di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 10 settembre 2026
La Cassazione, sentenza n. 32652/2026, chiarisce che la mancata opposizione alla richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare è ininfluente: si tratta di una mera facoltà della persona offesa. Nei maltrattamenti in famiglia, il silenzio della persona offesa in merito alla richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare è ininfluente. Non se ne può dunque dedurre l’assenza di pericolo né la mancanza di timore per la propria incolumità; la valutazione compete interamente al giudice. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 32652/2026, dichiarando inammissibile il ricorso dell’imputato.
Il Dubbio, 10 settembre 2026
La Regione Sardegna impugnerà davanti al Tribunale amministrativo regionale gli atti relativi al trasferimento nell’Isola di circa cento detenuti sottoposti al regime del 41-bis. Nell’ambito del giudizio intende inoltre sollevare la questione davanti alla Corte costituzionale. Lo ha annunciato a Cagliari la presidente della Regione, Alessandra Todde, dopo la mancata risposta alla richiesta di accesso agli atti presentata il 4 agosto. La governatrice ha escluso anche la possibilità di chiedere un nuovo incontro al ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Questo è un attacco deliberato alla Sardegna”, ha dichiarato Todde riferendosi alla decisione del governo di trasferire i detenuti al 41-bis durante lo scorso fine settimana.
ansa.it, 10 settembre 2026
Attenzione particolare a minori e giovani a rischio esclusione sociale. Tutela sanitaria, sicurezza negli istituti penitenziari, formazione e reinserimento sociale: sono gli aspetti che Giuseppe Del Sorbo, consulente esperto in politiche del lavoro nell’ambito della Polizia Penitenziaria, intende sviluppare attraverso il confronto con istituzioni ed enti competenti. Particolare attenzione, spiega una nota, sarà dedicata ai minori e ai giovani a rischio di esclusione sociale, con l’obiettivo di promuovere percorsi di istruzione, formazione professionale e accompagnamento al reinserimento nel mondo del lavoro e nella società.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 10 settembre 2026
Nell’istituto fiorentino sono 45 i ragazzi tra 18 e 23 anni, per la maggioranza stranieri. “Con loro abbiamo fallito perché, troppo spesso, diventati maggiorenni, vengono lasciati soli”, dice Fatima Ben Hijji, mediatrice culturale marocchina volontaria e presidente dell’associazione Pantagruel. “Servono più tutori”. “Abbiamo fallito con questi ragazzi”. Parla dei giovani stranieri nelle carceri, Fatima Ben Hijji. Lei è mediatrice culturale marocchina e presidente dell’associazione Pantagruel che lavora in carcere, soprattutto a Sollicciano (Firenze). Attualmente, nel carcere fiorentino, sono 45 i ragazzi detenuti tra 18 e 23 anni.
di Luca Bonzanni
L’Eco di Bergamo, 10 settembre 2026
Dopo alcuni mesi di tregua, toccato nuovamente il picco già registrato a ottobre 2025. Don Tengattini: “Manca un intervento delle istituzioni e la polizia penitenziaria è allo stremo”. Alle spalle ci sono mesi di “tregua”, o forse, più semplicemente, di “normalizzazione”. Invece, nelle ultime settimane il cronico sovraffollamento del carcere di Bergamo s’è fatto nuovamente acuto: e così, stando agli ultimi dati del ministero della Giustizia aggiornati a martedì, in via Gleno si è tornati a quota 610 detenuti, eguagliando il precedente primato che risaliva alla fine di ottobre 2025. Mai, da quando esistono rilevazioni puntuali e pubbliche, si erano contati tanti reclusi: sono quasi il doppio rispetto alla capienza regolamentare, fissata in 319 posti, mentre il tasso di affollamento è risalito al 191,2%, il 14° più alto tra tutti gli istituti del Paese.
genovaquotidiana.com, 10 settembre 2026
La Consulta Carcere-Città affronta l’emergenza abitativa delle persone che hanno terminato la detenzione o accedono a misure alternative. Tra le ipotesi, il recupero degli alloggi comunali sfitti con il coinvolgimento del Terzo settore. La pena può finire, ma senza una casa il ritorno alla vita fuori dal carcere rischia di non cominciare mai davvero. Un indirizzo stabile è spesso indispensabile per trovare un lavoro, mantenere i rapporti familiari, accedere ai servizi e proseguire i percorsi avviati durante la detenzione. L’emergenza abitativa è stata al centro del quarto tavolo tematico della Consulta Carcere-Città, riunito questa mattina a Palazzo Tursi. Il confronto ha coinvolto amministrazione comunale, istituzioni, servizi e realtà territoriali con l’obiettivo di individuare soluzioni per le persone prossime alla scarcerazione o ammesse all’esecuzione della pena fuori dagli istituti penitenziari.
