di Roberto Paglialonga
L’Osservatore Romano, 9 luglio 2026
C’è un modo di guardare al mondo delle carceri che trascende la pena, il reato, la colpa. È quello di chi non si accontenta degli stereotipi, ma punta al cuore e penetra col proprio sguardo, con la parola, con la potenza trasformativa dell’incontro, ogni storia. È quello che la Chiesa cerca di fare, da sempre. Perché “per entrare dentro ogni storia, serve l’amore che tutto spiega. L’opposto dell’odio, che tutto nasconde”. A dirlo è Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione, nel corso del convegno intitolato “Diritto all’esecuzione penale. Normativa, prassi e interpretazione giurisprudenziale”, promosso il 7 e 8 luglio, presso la Scuola di perfezionamento per le Forze di polizia, dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e dall’Associazione italiana giovani avvocati, e moderato dal giornalista dei media vaticani, Davide Dionisi, alla presenza di numerosi giuristi e operatori del settore penitenziario e della giustizia.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 9 luglio 2026
Emendamenti di Fratelli d’Italia per ampliare il perimetro delle captazioni anche ai “reati spia” Ma sarà una pesca a strascico. “No” di FI alle osservazioni del procuratore nazionale antimafia. Volano gli stracci nella maggioranza sulla giustizia. Dopo il rinvio sine die del vertice che avrebbe dovuto fare il punto sulle riforme post referendum, tra Forza Italia e Fratelli d’Italia esplode un nuovo scontro. Questa volta il terreno di battaglia sono le intercettazioni e, soprattutto, i due emendamenti presentati l’altro giorno dai meloniani al decreto Giustizia per ampliare la possibilità di utilizzare le captazioni anche in procedimenti diversi da quelli per cui erano state autorizzate. La risposta degli azzurri arriva senza giri di parole. “Noi non li votiamo”, taglia corto il capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia al Senato, Pierantonio Zanettin. La questione riguarda gli emendamenti ispirati alle osservazioni del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, molto ascoltato dalle parti di via della Scrofa. L’obiettivo di Fratelli d’Italia è ampliare il perimetro di utilizzabilità delle intercettazioni, facendo riferimento anche ai cosiddetti “reati spia”. Una soluzione che, però, Forza Italia considera incompatibile con l’impostazione della riforma approvata nel 2023.
di Giovanni Pascuzzi*
Il Dubbio, 9 luglio 2026
Vasta eco sta suscitando la recente pronuncia della Cassazione penale n. 23006/2026 che ha sanzionato -sul piano dell’addebito delle spese processuali- la citazione di precedenti giurisprudenziali letteralmente inventati (“allucinati”) dall’intelligenza artificiale generativa. A. Leggendo la notizia (e non è certo il primo caso) mi è tornata in mente una problematica che appartiene ormai allo scorso millennio ma che mantiene intatta la sua valenza pedagogica. Molti decenni fa Redenti (“I nostri tesmoteti, ovvero “le massime consolidate della Corte Suprema”“, Riv. trim., 1949, 120) scriveva: “...prendere le massime c.d. ‘consolidate’ con beneficio di inventario ... verificare, cioè, d’onde sia stata tratta la massima e se e quale concordanza veramente ci sia nelle fonti giurisprudenziali; verificare se la massimazione corrisponda al pensiero”. Quante volte avvocati e giudici citano negli atti processuali solo le massime di una sentenza senza andare a verificare se quella massima corrisponde davvero al principio di diritto espresso e applicato nella sentenza che viene citata?
di Angelo Maietta
Il Sole 24 Ore, 9 luglio 2026
I lavoratori carcerari si trovano in una situazione di attesa della “chiamata al lavoro” rispetto alla quale non hanno alcun potere di controllo o di scelta. La Corte d’Appello di Roma (sentenza 16 giugno 2026 n. 3105) si pronuncia in tema di lavoro carcerario rispetto al quale può dirsi che: i lavoratori carcerari si trovano in una situazione di attesa della “chiamata al lavoro” rispetto alla quale non hanno alcun potere di controllo o di scelta; non rilevano ai fini della prescrizione le cessazioni intermedie, che, a ben guardare, neppure sono realmente tali configurandosi piuttosto come sospensioni del rapporto di lavoro, se si considera che vi sono una chiamata e un prefissato periodo di lavoro secondo turni e per un tempo limitato, cui seguono altre chiamate in un unico contesto di detenzione.
milanotoday.it, 9 luglio 2026
L’allarme lanciato da Antigone e Caritas Ambrosiana: sovraffollamento medio al 150% con punte del 200%. Il Tribunale di Sorveglianza: “Nessun istituto è sotto la capienza”. Celle stipate all’inverosimile, spazi al minimo e l’incubo delle ondate di calore estive che rischiano di trasformare gli istituti di pena in vere e proprie polveriere. La Lombardia si conferma la seconda regione d’Italia per emergenza sovraffollamento carcerario: nei 18 penitenziari del territorio sono oggi ammassate oltre 9.500 persone, a fronte di un tasso medio di affollamento che supera quota 150%, con picchi drammatici che toccano il 200%. A lanciare l’allarme è la sezione lombarda dell’associazione Antigone, che durante un incontro organizzato da Caritas Ambrosiana ha chiesto interventi immediati e urgenti per ridurre la pressione sulle strutture penitenziarie della regione.
