radicali.it, 19 luglio 2026
“Il carcere di Monza versa in condizioni critiche, ma continua a reggere grazie al lavoro del personale, che ogni giorno supplisce con professionalità alle gravi carenze dello Stato. A fronte di una capienza regolamentare di 411 posti sono oggi presenti 724 detenuti. Un sovraffollamento insostenibile, aggravato da una popolazione detenuta composta per oltre il 52% da cittadini stranieri e da una significativa presenza di giovani” - dichiarano in una nota Filippo Blengino, Segretario di Radicali Italiani, Leonardo Stucchi, referente di Radicali Italiani a Monza, e Giulio Guastini, Coordinatore +Europa Monza, in seguito alla visita effettuata nella giornata di sabato 18 luglio.
Firenze. Carceri, la storia di Kamal e del suo contratto a tempo indeterminato
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 19 luglio 2026
Dopo un anno di tirocinio, il giovane marocchino di 36 anni ospite della casa circondariale a custodia attenuata Gozzini di Firenze ha ottenuto l’ambito traguardo, grazie alla mediazione di Seconda Chance e di un imprenditore illuminato nel settore della ristorazione veloce. Tra quattro anni sarà libero: “La prima cosa che farò sarà correre da mia madre”. Quella di Kamal è una storia come ce ne sono mille altre, nascoste nei vicoli bui delle nostre città, quando non sono sepolte negli abissi più profondi del mare. Storie che hanno una definizione precisa per iniziare a raccontarsi: minori non accompagnati.
di Giovanni Bogani
La Nazione, 19 luglio 2026
La direttrice degli istituti di Livorno e Gorgona racconta il lavoro con i detenuti che rende la Toscana all’avanguardia. Il carcere esiste. Ed è, per sua natura, un luogo di privazione. Ma può diventare anche un luogo di crescita, di formazione, di riscatto. Da anni la Toscana è tra le regioni italiane più avanzate nel costruire percorsi che trasformino la detenzione in un’occasione di rinascita personale e culturale. Un modello che è stato raccontato al SalinaDocFest, il festival internazionale del documentario diretto da Giovanna Taviani, da sempre attento ai temi sociali e civili. Nell’incontro intitolato “Isole, prigioni, solitudini” si è parlato di come contrastare una delle pene più dure della reclusione: la sensazione di perdere il proprio tempo e la propria identità. Protagonista dell’incontro è stata Maria Grazia Giampiccolo, oggi direttrice del carcere di Livorno e della Casa di reclusione di Gorgona, dopo aver guidato per vent’anni, dal 2003 al 2023, il carcere di Volterra.
di Stefania Ulivi
Corriere della Sera, 19 luglio 2026
Presentate a Giffoni 56 le prime immagini di “Se domani non torno” diretto da Paola Randi. Nel cast Filippo Timi, Tecla Bossi e Sabrina Martina. “Per Giulia non fate un minuto di silenzio. Fate rumore”. L’eco di quell’esortazione, potentissima, che Elena Cecchettin lanciò all’indomani del femminicidio della sorella Giulia, l’11 novembre 2023, risuona con forza a Giffoni 56. È il pubblico del festival a vedere le prime immagini del film Se domani non torno, che la regista Paola Randi ha tratto dal libro di Gino Cecchettin, di cui ha curato anche la sceneggiatura con Lisa Nur Sultan. Nel film, prodotto da Notorius, in uscita il 5 novembre, a prestargli il volto è Filippo Timi. Giulia è Sabrina Martina, Elena Tecla Bossi.
di Gad Lerner
Il Manifesto, 19 luglio 2026
Quelli filogovernativi perdono copie ma non il cipiglio aggressivo mentre il riassetto delle proprietà editoriali insegue il più forte, il più ricco, il leader vincente. Era il 1921 quando Marc Bloch, reduce dalle trincee, pubblicò le sue Riflessioni di uno storico sulle false notizie di guerra. Vi descrisse l’effetto della censura militare che, gettando discredito sulla parola scritta, aveva favorito “un risveglio prodigioso della tradizione orale, madre antica delle leggende e dei miti”. Quello stesso discredito si riversa, nel tempo contemporaneo di guerre e feudalesimo digitale, sulle aziende produttrici di informazione. E investe il fragile sistema editoriale italiano con movimenti tellurici accelerati. Quanto al risveglio prodigioso di leggende e miti, ci pensano i tecnocrati padroni degli algoritmi a spacciarne di sempre più violenti e reazionari.
