di Paolo Rapeanu
cagliarinews.it, 27 settembre 2026
Dietro le sbarre “poche cure”, l’sos: “Il 40% di reclusi è tossicodipendente, ci sono anche malati oncologici e depressi”. La sanità penitenziaria all’interno della Casa Circondariale Ettore Scalas di Cagliari-Uta si trova ad affrontare una situazione di profonda sofferenza gestionale. L’allarme è stato lanciato da Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione Socialismo Diritti Riforme, che ha raccolto le accorate segnalazioni provenienti dai familiari dei reclusi. Le testimonianze evidenziano ritardi preoccupanti e vistose carenze nella gestione quotidiana delle diverse patologie che colpiscono la popolazione carceraria. Secondo l’associazione, la tutela della salute all’interno dell’istituto sardo non può più essere gestita attraverso interventi provvisori o rinvii trimestrali.
di Valeria Terranova
Corriere di Viterbo, 27 settembre 2026
Una denuncia per segnalare presunte violenze ai danni di alcuni detenuti dopo l’incendio divampato il 19 settembre nel reparto di sorveglianza particolare del carcere di Mammagialla. A presentarla ai carabinieri di Lecce è stata la madre di un detenuto pugliese di 38 anni, assistita dall’avvocato Sebastiano Conte. Nella querela vengono prospettate, in via ipotetica, fattispecie che vanno dalle percosse e lesioni personali all’abuso di autorità contro arrestati o detenuti, fino alla tortura. Alla sua iniziativa hanno fatto seguito gli appelli di altri familiari al procuratore capo di Viterbo e ai garanti nazionale e regionale, con la richiesta di una visita ispettiva urgente per verificare quanto accaduto nell’istituto. Le famiglie hanno sollecitato anche l’acquisizione delle immagini delle telecamere presenti nelle sezioni.
lalomellina.it, 27 settembre 2026
Da quest’estate, nell’ambito dell’operazione “Argus”, sono stati trasferiti a Vigevano circa 128 detenuti sottoposti al regime di 41-bis, ma gli effetti della trasformazione di parte della casa di reclusione nella frazione Piccolini si fanno già sentire. Da più parti ci si lamenta della presenza, sempre più frequente, di volanti della Polizia penitenziaria che sfrecciano per le strade cittadine, soprattutto in direzione dell’ospedale, con a bordo, probabilmente, un detenuto accompagnato per visite mediche. È una delle conseguenze dell’introduzione del 41-bis, questione che il Pd aveva sollevato circa un anno fa, quando era trapelata l’indiscrezione sul cambiamento di destinazione del carcere.
livorno24.com, 27 settembre 2026
Si è svolto in Prefettura un primo incontro del tavolo dedicato all’assistenza sanitaria nel carcere delle Sughere di Livorno. Alla riunione hanno partecipato rappresentanti della Polizia penitenziaria e la direttrice generale dell’ASL Toscana Nord Ovest, Maria Letizia Casani. L’iniziativa dà seguito all’impegno assunto dal Prefetto di Livorno di affrontare le gravi criticità sanitarie dell’istituto, già evidenziate, alcune settimane fa, anche dal Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto nel corso della sua visita alle Sughere. Durante l’incontro il Prefetto ha chiesto di rafforzare l’assistenza infermieristica, oggi ridotta ai minimi termini e priva di un presidio notturno, insieme all’assistenza medica generale e specialistica. Per le specialità più necessarie ai detenuti è stata prospettata la possibilità di assicurare almeno due ore settimanali di presenza dei relativi medici.
di Viviana De Vita
Il Mattino, 27 settembre 2026
Era affetto da scabbia ma, in carcere, quella patologia sarebbe stata scambiata per una banale dermatite da stress e curata semplicemente con una crema. La diagnosi è arrivata soltanto pochi giorni fa quando l’uomo, un detenuto salernitano assistito dall’avvocato Stefania Pierro, ha lasciato il carcere di Fuorni dopo aver ottenuto gli arresti domiciliari in una comunità. I primi disturbi erano comparsi circa tre settimane prima, quando l’uomo aveva cominciato a lamentare problemi alla pelle; visitato per due volte dallo stesso medico, gli era stata diagnosticata una banale dermatite da stress. Nessun sospetto, dunque, che potesse trattarsi di una patologia contagiosa e nessuna delle precauzioni previste in questi casi.
