di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 20 ottobre 2026
La Cassazione, ordinanze nn. 27137 e 27139/2026, ribadisce i limiti della colpa grave: interpretazioni opinabili e valutazioni delle prove restano protette, salvo errori abnormi o palesi travisamenti di fatti decisivi. L’annullamento (senza rinvio) della sentenza di condanna da parte della Cassazione “perché il fatto non sussiste” non costituisce, di per sé solo, un elemento idoneo a fondare una responsabilità civile per colpa grave dei magistrati del merito. Lo ha affermato la Terza sezione civile, ordinanza n. 27139/2026, bocciando definitivamente la richiesta di un medico. Il professionista, condannato per abuso d’ufficio e, con una riqualificazione “a sorpresa”, per concussione, aveva ottenuto prima l’annullamento della condanna per concussione e poi quello senza rinvio per abuso d’ufficio, “perché il fatto non sussiste”. A quel punto ha chiesto 2 milioni di euro di risarcimento per i danni professionali, personali ed economici subiti durante il lungo processo e il correlato procedimento disciplinare.
di Giampaolo Piagnerelli
Il Sole 24 Ore, 20 ottobre 2026
Se una persona guida dopo aver assunto psicofarmaci, non può essere condannata automaticamente per il solo fatto che la sostanza è stata trovata nel suo sangue. Infatti per far scattare la sanzione penale serve dimostrare che la persona era davvero in uno stato di alterazione psicofisica mentre si trovava al volante. A stabilirlo è la Cassazione con la sentenza n. 36588/26 che ha respinto il ricorso della Procura di Vicenza contro l’assoluzione di una donna. La conducente era finita fuori strada da sola di notte e gli esami in ospedale avevano riscontrato nel suo sangue sia alcol sia benzodiazepine.
di Stefano Anastasìa
garantedetenutilazio.it, 20 ottobre 2026
Care amiche e cari amici, questa esperienza finisce qui. La proroga che il Consiglio regionale ha voluto fissare al mio incarico di Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale del Lazio, in vista della sua deliberazione su chi dovrà succedermi, scade oggi (martedì 20 ottobre, ndr), e dunque da domani quello che è stato il mio ufficio resterà in stand-by, in attesa del nuovo garante. Si sarebbe potuto, anzi: si sarebbe dovuto fare diversamente, consentendo al garante uscente l’esercizio delle funzioni fino all’insediamento del nuovo, così come è stato per il Garante nazionale tra il 2022 e il 2023, così come è previsto in altre leggi regionali, come quelle del Piemonte e della Puglia, in virtù di un principio autoevidente secondo cui un organo pubblico di garanzia non può sospendere la sua attività, ma ormai la frittata è fatta e da domani nessuno potrà più rispondere a nome del garante alle istanze, alle lettere e ai reclami delle persone private della libertà, dei loro familiari e dei loro avvocati, e il garante non potrà più esprimere il proprio parere sui procedimenti legislativi e amministrativi di competenza. Suppliranno, come possono e come sanno, almeno nei confronti delle persone detenute, dei loro cari e dei loro avvocati, i garanti comunali di Roma e di Civitavecchia e il garante nazionale.
di Alberto Rodighiero
Gazzettino di Padova, 20 ottobre 2026
La candidatura ha raccolto 16 voti dei 17 necessari la decisione è rimandata alla prossima seduta. La maggioranza non ha i numeri e, per la seconda volta, il consiglio comunale stoppa la nomina di Paola Cameran a Garante dei detenuti e Matteo Cavatton gela l'aula: “Oggi siamo chiamati a votare una persona che 25 anni fa indagò mio padre che, dopo essere stato assolto, morì”. Dopo la battuta d'arresto di un paio di settimane fa per la mancanza dei 2/3 dei voti, ieri sera il Parlamentino di Palazzo Moroni ha nuovamente bocciato la candidatura dell'ex magistrato. Nonostante fossero sufficienti 17 voti e i consiglieri di maggioranza in aula fossero 18, a Cameran sono arrivati 16 voti a cui si sono aggiunti una scheda bianca e una nulla (due consiglieri di maggioranza). Di conseguenza il voto è rimandato alla prossima seduta.
