sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

Il Dubbio, 25 maggio 2026

La deputata Pavanelli annuncia un’interrogazione a Nordio dopo le presunte intercettazioni tra clienti e difensori a Capanne. Il caso delle presunte intercettazioni dei colloqui tra detenuti e difensori nel carcere di Capanne, a Perugia, arriva in Parlamento. La deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli annuncia un’interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio per chiedere chiarimenti, verifiche e iniziative urgenti su una vicenda che, se confermata, toccherebbe uno dei punti più sensibili dello Stato di diritto: la riservatezza del rapporto tra avvocato e assistito.

“Nei prossimi giorni depositerò un’interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia per fare piena luce su quanto emerso in relazione alle presunte intercettazioni dei colloqui tra detenuti e difensori all’interno del carcere di Capanne, a Perugia”, afferma Pavanelli.

Il caso Capanne e la reazione delle Camere Penali - La parlamentare richiama le notizie diffuse nelle ultime ore e la presa di posizione dell’Unione delle Camere Penali Italiane, che ha denunciato la gravità del quadro emerso. Per Pavanelli, il punto non riguarda soltanto la gestione di un singolo istituto penitenziario, ma la tenuta delle garanzie fondamentali. “Le notizie diffuse in queste ore e la durissima presa di posizione dell’Unione delle Camere Penali Italiane delineano un quadro che, se confermato, sarebbe di una gravità senza precedenti sotto il profilo democratico, costituzionale e ordinamentale”, sostiene la deputata M5S. Il riferimento è alla possibilità che colloqui protetti tra detenuti e difensori possano essere stati ascoltati o registrati, con il rischio di incidere sulla libertà della strategia difensiva e sulla segretezza delle comunicazioni coperte da garanzia.

Pavanelli: “Colpito il cuore dello Stato di diritto” - Nella ricostruzione politica della parlamentare, l’eventuale intercettazione dei colloqui tra avvocato e assistito non sarebbe una semplice irregolarità tecnica. Sarebbe, al contrario, una lesione diretta del diritto di difesa. “Intercettare colloqui tra avvocato e assistito significa colpire il cuore stesso dello Stato di diritto”, afferma Pavanelli. “Significa incrinare uno dei principi più inviolabili dell’ordinamento: il diritto di ogni cittadino ad avere una difesa libera, piena e riservata, senza il timore che strategie processuali, informazioni sensibili o comunicazioni protette possano essere ascoltate, registrate o finite negli atti investigativi”.

L’interrogazione a Nordio - Con l’interrogazione parlamentare, Pavanelli intende chiedere al Guardasigilli se siano già state avviate verifiche interne e quali iniziative il governo intenda assumere. “Chiederò al Ministro della Giustizia se siano state avviate ispezioni ministeriali, quali verifiche siano in corso presso gli uffici giudiziari e l’istituto penitenziario interessato e quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per impedire che episodi di questa natura possano ripetersi”, annuncia. La deputata chiede quindi un accertamento istituzionale su più livelli: ministeriale, giudiziario e penitenziario. L’obiettivo è chiarire se le presunte intercettazioni siano effettivamente avvenute, con quali modalità e con quali responsabilità.

“Non è una questione tecnica o corporativa” - Pavanelli respinge l’idea che il caso possa essere ridotto a una vicenda interna alla professione forense. Secondo la parlamentare, il diritto alla difesa riservata riguarda l’intero ordinamento democratico. “Non siamo di fronte a una questione tecnica o corporativa. Qui è in gioco la credibilità dello Stato e la tenuta delle garanzie democratiche”, dichiara. “Quando viene meno la riservatezza del rapporto tra difensore e assistito, viene colpito un presidio essenziale di libertà che tutela ogni cittadino, indipendentemente dal procedimento in cui è coinvolto”. “In uno Stato democratico il diritto di difesa non può essere compresso, aggirato o sacrificato in nome di alcuna esigenza investigativa. Su questo terreno servono chiarezza immediata, accertamento rigoroso delle responsabilità e risposte istituzionali nette” conclude Pavanelli.