di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 19 luglio 2026
L’ex ministro dell’Interno: “La grazia non può essere un quarto grado di giudizio”. La battaglia politica sul gioielliere Mario Roggero condannato a 14 anni e 9 mesi sta lì, strillata sulle prime pagine di tutti i giornali. E tracima nei social, con un sovraccarico popolare di tensioni e rancori che attraversano e spaccano il Paese: legittima difesa, risposte delle forze di polizia, criminalità e microcriminalità nel nostro quotidiano. Sono questioni su cui Marco Minniti ha speso una vita. Già sottosegretario con delega ai Servizi segreti, poi ministro degli Interni.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 19 luglio 2026
Approvata definitivamente e all’unanimità la legge “Liberi di scegliere” portata alla Camera da Chiara Colosimo (FdI)e in Senato da Enza Rando (Pd), relatrice Erika Stefani (Lega): nuova identità e protezione ai figli delle famiglie mafiose per “offrire loro un futuro nella legalità”. “Quest’anno, nel ricordare Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta nel trentaquattresimo anniversario della strage di via D’Amelio del 19 luglio, vogliamo raccontare anche un’altra antimafia: l’antimafia dei bambini. Perché la mafia non ha colpito solo magistrati, servitori dello Stato e giornalisti. Ha colpito anche i più piccoli, rubando loro la vita o il futuro”. Lo dichiara la senatrice del Partito democratico Enza Rando, prima firmataria in Senato del disegno di legge “Liberi di scegliere”, ora legge, nata per offrire ai figli delle famiglie mafiose la possibilità concreta di spezzare il vincolo criminale e costruire una vita diversa.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 19 luglio 2026
Dai fatti del 2001 sono serviti altri 12 anni per introdurre una fattispecie di compromesso. In nove anni diversi i processi avviati: “È importante nominare questo delitto nelle aule”. Genova è uno spartiacque. In quel luglio del 2001 è nata la consapevolezza di una mancanza: non c’era la possibilità di punire coloro che si erano macchiati di crimini contro l’umanità. Sono serviti altri 12 anni per riuscire a introdurre nell’ordinamento il delitto di tortura, previsto dalla Convenzione Onu ratificata dall’Italia nel 1989. Se nel 2001 ci fosse stato il reato di tortura, spiega Simona Filippi, avvocata dell’associazione Antigone, “non c’è dubbio che i processi sui fatti di Genova sarebbero andati diversamente”.
di Ciro Pellegrino
fanpage.it, 19 luglio 2026
Ordine del giorno di Andreozzi e Ceparano (Avs): protocolli con il Dap, risorse per adeguare gli istituti e tavolo permanente. La Regione Campania sostenga la realizzazione delle cosiddette “stanze dell’affettività” nelle carceri del territorio, destinate ai colloqui intimi tra detenuti e partner. È quanto chiedono i consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra Rosario Andreozzi e Carlo Ceparano con un ordine del giorno depositato in Consiglio regionale. L’atto prende le mosse dalla sentenza 10 del 2024 della Corte costituzionale, che ha dichiarato “illegittimo il divieto assoluto di colloqui riservati tra le persone detenute e il coniuge, il partner dell’unione civile o la persona stabilmente convivente”.
Corriere di Viterbo, 19 luglio 2026
Nove detenuti sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio avvenuto giovedì scorso all’interno del carcere di Mammagialla, costato la vita al detenuto 26enne marocchino Mohammed Channoun. Le accuse sono omicidio in concorso e rissa aggravata. L’obiettivo degli inquirenti è quello di ricostruire le responsabilità di ciascuno dei partecipanti allo scontro e individuare chi abbia sferrato il fendente mortale a Mohammed Channoun, che è stato ucciso con una coltellata alla schiena.
ecodellojonio.it, 19 luglio 2026
La Garante comunale Tina Zaccato raccoglie l’appello della Conferenza nazionale dei Garanti. Al centro sovraffollamento, salute, misure alternative e tutela dei bambini presenti negli istituti
di Manuela Marzioni
Il Giorno, 19 luglio 2026
L’ispezione inaspettata della politica del M5S ha portato alla luce un lungo l’elenco di criticità nel penitenziario di Torre del Gallo: “Ci sono oltre 700 detenuti in una struttura che dovrebbe ospitarne circa 500”. “La situazione è estremamente drammatica”. Stefania Ascari, deputata M5S, ha definito così la situazione all’interno del carcere di Torre del Gallo, tra i più sovraffollati e degradati d’Italia, dove ieri si è recata per una visita a sorpresa con Simone Verni, coordinatore cittadino, e Lorenzo Goppa, assessore all’ambiente di Pavia.
di Igor Cipollina
Gazzetta di Mantova, 19 luglio 2026
“Nuovi ventilatori accesso alle aree climatizzate e celle aperte”. Il rapporto è di 143 detenuti per 95 posti. Se fuori si boccheggia, in cella “non si respira”. In carcere, il cambiamento climatico si somma alla compressione esistenziale, amplificando la sofferenza e l’insofferenza. Nonostante i ventilatori e tutte le accortezze adottate dalla direzione della casa circondariale di via Poma, dove la situazione resta critica: i detenuti sono 143, a fronte dei 97 posti regolamentari (ma due non sono agibili). “Il tasso di sovraffollamento è del 150% contro la media nazionale del 140 - avverte la garante territoriale dei diritti delle persone private della libertà personali, Graziella Bonomi - È necessario che le forze politiche si facciano carico di questa emergenza in maniera seria, con provvedimenti incisivi”. Misure urgenti, non piani di edilizia penitenziaria per un futuro più o meno prossimo.
latr3.it, 19 luglio 2026
Una situazione di profondo degrado strutturale, condizioni igienico-sanitarie gravemente compromesse e una quasi totale assenza di attività rieducative. È il quadro allarmante che emerge dalla visita istituzionale effettuata presso la Casa Circondariale di Trapani da una delegazione della Camera Penale di Marsala, affiancata dai rappresentanti dell’associazione Nessuno Tocchi Caino, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti. All’ispezione ha preso parte una fitta rete di operatori istituzionali, a testimonianza di una sensibilità condivisa sul tema dei diritti dei detenuti.
sassaritoday.it, 19 luglio 2026
Dopo la visita istituzionale nel carcere di Bancali, il consigliere regionale Valdo Di Nolfo denuncia il sovraffollamento e la carenza di personale. “La sicurezza si costruisce con investimenti e percorsi di reinserimento, non con gli slogan”. “Entrare in carcere significa scegliere di non voltarsi dall’altra parte”. Parte da questa riflessione il consigliere regionale Valdo Di Nolfo, che interviene dopo la visita istituzionale effettuata il 14 luglio nella Casa circondariale di Sassari-Bancali, promossa nell’ambito della giornata nazionale organizzata dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione. L’iniziativa, di cui ne abbiamo scritto varie volte, che ha coinvolto decine di istituti penitenziari in tutta Italia, punta a riportare al centro del dibattito pubblico le condizioni delle carceri e il principio costituzionale secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione della persona.
- Monza. Radicali in visita al carcere. “Allarme cimici, subito fuori il detenuto ottantanovenne”
- Firenze. Carceri, la storia di Kamal e del suo contratto a tempo indeterminato
- Anche in carcere può nascere un fiore: “Il teatro qui, un’esperienza forte”
- Gino Cecchettin e il film su sua figlia: “La storia di Giulia può salvare altre vite. L’amore vero è libertà”
- La stampa italiana alle grandi manovre. Verso destra










