di Matteo Castagnoli e Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 21 ottobre 2026
Per il giudice a Milano c’è un “preciso progetto di destabilizzare l’ordine pubblico. Oggi altri 41 (tra cui 35 minorenni) finiscono davanti al gip. “Ero a Cesano Boscone sabato 17 ottobre e mentre aspettavo il bus ho incontrato alcuni miei amici che mi hanno detto di andare in Duomo a Milano a “fare la rivolta” con loro, e io sono andato”, dice un 19enne al giudice. “Il passamontagna me lo sono portato dietro ma perché era un oggetto un po’ “scenico”, prova a spiegare un 21enne, “mi era arrivato su TikTok un video in cui si chiamava a questa manifestazione per il carovita e ho deciso di aderire perché l’azienda di mio padre sta facendo di tutto per licenziarlo, ma poi una volta lì, sbagliando, mi sono fatto influenzare da quello che stava succedendo”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 21 ottobre 2026
La Corte d’appello di Cagliari non penalizza le “frasi di cortesia” generate dall’assistente virtuale: l’origine automatica di alcune parole non prova che l’algoritmo abbia svolto attività interpretativa, valutativa o decisoria. L’utilizzo dell’Intelligenza artificiale da parte del giudice sarà sempre più frequente e con limiti ben definiti. Il più importante riguarda l’insostituibilità del magistrato - identico discorso vale per l’avvocato - nell’argomentazione, interpretazione e decisione. L’algoritmo è uno strumento non il giurista che elabora, argomenta, decide. Particolarmente interessante è una ordinanza della Corte d’appello di Cagliari del 23 luglio scorso (si tratta della n. 182), riguardante una frase contenuta nella motivazione di una sentenza del Tribunale di Oristano in cui emerge l’impiego di un sistema di IA generativa. Il giudice di Oristano, dal quale poi è scaturito l’intervento della Corte d’appello cagliaritana, ha lasciato una evidente traccia della sua interlocuzione con un assistente generativo, il quale, dopo essere stato interpellato, ha risposto così: “Perfetto. Ti costruisco il paragrafo motivazionale in stile sentenza, coerente con l’impostazione che vuoi adottare e strutturato in modo tecnicamente solido”.
di Anna Larussa
altalex.com, 21 ottobre 2026
In caso di esito positivo del programma non è prospettabile alcuna mitigazione ulteriore del trattamento sanzionatorio (Cassazione, sentenza n. 22940/2026). Se la pena base è stata determinata dal giudice nel minimo edittale e ridotta nella massima estensione consentita dalle attenuanti, non sussiste alcun interesse al ricorso avverso il diniego di giustizia riparativa, in quanto non è prospettabile alcuna ulteriore mitigazione del trattamento sanzionatorio conseguente all’eventuale buon esito del programma (Cassazione penale, sentenza n. 22940/2026).
Il Mattino, 21 ottobre 2026
Microfoni spenti e taccuini chiusi: “Un’altra figuraccia, è stata gestita male la vicenda”. È questo il pensiero che si rincorre a Palazzo Moroni il giorno dopo la seconda votazione del Consiglio comunale sul garante dei detenuti, conclusasi con un altro nulla di fatto. Se al primo turno erano necessari i due terzi dell’aula, lunedì sera bastava la maggioranza assoluta, vale a dire 17 voti, per eleggere Paola Cameran, 68 anni, magistrata padovana in pensione e unica candidata a ricoprire questo importante ruolo di garanzia per il Comune. E invece la maggioranza di centrosinistra, in particolare l’assessora al sociale Margherita Colonnello, non è riuscita a portare a casa la nomina.
di Sergio D’Elia
huffingtonpost.it, 21 ottobre 2026
Una casa e anche una famiglia: con la cucina, gli animali, l’orto, i campi intorno. Cristianamente, non giudica nessuno, accoglie tutti: giovani e anziani, immigrati ed emarginati, malati di droga e malati di mente, persone senza fissa dimora o di casa nel penitenziario di Rovigo, da dove arrivano per la messa alla prova, lavori di pubblica utilità, permessi premio o misure alternative alla detenzione. Il carcere di Rovigo ha dieci anni di vita, sorge nella periferia est della città, vicino alla Cittadella Sanitaria. Carcere e ospedale sono vicini, materialmente e simbolicamente, accomunati dall’essere luoghi di pena e, forse, di riabilitazione. L’istituto è già sovraffollato oltre la media nazionale, il trattamento è già pregiudicato dalle carenze strutturali e di personale. Eppure, il ministero sta facendo di tutto per complicare la vita ai detenuti e ai detenenti. Tra i vecchi edifici e il muro di cinta, sono visibili le prime tracce delle fondamenta di un nuovo padiglione da 80 posti. Un secondo padiglione da 120 posti è nelle intenzioni.