di Davide D’Attino
Corriere del Veneto, 20 ottobre 2026
In Consiglio: Cavatton ferma (per ora) l’incarico a garante dei detenuti. Ancora un colpo di scena sull’elezione del nuovo Garante cittadino dei detenuti. E ancora un nulla di fatto per la nomina dell’unica candidata, l’ex magistrata Paola Cameran, padovana di 68 anni, già sostituita procuratrice generale prima a Trieste e poi a Venezia. Ma se tre settimane fa, quando servivano 22 voti per renderla effettiva, la designazione era saltata per una mera questione di numeri, ieri sera, malgrado bastasse il via libera di 17 componenti del consiglio comunale, la cosa non è andata in porto (anche) per motivi personali legati proprio ad uno dei membri dell’aula di Palazzo Moroni. Motivi che, raccontati in aula dal diretto interessato (con una certa comprensibile emozione), hanno evidentemente avuto un peso decisivo sull’esito della votazione.
modenatoday.it, 20 ottobre 2026
La camera penale di Modena chiede percorsi di reinserimento continuativi e soluzioni abitative. Anche la camera penale di Modena “Carl'Alberto Perroux” esprime cordoglio per l'uomo trovato senza vita sulle tribune del Novi Sad nella mattina del 13 ottobre, un 59enne senza fisa dimora, uscito due mesi prima dal carcere di Sant'Anna. “Abbiamo atteso qualche giorno per commentare la notizia, che, sin da subito, ci ha lasciato sgomenti, tanto quanto le notizie delle decine di morti che da anni avvengono dentro le mura degli Istituti”, scrive il consiglio direttivo dell'associazione dei penalisti.
agrigentonotizie.it, 20 ottobre 2026
L'Unione degli Ordini Forensi della Sicilia e il Garante regionale Antonino De Lisi firmano un accordo per affiancare medici allo staff sanitario delle carceri. Un primo elenco di professionisti è già stato definito per intervenire sui casi non da ricovero. Un supporto concreto agli staff sanitari delle carceri siciliane per l'assistenza ai reclusi con problematiche psichiatriche. È questo il fulcro del protocollo di collaborazione per la promozione della salute mentale firmato sabato ad Agrigento dall'Unione degli Ordini Forensi della Sicilia e dal Garante dei diritti dei detenuti della regione Siciliana, Antonino De Lisi. L'intesa è stata siglata nel corso dell'assemblea dell'Unione, alla presenza del presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco e dei vertici di tutti i Consigli dell'Ordine degli avvocati dell'isola.
di Barbara Cottavoz
La Stampa, 20 ottobre 2026
I Giovani democratici chiedono un tavolo dedicato al tema al ministro Nordio. Che cosa ne sarà del vecchio reparto del 41-bis vuotato a fine giugno? Lo chiedono i Giovani democratici dopo la notizia della sospensione del trasferimento, già programmato, di altri detenuti nelle celle vuote, come ha comunicato nei giorni scorsi una nota del sindacato della Polizia penitenziaria Fns Cisl. “La sicurezza degli operatori, le condizioni lavorative e la vivibilità della struttura devono rappresentare priorità non negoziabili per il ministero della Giustizia” sottolineano i Giovani Pd che rilanciano anche la proposta di un tavolo comunale dedicato al carcere.
di Roberto Pieralli
La Nazione, 20 ottobre 2026
All’esterno della Casa circondariale di Massa Marittima ieri mattina c’è stato l’incontro con il vice presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Federico Eligi, che dopo l’incontro con i funzionari del carcere massetano ha voluto illustrare l’iter della nuova legge sulla sanità penitenziaria per lo studio ad Ars Toscana. “Per riscrivere la legge - ha detto Eligi - ho ritenuto importante fare una conoscenza diretta della situazione carceraria sia da un punto di vista di infrastrutture ma anche, soprattutto della parte sanitaria che è il settore che compete direttamente alla Regione. Ovviamente, la popolazione carceraria deve trovare risposte ai propri bisogni. Prima del Covid erano più gli anziani, ora sono molto più giovani gli ospiti all’interno delle nostre carceri con una serie di problemi soprattutto legati alle dipendenze”.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 20 ottobre 2026
Si tratta di un corso di specializzazione in termoidraulica per il reinserimento lavorativo attraverso una formazione non gender oriented per accompagnare il reinserimento delle recluse nel mondo del lavoro. Accordo fra il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria e il Movimento italiano diritti dei detenuti Ets, sottoscritto fra capo del Dap Stefano Carmine De Michele e la presidente e fondatrice Giulia Troncatti, per la prima formazione professionale delle detenute del carcere di Rebibbia. Il protocollo ha durata biennale, rinnovabile, e prevede formazione professionale, orientamento, bilancio delle competenze e percorsi di inserimento lavorativo dentro e fuori gli istituti.
- Taranto. La lettura entra in carcere: rinnovato il progetto per i detenuti
- Torino. Scuola in carcere: una formazione per creare comunità
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