di Jessica Quilici
La Nazione, 10 settembre 2026
I profili saranno ascoltati nelle prossime settimane dalla commissione. Inizia così l’iter per la nomina. Il 30 settembre la relazione finale post-audizioni. È ufficialmente partito l’iter in commissione per arrivare alla nomina del nuovo garante dei detenuti del Comune di Lucca. Una figura assente formalmente dallo scorso febbraio, e cioè da quando l’ente ha recepito le dimissioni della dottoressa Giulia Gambardella e il carcere cittadino è rimasto sprovvisto di un referente. Un’assenza che in questi mesi ha fatto molto discutere, dato che, come denunciato più volte dall’associazione Antigone, il San Giorgio detiene il triste record del più sovraffollato d’Italia, con un tasso che ha raggiunto picchi del 247%.
di Guido Minciotti
Il Sole 24 Ore, 10 settembre 2026
Le api dell’isola carcere di Gorgona sentinelle dell’ambiente e protagoniste di un progetto di inclusione. Il 14 settembre è in programma a Gorgona un incontro con al centro un progetto, frutto della la collaborazione tra la casa circondariale di Livorno e l’Associazione regionale produttori apistici toscani, che mette l’apicoltura al servizio del recupero e della formazione delle persone detenute, attraverso l’apprendimento di competenze professionali e di un mestiere, con una particolare attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità. Obiettivo dell’incontro, si spiega in una nota, approfondire il ruolo delle api e degli altri impollinatori nella tutela degli ecosistemi, nella produzione agricola e nella conservazione della biodiversità.
di Salvatore Insalaco
elbareport.it, 10 settembre 2026
Pensare di riaprire il carcere di Pianosa non è un ritorno al passato, è probabilmente il frutto di un colpo di sole estivo o di un innamoramento estemporaneo di sindacalisti in cerca di visibili. L’idea di riaprire le carceri sulle isole, a partire da Pianosa, può sembrare suggestiva sulla carta. Ma chi conosce davvero le isole e Pianosa in particolare, sa che la realtà è molto diversa dalla fotografia romantica che qualcuno sembra avere in mente. Pianosa non è un carcere abbandonato che aspetta semplicemente di essere riaperto. È un territorio fragile, isolato, con infrastrutture che negli anni hanno subito il peso del tempo e dell’abbandono. Pensare di riportarvi una struttura penitenziaria importante significa innanzitutto chiedersi quanto costerebbe riportare l’isola alle condizioni necessarie per ospitare nuovamente un carcere funzionante. Già oggi, con un numero estremamente limitato di detenuti presenti sull’isola, la Casa di reclusione di Porto Azzurro, da cui dipende Pianosa, deve fare i salti mortali per garantire i servizi essenziali, come l’approvvigionamento delle derrate alimentari, i carburanti e tutto ciò che è necessario per mantenere in funzione una struttura penitenziaria in un luogo così particolare. Immaginiamo cosa significherebbe moltiplicare quelle esigenze per 600/700 persone.
di Paolo Cornero
ideawebtv.it, 10 settembre 2026
Grazia Isoardi racconta quasi ventiquattro anni di attività nelle carceri: sabato ad Art.27-Expo “Non calpestare i fiori” con i detenuti-attori di Saluzzo. Nel 1999 Grazia Isoardi entrò nell’ex manicomio di Racconigi cercando una donna che non c’era più. Era una sua prozia, della quale aveva scoperto il ricovero in quella struttura. Cercava una cartella clinica, trovò invece persone ancora costrette a fare i conti con quelle mura. Cominciò ad ascoltarle, poi propose un laboratorio teatrale. Tre anni dopo il teatro la portò nel carcere di Saluzzo. Doveva restarci tre mesi. Sono diventati quasi ventiquattro anni. È da questa storia che nasce la nostra conversazione con l’anima di Voci Erranti, che sabato 12 settembre alle 21 porterà allo Spazio Varco, nell’ambito di Art. 27-Expo, “Non calpestare i fiori”, con gli attori della Casa di reclusione di Saluzzo. Uno spettacolo che parte dalla Costituzione e da parole - libertà, uguaglianza, lavoro, dignità - che dietro le sbarre assumono un peso diverso.
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