di Teresa Olivieri
Italia Oggi, 14 settembre 2026
La Regione Liguria compie un passo in avanti nel campo delle politiche sociali e di giustizia, approvando due nuovi avvisi pubblici strategici: AMA DE e AMA ES. Finanziati con le risorse dell’Unione Europea nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, i progetti puntano a consolidare un modello integrato di Welfare di Giustizia basato sulla collaborazione istituzionale, la prossimità dei servizi e l’alleanza con il Terzo Settore. L’iniziativa prende forma attraverso un lavoro sinergico e capillare che vede la Regione operare in stretto raccordo con l’Amministrazione della Giustizia, i Provveditorati Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP), gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna (UIEPE e UDEPE), i Centri per la Giustizia Minorile (CGM), gli enti locali e il sistema sociosanitario ligure (ATS Liguria).
nove.firenze.it, 14 settembre 2026
Il fantasma degli Icam. L’esempio di Casa Ginestra. Il caso della diciannovenne incinta, reclusa da sette mesi tra le mura di Sollicciano in attesa di un parto che avverrà sotto scorta, non è solo un trafiletto di cronaca: è l’urlo di un sistema che ha smesso di interrogarsi sul proprio senso. Siamo di fronte a un corto circuito burocratico dove la distanza tra i codici e la realtà brutale delle celle si fa abisso. Quando il diritto alla dignità naufraga nel degrado, la funzione rieducativa della pena si svuota per diventare pura inerzia colpevole. Può un’istituzione definirsi “giustizia” se la sua unica risposta alla fragilità è il contenimento in spazi che la stessa magistratura ha definito invivibili?
di Arcangelo De Luca
agoranotizia.it, 14 settembre 2026
Il termometro della crisi penitenziaria italiana segna temperature da codice rosso e la Puglia, in questo caso Lecce, si conferma una delle aree più incandescenti: una delegazione dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”, guidata dal segretario Sergio D’Elia e dal tesoriere Elisabetta Zamparutti, lo scorso 11 settembre è tornata a varcare la soglia del carcere “Borgo San Nicola” di Lecce a distanza di un anno dall’ultima ispezione. L’obiettivo: verificare da vicino una realtà che i numeri ufficiali faticano ormai a contenere e che si colloca ben oltre i già drammatici livelli della media nazionale. I numeri del collasso. Se in Italia il tasso medio di sovraffollamento sfiora il 139 per cento, con quasi 65mila detenuti stipati in poco più di 46mila posti reali netti, Lecce assume le caratteristiche di una vera e propria polveriera: l’indice ha raggiunto il 183 per cento.
napolitoday.it, 14 settembre 2026
I radicali segnalano le criticità del carcere: “Nuova direzione fa passi avanti, ma è assurdo il sovraffollamento di 2.300 persone”. “Nel carcere di Napoli Poggioreale abbiamo riscontrato lo sforzo della nuova direzione per porre argine a gravi criticità igienico-sanitarie, anche attraverso diversi lavori in corso. Ma la situazione resta drammatica, a partire da un assurdo sovraffollamento: nell’istituto sono recluse circa 2.300 persone”. Lo dichiarano Filippo Blengino, segretario di Radicali Italiani, e Bruno Gambardella, presidente del Comitato nazionale, al termine della visita di questa mattina al carcere di Poggioreale. “Nella sezione Salerno alcuni detenuti, durante la notte, arrivano a sistemare le plance dei tavoli contro le sbarre delle celle nel tentativo di impedire l’ingresso dei ratti. Un’immagine che racconta da sola condizioni che non possono essere considerate compatibili con la dignità umana”.
luceraweb.eu, 14 settembre 2026
La situazione delle carceri della provincia di Foggia non è affatto buono. Sono concordi due esiti di altrettante visite ispettive avvenute nei giorni scorsi da parte della Camera penale dei Capitanata e dell’Associazione “Nessuno tocchi Caino”, i cui rappresentanti si sono recati soprattutto nella struttura del capoluogo, ma anche in quelle di Lucera e San Severo.
giornalenews.it, 14 settembre 2026
“Sono profondamente preoccupato per ciò che sta accadendo negli istituti penitenziari della provincia di Caserta. La tutela della salute delle persone private della libertà personale non può essere affidata all’emergenza quotidiana né alla buona volontà dei singoli operatori”. A parlare è Don Salvatore Saggiomo, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Caserta, che richiama l’attenzione sulle criticità della sanità penitenziaria emerse negli istituti del territorio. “Nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, le infermerie dei reparti detentivi sono fuori uso dal 15 luglio 2025 per lavori di ristrutturazione. I lavori risultano conclusi, ma le infermerie non sono ancora tornate operative e le attività continuano a gravare sull’infermeria centrale. Una situazione che necessita di una risposta organizzativa chiara e tempestiva”.
