di Claudio Cerasa
Il Foglio, 7 aprile 2026
Nel report non c’è quasi nessuna buona notizia, ma la lunga campagna dell’associazione per denunciare gli effetti devastanti che il Decreto sicurezza avrebbe avuto sulle carceri è stata recepita nel giugno scorso dalla relazione della Corte Suprema di Cassazione. Un primo passo verso politiche carcerarie meno populiste? “Celle senza respiro e dignità calpestata”. Il giorno prima di Pasqua è stato presentato il lodevole e drammatico report annuale di Antigone intitolato “In difesa dello Stato di diritto”, dedicato al lavoro di monitoraggio che l’associazione svolge quotidianamente sulle condizioni di detenzione in Italia. Nel 2025, i volontari dell’Osservatorio di Antigone hanno visitato 118 istituti penitenziari per adulti su 190 esistenti, e tutti i 19 istituti penali per minorenni. Per ogni visita rimane accessibile e a disposizione del pubblico una scheda di relazione. Buone notizie quasi nessuna.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 aprile 2026
Marco Leandro Bondavalli ha 48 anni, una pena da scontare fino al 3 marzo 2048 (pena lunghissima dovuta al cumulo di piccoli reati) e un corpo che, stando alle valutazioni di più medici, non regge il carcere. Eppure in carcere ci è finito lo stesso, a poche ore da un intervento chirurgico. Oggi è ricoverato in ospedale a Piacenza con una sepsi in corso, infezioni sistemiche da candida e stafilococco, febbre alta, pressione molto bassa e un’infezione del catetere venoso centrale. Il quadro è critico e continua a peggiorare. A raccontare questa storia è l’associazione Yairaiha Ets, che segue il caso da anni. E ora c’è anche un’interrogazione parlamentare.
di Sergio D’Elia
L’Unità, 7 aprile 2026
Dicono che l’ergastolo in Italia non esiste. Ma io conosco l’ergastolano forse più ergastolano di tutti. Ed è detenuto ininterrottamente dal 1977. Quasi tutte le malattie dei carcerati si sono concentrate in un corpo solo, il suo. Mentre scrivo è ricoverato in ospedale, le sue condizioni si aggravano di giorno in giorno, gli avvocati hanno chiesto il differimento della pena. “L’ergastolo non esiste in Italia, sconti massimo trent’anni e poi esci”, è il luogo comune che circola non solo tra gli avventori dei bar di periferia e dei salotti televisivi, circola anche tra i giuristi nelle aule universitarie della “culla del diritto”. Non perché l’ergastolo comminato “in astratto” sia concettualmente più tollerabile di quello applicato “in concreto”.
di Angelo Picariello
Avvenire, 7 aprile 2026
Il No alla riforma della giustizia - si dice - lascia le cose come stanno. Ma le cose non stanno benissimo, soprattutto in materia di lentezza dei processi e sovraffollamento delle carceri, problemi in stretta correlazione dal momento che un terzo circa dei reclusi è in attesa di giudizio, in una condizione quindi di presunzione di innocenza. Stessi problemi da affrontare, ma clima sensibilmente peggiorato dopo un referendum che ha visto inascoltati gli appelli al rispetto fra istituzioni. Sergio Mattarella, per la prima volta in 11 anni sul Colle, ha presieduto di persona, a febbraio, una sessione ordinaria del plenum del Csm, per “sottolinearne il valore del ruolo di rilievo costituzionale” di un organo per il quale la riforma prevedeva uno sdoppiamento e una profonda revisione dei meccanismi elettorali.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 7 aprile 2026
Conflitti di attribuzione. La Corte costituzionale boccia quello promosso dal Senato contro la Procura di Catania. Ecco perché. Va bene tutto, ma a tutto c’è anche un limite: dalla Corte Costituzionale arriva uno stop alle interpretazioni troppo creative di una immunità parlamentare estesa ormai da Camera e Senato quasi per contagio anche a chi abbia appena un qualunque punto di contatto con un parlamentare. Proprio mentre il Parlamento ha promosso (caso Santanchè) o sta per promuovere (vicenda Bartolozzi) nuovi conflitti di attribuzione con l’autorità giudiziaria, la Consulta boccia quello promosso dal Senato contro la Procura di Catania, che nel 2019 indagava per ipotesi di corruzione sull’ex vicepresidente e oggi assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia, il leghista Luca Sammartino.
