di Guido Camera
huffingtonpost.it, 8 aprile 2026
Per questo il tema non è chiuso con il referendum e non può essere messo sotto il tappeto facendo finta che la Costituzione più bella del mondo sia salva e che siano perciò finiti i problemi. La Pasqua è alle spalle e il referendum si allontana. Ma non possiamo permetterci di archiviare i tanti problemi che stanno alla base della domanda di cambiamento che ha rappresentato. Perché la giustizia in Italia continua a non funzionare. E non è solo perché non stiamo al passo delle nuove tecnologie. Il motivo più serio è che è un sistema incerto nei ruoli, nelle regole e nei limiti. Non lo dicono soltanto le statistiche. Lo hanno detto, in modo inequivoco, gli oltre dodici milioni di italiani che hanno votato Sì. E, finita la campagna elettorale, tornano ad ammetterlo anche molti tra coloro che hanno votato No. È un dato difficilmente contestabile e molto preoccupante. Quando la giustizia non funziona, il problema non resta nei tribunali. Entra nella vita delle persone. Incide sulle scelte personali, sul lavoro, sulla possibilità stessa di programmare il futuro. In definitiva, mette in pericolo la credibilità dello Stato.
di Giorgio Merlo
Il Riformista, 8 aprile 2026
Tra le molte cose che si potrebbero elencare e dire dopo il voto di domenica e lunedì, ci sono due elementi che emergono in modo netto, chiaro ed inequivoco. Il primo è la netta vittoria politica ed elettorale dei magistrati. E, nello specifico, dell’Anm. Un dato, questo, che parla da solo e che non merita neanche di essere eccessivamente approfondito e sviscerato talmente è evidente. Del resto, proprio l’Anm è stata in prima linea in questa campagna elettorale e, di conseguenza, ha giocato un ruolo politico decisivo e determinante rispetto al voto finale. Un ruolo che ha portato la stragrande maggioranza dei magistrati ad essere la leva aggregante attorno alla quale si è ricompattato lo schieramento della sinistra italiana nelle sue diverse e multiformi espressioni.
di Paola Balducci
Il Dubbio, 8 aprile 2026
Il dibattito politico e pubblico sulla riforma della giustizia ha occupato per mesi il centro della scena, sollevando questioni altissime, quasi teoriche, sull’assetto dei poteri e sugli equilibri costituzionali. Temi nobili, certo, ma allo stesso tempo non esattamente sovrapponibili a ciò che accade giornalmente nei tribunali, negli uffici, nelle cancellerie. In penombra è rimasta la realtà più semplice e urgente: nel quotidiano la giustizia italiana fatica a funzionare. Prima ancora dei modelli teorici di equilibrio tra poteri, esiste la realtà concreta della macchina-giustizia.
di Giuseppe Deiana
Il Sole 24 Ore, 8 aprile 2026
La recente vicenda pone interrogativi centrali per il diritto penale: la tenuta delle categorie dell’imputabilità minorile, la configurabilità dell’istigazione a delinquere in contesti digitali diffusi e i limiti dell’attuale sistema repressivo rispetto a fenomeni di radicalizzazione nichilista. Il recentissimo episodio verificatosi a Bergamo, da cui è emerso come il tredicenne che ha accoltellato in diretta social una insegnante fosse connotato da sfumature ideologiche estremizzanti e latamente riconducibili all’oscuro sostrato culturale sintetizzabile nel più ampio fenomeno “No Lives Matter” (NLM), impone una riflessione che travalica la mera qualificazione giuridica del fatto. La vicenda sollecita, infatti, interrogativi centrali per il diritto penale: la tenuta delle categorie dell’imputabilità minorile, la configurabilità dell’istigazione a delinquere in contesti digitali diffusi e i limiti dell’attuale sistema repressivo rispetto a fenomeni di radicalizzazione nichilista.
di Alessandro Casano
terzultimafermata.blog, 8 aprile 2026
Il minore che non ha ancora imparato a parlare può partecipare ai colloqui? Eppure, è proprio nel carcere che il diritto rischia di smarrire sé stesso: accade quando la punizione diventa un fine e l’umanità un ostacolo. Negare a un padre detenuto la possibilità di accedere a colloqui più frequenti con la propria figlia neonata, sul presupposto della sua incapacità di parlare, non è un semplice errore interpretativo, ma un sintomo di indifferenza verso la persona e i suoi affetti. Il difensore di un indagato sottoposto a custodia cautelare in carcere richiedeva al GIP, ai sensi dell’art. 37, comma 9, del D.P.R. n. 230/2000, l’autorizzazione affinché il detenuto potesse svolgere colloqui “straordinari” con la figlia di appena due mesi. Il giudice rigettava la richiesta sul presupposto che la disciplina di favore prevista dalla norma dovesse ritenersi applicabile solo nei confronti di minori in grado di partecipare al colloquio, escludendo dunque i neonati, incapaci di instaurare una comunicazione verbale.
