di Paola Abrate
L’Eco di Bergamo, 26 settembre 2026
Laurea in Economia e Commercio, 48 anni, un debito saldato fino all’ultimo giorno con la giustizia. Sulla carta, Fabio (nome di fantasia) avrebbe tutte le carte in regola per stare sul mercato del lavoro. Nella realtà della provincia bergamasca - dove la disoccupazione quasi non esiste - per lui una seconda possibilità non c’è. Tra pochi giorni scadrà il suo contratto a tempo determinato con una cooperativa sociale e, per la prima volta da quando è tornato un cittadino libero, la paura di precipitare di nuovo nel baratro si fa concreta. E così l’ombra della recidiva torna a incombere. In una terra dove la domanda di manodopera è costante e le aziende lamentano continuamente la mancanza di personale, chi esce dal circuito penitenziario trova la strada sbarrata.
di Simone Bianchin
La Repubblica, 26 settembre 2026
L’amichevole per “stare insieme, rispettare le regole, giocare in squadra, assumersi responsabilità e costruire relazioni, attraverso il linguaggio universale dello sport”. È finita 5-3 per i detenuti, con un 3-1 nel primo tempo, la partita amichevole di calcio tra la squadra dei detenuti del carcere di Bollate e la squadra ospite, una rappresentativa dei dipendenti di Fiera Milano. Con l’iniziativa “Vite in Campo - La Partita” Fiera Milano è tornata alla Casa di reclusione di Milano-Bollate, già visitata da alcuni atleti che in occasione dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina avevano portato testimonianze per condividere i valori dello sport.
di Carlo Crosato
Il Manifesto, 26 settembre 2026
“Perché gli ulivi sono storti”, di Luisa Pessina per minimum fax. In una lingua che si attorciglia attorno al dialetto toscano, nel romanzo di Luisa Pessina (Perché gli ulivi sono storti, minimum fax, pp. 147, euro 17) personaggi storti raccontano la loro vita in un manicomio di Volterra, in un’epoca sospesa tra il Secondo dopoguerra e il boom economico. Nel più grande manicomio d’Italia, i metodi lombrosiani intrappolano i soggetti più vari, inghiottendo la malattia, il crimine, la sregolatezza, lo scandalo morale. Perfino i giovani sputati dal fronte di guerra finiscono in quell’angolo, con tutto ciò che i normali non sanno più spiegare. E così ciascuna delle figure che galleggiano nel romanzo di Pessina è presa a chiedere, di sé e degli altri fantasmi attorno, se sono nati pazzi o se lo sono diventati lì dentro.
di Maurizio De Giovanni
La Stampa, 26 settembre 2026
Apprendiamo con soddisfazione che alcuni agenti in borghese della Digos, com’è noto da sempre attenti a salvaguardare la nostra sicurezza alla quale attentano continuamente pericolosi sovversivi e jihadisti, hanno provveduto a rimuovere immediatamente uno striscione esposto a Genova. Siamo particolarmente sollevati, perché sullo striscione era scritto “Qui nessuno è straniero”. Una comunicazione, ammetterete, dal significato preoccupante e che incute un giusto timore circa le basi e le fondamenta del nostro patriottismo. Come sarebbe, qui nessuno è straniero? Gli stranieri sono necessari, altrimenti di chi dovremmo aver paura? Come riusciremmo a individuare il nemico? E poi, dove sarebbe questo qui?
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 26 settembre 2026
Forzatura in commissione affari costituzionali sul ddl che consente fermi preventivi e divieto di assembramento per i minori. De Cristofaro (Avs): “La destra continua con la propaganda infame sulla pelle della gente”. C’è un’ulteriore tassello della guerra ai minorenni del governo Meloni in nome della sicurezza. Il disegno di legge 1990, presentato a luglio scorso a firma Matteo Piantedosi e altri ministri, è incardinato da pochi giorni alla commissione affari costituzionali del senato. Introduce rafforzamenti per il fermo preventivo e la sua estensione ai minori e divieti di assembramento con parametri discrezionali.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 settembre 2026
Seicento ottantacinque persone portate a Gjadër, centouno rimpatriate. Sono i numeri del Viminale aggiornati al 14 luglio 2026 e ora finiscono dentro un’interrogazione a risposta scritta rivolta al ministro dell’Interno. L’ha depositata alla Camera il deputato di Azione Fabrizio Benzoni. La richiesta è semplice: capire quanto funziona davvero, e quanto ci costa, il Centro italiano costruito nel nord dell’Albania. E i conti non tornano. Il testo riparte dall’inizio. C’è il Protocollo firmato con Tirana il 6 novembre 2023 e ratificato con la legge n. 14 del 2024, che prevedeva strutture italiane in territorio albanese per trattenere stranieri sottoposti alle procedure di frontiera e di rimpatrio.
