di Barbara Gobbi
Il Sole 24 Ore, 11 settembre 2026
Ministero della Salute al lavoro su una strategia dedicata ai più fragili così come chi ha perso un proprio caro e intanto una Pdl giace in commissione alla Camera. Donne, adolescenti e contesti di particolare fragilità come le carceri. Saranno questi i primi destinatari del Piano nazionale per la prevenzione del suicidio in Italia, annunciato dal ministro della Salute Orazio Schillaci in occasione della Giornata mondiale della prevenzione di questo evento che in Italia, secondo i dati riportati dall’Istituto superiore di sanità (Iss), ha comportato quasi 4mila decessi nel 2023.
di Elisa Forte
La Stampa, 11 settembre 2026
La sfida a Valditara. La campagna punta ad abrogare la legge sul consenso informato. Ora la parola passa a Cassazione e Consulta. Cresce il pressing sui partiti. A un mese e quattro giorni dall’avvio della campagna, la raccolta firme per il referendum che punta a ripristinare l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole ha superato la soglia delle 500mila firme, tra online e cartacee, raggiungendo quota 545.671. “Cinquecentomila sono la soglia necessaria, ma ogni firma in più aumenta il peso politico e sociale della nostra richiesta. Ringraziamo volontari, associazioni, sindacati, studenti, insegnanti, artisti, creator e soprattutto le centinaia di migliaia di persone che hanno reso possibile questo risultato. Ora non fermiamoci: continuate a firmare e a far firmare”, dichiarano Fabrizio Marrazzo, ingegnere e attivista Lgbtq+, fondatore e portavoce del Partito Gay e l’avvocata Marina Zela, promotori del referendum.
di Tommaso Perrone
Vanity Fair, 11 settembre 2026
Alberto Pellai: “Oggi i social network sono come una stanza piena di fumo dove se entri hai molta più probabilità di intossicarti che di uscirne sano. Qual è quell’adulto che, avendo cura della tua crescita, vorrebbe farti entrare?”. Europa e Italia si preparano a regolare la presenza dei minori online. I giovani italiani sono quelli che si sentono meno sicuri. Ma per gli esperti il punto non è solo vietare: servono adulti più consapevoli, piattaforme più sicure e - soprattutto - maggiori occasioni di crescita nel mondo reale. “Oggi i social network sono come una stanza piena di fumo dove se entri hai molta più probabilità di intossicarti che di uscirne sano. Qual è quell’adulto che, avendo cura della tua crescita, vorrebbe farti entrare in una stanza piena di fumo?”.
di Massimo Gaggi
Corriere della Sera, 11 settembre 2026
Politici bipartisan e scienziati americani chiedono di correre ai ripari temendo sia ormai fuori controllo. Venticinque anni fa l’America scoprì il terrore di essere devastata da una minaccia esterna. Oggi molti americani cominciano a chiedersi se non stia costruendo una minaccia distruttiva al suo interno. Non solo politica, ma anche tecnologica. Fin qui i rischi di perdita di controllo dell’intelligenza artificiale con conseguenze catastrofiche, potenzialmente per tutto il genere umano, non sono stati presi sul serio. Da anni ne parlano vari scienziati e le stesse aziende del settore ammettono che ce ne sono. Ma poi tutti hanno continuato la corsa verso un’intelligenza superumana.
