di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 12 settembre 2026
La leader radicale si è spenta a Roma all’età di 78 anni. È stata militante di base, parlamentare, ministra, commissaria Ue. Una vita dedicata ai diritti. La scintilla che dà inizio a una straordinaria avventura politica durata oltre mezzo secolo e terminata ieri dopo una lunga malattia, è un’umiliazione privata subita nel 1974 in uno studio medico di Roma. Emma Bonino ha 27 anni e scopre di essere incinta nonostante una diagnosi precedente l’avesse dichiarata sterile; il ginecologo le propone un’interruzione di gravidanza clandestina per l’esorbitante cifra di 500mila lire (circa 4mila euro odierni) ma lei rifiuta, indignata. Decide allora di rivolgersi a un consultorio di Firenze autogestito dal partito radicale; pochi mesi dopo, entra nel Cisa, il Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 settembre 2026
Da Mattarella a Meloni fino ai vecchi compagni di partito: destra, centro e sinistra onorano la memoria di una protagonista di mezzo secolo di politica italiana. “La scomparsa di Emma Bonino addolora profondamente” ha scritto in una nota il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a poche ore dalla scomparsa della leader radicale. “Ha impresso un segno nella vita della Repubblica con un impegno tenace e coerente. Radicale, liberale, femminista, decisamente europeista, è stata protagonista di movimenti e di riforme che hanno inciso sul percorso della nostra società” ha aggiunto il capo dello Stato.
di Christian Rocca
linkiesta.it, 12 settembre 2026
Quando si faceva arrestare per conquistare diritti civili, quando frequentava le carceri e i dissidenti, la votavano due italiani su cento. Ora che non c’è più, è tutto un profluvio di lodi e di commozione, poi da domani si torna a sostenere i populisti di sinistra e destra. Emma Bonino ha compiuto un altro, l’ennesimo, miracolo radicale. Ora che se n’è andata, a settantotto anni dopo una malattia che l’ha fiaccata per un decennio senza mai domarla, sembra che tutta l’Italia negli ultimi cinquant’anni sia stata boniniana e radicale, attenta ai diritti civili e non bacchettona, garantista e non giustizialista, impegnata a riscattare i paria della terra e non indifferente. Ovviamente non è così. La storia italiana è diversa.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 12 settembre 2026
La vicedirettrice del Tg La7: “Con la morte di Emma Bonino si chiude veramente un’epoca sui diritti civili che è stata fondamentale. Mi riferisco all’aborto, al divorzio, alla giustizia, all’Europa. Senza voler fare una santificazione, anche perché Emma era allergica a ogni tipo di retorica, piagnisteo o vittimismo, quando ho letto la notizia della sua morte ho avvertito una sensazione particolare: se con la morte di Pannella la luce si era dimezzata, con la morte di Bonino la luce si è spenta definitivamente. Perché oggi in politica non c’è nessuno in grado di portare avanti quelle battaglie. L’ultimo baluardo sui diritti era lei e io adesso ho un po’ più paura”.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 12 settembre 2026
Valditara annuncia una scuola “rivoluzionaria”. Le nuove Indicazioni nazionali imprimono alla scuola un preciso orientamento culturale, che rischia di entrare in conflitto la libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione. Mentre milioni di studenti tornano nelle aule, il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, annuncia un anno scolastico “rivoluzionario”. Prima di capire in che cosa dovrebbe consistere la rivoluzione evocata dal ministro, però, conviene guardare alla scuola che c’è attraverso i risultati degli studenti in termini di apprendimento. Il Rapporto Invalsi 2026 segnala nella primaria un arretramento soprattutto in matematica, dove più di un bambino su tre non raggiunge il livello di base, mentre in italiano il quadro è di sostanziale stabilità, pur con qualche flessione.
