di Andrea Pugiotto
L’Unità, 26 maggio 2026
Referendum, disobbedienza civile, nonviolenza: Marco non ha incarnato una ideologia, ma una prassi. E il modo meno infedele per ricordarlo, a dieci anni dalla sua morte, è quello di riattivarlo Ricordare Marco Pannella, a dieci anni dal suo congedo dalla vita, è un esercizio rischioso. Perché la commemorazione è sempre in agguato: addomestica, trasfigura, sigilla. Pannella, invece, è tutto fuorché archiviabile. Non si lascia chiudere in una formula, né confinare in una stagione della Repubblica. Non si lascia normalizzare. È - ancora oggi - una figura eccedente, come è sempre stata: nel corpo e nella parola, nel cibo e nel fumo, fin’anche - alla fine - nelle cravatte e nella chioma. Il modo meno infedele per ricordarlo è quello di riattivarlo. Perché la memoria - diceva Pannella - “è il fiume di Eraclito che continua a scorrere, è materiale che vive dentro di noi e che proprio come noi si trasforma”. Proviamo allora a capire che cosa, della sua prassi politica, sia di nuovo utilizzabile. Non cosa resta, dunque. Ma cosa funziona ancora. Rimane fuori, inevitabilmente, l’altra dimensione di Pannella: quella fisica, emotiva, perfino teatrale. La voce, il digiuno, le intemperanze, l’empatia, le notti radiofoniche, la vitalità debordante. Una dimensione così clamorosa da sottrarsi tuttora a ogni tentativo di ordinata ricostruzione.
di Andrea Riccardi
Corriere della Sera, 26 maggio 2026
Nel solco della “dottrina sociale” della Chiesa, il Papa condanna la “cultura della potenza”, non le nuove tecnologie. Elaborare una visione del mondo può apparire molto arduo, forse superato, a causa della sua complessità, tanto che si coltivano i più diversi specialismi. Tuttavia, Leone XIV, con l’enciclica Magnifica Humanitas, indaga l’orizzonte globale, leggendo criticamente il presente e mettendo insieme i tanti aspetti diversi e contraddittori della realtà. La Chiesa vive nella storia e ne scruta i cambiamenti alla luce di una preoccupazione, che è il cuore dell’enciclica: “Non c’è il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto?”. Il testo si vuole collocare nella scia della “dottrina sociale” della Chiesa, da Leone XIII, che nel 1891, con la Rerum novarum, pose la questione operaia nella società industriale: “L’essersi accumulata la ricchezza in poche mani e largamente estesa la povertà”. Per Sturzo, quell’enciclica sociale non fu solo un contributo teorico, ma un invito alla mobilitazione in senso sociale.
di Davide Ferrario
Corriere di Torino, 26 maggio 2026
Dietro il linguaggio aziendale, la disumanizzazione dei trattenuti. Cosa rivela la sentenza sui gestori di corso BrunelleschiCome tanti, ho seguito le cronache del processo per il suicidio di Moussa Balde nel Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr, le strutture detentive istituite per trattenere gli stranieri privi di un regolare titolo di soggiorno, in attesa dell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione o respingimento) di corso Brunelleschi, conclusosi con la condanna della direttrice e della società che lo gestisce, sentenza di cui sono state pubblicate da poco le motivazioni.
di Innocenzo Cipolletta
Il Domani, 26 maggio 2026
Dicevano che la pace e la diplomazia come risoluzione dei contrasti internazionale fosse un’illusione, che il conflitto armato è uno degli strumenti della politica internazionale, per quanto da usare con cautela. In realtà accade il contrario: i risultati ottenuti da Trump, Netanyahu e Putin sono disastrosi. Con lo scoppio della guerra in Ucraina e poi in Medio Oriente, molti hanno affermato che finiva un’illusione che aveva colpito in particolare noi europei: che la guerra fosse uno strumento ormai obsoleto per risolvere i problemi tra i paesi e che bastasse il diritto internazionale e le organizzazioni preposte a esso per evitare il deflagrare di conflitti tra i grandi paesi.
di Sergio Labate*
Il Domani, 26 maggio 2026
Il ministro israeliano non è diverso da Trump, da Netanyahu, da tutti coloro che hanno trasformato la democrazia nel suo rovescio: l’autoritarismo. Che a questo punto non sembra essere ciò che mette in discussione la credibilità delle democrazie da fuori, ma ciò che rischia di dissolverle da dentro. Il problema di Ben-Gvir è molto più profondo di Ben-Gvir. Non solo per una considerazione scontata, quella per cui la sua responsabilità è semplicemente estetica: egli ha trasformato in spettacolo ciò che è ormai per lo Stato d’Israele prassi giuridica e comportamento consolidato di fronte a tutti coloro che semplicemente criticano le politiche del suo attuale governo.