di Ivan Cimmarrusti
Il Sole 24 Ore, 7 aprile 2026
Settanta euro e diciotto centesimi di Ici relativi al 2010. Portati fino in Cassazione con cinque motivi di ricorso, tre dei quali per contestare 12,89 euro: meno del contributo unificato per aprire il fascicolo. La contribuente ha perso. Ed è stata condannata a pagare 1.200 euro tra spese processuali, spese a favore del Comune impositore e spese vive. Ma il caso è stato solo la miccia. Con l’ordinanza 10356 del 2025 la Cassazione tributaria ha cambiato passo, e forse stagione: le liti irrilevanti, costruite non per ottenere giustizia ma per guadagnare tempo, possono finire con una condanna per abuso del processo o lite temeraria. È uno spartiacque.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 7 aprile 2026
Quale che sarà l’esito del giudizio, la vicenda Cavallotti appare destinata a incidere in modo profondo sull’assetto delle misure di prevenzione nel nostro ordinamento. La Prima sezione della Corte europea dei diritti dell’uomo ha infatti scelto di non decidere direttamente i ricorsi presentati nel 2016 contro l’Italia, disponendone la rimessione alla Grande Camera, il collegio più ampio e autorevole, composto da 17 giudici. Si tratta di una scelta tutt’altro che ordinaria, che segnala la presenza di nodi interpretativi particolarmente rilevanti o il rischio di contrasti con la giurisprudenza consolidata della Corte.
di Pietro Alessio Palumbo
Il Sole 24 Ore, 7 aprile 2026
La modesta entità della dazione del privato non esclude la corruzione propria susseguente se l’utilità consegnata è mirata remunerare il pubblico ufficiale per l’atto contrario ai propri doveri d’ufficio. La Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 8675/2026 - ha chiarito i criteri per valutare la rilevanza penale di condotte corruttive anche quando l’entità dell’utilità promessa o consegnata al pubblico ufficiale sia modesta.
di Marco Lignana
La Repubblica, 7 aprile 2026
Dopo il referendum parla il presidente regionale dell’Associazione nazionale magistrati: “Su questi temi auspico il dialogo con Camere penali. Passato e vinto il referendum, preso atto delle molteplici rese dei conti dentro Governo e ministero, è il momento di tornare ad affrontare i “veri problemi della giustizia”. Federico Manotti, presidente regionale della Associazione Nazionale Magistrati, spiega le proposte della Anm ligure per rendere la giustizia davvero più efficiente.
di Raffaele Crispo
gazzettadellemilia.it, 7 aprile 2026
Prestando servizio come OLP per un’associazione che svolge la propria attività in favore dei detenuti e dei loro famigliari da oltre sette anni, mi sono reso conto che la realtà carceraria, ora più che mai, ha bisogno di “evadere” di uscire dagli stretti confini delle alte mura che la circondano e costruire dei ponti con la società esterna. Questi ponti possono essere anche gli assistenti volontari che sono la voce dei detenuti e che costituiscono gli occhi della società esterna. Spesso e volentieri i volontari, che hanno la fortuna di entrare in carcere, suppliscono alle carenze trattamentali e di servizi che dovrebbe offrire lo Stato; tutto ciò è grave soprattutto alla luce della notevole diminuzione di persone che negli ultimi anni entrano in carcere per fare dei colloqui o per svolgere un’attività di aiuto.
- Prato. “La cella in piazza”: una replica reale del carcere per raccontare la vita dei detenuti
- Alghero. Vi racconto la mia esperienza in carcere. E perché mi ha cambiata
- Catania. Dal carcere al lavoro nel convento, storia di una scelta originale
- Venezia. “Svuota la vetrina”, libri in dono ai detenuti
- Il grande inganno che paralizza la politica italiana