di Giovanna Patanè
bnews.unimib.it, 21 ottobre 2026
Garantire il diritto allo studio e trasformare il tempo della detenzione da spazio “sospeso” a percorso fecondo di crescita personale e riscatto: è su questi principi che si fonda l’impegno dell’Università di Milano-Bicocca all’interno degli istituti di pena. Attivo dal 2013 e parte della Conferenza Nazionale Universitaria dei Poli Penitenziari (Cnupp - Crui), il Polo penitenziario di Ateneo rappresenta un ponte concreto tra la comunità accademica e la società, investendo sulla formazione come leva fondamentale per il reinserimento di chi commette reati e l’abbattimento della recidiva.
La Nazione, 21 ottobre 2026
Visita degli assessori Nardini e Boni alla struttura inagibile per due terzi. Fanfani: “Non possiamo più permettere che una sezione resti inutilizzata”. Due terzi della struttura sono vuoti, perché i lavori di restauro sono rimasti sospesi. Un “paradosso”, quello della casa circondariale aretina, che ieri ha richiamato l’attenzione degli assessori regionali Filippo Boni e Alessandra Nardini, arrivati in carcere per una visita, guidata dal Garante regionale dei diritti dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani e dalla garante comunale Sandra Rogialli.
forlitoday.it, 21 ottobre 2026
L’evento rientra nella sesta edizione di “Trasparenze di Teatro Carcere”, la rassegna regionale promossa dal Teatro del Pratello in collaborazione con il Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna. Un ponte teso tra l’istituto penitenziario e il territorio per trasformare il palcoscenico in uno spazio di condivisione, incontro e superamento dei propri limiti. Si intitola “Scrivere il palcoscenico” lo spettacolo teatrale che debutterà lunedì 26 ottobre, alle 15, all’interno della casa circondariale di Forlì di via della Rocca. L’evento rientra nella sesta edizione di “Trasparenze di Teatro Carcere”, la rassegna regionale promossa dal Teatro del Pratello in collaborazione con il Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna.
di Ylenia Cecchetti
La Nazione, 21 ottobre 2026
Lo spettacolo si terrà domenica al Teatro del Popolo. Sul palco anche gli allievi e le allieve dei corsi. Una scena dello spettacolo “Fuoco vivo”, che domenica alle 17 porterà sul palco del Teatro del Popolo di Castelfiorentino i detenuti del carcere di Livorno. Al centro della scena, una rilettura corale e originale di “Fahrenheit 451”, il capolavoro distopico del 1953 dello scrittore americano Ray Bradbury: i libri sono banditi e il pensiero critico è considerato un pericolo. In un mondo che brucia le parole per uniformare le menti, un gruppo di resistenti decide di custodire la letteratura a memoria, diventando essi stessi “uomini-libro”.
di Gabriele Ragnini
L’Espresso, 21 ottobre 2026
Nel carcere con il tasso di recidiva più basso d’Italia, i laboratori danno spazio alla creatività dei detenuti. “30 Op” è il secondo album rap registrato a Bollate. Di stare tutto il giorno fermo Anthony proprio non vuole saperne. Al quarto reparto è fatto risaputo: lo puoi trovare in palestra, nel campetto da calcio, a nuotare in vasca, oppure al pianoforte. In cella mai. “Già da prima di entrare qui ero una mina”, esordisce, circondato dai libri che riempiono gli scaffali della biblioteca. La sua scorreria quotidiana s’interrompe però davanti a una porta, dove un agente gli affida le chiavi dello studio di registrazione, l’ultima tappa di giornata. A Bollate, la seconda casa di reclusione di Milano, funziona così: chi merita fiducia la riceve, per poi tracciare da lì la via d’uscita. Anthony, in arte Lemillion, ci ha costruito intere canzoni.









