parmatoday.it, 18 luglio 2026
L’obiettivo dell’iniziativa è favorire un confronto operativo tra il mondo delle imprese, le organizzazioni rappresentative delle categorie produttive, gli enti del terzo settore e le istituzioni coinvolte nei percorsi di inclusione sociale. Il Segretariato Permanente per l’Inclusione Economica, Sociale e Lavorativa delle Persone Private della Libertà Personale, istituito presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), promuove, in collaborazione con il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria dell’Emilia-Romagna e con la Direzione degli Istituti Penitenziari di Parma, un’iniziativa dedicata al tema dell’inclusione lavorativa delle persone detenute e allo sviluppo di percorsi di collaborazione tra istituzioni, parti sociali e sistema produttivo territoriale, attraverso il coinvolgimento delle associazioni datoriali che hanno sottoscritto il Protocollo “Recidiva Zero” promosso dal CNEL nel giugno 2025 e di ulteriori realtà economiche, imprenditoriali e sociali del territorio che hanno manifestato particolare interesse per le finalità e gli strumenti previsti dal Protocollo stesso, con l’obiettivo di favorire la costruzione di una rete stabile di rapporti e opportunità a sostegno dei percorsi di formazione, inclusione e reinserimento socio-lavorativo delle persone private della libertà personale.
di Enrico Deaglio
La Stampa, 18 luglio 2026
Al G8 il potere la fece franca: pochi pagarono, nessuno chiese scusa. Eravamo in tanti, in piedi, tutti ancora sotto shock per quello che avevamo visto quel pomeriggio; riuniti nella stanza del direttore del “Secolo”, la cui sede stava in piena “zona gialla”, quindi al di là dell’inferno, per chiudere il giornale. Sul cadavere di quel ragazzo disteso nel sangue in piazza Alimonda, dopo che il Defender in retromarcia gli era passato sopra, si era, con difficoltà, appreso solo il nome, Carlo Giuliani, ma per il resto circolavano le voci più diverse. Ucciso dai suoi, ucciso da un sasso, sparato da un lacrimogeno o da non si sa chi; ecco, mi ricordo bene il preciso momento in cui il telecopier, o come si chiamava allora, sputò fuori la fotografia scannerizzata destinata a fare Storia.
di Sofia Mattioli
Il Domani, 18 luglio 2026
Christophe Dejours, psichiatra e psicoanalista che dirige l’Institut de recherche en psychodynamique du travail di Parigi, uno dei principali studiosi delle trasformazioni contemporanee del mondo del lavoro e delle sue patologie: “La nuova forma di organizzazione del lavoro, l’organizzazione gestionaria, alimenta problemi etici e morali”. Smaterializzato, precario, automatizzato, protratto fuori da orari prestabiliti, il tema del lavoro è un tema politico, oggi più che mai. La sorveglianza, la retorica della performance, il precariato, la crisi delle risorse, la digitalizzazione dei processi produttivi, le disparità salariali sono solo alcune variabili che hanno contribuito a trasformare il lavoro in un luogo scivoloso, attraversato da dinamiche sempre meno codificate che generano effetti multipli che minano non solo al corpo ma alla salute mentale dei lavoratori.
di Massimo Lensi
Left, 18 luglio 2026
Dall’emergenza permanente al diritto penale preventivo. Il disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri il 14 luglio è stato presentato dalla maggioranza come un pacchetto di misure contro le cosiddette “baby gang” e il fenomeno dei “maranza”. Divieto di aggregazione disposto dal questore, fermo di prevenzione esteso ai minori nell’ambito di specifiche operazioni di polizia nei luoghi ad alta affluenza, come quelli della movida, aggravanti per i danneggiamenti commessi in gruppo, nuove ipotesi di procedibilità d’ufficio e limitazioni al diritto al risarcimento nei casi di eccesso di legittima difesa sono le principali novità di un provvedimento destinato ad alimentare un acceso confronto politico.
di Luca Grecchi
Corriere della Sera, 18 luglio 2026
Risulta ancora frequente, nella mentalità comune, sentir parlare, in rapporto a vari gruppi minoritari di persone, come gli stranieri, i poveri o i disabili, di “noi” e “loro”. Ritenersi parte del “noi” produce l’effetto rassicurante di costituire un’identità di appartenenza maggioritaria. La presenza di un “noi” richiede però, appunto, la presenza di un “loro”, ossia di un gruppo sociale che per vari motivi - culturali, economici, psicofisici - viene considerato inferiore, da cui prendere le distanze. Questo processo sociale di “alterizzazione”, ossia di creazione della figura dell’altro, recide tuttavia in modo artificioso l’unità sostanziale del genere umano, con effetti che sono sempre dannosi, i quali stanno all’origine di ogni discriminazione.
