firenzedintorni.it, 7 aprile 2026
Sabato 11 aprile installazione visitabile in piazza delle Carceri: cittadini invitati a entrare nella cella per comprendere spazi, isolamento e criticità del sistema penitenziario. A Prato gli avvocati della Camera penale sabato 11 aprile realizzeranno l’iniziativa ‘La cella in piazza’, riproduzione reale di una camera di detenzione del carcere cittadino della Dogaia per far conoscere direttamente ai cittadini le condizioni dei reclusi. Sarà una riproduzione, a grandezza reale, scala 1:1, installata in piazza delle Carceri dalle ore 10 alle 18. L’iniziativa é fatta in collaborazione con l’associazione “Recuperiamoci”.
Dodici metri quadri complessivi di estensione, di cui circa dieci calpestabili, un letto a castello e un letto singolo: è lo spazio per tre detenuti. Le visite sono gratuite e di libero accesso. La gente potrà entrare dentro la cella per rendersi conti degli spazi.
“Un ambiente ristretto, inospitale, in cui il tempo sembra non dover passare mai - commentano dalla Camera penale - L’obiettivo è permettere ai visitatori di entrare fisicamente in una cella, percepirne le dimensioni, sperimentare la sensazione di isolamento e comprendere concretamente cosa significhi scontare una pena all’interno del carcere pratese. Un’esperienza concreta che invita tutti i partecipanti a riflettere sulle condizioni di vita nei penitenziari”.
Gli arredi provengono da materiale riciclato e riproducono in maniera fedele l’originale di una cella. “L’iniziativa - afferma Elena Augustin, presidente della Camera Penale di Prato - sarà occasione importante per provare con mano cosa provano i detenuti. Da anni la Camera Penale Prato insieme all’Unione camere penali segnala l’emergenza carceraria. Siamo stati condannati dalla Cedu nel 2013 per le condizioni disumane e degradanti dei detenuti. Oggi la situazione è addirittura peggiorata. Parla l’alto numero dei suicidi. Ormai è evidente che i principi di umanità della pena e rieducazione del condannato, sanciti dalla Costituzione, sono ampiamente calpestati. Spero davvero che questa azione nostra di sensibilizzazione arrivi ai cuori di tutti i cittadini”.
La cella è stata realizzata dall’associazione ‘Recuperiamoci’, realtà senza scopo di lucro attiva dal 2009 sul territorio per favorire l’occupabilità e il reinserimento sociale di persone precarie e disoccupate. “Il carcere è un pezzo di città - sottolinea Paolo Massenzi, presidente dell’associazione - La nostra esperienza come associazione è iniziata proprio con un viaggio dentro le carceri: negli anni ne abbiamo visitate oltre 120.
È fondamentale che la cittadinanza si renda conto di quanto il carcere sia un luogo complesso e difficile. La detenzione è una realtà che chi è libero fatica a comprendere fino in fondo. Per questo dovremmo riflettere su una frase che troppo spesso sentiamo dire con superficialità: ‘sbattiamolo in cella e buttiamo via la chiave’. Il carcere dovrebbe essere un luogo di riabilitazione, non solo di punizione, perché ogni detenuto, prima o poi, tornerà a far parte della società”.











