di Ernesto Galli della Loggia
Corriere della Sera, 7 aprile 2026
In molti, credo, non avremmo mai pensato di dover vedere quello che invece abbiamo dovuto vedere l’altro giorno: l’immagine di un ministro d’Israele che brinda felice per l’avvenuta approvazione di una legge che commina la pena di morte per i terroristi palestinesi (e di fatto solo per loro). Resterebbe un’immagine ripugnante anche se si trattasse di una pena destinata al più crudele dei massacratori: infatti ci sono stati e ci sono Paesi democratici con la pena di morte, quello che non si è mai visto è il ministro di un governo democratico rallegrarsi sguaiatamente della cosa. Ben-Gvir che brinda alla forca è comunque un’immagine che con la dirompente forza del simbolo obbliga a riflettere sul tormentato percorso compiuto dallo Stato ebraico nell’ultimo mezzo secolo.
di Sabrina Tomè
Il Mattino di Padova, 6 aprile 2026
L’entrata in vigore della legge Nordio è prevista per agosto. Le toghe: “Mancano i magistrati, i piccoli non ce la fanno”. Ecco di cosa si tratta. Giustizia senza pace. Dopo il referendum che ha bocciato la riforma del Governo sulla separazione delle carriere, si avvicina una nuova scadenza che potrebbe avere un forte impatto sui tribunali e in particolari su quelli più piccoli: l’entrata in vigore, da agosto, del gip collegiale, così come previsto dalla legge 114 del 2024. Il tutto mentre l’Associazione nazionale magistrati ha rilanciato il documento in 8 punti per una riorganizzazione giudiziaria che preveda di aumentare le piante organiche, intervenendo sui Palazzi di Giustizia con i numeri più bassi. Che in Veneto sono due, Belluno e Rovigo.
di Roberto Randazzo*
Il Dubbio, 6 aprile 2026
Architettura fragile, accessi incerti e fascicolo non consultabile: il Pdt diventa il simbolo di una digitalizzazione penale incompleta. Il recente esito referendario sembra aver consegnato un messaggio chiaro: la separazione delle carriere non è, oggi, il nodo centrale della Giustizia, ma solo un tema divisivo, ideologico e, per il cittadino medio, anche piuttosto astratto. Bene: ci si inchina al Volere del Popolo Sovrano. E si torna alle cose che non fanno audience, ma sono “lacrime e sangue”, ogni giorno, per il diritto di difesa. Tra queste, il Portale dei Depositi Telematici, che si inserisce, formalmente, nell’alveo della digitalizzazione del processo penale (articolo 111-bis c.p.p.; Dm 29 dicembre 2023 n. 217), con conseguente obbligo di deposito telematico per atti, richieste e memorie, in ogni stato e grado del procedimento.
di Fulvio Gianaria
La Repubblica, 6 aprile 2026
“Sono Margherita Macellaro, vedova Possio. Mio marito è morto di cancro il 5 luglio 1969, all’età di 43 anni. Si chiamava Giuseppe. Ci sposammo nel 1954 e lui lavorava già là. Mi raccontava quel che faceva, in particolare mi diceva che era sempre a contatto con acidi di tutti i generi e senza maschere e guanti. Sulla faccia gli trovavo spesso le bruciature degli spruzzi. Dormendogli accanto sentivo l’odore di acido del suo respiro. Aveva bruciori di stomaco, una stanchezza fortissima, dolori continui in una gamba. Il dottore della fabbrica gli aveva dato del bicarbonato per lo stomaco e per la gamba diceva che era sciatica. A novembre successe quel che temeva e che aveva sentito già da altri: orinò sangue. Fu ricoverato inutilmente tre volte.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 6 aprile 2026
L’adozione oltre il termine di un anno sei mesi della decisione di appello contro il reclamo del prevenuto è vizio endoprocessuale che non impedisce il nuovo provvedimento che stabilisce la misura ablatoria. In materia di prevenzione patrimoniale non opera il principio dell’intangibilità della decisione, in quanto non può verificarsi una situazione di “cosa giudicata” in senso proprio. Per cui - come afferma la Cassazione penale con la sentenza n. 12671/2026 - se sussistono “nuovi” elementi di pericolosità può essere instaurato un nuovo e diverso procedimento da cui conseguano il sequestro e la confisca dei beni della persona indiziata della commissione di reati. É quindi legittimo il rinnovo in base a una nuova considerazione dei fatti sia sotto il profilo personale che patrimoniale.