di Paolo Benanti
Avvenire, 11 settembre 2026
La decisione di un ricercatore di 27 anni di lasciare il laboratorio di ricerca sull’Intelligenza artificiale denunciando l’irresponsabilità delle grandi aziende private deve farci riflettere sui rischi del percorso intrapreso. Il 9 settembre, con sette messaggi su X, un ricercatore di ventisette anni ha lasciato Anthropic scrivendo che né il suo laboratorio né OpenAI, dove aveva lavorato prima, si stanno comportando in modo responsabile, e che entrambi corrono verso una superintelligenza capace di migliorare se stessa giocando d’azzardo con le nostre vite. La notizia non sta nell’allarme, che nel settore circola da anni, ma nella replica. Evan Hubinger, che nella stessa azienda guida la ricerca sull’allineamento, gli ha dato pubblicamente ragione e ha aggiunto la propria stima: oltre il dieci per cento di probabilità che l’Intelligenza artificiale uccida l’intera umanità entro il prossimo decennio. Accade mentre Anthropic prepara una quotazione in Borsa, che potrebbe valutarla mille miliardi di dollari.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 settembre 2026
Ottantotto uomini spostati oltre il mare in un fine settimana, e il ministero lo racconta come una vittoria. L’operazione “Alto Impatto - Sicurezza Nazionale 41-bis”, annunciata il 7 settembre dal sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, ha trasferito nel nuovo reparto del carcere “Ettore Scalas” di Uta ottantotto detenuti al carcere duro, con droni, cinturazioni di sicurezza e supporto aereo. Persone già recluse sotto il regime più stringente dell’ordinamento, spostate da una cella all’altra con l’apparato di un blitz antimafia. Per capire come la Sardegna sia diventata la destinazione di quegli uomini bastano cinque parole scritte diciassette anni fa. La legge 94 del 15 luglio 2009 stabilisce che i detenuti al 41 bis siano ristretti in istituti dedicati, “collocati preferibilmente in aree insulari”. Ritorna così l’idea delle isole-carcere di Asinara e Pianosa, denunciata negli anni Novanta dai movimenti per i diritti civili come deportazione istituzionalizzata e superata nel 1997 grazie alla Cedu.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 10 settembre 2026
In quattro anni, a parte l’abolizione dell’abuso d’ufficio e alcune riforme minori non è stato fatto granché e il rapporto con la magistratura associata non aiuta. Dove eravamo rimasti? Il Parlamento riapre e con le Camere torna a riaccendersi anche il cantiere della giustizia. Solo che, dopo la bocciatura referendaria della separazione delle carriere fra pm e giudici, il governo si ritrova adesso davanti a un problema: da dove ripartire? I dossier non mancano. Anzi. Il problema è che molti sono fermi nei passaggi parlamentari, mentre altri si trascinano stancamente da mesi tra annunci, mediazioni e rinvii. Carlo Nordio, in vista del referendum, aveva messo tutto in stand by, confidando sul fatto che con la vittoria del Sì tutto sarebbe stato più facile.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 settembre 2026
La consigliera della Corte d’Appello di Napoli lancia la sfida da autonoma: “Non è una candidatura di testimonianza. Servono competenze tecnologiche, trasparenza sulle nomine e merito per superare le logiche d’appartenenza”. “I magistrati hanno voglia di cambiare e non accettano più le degenerazioni correntizie”. Fernanda Iannone, consigliere della Corte d’Appello di Napoli, ha scelto di candidarsi alle prossime elezioni del Consiglio superiore della magistratura come indipendente, senza appartenenza a gruppi associativi. “Autonoma oltre che indipendente”, spiega al Dubbio. Una scelta maturata anche attraverso il confronto quotidiano con i colleghi. “Avverto tra molti magistrati una stanchezza crescente verso alcune degenerazioni del sistema correntizio e, soprattutto, una domanda di possibilità di scelta più ampia”.
di Benedetta Moro
Corriere della Sera, 10 settembre 2026
Il giudice Fabio Roia e l’iniziativa del Corriere: “Bene le idee dei lettori. I modelli? La Spagna ha investito un miliardo di euro in un piano antiviolenza”. Femminicidi e, più in generale, violenza contro le donne. Cosa si può fare ancora per prevenirli? È la domanda che abbiamo rivolto a lettrici e lettori del Corriere. In pochi giorni sono arrivate 1.600 proposte, e continuano ad arrivare. Abbiamo selezionato le prime 23 per sottoporle a esperti e capire quali possano essere percorribili. A ragionare sulla loro concreta applicabilità è Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, magistrato da anni impegnato sui temi della violenza di genere.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 10 settembre 2026
La Cassazione, sentenza n. 32652/2026, chiarisce che la mancata opposizione alla richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare è ininfluente: si tratta di una mera facoltà della persona offesa. Nei maltrattamenti in famiglia, il silenzio della persona offesa in merito alla richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare è ininfluente. Non se ne può dunque dedurre l’assenza di pericolo né la mancanza di timore per la propria incolumità; la valutazione compete interamente al giudice. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 32652/2026, dichiarando inammissibile il ricorso dell’imputato.
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