di Estefano Tamburrini
Avvenire, 26 maggio 2026
Il fumo nero si vede dall’esterno. E si sentono le urla dei prigionieri: denunciano “torture”, “perquisizioni violente” e “spedizioni punitive”. Alcuni lamentano “decine di giorni” di isolamento “senza cibo”. Dagli striscioni appesi sul muro esterno si legge: “S.O.S” e “Ci stanno torturando”. È rivolta al carcere di Barinas, dove 1.320 detenuti (1.200 uomini, 120 donne) hanno preso il controllo della struttura penitenziaria per chiedere a Caracas la destituzione del direttore, Elvis Macuare Guerrero, già segnalato per “eccessi” e “abusi di potere” sulle persone recluse. “Ci ha tolto lo sport e lo studio e ci fa dormire per terra”, denunciano.
di Concita De Gregorio
La Repubblica, 25 maggio 2026
Ha alzato la mano, l’educatrice lo ha guardato e gli ha fatto cenno: vai pure avanti, fai la tua domanda. Si parlava di un libro, argomento: legami di sangue e segreti di famiglia. Lui ha detto scusi se vado fuori tema, ma vorrei sapere: lei ha idea della ragione per cui da vent’anni in questo Paese non si fa più un indulto? La parola indulto è esplosa nel piccolo anfiteatro del carcere come un bengala. Si sono accesi tutti: annuivano, parlavano tra loro, qualcuno si è alzato per intervenire. Le guardie carcerarie, due ragazzi molto giovani, si sono mosse: calmi, seduti, silenzio. Le educatrici, insegnanti benevole di mezza età, hanno detto d’accordo, ora ne parliamo. Con ordine, se tutti siamo d’accordo ne parliamo.
di Ivana Barberini
trendsanita.it, 25 maggio 2026
Lucia Castellano (Provveditrice Amministrazione penitenziaria della Calabria): “Quello che manca è un pensiero globale al femminile”. In Italia le donne detenute sono poche (poco sopra il 4% del totale della popolazione detenuta), ma proprio per questo rischiano di restare invisibili. Sono una quota minima della popolazione carceraria ma vivono in un sistema penitenziario progettato quasi interamente sulle esigenze degli uomini. Le carceri, gli spazi, i servizi sanitari, le attività formative e lavorative, fino alle stesse regole organizzative, continuano, infatti, a riflettere un modello “declinato al maschile”, che fatica a riconoscere bisogni specifici come la maternità, il rapporto con i figli, la salute ginecologica, la prevenzione oncologica e il diritto all’affettività.
di Davide Vari
Il Dubbio, 25 maggio 2026
Costa annuncia una proposta di legge, Lega favorevole con paletti. Ma Meloni spinge sulla riforma elettorale. Il centrodestra torna a mettere la giustizia al centro dell’agenda politica. Mentre la maggioranza lavora alle modifiche della legge elettorale, Forza Italia prepara una nuova proposta sulla responsabilità civile dei magistrati, con l’obiettivo di aprire un confronto interno alla coalizione e riaccendere uno dei dossier rimasti sul tavolo dopo il referendum sulla separazione delle carriere. Ad annunciare l’iniziativa è il presidente dei deputati azzurri Enrico Costa: “Stiamo predisponendo una proposta di legge sulla responsabilità civile dei magistrati sulla quale ci confronteremo all’interno della maggioranza”.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 25 maggio 2026
Si scrive: “Proposta da discutere in coalizione”. Si legge: “O la si porta avanti, o salta il resto”, vedi la legge elettorale così cara alla premier Meloni. Sono apparentemente pacate le parole con cui Forza Italia torna alla sua crociata anti-abusi dei giudici, campagna da portare avanti con ritmi pressanti e ostentata tenacia, dopo la disfatta referendaria e i cambi al vertice di Camera e Senato, secondo i desiderata di Marina Berlusconi. Ma ecco cosa c’è dietro l’ultimo pressing degli azzurri, che ieri con un post del presidente dei deputati FI Enrico Costa rilancia la volontà di portare a casa un altro loro vecchio cavallo di battaglia, la riforma sulla responsabilità civile dei magistrati (un tema che attraversa la politica italiana esattamente da quarant’anni).
- Processo, nuovi reati e carceri: ecco le sfide sul tavolo dei penalisti
- Colloqui intercettati in carcere tra avvocati e detenuti, alza la voce anche il M5S
- Intercettazioni in carcere, la Procura generale di Perugia avvia verifiche
- Il capo dei penalisti sui legali spiati: Napoli e Perugia non sono casi isolati
- Trieste. Ancora una tragedia al Coroneo: giovane detenuto trovato morto nella sua cella