di Andrea Joly
La Stampa, 8 aprile 2026
Oltre a sovraffollamento e mancanza di personale il sindaco Lo Russo denuncia: “Nel nostro carcere servono più percorsi rieducativi”. C’è il tema del sovraffollamento, con 1.467 detenuti in una struttura che ne può ospitare massimo 1.113. C’è la grave carenza di personale, con 225 di agenti di polizia penitenziaria che mancano. E ancora: la diffusione senza controllo di droga e telefoni, le ripetute risse e le rivolte come quella di settimana scorsa. Ma, oltre all’allarme lanciato da La Stampa di ieri, nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino c’è un’altra emergenza. A parlarne è il sindaco Stefano Lo Russo, nel suo tradizionale collegamento con ToRadio del martedì mattina: “Serve investire molto di più nei processi di rieducazione civica dei detenuti”.
di Claudio Coli
Corriere di Siena, 8 aprile 2026
Sarà discusso il ricorso dei dieci agenti che scelsero l’abbreviato. In Appello la conferma in blocco delle condanne da 2 anni a 3 mesi fino ai 2 anni e 8 mesi e della sussistenza del reato autonomo di tortura. Terzo e ultimo atto, domani a Roma in Corte di Cassazione, per la vicenda giudiziaria legata al rumoroso caso del pestaggio di un detenuto tunisino nell’ottobre 2018 durante un trasferimento di cella al carcere di Ranza a San Gimignano, che vede complessivamente coinvolti 15 agenti di Polizia Penitenziaria accusati a vario titolo di tortura e lesioni. Sarà discusso infatti il ricorso all’ultimo grado di giudizio dei dieci agenti che scelsero il rito abbreviato, e per cui la Corte di Appello di Firenze, un anno fa, ha negato lo sconto di pena, confermando in blocco le pene da 2 anni a 3 mesi fino ai 2 anni e 8 mesi, per tortura e lesioni aggravate, già comminate a Siena nel febbraio 2021.
catania2000.com, 8 aprile 2026
Il Consiglio comunale di Catania ha dato il via libera al regolamento per l’istituzione del Garante cittadino dei diritti dei detenuti, per la vigilanza sulle condizioni di vita delle persone private della libertà personale. “Un segnale concreto e inequivocabile di civiltà giuridica, capace di colmare un vuoto istituzionale e rafforzare il legame tra carcere e comunità”, come commenta la Cisal provinciale, che si è battuta affinché anche la città di Catania si dotasse di questa importante figura professionale. “Nessuno” - scrive il segretario provinciale, Giovanni Lo Schiavo- “deve essere lasciato indietro, nemmeno, e soprattutto” - sottolinea - “chi vive una condizione di restrizione della libertà”. Un primo traguardo che la Cisal Catania ha raggiunto, anche se quella del Garante dei detenuti non è l’unica battaglia che la sigla sindacale si è attestata, perché ci sono altre problematiche del territorio che necessitano di soluzione.
gnewsonline.it, 8 aprile 2026
Nell’ambito di una collaborazione tra la Direzione della Casa di reclusione di Onanì-Mamone, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e la Direzione regionale Sardegna dell’Agenzia del demanio è stata posizionata una rete sismica locale e una stazione meteo nel sito carcerario sardo, che segue la posa di una stazione magnetica e metallurgica di un paio di settimane fa. Obiettivo del progetto è lo studio del campo elettromagnetico naturale terrestre e della caratterizzazione geofisica profonda del territorio. Queste attività rappresentano un tassello fondamentale per sostenere la candidatura italiana a ospitare il Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali.
di Valeria Ottolenghi
Gazzetta di Parma, 8 aprile 2026
Il 14 maggio l’incontro conclusivo. Al termine, scarpe in mano - segno speciale di questo spettacolo, simbolo di cambiamento - passi accennati di danza, azione scandita, tutti in proscenio al ritmo di “Walk on the wild Side” con una gioia speciale, il gusto della leggerezza dopo una grande impresa, quel tocco prezioso che in qualche modo attraversa tutto lo spettacolo, nel rigore la disponibilità a lasciar trapelare modi di essere, di sentire, che regalano immediatezza comunicativa anche a una delle maggiori opere tragiche.
- Monza. I detenuti hanno pubblicato un album (col supporto di Jake La Furia, Emis Killa e Lazza)
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