bariseranews.it, 25 maggio 2026
Il confronto tra Istituzioni, Università, Terzo settore e Sistema penitenziario. Nel panorama del volontariato operante in ambito penitenziario, emerge oggi con forza l’esigenza di superare la frammentazione dei singoli interventi per dare vita a una comunità coesa, capace di muoversi all’interno di una visione unitaria. L’obiettivo prioritario è definire un filo conduttore che colleghi le diverse anime del settore, traducendo il concetto di “rete” - spesso presente solo sulla carta - in una filiera operativa e realmente efficace. Ecco perché il Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS organizza, il prossimo martedì 26 maggio, un momento di confronto tra Istituzioni, Università, Terzo Settore e Sistema penitenziario, con testimonianze, buone pratiche e progetti che costruiscono ponti tra il “dentro” e il “fuori”. “Oltre il carcere. Cultura e pratiche per ricostruire comunità”, è infatti il nome del dibattito che si svolgerà, a partire dalle ore 9:30 del mattino, nell’Aula Gaetano Contento del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, a Bari.
Attualmente, si riscontra una carenza di coordinamento persino tra le associazioni che agiscono all’interno della medesima struttura: una criticità complessa, che vede metodi differenti sovrapporsi negli stessi spazi e che richiede, quale soluzione immediata, l’istituzione di tavoli di sintesi e confronto periodici. Questa sinergia diventa ancora più urgente alla luce delle strutturali fragilità che caratterizzano il percorso detentivo e il delicato momento del reinserimento sociale. I numeri del XXII Rapporto di Antigone, del resto, parlano chiaro: tra le persone detenute lavora solo il 29,3%, di cui l’85,6% si occupa di mansioni poco spendibili all’esterno. E non solo: appena il 7,9% frequenta corsi di formazione professionale, il 31% frequenta percorsi scolastici e il 3% è iscritto all’università.
A questo proposito, la proposta del Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS si focalizza su un impegno preciso: garantire che nessuno, una volta conclusa la pena o il periodo di misure alternative, venga lasciato solo in una condizione di vulnerabilità. Il CSV mira quindi a trasformare la cooperazione da principio ideale a struttura funzionale, creando uno spazio di interscambio dove informazioni e attività possano circolare fluidamente. Promuovere una nuova attenzione pubblica sul post-carcere e valorizzare il contributo strategico del Terzo Settore sono i passi fondamentali per chiudere il cerchio dell’inclusione. Attraverso questo percorso, il Centro di Servizio al Volontariato San Nicola intende strutturare un ecosistema fatto di snodi operativi, gettando le basi per un autentico e solido sistema di mutuo aiuto.