di Leonardo Becchetti
Avvenire, 12 settembre 2026
Dalla crisi demografica alla carenza di infermieri, l’idea di espellere manodopera straniera parte da una diagnosi sbagliata e promette soluzioni che rischiano di aggravare i problemi. Un paradosso. Immaginate un allenatore di una squadra di calcio costretta a giocare 9 contro 11 che decide a un certo punto della partita di ritirare altri due giocatori dal campo. La proposta della “remigrazione” assomiglia un po’ a questo. La crisi demografica ha creato nel Paese difficoltà oggettive sul mercato del lavoro. Gli ultimi dati disponibili della banca dati Excelsior di Unioncamere segnalano che le imprese cercano circa 544mila lavoratori e spesso non li trovano. Di fronte a questo problema la remigrazione riesce nel capolavoro di proporre di mandarne a casa molti di più.
di Giovanni Spinapolice
Il Riformista, 12 settembre 2026
Il 7 settembre 2026, davanti al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra, l’Alto Commissario ONU Volker Türk ha parlato apertamente della possibilità che le Intelligenze Artificiali avanzate rappresentino un “rischio esistenziale per l’umanità”, richiamando i pericoli per le infrastrutture critiche, le comunicazioni, i sistemi democratici, la concentrazione del potere tecnologico e la necessità di linee rosse comuni. Uno scenario che, fino a pochissimo tempo fa, avremmo confinato nella fantascienza. Sento ancora richiamare la rivoluzione industriale, quasi che la storia possa offrirci una rassicurazione. Anche allora il mondo fu sconvolto, e l’uomo riuscì a trovare nuovi equilibri. Ma la macchina industriale moltiplicava la forza dell’uomo e rimaneva uno strumento nelle sue mani. Con l’Intelligenza Artificiale, quella linea comincia a confondersi.
Ristretti Orizzonti, 11 settembre 2026
Quando dal carcere sentiamo parlare di tutte quelle persone che fanno “di professione” gli odiatori, che si esaltano solo se hanno qualcuno da “massacrare” con le parole, ci viene da dire che tutte queste persone, se fossero messe davanti agli effetti devastanti dell’odio, se subissero sulla loro pelle o la pelle dei loro cari le conseguenze delle offese gratuite, forse si fermerebbero.
di Ida Celeste
Il Roma, 11 settembre 2026
E in 7 istituti si va oltre il 200%, soltanto 27 risultano sotto capienza. Il sovraffollamento delle carceri italiane raggiunge il 139,79% se le persone detenute vengono rapportate ai posti effettivamente disponibili, contro il 138% rilevato ad aprile. Sette istituti sono indicati al 200% o oltre, altri 69 tra il 150 e il 199% e soltanto 27 risultano sotto capienza. È il dato più netto dell’aggiornamento al 31 luglio scorso del Report “Rispetto della dignità della persona privata della libertà personale” del Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale, stilato con i dati messi a disposizione dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Le tabelle del Report assumono come riferimento 64.791 persone presenti negli istituti, una capienza regolamentare di 51.244 posti e 46.348 posti regolarmente disponibili.
ilviaggiomagazine.it, 11 settembre 2026
Irene Testa è la Garante delle persone private della libertà della Regione Sardegna. Conosce da vicino la realtà delle carceri italiane e, all’indomani del disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri che punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto della criminalità giovanile, abbiamo cercato di capire quali potrebbero essere gli effetti della riforma. Le misure riguardano i minori tra i 14 e i 18 anni, la fascia di età nella quale, secondo il codice penale italiano, può essere riconosciuta l’imputabilità. Una persona è imputabile quando, al momento del fatto, è in grado di comprendere il significato e il disvalore della propria condotta (capacità di intendere) e di autodeterminarsi, cioè scegliere liberamente come agire (capacità di volere). Secondo Irene Testa, il nuovo impianto normativo introduce una diversa impostazione nell’accertamento dell’imputabilità: mentre finora il principio è stato quello di verificare caso per caso la piena capacità del minore, la riforma tenderebbe a considerare il ragazzo imputabile salvo prova contraria.
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