Corriere Livornese, 27 settembre 2026
Lunedì 28 settembre i Giovani Democratici della Toscana entreranno nell’istituto penitenziario Le Sughere di Livorno, come nono appuntamento di un percorso di ascolto e confronto dal titolo: “Dimenticat3”, che attraversa le carceri della Toscana. Un viaggio dentro gli istituti penitenziari della regione, accanto alle associazioni, agli operatori, ai volontari e a tutte le realtà che ogni giorno vivono e lavorano nel sistema carcerario, con l’obiettivo di costruire una proposta per un nuovo modello penitenziario. Entrare in carcere significa, per i Giovani Democratici, scegliere di guardare da vicino una realtà che troppo spesso rimane ai margini del dibattito pubblico, ascoltando le voci di chi ogni giorno affronta le difficoltà di un sistema che oggi mostra profonde fragilità e che non riesce a garantire la dignità delle persone detenute, la tutela della salute, condizioni di vita adeguate e percorsi efficaci di reinserimento.
di Erasmo Bitetti
logosmatera.it, 27 settembre 2026
A Matera l’incontro con il cardinale Enrico Feroci e Zef Karaci. Al centro lo sguardo sulla persona, l’accoglienza di chi esce dal carcere e la forza di relazioni capaci di aprire una possibilità nuova. Non identificare una persona con il male che ha commesso. Conoscere prima di giudicare. Costruire relazioni capaci di accompagnare chi è detenuto e, più ancora, chi torna alla libertà. Sono alcuni dei temi emersi a Matera nell’incontro “Raccontami dentro”, aperto da fra Gianparide Nappi, cappellano della Casa circondariale di Matera, con gli interventi del cardinale Enrico Feroci e di Zef Karaci. Proprio fra Gianparide Nappi, introducendo la serata, ha spiegato il doppio significato racchiuso nel titolo: raccontare ciò che accade “dentro” il carcere, ma anche ciò che accade dentro di noi quando la storia di un’altra persona cambia il nostro modo di guardare la realtà.
conferenzaepiscopalecampana.it, 27 settembre 2026
Si è svolto ieri mattina, 26 settembre, presso la Sala Anastasio Rossi di Pompei, il Convegno regionale del volontariato carcerario “Costruire insieme, nel carcere, la pedagogia della Carità”, promosso dalla Pastorale Penitenziaria della Campania, con la partecipazione di una delegazione della Caritas Campana. A introdurre e moderare i lavori è stato don Rosario Petrone, Incaricato regionale della Pastorale Carceraria della Conferenza Episcopale Campana. Il momento iniziale di preghiera e di ascolto della Parola, guidato da S.E. Mons. Pasquale Cascio, Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, delegato per la pastorale carceraria, ha offerto la prospettiva nella quale si è sviluppata l’intera giornata: evangelizzazione e carità sono dimensioni inseparabili della missione della Chiesa. A partire dalla Parola di Dio (1Re 8,60-61), Mons. Cascio ha ricordato che il servizio ai fratelli e alle sorelle detenuti nasce anzitutto da un cuore aperto all’amore del Signore e capace, proprio per questo, di accompagnare l’altro all’incontro con Lui.
di Mariella Tanzarella
La Repubblica, 27 settembre 2026
Ristoranti di comunità, conserve antispreco e laboratori per donne vittime di violenza: i progetti che trasformano cucina e agricoltura in inclusione. Servire pietanze, studiare ingredienti, preparare conserve, cucinare le specialità tradizionali di un territorio. Azioni che un gran numero di operatori del settore compie quotidianamente; ma per qualcuno di loro il significato va oltre, e arriva a permettere il recupero della serenità a persone che per vari motivi sono in difficoltà. A “Terra Madre” si possono trovare molti esempi. Molti quelli segnalati nello stand di Vetrina Toscana Toscana, che li riunisce sotto l’etichetta de “Il gusto giusto”. Le modalità e gli obiettivi sono i più diversi, ma il fine è uno solo, sostenere e migliorare le condizioni di vita di chi da solo magari non potrebbe farcela.
lagazzettadimassaecarrara.net, 27 settembre 2026
Dopo Cuneo e prima di Cremona e Roma, “Parole Liberate” ritorna nel territorio di appartenenza con 2 appuntamenti nel Comune di Fosdinovo e nel Comune di Castelnuovo Magra che vedono, oltre ai musicisti, la presenza di operatori legati al mondo carcerario. “Parole Liberate” è un progetto musicale, culturale e sociale che parte con un bando, creato dall’omonima associazione di promozione sociale ed emanato dal Ministero della Giustizia: si propone ai detenuti di scrivere un testo che diventa canzone grazie al contributo di importanti musicisti della scena musicale italiana. I testi ricevuti vengono inviati ad una serie di artisti che li scelgono e adattano alla parte musicale, li interpretano e li registrano.









