di Giansandro Merli
Il Manifesto, 10 aprile 2026
Accolto il ricorso di un 17enne del Burkina Faso, verrà risarcito con 6.500 euro. La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha condannato l’Italia per aver trattenuto di fatto un minore nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Sant’Anna, a Isola di Capo Rizzuto nel crotonese, e per averlo costretto a vivere in condizioni inumane e degradanti. Le autorità italiane hanno violato l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che proibisce la tortura e il 5 che tutela la libertà personale.
di Angela Nocioni
L’Unità, 10 aprile 2026
“Si sapeva che la stiva era piena di profughi”. Parla l’ammiraglio Carannante, consulente della Procura, e svela una gigantesca catena di omissioni e di colpe. Frontex aveva avvisato Varsavia e Roma. Smentita Meloni. I motoscafi della Finanza tornarono indietro per il mare forte. Ma in quelle condizioni potevano tranquillamente navigare. Tribunale di Crotone. Processo sull’omissione di soccorso al caicco Summer Love schiantatosi all’alba del 26 febbraio 2023 davanti alla costa calabrese, 94 morti e decine di dispersi tra i quali moltissimi bambini. Imputati per gli assurdi ritardi nell’intervento sono quattro militari della Guardia di Finanza e due della Guardia Costiera, accusati di omicidio e naufragio colposo.
di Martina Pennisi
Corriere della Sera, 10 aprile 2026
Il problema non sono le singole fake news da prevenire o sfatare, ma la maggiore circolazione sulle piattaforme di contenuti che minacciano la democrazia. Gli ultimi 20 giorni di dichiarazioni di Trump sono il perfetto esempio del caos, anche informativo, che stiamo vivendo: attacchi, minacce, dietrofront, pause, ancora minacce. Un rapporto appena pubblicato dal Joint Research Centre della Commissione europea e firmato anche dal docente della Sapienza Walter Quattrociocchi, spiega - senza fare riferimento al presidente Usa - come l’economia dell’attenzione abbia contribuito a portarci fin qui.
di Raffaella Chiodo Karpinsky
Avvenire, 10 aprile 2026
La decisione della Corte Suprema vieta quel che resta dell’organizzazione, già chiusa a ridosso dell’invasione in Ucraina. L’appello: “La società civile si ribelli”. Perquisita “Novaya Gazeta”. Le premesse c’erano tutte: da oggi l’associazione Memorial insignita del Premio Nobel per la pace nel 2022, e fondata dal fisico e Premio Nobel Andrej Sakharov per ricostruire e mantiene la memoria della repressione staliniana, è ufficialmente “organizzazione estremista” e dunque vietata in tutta la Russia. Fu proprio Memorial la prima Ong ad essere chiusa forzatamente a ridosso dell’invasione dell’Ucraina.
di Eleonora Tiribocchi
Il Riformista, 9 aprile 2026
Il sistema penitenziario vive un sovraffollamento strutturale che produce insicurezza La compressione degli spazi penalizza i programmi rieducativi e alimenta la recidiva. Le carceri italiane ospitano più di 60mila detenuti a fronte di una capienza di circa 46mila unità, con un tasso di sovraffollamento del 138,5% e 72 istituti oltre il 150% di capienza. Uno scenario di affaticamento strutturale e sistemico che mina il bisogno di sicurezza della collettività, che dovrebbe esprimersi proprio nella detenzione prolungata, poiché il sovraffollamento erode la funzione deterrente della pena, riducendo l’accesso ai programmi rieducativi e aumentando i tassi di recidiva. Mantenere in detenzione soggetti per i quali la legge prevede misure alternative produce un paradosso: consuma le scarse risorse disponibili senza generare sicurezza aggiuntiva.
di Felice Manti
Il Giornale, 9 aprile 2026
Il progetto “Kairos” potrebbe partire tra poco: tre istituti in Sardegna, il no del Pd. Chi vuole sabotare il piano sul 41bis? La domanda è lecita dopo la fiammata di ipotesi e suggestioni che accostano questa maggioranza alla mafia, proprio alla vigilia dell’adozione di una riorganizzazione del sistema carcerario e il potenziamento del carcere duro: regime che boss, terroristi e anarchici odiano sin dagli anni Ottanta, quando fu chiaro a tutti che i mafiosi riuscivano comunque a impartire ordini da dietro le sbarre e dunque andavano allontanati.