di Vitalba Azzollini*
Il Dubbio, 18 luglio 2026
La Cpi è oggi in difficoltà su più fronti. È colpita dagli Usa di Trump, che hanno adottato sanzioni contro suoi giudici e procuratori. Non è adeguatamente difesa dall’Ue. È indebolita dagli Stati che non ne eseguono gli ordini, Italia compresa. Il 17 luglio di ogni anno si celebra la Giornata mondiale della giustizia penale internazionale, istituita nel 2010 dall’Assemblea degli Stati parte dello Statuto di Roma per ricordare l’adozione, nel 1998, del trattato che ha creato la Corte penale internazionale. La Corte, con sede all’Aia, è competente a giudicare genocidio, crimini di guerra, crimini contro l’umanità e crimini di aggressione.
di Oliviero Mazza
Il Dubbio, 17 luglio 2026
All’inizio di ogni estate, puntualmente, si torna a denunciare l’emergenza carceri. Situazione intollerabile, ma ormai tragicamente endemica. Dalla storica sentenza Torreggiani del 2013 ad oggi sembra che non sia cambiato nulla: sovraffollamento, suicidi, condizioni di detenzione inumane e degradanti, forse gli unici elementi di relativa novità sono il sequestro di alcune sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano e l’attesa di una pronuncia della Corte costituzionale che potrebbe essere di portata storica.
di Elisa Scaringi
stateofmind.it, 17 luglio 2026
La tutela della salute mentale nelle carceri è ancora segnata da difficoltà assistenziali e limiti nella presa in carico terapeutica delle Rems. La tutela della salute mentale rappresenta una delle principali criticità del nostro sistema penitenziario, segnato da logiche custodiali e non da reali opportunità di cura, come afferma il XXII Rapporto dell’Associazione Antigone sulle condizioni di detenzione in Italia nel 2025. L’ipermedicalizzazione sembra essere uno dei dati più allarmanti dell’osservatorio di quest’anno: i detenuti che assumono regolarmente farmaci sono suddivisi fra il 21,1% (stabilizzanti dell’umore, antipsicotici e antidepressivi) e il 46,5% (sedativi o ipnotici), nonostante le diagnosi psichiatriche gravi siano scese di tre punti percentuali dal 12,6% del 2024.
di Gianfranco Pellegrino*
Il Domani, 17 luglio 2026
Se davvero Valditara e il governo ritengono che tredicenni e quattordicenni siano abbastanza maturi da rispondere penalmente delle proprie azioni, dovrebbero accettare che siano anche abbastanza maturi da giudicare, con il voto, l’operato del governo. Le basi ideologiche di provvedimenti come l’estensione del fermo preventivo ai minorenni, contenuta nell’ultimo decreto Sicurezza, sono evidenti. La formulazione più chiara la offre un ministro di questo governo, Giuseppe Valditara, che ha spesso sostenuto che la responsabilità è sempre individuale, che la sanzione è essenziale e che bisogna ridare peso e fondamento all’autorità. La versione più compiuta di queste idee è nel suo libro La rivoluzione del buon senso.
di Ettore Jorio
Gazzetta del Mezzogiorno, 17 luglio 2026
L’esito referendario ha dimostrato ampiamente la fiducia e la pretesa verso la Magistratura. Tuttavia, manca, troppo spesso, la risposta della giustizia. È una differenza enorme. La prima nasce dalla società, la seconda dovrebbe essere assicurata dallo Stato. Da anni il dibattito pubblico si consuma in una contrapposizione che sembra dividere il Paese: garantisti contro giustizialisti. È un’espressione ormai entrata nel linguaggio corrente, utile ai talk show e alle polemiche politiche, ma priva di un autentico fondamento costituzionale. La Costituzione non conosce il garantismo come appartenenza ideologica, né il giustizialismo come modello di giurisdizione. Conosce, invece, il diritto di difesa, la presunzione di innocenza, il giusto processo, l’obbligatorietà dell’azione penale, la ragionevole durata del processo e l’indipendenza della magistratura. Sono questi i pilastri della giustizia. Non le etichette.
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