di Fulvio Fulvi
Avvenire, 5 aprile 2026
Al 31 marzo erano 63.997 i detenuti nei 189 istituti penali italiani, con una saturazione del 136,87%, ossia 17.238 persone in più rispetto ai posti disponibili nelle celle. Pesano le sanzioni più severe e la riduzione delle misure alternative. Peggiora il sovraffollamento nelle carceri italiane anche se il tasso medio si mantiene stabile. Al 31 marzo, in base ai dati diffusi dal Dap, erano 63.997 i detenuti presenti nei 189 istituti penali del territorio: l’incremento in un mese è stato di 196 unità, con una quota di saturazione che oggi raggiunge il 136,87% (appena due punti in meno del mese scorso).
La capacità ricettiva, secondo il regolamento, avrebbe dovuto essere di 51.259 posti, ma in realtà la disponibilità effettiva - a causa di lavori di manutenzione edilizia o riorganizzazione delle strutture - è scesa a 46.759 brande. Ciò significa che 17.238 persone sottoposte a un provvedimento restrittivo della libertà da scontare in carcere risultano in soprannumero rispetto agli spazi di fatto occupabili nelle celle. Un fattore che determina condizioni di vita inumane e degradanti, con aggressioni (in crescita), atti di ribellione e in molti casi gesti di autolesionismo e suicidi. Va detto che il 24,61% dei reclusi (5.863) sono in attesa di un giudizio definitivo e godono quindi della presunzione di non colpevolezza.
Nel totale, i detenuti in semilibertà risultano solo 353. Ancora una volta, gli istituti che soffrono di più le conseguenze del sovraffollamento sono Lucca (246%), Foggia (220%), Lodi (212%), Brescia Canton Mombello (207%), Busto Arsizio (201%) e Latina (199%), seguiti da Udine (194%), Milano San Vittore (192%), Taranto (189%) e Trieste (187%). Il paradosso, come ha messo in evidenza l’associazione Antigone in un recente dossier, è che all’aumento graduale della popolazione carceraria corrisponde una diminuzione dei reati commessi e quindi degli ingressi nelle strutture detentive. Cosa sta succedendo, allora? Si entra meno in carcere ma ci si resta più a lungo perché le pene sono più severe e vengono ridotte, di fatto, le misure alternative.
E qui potrebbe stare una possibile soluzione del problema: negli ultimi dieci anni, infatti, il legislatore ha introdotto norme che rendono più difficile per un magistrato ricorrere a provvedimenti come l’affidamento in prova al servizio sociale o a una comunità, i domiciliari, la semilibertà, la liberazione anticipata. Così il carcere è diventato un serbatoio - e spesso una polveriera - anziché luogo dove poter svolgere la rieducazione del condannato prevista dalla Costituzione.
Un’altra questione è quella del personale. In base a uno studio di Ristretti Orizzonti, la carenza degli addetti alla vigilanza e alla sicurezza, al netto di dimissioni e pensionamenti, è attualmente intorno al 30% rispetto alla pianta organica e questo riduce la possibilità di controllare e prevenire. Ecco alcune cifre: a Milano Bollate sono in servizio 439 poliziotti penitenziari sui 502 previsti, con un rapporto di 3,19 detenuti per agente; a Pavia ce ne sono 237 su 255 ma il rapporto è di 3,00. Le carenze maggiori riguardano Cremona, dove mancano 30 agenti e Rieti dove ci sono 21 posti da coprire.
I turni sono massacranti, le ferie si accumulano e lo stress tra gli agenti sale alle stelle. Per fortuna resta fermo il numero dei detenuti che si tolgono la vita: 14 dall’inizio dell’anno, mentre sono 39 i decessi per altre cause. Dolenti note arrivano anche dal sistema giudiziario minorile: al 15 marzo gli under 18 e i giovani adulti in carico ai servizi erano 17.618 in totale, 566 dei quali ristretti in uno dei 20 Ipm (lo stesso numero di gennaio 2026).
L’istituto più affollato rimane quello di Nisida, in provincia di Napoli, con 76 presenze, a seguire il Beccaria di Milano e il Casal del Marmo di Roma, entrambi con 54. Anche in questo settore in sindacati della polizia penitenziaria denunciano una grave carenza di personale: a Catanzaro, con detenuti di “difficile gestione” dei 49 agenti previsti in organico solo 41 sono effettivamente presenti.