di Jacopo Storni
Corriere della Sera, 26 settembre 2026
Grazie alla sanatoria del 2020, 131 mila stranieri hanno ottenuto un permesso di soggiorno. Ma 340 mila sono irregolari e lavorano in nero. Rigettata metà delle 200 mila domande ma l’Italia ha bisogno del loro lavoro, colf e badanti ma non solo. La regolarizzazione di molti irregolari porterebbe nelle casse dello Stato 140 milioni di euro “Urge meccanismo sempre accessibile”. Sono 131 mila gli stranieri - soprattutto colf e badanti - che hanno ottenuto un permesso di soggiorno in Italia grazie alla sanatoria realizzata dal Governo nel 2020, diventando di fatto regolari nel nostro Paese dopo un periodo di irregolarità e lavoro nero. Persone che sono emerse dalla “clandestinità” e diventate lavoratori e lavoratrici contrattualizzate. A rendere noti i numeri, elaborati dopo l’accesso ai dossier dei ministeri dell’Interno, del Lavoro e degli Esteri, è stata la campagna Ero Straniero lanciata nel 2017 dalla storica leader radicale recentemente scomparsa Emma Bonino. Nell’ambito della sanatoria furono presentate complessivamente 207.542 domande, di cui meno della metà sono state rigettate.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 26 settembre 2026
L’impugnazione della legge dell’Emilia-Romagna sul fine vita riapre una ferita che il Parlamento trascina da anni senza mai riuscire a rimarginarla. E trasforma in scontro politico e istituzionale la decisione del Consiglio dei ministri di portare davanti alla Consulta la norma regionale sul suicidio medicalmente assistito. Una scelta che Michele de Pascale non ha esitato a definire politica, accusando il governo di fare campagna elettorale “sulla pelle delle persone fragili”. Il governatore rivendica di essersi mosso nel perimetro indicato dalla Corte costituzionale, limitandosi a disciplinare gli aspetti organizzativi delle procedure. Palazzo Chigi contesta invece alcune disposizioni che invaderebbero competenze riservate allo Stato, oltre alle garanzie sulla disponibilità di cure palliative e altre forme di sostegno.
di Raffaella Stacciarini
Il Manifesto, 26 settembre 2026
Si continua a inseguire il movimento della merce senza interrogarsi abbastanza su ciò che quella merce, una volta trasformata in ricchezza, è capace di costruire. Il narcotraffico ha imparato a perdere: un carico, un intermediario, una rotta. Può perdere perfino metà della merce spedita, e al contempo continuare a funzionare perfettamente. Difficile da digerire, se si guarda al narcotraffico con le lenti della repressione, non è tanto la sua invulnerabilità - nulla - quanto la capacità di adattarsi, quasi darwiniana. La scorsa settimana nelle sale del Senato si è tenuto “Capire e combattere la criminalità organizzata: dialoghi sulle politiche”, convegno promosso dalla senatrice Cecilia D’Elia con la partecipazione di Forum Droghe.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 25 settembre 2026
Non un indulto secco, ma responsabile, differito nel tempo, preparato e accompagnato. La proposta è stata presentata alla Camera dei Deputati dal Comitato promotore e si può aderire online dalla piattaforma Indultum. Nicola Mazzamuto, presidente del Comitato promotore: “Se continua così, nel 2027 avremo 70mila detenuti per 46mila posti disponibili”. Per Mario Serio, del Collegio del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, “l’indulto non è la migliore delle misure, ma è l’unica reazione a uno Stato inerte e insensibile”. Vuole coniugare responsabilità, sicurezza, speranza, clemenza e prevenzione la proposta di indulto “responsabile” presentata con una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.