di Sofia Fabiani
ilpost.it, 9 aprile 2026
“Per capire perché una ragazza di 29 anni potrebbe avere questo desiderio dopo esserci stata due volte, dobbiamo preliminarmente chiederci: a chi interessa davvero la libertà?”. Nel 2024 un’operatrice della Fondazione Severino, con cui un anno dopo, a seguito di diverse fatiche burocratiche, avrei organizzato delle masterclass di pasticceria nella cucina del carcere femminile di Rebibbia, mi ha detto che l’indomani sarebbe uscita B. dopo otto anni di “esemplare detenzione”: “Ti va di conoscerla? Secondo me andreste d’accordo, ha un caratteraccio, ma credo che potreste fare qualcosa insieme, è brava in cucina”. Io e B. ci siamo incontrate qualche mese dopo: aveva una mano fasciata, non mi guardava in faccia e quando le ho chiesto cosa le fosse successo, mi ha risposto: “So’ cascata”. E io, non curante: “Lo sai sfilettare il pesce?”. “No, non so usa’ i coltelli”.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 9 aprile 2026
La resa del viceministro: “È inutile lanciarsi in riforme spericolate che non raggiungono l’obiettivo”. Niente più “grandi riforme spericolate” ma solo “piccoli interventi chirurgici”, da concordare con la magistratura nell’ambito di un “new deal”, un nuovo corso nei rapporti tra politica e toghe. Nel primo incontro pubblico di peso dopo la batosta referendaria, Francesco Paolo Sisto annuncia il ridimensionamento delle ambizioni del governo in tema di giustizia. A un forum organizzato a Roma dal quotidiano Il Dubbio, il viceministro di via Arenula si confronta con Giuseppe Tango, neo-presidente dell’Associazione nazionale magistrati, auspicando una “nuova stagione di sinergie consapevoli” e chiedendo di “riannodare i fili” del dialogo, spezzati da una campagna “agonisticamente importante”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 9 aprile 2026
L’Anm e i partiti aprono al “tavolo” proposto dal viceministro Sisto. Greco: “Disponibilità da accogliere con favore, l’avvocatura darà il proprio contributo”. Doveva essere uno scenario post bellico. Solo macerie. Il garantismo come sfida persa e impraticabile. Ma non è così, e a dimostrarlo è il dialogo ravvivato questa mattina, all’incontro promosso dal Dubbio e dal Cnf alla Sala Capranichetta di Roma nel quale avvocatura, magistratura e politica hanno risposto a un quesito: “Quale giustizia dopo il referendum”. Alla fine, c’è una certezza: tutte le parti sono pronte a sedersi attorno a un tavolo. “E il ministero potrà essere il luogo del confronto”, assicura il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. “Il guardasigilli Carlo Nordio promuoverà questa nuova fase, sarà lui a dettare i tempi, e posso dare per scontato che lo farà immediatamente”.
di Elisa Messina
Corriere della Sera, 9 aprile 2026
Manifestazione davanti al Senato contro il testo Bongiorno. Prima riunione oggi del comitato ristretto che deve mediare tra maggioranza e opposizione per arrivare al nuovo testo. La bozza della senatrice Unterberger che tenta una sintesi. È stato composto e presentato oggi in Commissione Giustizia del Senato il comitato ristretto proposto dalla presidente Giulia Bongiorno, per arrivare a un testo condiviso sul ddl stupri, per modificare “l’articolo 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso”. Ne fanno parte, oltre alla presidente Bongiorno, relatrice del testo, Erika Stefani per la Lega, Susanna Donatella Campione per FdI e Pierantonio Zanettin per Fi, mentre come rappresentanti delle forze di opposizioni ci sono Valeria Valente (Pd), Ada Lopreiato (M5s), Ilaria Cucchi (Avs) e Ivan Scalfarotto per Iv.
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