di Helmut Failoni
La Lettura - Corriere della Sera, 27 settembre 2026
Quando Camea Ayewa (1981), meglio nota come Moor Mother - poetessa, musicista, attivista afro-americana, fondatrice del collettivo Black Quantum Futurism - è arrivata al carcere femminile Venezia Giudecca, per condurre un workshop con le detenute nell’ambito di una collaborazione tra Biennale College Musica e la Casa di reclusione, è stata avvicinata da una giovane donna. “Poteva passare per una di New York o del New Jersey - scrive Moor Mother nel catalogo della Biennale Musica di prossima uscita - anche se in realtà era veneziana. Mi ha detto: “Mi piacerebbe una poesia d’amore. Ne scriveresti qualcuna per me?”. Ho subito preso un foglio di carta e ho scritto tutte le poesie che avevo nel cuore. Quello che ho imparato fin dall’inizio del laboratorio è che in prigione l’amore è raro. Queste donne non riuscivano a trovarne nemmeno un briciolo, quindi chiedevano - o forse pretendevano - amore da chiunque varcasse la soglia”. Fanno venire i brividi queste parole. Ci aprono gli occhi.
di Elia Libertini
osservatoriorepressione.info, 27 settembre 2026
“Stato penale, crisi del welfare e governo del conflitto”: il libro di Italo Di Sabato indaga come sicurezza, controllo e punizione siano diventati strumenti sempre più centrali nella gestione delle contraddizioni sociali. C’è un modo rassicurante di raccontare l’espansione delle politiche repressive che attraversa l’Italia e, più in generale, le democrazie contemporanee. Consiste nel considerare ogni nuovo reato, ogni aumento delle pene, ogni ampliamento dei poteri di polizia e ogni restrizione del diritto di manifestare come la risposta contingente a un’emergenza altrettanto contingente. Prima il terrorismo, poi l’immigrazione, il degrado urbano, le occupazioni, i rave, le proteste, i blocchi stradali, le rivolte nelle carceri.
di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 27 settembre 2026
Gli studenti coinvolti dalle nuove regole sul tetto del 30 per cento degli stranieri potrebbero essere meno di 300. Perché allora tutta questa urgenza, quest’improvvisa passione governativa per la questione? Risposta facile: Giorgia Meloni prova a scavare trincee per rallentare l’avanzata di Roberto Vannacci. “Ma se il decreto-scuola riguarda poche centinaia di alunni!”, direte voi. Beh, questo lo sa chi s’informa. E non tutti s’informano. Notate bene: la nostra premier avrebbe potuto dire, legittimamente, d’aver rispettato i conti pubblici; d’aver fatto registrare una piccola crescita economica; d’aver tenuto testa a Trump e tenuto lontano Putin, che pure ha amici nel governo; d’aver operato con lealtà nell’Unione Europea. Ma queste cose non portano voti. Parlano alla testa, non alla pancia. Ed è con la pancia che oggi si vincono le elezioni.
di Simone Giusti
Il Domani, 27 settembre 2026
Quando si parla di difficoltà linguistiche e scolastiche, lo sguardo si posa con particolare insistenza sulle famiglie straniere. Ma uno dei problemi strutturali del paese riguarda quell’area di fragilità che possiamo chiamare illetteratismo. Se il rendimento scolastico è indizio delle carenze linguistiche della famiglia, cosa succede quando questa famiglia è italiana? Quando un ragazzo o una ragazza di origine straniera “non va bene a scuola”, il ministro Valditara vorrebbe obbligare i genitori a studiare l’italiano. L’idea è che ciò che si impara a scuola debba trovare un sostegno anche in famiglia. Prendiamo sul serio questa convinzione e allarghiamo lo sguardo: quali competenze linguistiche hanno gli adulti che vivono in Italia?
di Ferruccio de Bortoli
Corriere della Sera, 27 settembre 2026
La spesa complessiva nell’Intelligenza artificiale (AI) è stimata quest’anno (fonte Gartner) in 2,67 trilioni di dollari. Quella militare mondiale ufficiale avrebbe raggiunto nel 2025, secondo Sipri, i 2,8 trilioni di dollari. Sono ordini di grandezza che sfuggono all’immediata comprensione. Cifre che ci appaiono fantascientifiche, avveniristiche, non raramente distopiche. Distanti dalla nostra vita comune. In realtà in quella grande massa di investimenti vi sono anche i risparmi delle famiglie e delle imprese, raccolti sui mercati, fondi pubblici costituiti grazie alle tasse o semplice indebitamento che graverà sulle prossime generazioni. Sono soldi anche nostri di cui abbiamo perso le tracce. Finiti anche là dove non vorremmo che producessero un’umanità controllata dalle macchine o distrutta dalle armi.