Corriere della Calabria, 6 aprile 2026
Una riflessione sul valore delle parole, sul senso della giustizia e sulla necessità di custodire, anche nei luoghi più difficili, la dignità della persona. In occasione delle festività pasquali, la Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale della Calabria, Giovanna Francesca Russo, affida a un pensiero pubblico una riflessione sul valore delle parole, sul senso della giustizia e sulla necessità di custodire, anche nei luoghi più difficili, la dignità della persona umana. “Le parole non sono mai soltanto suoni. Sono chiavi. Aprono ciò che sembrava chiuso per sempre, sciolgono ciò che appariva irrimediabile, ridanno respiro dove la vita ha lasciato solo peso e silenzio”, afferma la Garante Russo.
sardiniapost.it, 6 aprile 2026
Irene Testa interviene sul caso del giovane morto subito dopo un intervento d’urgenza: era recluso al carcere di Bancali. “Come si può morire a poco più di 30 anni per un fecaloma? Le domande sono tante e spetta alla magistratura occuparsene. Questo ragazzo aveva alle spalle piccoli reati ed è morto due giorni prima della sua scarcerazione. Qui non si possono accusare singole persone ma un sistema criminogeno che priva i detenuti persino del diritto alle cure”. Irene Testa, garante regionale per le persone private della libertà personale, commenta così il dramma del ragazzo morto subito dopo un intervento d’urgenza per occlusione intestinale.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 6 aprile 2026
Nuove accuse di pestaggi nel carcere di Opera a Milano. Con una lettera indirizzata a Fanpage.it, una trentina di detenuti hanno denunciato presunte violenze, abusi e condizioni disumane dopo i fatti già emersi a dicembre. A distanza di pochi mesi dalla presunta aggressione che si sarebbe verificata nel carcere di Opera la scorsa Vigilia di Natale, un nuovo episodio riaccenderebbe i riflettori su quello che i detenuti definiscono senza mezzi termini un “sistema malato e al collasso”. Dopo le testimonianze sui presunti pestaggi, un’interrogazione parlamentare e l’ispezione della deputata del Pd, Silvia Roggiani, una lettera firmata da 30 detenuti e indirizzata all’Associazione Quei Bravi Ragazzi Family, alla politica e a Fanpage.it, racconta un’altra presunta notte di violenza all’interno dell’istituto penitenziario milanese.
di Daniele Oppo
La Nuova Ferrara, 6 aprile 2026
Caso chiuso, non sono emersi riscontri che confermino il suo racconto. Il giudice per le indagini preliminari ha archiviato il fascicolo aperto dalla Procura di Ferrara sulla presunta violenza sessuale denunciata da una detenuta transgender e che sarebbe avvenuta nella casa circondariale estense. La chiusura definitiva del caso arriva a circa nove mesi di distanza dalla denuncia, risalente all’estate del 2025. Da quanto emerge, le indagini coordinate dalla sostituta procuratrice Ombretta Volta non hanno portato elementi a sostegno dell’accusa. La detenuta aveva affermato di essere stata violentata da quattro uomini all’interno di una cella, in un momento in cui erano aperte per i momenti di socialità. Sarebbe stata invitata a consumare un caffè e poi abusata.
di Erica Manna
La Repubblica, 6 aprile 2026
Da Marassi, dopo la stretta del ministero su spettacoli e cerimonie religiose, a rischio l’attività ventennale di Teatro Necessario onlus. Nessuna autorizzazione per poter iniziare il laboratorio teatrale con i detenuti dell’alta sicurezza. E dunque, non resta che aspettare che il via libera arrivi. Anche per mesi. Rallentamenti burocratici che sono l’effetto della circolare ministeriale che centralizza - e dunque rende più complicata - anche una delle attività che sono il fiore all’occhiello del carcere di Marassi: quella portata avanti da oltre vent’anni da Teatro Necessario onlus, associazione che ha ottenuto decine di premi e due medaglie del presidente della Repubblica, nel 2010 e nel 2016.
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