ansa.it, 9 luglio 2026
È stato presentato a Pescara il progetto Restart, l’iniziativa che punta a rafforzare le competenze digitali delle persone detenute negli istituti penitenziari di Chieti, Pescara e Lanciano, promuovendone il reinserimento sociale e lavorativo attraverso percorsi di formazione, orientamento e accompagnamento all’occupazione. Ideato e promosso da Focus Formazione, Voci di Dentro Odv, Coop Recoopera e Associazione Lì Aps, riunite in un’Associazione Temporanea di Scopo (ATS), il progetto è stato selezionato e finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale - Impresa Sociale, risultando tra i 26 approvati a livello nazionale su oltre 500 candidature presentate.
di Barbara Todesco
Corriere del Veneto, 9 luglio 2026
Aveva 33 anni. Il suo avvocato: “Aveva paura, una ragione c’era”. Matteo Ghirardello, 33 anni, di Romano, è stato trovato senza vita nel bagno della sua cella del Due Palazzi di Padova, il 30 gennaio. Un decesso, quello del giovane padre recluso in carcere per una lunga serie di furti e rapine, sul quale la procura euganea vuole chiarezza. Il sostituto procuratore Andrea Girlando ha aperto un fascicolo a carico di ignoti. L’ipotesi di reato è l’istigazione al suicidio. La madre dell’uomo, Fiorenza Ponton, e il suo legale Letizia De Ponti non hanno mai creduto al gesto estremo. A spingere la procura a non archiviare il caso, sono stati una serie di dettagli allarmanti sollevati proprio dai familiari della vittima.
di Massimo Lensi*
Corriere Fiorentino, 9 luglio 2026
La vicenda di Sollicciano continua a essere raccontata soprattutto attraverso il sequestro di alcune sezioni, le polemiche politiche e il confronto tra magistratura, amministrazione penitenziaria e istituzioni locali. Tutti elementi reali, che meritano attenzione. Il rischio, però, è che il dibattito si fermi allo scontro tra articolazioni dello Stato, dimenticando il soggetto sul quale quello scontro produce gli effetti più pesanti: le persone detenute. In questo senso assume particolare rilievo la lettera che 26 presidenti di Tribunale di Sorveglianza hanno inviato al Presidente Mattarella, richiamando la grave carenza di personale, tale da compromettere l’effettiva tutela dei diritti costituzionali delle persone detenute. Dal punto di vista giuridico, la questione è più ampia del singolo provvedimento di sequestro.
di Giorgio Bernardini
Corriere Fiorentino, 9 luglio 2026
Non c’è respiro, come per chi vive e chi lavora in carcere. Quelle toscane sono al collasso. L’ultimo alert arriva da Antigone Toscana, che denuncia la situazione del penitenziario San Giorgio di Lucca, oggi privo del garante dei detenuti. Si tratta del carcere più sovraffollato d’Italia. Una struttura pensata per 33 persone che ospita circa 90 detenuti, con un tasso di affollamento superiore al 250% da oltre un anno. Per l’associazione, l’assenza della figura di garanzia, dopo le dimissioni della precedente garante nel novembre scorso, aggrava una situazione già segnata da ripetute denunce sulle condizioni all’interno dell’istituto. “In un momento così critico - sottolinea Antigone Toscana - la mancanza di questa figura rappresenta un fatto particolarmente grave”.
casertanews.it, 9 luglio 2026
La pm Alessandra Pinto racconta la vicenda di Fakhri Marouane: “Aveva intrapreso un percorso di rieducazione, mi scriveva delle lettere”. “Fakhri Marouane non era un santo come non lo sono altri detenuti, ma aveva fiducia nello Stato italiano e aveva per questo intrapreso un percorso di rieducazione, seguendo la scuola e corsi di scrittura. Sapeva di aver sbagliato e più volte me lo aveva confidato, ma è stato tradito proprio da rappresentanti dello Stato”. Sono parole cariche di pathos ed emozione quelle con cui la pm Alessandra Pinto, durante la requisitoria nel maxi-processo (105 gli imputati) per le violenze commesse dai poliziotti penitenziari il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere ai danni di circa 300 detenuti del reparto Nilo, ricostruisce la vicenda del 30enne di origine marocchina Fakhri Marouane, vittima dei pestaggi e poi trasferito nel carcere di Pescara, dove nel maggio 2023 si diede fuoco; morì dopo due mesi di agonia al Policlinico di Bari.
- Milano. Non è un carcere per donne: “Svaghi e lavoretti, qui a Bollate per noi è tutto di serie B”
- Enna. La Regione apre un dossier sulle criticità del carcere “Bodenza”
- Varese. “Abbiamo bisogno di aria”: tensioni e urla dal carcere dei Miogni
- Genova. Detenuti al lavoro, il Comune rilancia i percorsi di reinserimento
- Prato. Carcere, progetti di reinserimento e giustizia riparativa