di Paolo Trande*
Il Manifesto, 27 settembre 2026
Il governo ha scelto di opporsi solo alla legge regionale sul suicidio medicalmente assistito dell’Emilia Romagna, non a quello largamente sovrapponibile del Veneto. L’impugnazione da parte del governo della legge dell’Emilia-Romagna sul suicidio medicalmente assistito, e non di quella veneta, è un fatto istituzionalmente e politicamente grave. Lo è per la materia, per la delicatezza delle condizioni dei pazienti coinvolti e per la natura degli argomenti utilizzati, ma anche perché conferma la prevalenza dello scontro politico sul principio di leale collaborazione tra le diverse articolazioni della Repubblica.
di Andrea Oleandri*
lavialibera.it, 26 settembre 2026
L’idea che a ogni problema sociale si risponde con una norma penale ha generato un record di presenze in carcere. Tra queste anche 37 bambini. A fronte di reati diminuiti. Durante l’estate, è stato lo stesso ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a parlare dell’Italia “come uno dei luoghi più sicuri al mondo”. Ci sono numeri che raccontano una direzione, come è quello delle persone detenute presenti nelle carceri italiane. A quattro anni di distanza da quando è entrato in carica il governo guidato da Giorgia Meloni, attraverso i dati del sistema penitenziario è possibile tirare le somme di un approccio capace di avvicinarlo al baratro che si dovrebbe evitare.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 26 settembre 2026
Oltre 65 mila detenuti per poco più di 51 mila posti. Mentre il sovraffollamento continua a pesare sul sistema penitenziario italiano, Nessuno tocchi Caino porta avanti visite negli istituti e iniziative per il diritto alla salute e il reinserimento. Al centro dell’attività dell’associazione c’è Rita Bernardini, affiancata da una squadra che oggi comprende anche l’imprenditore Alberto Genovese. Il carcere torna al centro dell’attenzione di Nessuno tocchi Caino. Nelle ultime settimane l’associazione guidata da Rita Bernardini è intervenuta ancora una volta sulle condizioni di chi vive negli istituti penitenziari italiani, tra sovraffollamento, problemi sanitari e difficoltà nei percorsi di reinserimento.
di Filippo Marra
L’Opinione, 26 settembre 2026
Sovraffollamento, diritti dei detenuti e reinserimento: la proposta presentata a Montecitorio da giuristi, avvocati e magistrati prova a rimettere il carcere al centro del dibattito, immaginando un indulto diverso da quelli del passato. Le carceri italiane tornano a bussare alla porta della politica. E lo fanno con un tema che, periodicamente, riemerge quando i numeri e le condizioni degli istituti penitenziari rendono sempre più difficile far finta che il problema possa essere rinviato: il sovraffollamento. A Montecitorio, il 23 settembre, è stata presentata la proposta di un “indulto responsabile”, un’iniziativa promossa da esponenti della società civile, del mondo accademico, della magistratura e dell’avvocatura e sostenuta, tra gli altri, da Rita Bernardini, storica esponente radicale impegnata sul fronte dei diritti dei detenuti.
di Viola Mancuso
gnewsonline.it, 26 settembre 2026
Da oggi, 25 settembre, per la prima volta il Servizio Civile Universale entra stabilmente negli istituti penitenziari italiani. Sono trentatré i giovani volontari che hanno preso servizio in 11 carceri distribuite sul territorio nazionale, nell’ambito del progetto del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Ri-educare dentro il cambiamento. È una novità per il sistema penitenziario italiano, ma anche un esperimento destinato a mettere in relazione più stretta il carcere con la società esterna. Il progetto, inserito nel programma dell’ente capofila OPES Aps “Percorsi inclusivi: un impegno collettivo per il cambiamento”, nasce infatti con l’obiettivo di sostenere i percorsi di reinserimento sociale delle persone detenute e di rafforzare le attività trattamentali e di inclusione.
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