicemente, non esisteva. Invece, adesso, è stabilito che “l’esimente del fatto di lieve entità può essere riconosciuta per i reati puniti con la reclusione non superiore (nel minimo) a due anni”.
quotidianomolise.com, 30 novembre 2025
Morte, sembra per cause naturali, di un detenuto extracomunitario di 56 anni che stava scontando la sua pena nel carcere di via Cavour, a Campobasso. Il detenuto ha accusato un malore e i suoi compagni di cella hanno subito chiesto aiuto al personale della polizia penitenziaria, che è accorso tempestivamente. Ma le condizioni del detenuto sono apparse gravi e neanche l’intervento del 118 ha potuto evitare il decesso dell’uomo. Si pensa ad un arresto cardiaco come causa della morte. Il magistrato di turno ha autorizzato lo spostamento della salma all’obitorio del Cardarelli e non è escluso che nelle prossime ore si possa affidare l'incarico ad un esperto per un esame più approfondito.
di Adelia Pantano
La Stampa, 30 novembre 2025
Erano 300, restano solo 58 i carcerati comuni, quello di Alessandria diventa istituto di massima sicurezza. Senza una spiegazione ufficiale. Il rischio concreto è di perdere il patrimonio di iniziative rieducative e di “umanità” avviate da diversi anni. A capire che il carcere di San Michele stia attraversando una trasformazione profonda bastano due indizi: le grate che oscurano le finestre, visibili anche dalla strada, e il numero dei detenuti, crollato in poche settimane da oltre 300 a 58, come riportato sul sito del Ministero della Giustizia. Un cambiamento rapido, che non ha ancora trovato una spiegazione ufficiale, anche se gli indizi sono molto chiari.
gnewsonline.it, 30 novembre 2025
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha partecipato venerdì all’incontro “Capire la violenza per cambiare: uomini in cammino”, tenutosi presso la Casa circondariale di Treviso. Un evento di formazione sulla prevenzione della violenza di genere e sulla responsabilizzazione degli autori di reato, organizzato dal Centro Provinciale Istruzione degli Adulti “Alberto Manzi” di Treviso in collaborazione con la casa circondariale. Il Ministro Nordio ha sottolineato la necessità di percorsi formativi capaci di prevenire la violenza e promuovere responsabilità e cambiamento. La mattinata, pensata innanzitutto per i detenuti della Casa Circondariale e rivolta direttamente a loro, ha rappresentato un’occasione concreta di confronto e consapevolezza.
di Valeria Pacella
Il Giorno, 30 novembre 2025
Comunicare per non perdere sé stessi. Questa è la comunicazione in un ambiente come il carcere, dove “comunicare è un modo per non sparire nel silenzio”, come hanno potuto appurare le studentesse del corso di Teoria e tecnica dell’informazione che hanno preso parte al progetto Zona 508, con la docente Marina Villa. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra Associazione Carcere e Territorio, presieduta da Carlo Alberto Romano, detenuti degli istituti carcerari bresciani e il corso di Teoria e tecnica dell’informazione della Cattolica di Brescia, con l’obiettivo di riflettere attorno alla situazione carceraria italiana e bresciana in particolare, troppo spesso inadeguata rispetto a parametri indicati dalla normativa nazionale ed europea, ma anche da criteri di civiltà e tutela della dignità della persona.
Corriere di Verona, 30 novembre 2025
È stato assegnato a Don Carlo Vinco il 22° Premio San Martino, il riconoscimento che l’Istituto Assistenza Anziani conferisce a persone, istituzioni pubbliche o private che, negli anni, si sono distinte con iniziative a favore degli anziani e dei loro familiari. Un premio nato per valorizzare impegno, dedizione e innovazione nel campo della cura e dell’assistenza. La cerimonia si è svolta venerdì in Gran Guardia, davanti alle autorità e a rappresentanti delle realtà sociali del territorio. Don Vinco, parroco, psicologo è stato scelto per un percorso umano e professionale a servizio delle persone fragili: da presidente della Fondazione Pia Opera Ciccarelli ai malati di Aids, fino ai detenuti, ruolo che oggi ricopre come garante dei diritti dei detenuti del carcere di Montorio.
- Siena. “Volare oltre le mura” con i CellaMusica. Detenuti, agenti, volontari uniti nell’arte
- Bologna. “Arte e bellezza sono un diritto di tutti”
- Roma. Un murale per il “Pastificio Futuro” a Casal del Marmo
- Brian Barry e l’imparzialità come fondamento della giustizia sociale
- Franco Mussida: “La strada è viva, un inno all’amore”










