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di Giovanni Negri

Il Sole 24 Ore, 27 maggio 2026

Il Ministro ha detto che gli uffici sono già al lavoro per riformare la responsabilità amministrativa. Sisto: valorizzare i giuristi di impresa. “Per quanto riguarda la nostra competenza di Ministero della giustizia, abbiamo accolto l’invito a modificare la legge 231, sulla quale già stiamo lavorando da tempo”. Lo ha affermato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, lasciando l’assemblea di Confindustria, il cui presidente Emanuele Orsini ha esortato a una riforma della legge sulla responsabilità amministrativa. “Non significa affatto, come ha scritto qualcuno, limitare o rendere impuniti gli imprenditori che violano le leggi. Al contrario - ha aggiunto Nordio - significa dare maggiore sicurezza sia ai lavoratori sia agli stessi imprenditori, che oggi sono gravati di compiti e costi che si riverberano sull’impresa e poi alla fine non garantiscono agli stessi imprenditori una sorta di garanzia contro azioni penali ingiustificate.

Mi riferisco soprattutto al fatto che quando l’imprenditore ha costituito un modello di organizzazione e lo ha efficacemente attuato, con molti costi e sacrifici, poi alla fine quel modello può non essere riconosciuto, benché sia stato certificato dal Ministero, dai tribunali”. Per Nordio “questo comporta una serie di incertezze sugli investimenti dell’impresa su cui stiamo intervenendo, e penso di essere già a buon punto per accedere a queste richieste legittime”.

La responsabilità civile dei magistrati “non è nel programma” ha poi detto il Ministro rispondendo a una domanda. “La responsabilità civile dei magistrati non è all’ordine del giorno e, per quanto mi riguarda, non lo sarà”, ha aggiunto. A chi gli domandava se metterà in chiaro questo concetto nella riunione con i capigruppo di maggioranza, Nordio ha risposto: “Queste sono anticipazioni di stampa che non hanno fondamento. Tra l’altro - ha aggiunto - è stato scritto erroneamente, questo ci tengo a dirlo, che io avrei presieduto il referendum del ‘22, come in effetti è avvenuto, ma era sulla separazione delle carriere, non c’era la responsabilità civile dei magistrati. Non era inserita nel referendum del ‘22, dove io, non ancora ministro, ho partecipato come membro della Fondazione Einaudi. La responsabilità civile dei magistrati non è all’ordine del giorno, e per quanto mi riguarda non lo sarà”.

Intervenendo al convegno Aigi “Storia viva e futuro in movimento”, il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto si è invece soffermato sulla figura dei legali in azienda. “Il giurista d’impresa - ha affermato - rappresenta oggi una figura sempre più centrale nei processi decisionali, nella compliance e nella governance aziendale, ma continua a scontare una marginalizzazione normativa e culturale che non deriva certo da una carenza di competenze. È necessario quindi rafforzarne il riconoscimento, valorizzando una professionalità che è presidio di legalità, prevenzione e gestione del rischio”. “La funzione del giurista d’impresa assume un valore strategico soprattutto nei settori della compliance, della protezione dei dati, della prevenzione della corruzione, della sicurezza informatica e della disciplina dell’intelligenza artificiale - conclude - Tutte materie accomunate da una forte dimensione preventiva. In questo quadro, la vera sfida è affermare il principio secondo cui non è il giurista a dipendere dall’azienda, ma è l’azienda a dipendere dalla qualità, dall’equilibrio e dall’indipendenza del suo presidio legale interno”.