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di Raffaele Crispo

gazzettadellemilia.it, 7 aprile 2026

Prestando servizio come OLP per un’associazione che svolge la propria attività in favore dei detenuti e dei loro famigliari da oltre sette anni, mi sono reso conto che la realtà carceraria, ora più che mai, ha bisogno di “evadere” di uscire dagli stretti confini delle alte mura che la circondano e costruire dei ponti con la società esterna. Questi ponti possono essere anche gli assistenti volontari che sono la voce dei detenuti e che costituiscono gli occhi della società esterna. Spesso e volentieri i volontari, che hanno la fortuna di entrare in carcere, suppliscono alle carenze trattamentali e di servizi che dovrebbe offrire lo Stato; tutto ciò è grave soprattutto alla luce della notevole diminuzione di persone che negli ultimi anni entrano in carcere per fare dei colloqui o per svolgere un’attività di aiuto.

Non tutti i volontari dei penitenziari devono necessariamente far parte di un’associazione, così come faccio io, ma anche un singolo cittadino può organizzarsi per prestare servizio in carcere. Certo un’associazione può rendere il volontario più organizzato, assicurare una presenza più costante, perché se un volontario per un periodo è impossibilitato, c’èdi sicuro qualcuno che può sostituirlo; comunque, l’importante è mirare alla serenità del detenuto e lavorare per un reintegro dello stesso.

Per portare avanti un percorso del genere e per raggiungere l’obiettivo di un pieno e sereno reinserimento serve anche una collaborazione fattiva e consapevole del detenuto stesso. Il volontario dovrebbe essere visto con maggior favore dall’amministrazione penitenziaria perché con il suo operato calma gli animi dei detenuti e abbassa le inevitabili tensioni. Ora sempre meno volontari vengono autorizzati ad entrare in carcere e quei pochi seguono dei progetti ad hoc per i detenuti che nella maggior parte dei casi son fatti di incontri e colloqui tesi ad ascoltare, a comunicare e a rendere sempre più umano il carcere.

Questi progetti possono raggiungere tali risultati seguendo vari campi e settori come quello culturale, sportivo, religioso, ricreativo o indirizzato alla formazione e all’avviamento lavorativo. La prossima volta entreremo insieme in carcere... in una giungla di cemento, sbarre, porte blindate, alte mura ed ancora tanto cemento e tante sbarre.