di Patrizio Gabetti
laprimalinea.it, 14 settembre 2026
Dopo i disordini avvenuti tra il 27 e il 28 agosto nel carcere di Brissogne, le diverse segnalazioni di disagi e carenze da parte di sindacati di categoria e operatori esterni, il Movimento politico progressista Potere al Popolo-PaP Valle d’Aosta interviene nel dibattito sulle condizioni dell’istituto penitenziario, chiedendo che l’attenzione non si concentri esclusivamente sugli episodi di violenza e sulle esigenze di sicurezza, ma venga estesa alla situazione quotidiana dei detenuti e di chi all’interno della struttura lavora. Il Movimento parte proprio da quanto denunciato dall’Osapp, sindacato della Polizia penitenziaria, che nei giorni successivi ai fatti aveva parlato di “gravissimi disordini” e di una situazione che avrebbe “sfiorato una vera e propria rivolta”. Un episodio che Potere al Popolo definisce grave e da chiarire, ponendo però una seconda questione: “Che cosa succede dentro il carcere quando non ci sono disordini e telecamere in azione?”.
di Stefano Vietta
La Prealpina, 14 settembre 2026
A Busto Garolfo inaugurato “Fuorilegge restaurant” nel parco Falcone e Borsellino: un chiosco affidato alla cooperativa La valle di Ezechiele per offrire lavoro e una seconda possibilità agli ex detenuti. Il nome “Fuorilegge restaurant” forse non è dei meglio auguranti, eppure dietro si nasconde un progetto sociale molto interessante. È stato inaugurato ieri a mezzogiorno, con il taglio del nastro, il nuovo punto ristoro all’interno del parco comunale bustese intitolato a Falcone e Borsellino. L’area bar è stata affidata in gestione alla cooperativa La valle di Ezechiele, un nome legato al cappellano del carcere di Busto Arsizio, don David Maria Riboldi. Ora è diventata un’attività dove lavoreranno ex carcerati che potranno così reinserirsi nel mondo del lavoro e, quindi, nella società. L’inaugurazione si è svolta nel parco comunale con la celebrazione della Santa messa seguita dal taglio del nastro del sindaco Giovanni Rigiroli assieme ad altri primi cittadini della zona e ai rappresentanti de La valle di Ezechiele.
di Abha Valentina Lo Surdo
huffingtonpost.it, 14 settembre 2026
Con Paul Dall’Acqua a parlare di Seuil e del progetto sbarcato in Italia sotto il nome di Lunghi Cammini. Una storia che arriva anche nei cinema italiani, “Santiago - Un cammino per ricominciare”, con la regia di Yann Samuell. Camminano a cinque o sei metri l’uno dall’altro, un adulto e un ragazzo. Non proprio affiancati, perché stare fianco a fianco è già un’altra cosa. Ciascuno immerso nella propria bolla di pensieri. Il ragazzo sta imparando a camminare da solo e sa che a poca distanza qualcuno c’è, a sostenerlo. Un’ora la mattina e un’ora il pomeriggio si cammina in silenzio e così tutti i giorni, per tre mesi. L’adulto ha una consegna precisa: quando il silenzio finisce e prosegue il cammino, non deve chiedere al ragazzo a cosa stesse pensando.
di Antonio Musarò, Elisabetta Cerbai, Marco Tamietto, Michele Simonato, Marco Onorati*
La Stampa, 14 settembre 2026
Un servizio pubblico sempre più importante e prezioso. Per i ricercatori, per gli studenti e per il grande pubblico. Ecco i perché di un appello. La possibile chiusura di Rai Scuola non riguarda soltanto il destino di un canale televisivo. Riguarda una questione più profonda: quale spazio il servizio pubblico italiano intende riservare alla conoscenza, alla scuola, alla ricerca scientifica e alla capacità dei cittadini di comprendere le trasformazioni del nostro tempo? Per questo chiediamo che Rai Scuola non venga chiusa. Ma chiediamo anche di più: che questa discussione diventi l’occasione per rilanciarla profondamente, investendo in nuove produzioni e trasformandola in un moderno servizio pubblico della conoscenza, capace di vivere insieme sul digitale terrestre, su RaiPlay, nelle scuole e sulle piattaforme frequentate dalle nuove generazioni.
- Dimmi che paura hai e ti dirò chi voti: l’invenzione del mostro
- Le scuole non vogliono i metal detector. Né l’approccio securitario del governo
- Nascono sui social, si picchiano nel mondo reale: adesso ci sono le “bande liquide”
- L’ANM sostiene la proposta di indulto differito
- Minori in carcere, quasi 1.200 under 18. Mai così tanti