di Marco Damilano
Il Domani, 19 luglio 2026
Il confronto tra le vicende del benzinaio Graziano Stacchio e del gioielliere Mario Roggero, e soprattutto il cinico uso che se ne sta facendo, ci dà la misura di un Paese ancora più imbarbarito rispetto a 11 anni fa. E fotografa bene lo stato della destra italiana. Per questo il campo progressista deve essere non solo testardamente unitario, ma anche molto combattivo e fiducioso per voler rappresentare questo Paese non visibile mediaticamente ma che c’è. Era il 3 febbraio 2015 quando il destino mise di fronte Graziano Stacchio e Albano Cassol, il primo era un benzinaio di 65 anni, il secondo un rapinatore che stava svaligiando una gioielleria accanto al suo distributore.
di Giulia Facchini*
La Stampa, 19 luglio 2026
Il “MindShift” ha riunito esperti, istituzioni e associazioni di pazienti provenienti da dodici Paesi europei per tracciare una roadmap in cinque mosse: l’obiettivo è colmare il divario drammatico tra i progressi della scienza e la realtà quotidiana dei pazienti. Nel suo articolo su La Stampa, Francesca Sforza riferisce che, con una decisione definita “storica”, “fondamentale” e “di rottura”, la Francia, dopo tre anni di un faticoso iter parlamentare, ha approvato la legge sul suicidio medicalmente assistito, che in Italia ancora non esiste nonostante i ripetuti richiami rivolti al legislatore dalla Corte costituzionale.
areadg.it, 19 luglio 2026
L’8 luglio scorso il Csm ha deliberato il parere sul decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri in data 4 giugno 2026, recante “Misure urgenti in materia di giustizia e per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024” (d.l. 12 giugno 2026, n. 100). Si tratta di una serie di norme licenziate mentre era in corso la discussione sul disegno di legge n. 1869, recante disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale nonché per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024, che hanno parzialmente assorbito quelle di cui al capo secondo del disegno di legge.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 19 luglio 2026
L’arcivescovo di Trento, Tisi: sono una tragedia, l’unico obiettivo è innescare altra conflittualità tra noi e loro. La Chiesa c’è, tocca allo Stato tutelare i diritti umani. Il sindaco di centrodestra di Castel Volturno, Marrandino: nessuno vuole strutture del genere nei territori, il governo rivaluti gli interventi previsti. “Il Cpr è una tragedia”. Parole di Lauro Tisi, arcivescovo di Trento, città dove il Governo vorrebbe realizzare un Centro di permanenza per i rimpatri. Una denuncia che ha provocato durissime reazioni del centrodestra. Ma Tisi non cambia idea.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 18 luglio 2026
Non passa giorno senza che il ministro della Giustizia abbia una buona occasione. Le dilapida tutte, accidenti. Per esempio, nel carcere di Lucca, “il più sovraffollato d’Italia” (non so se sia proprio vero: in realtà ogni carcere è il più sovraffollato d’Italia) si sono suicidati due ospiti in un solo giorno. Tasso di affollamento di Lucca, piccola, dolce provincia italiana (ei mormorava, e non so che “Gentucca”, sentiv’io là, ov’el sentia la piaga, de la giustizia che lì si pilucca), 240 per cento, cioè nello spazio di una persona, un corpo umano, ce ne stanno due più il 40 per cento di una terza, sicché i due si sono ammazzati (uno del Bangladesh, 23 anni, uno marocchino, 35: remigrati definitivi) e il terzo, il 40 per cento, sopravvissuto, dovrà cercarsi almeno un compagno per entrare tutto intero nella statistica sui suicidi carcerari. Il ministro aveva dunque un’ennesima buona occasione per interrogarsi: sul senso del carcere (i due erano dentro per furto), sul senso dell’estate, sul senso della vita e della morte, compresa la sua, per chi suona la campana, invece di dire sciocchezze sulle migliaia di detenuti in meno che l’autunno porterà inesorabilmente, come le foglie cadute.
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