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di Massimo Norrito

La Repubblica, 6 aprile 2026

È forte il timore di un’altra strage del mare: secondo le testimonianze l’imbarcazione era partita da Tajoura con circa 120 persone a bordo, i sopravvissuti arrivati in Sicilia sono 32. Il timore è che si sia consumata l’ennesima strage di migranti nel Mediterraneo centrale. Una strage nel giorno di Pasqua. Sarebbero, infatti, tra i settanta e gli ottanta i dispersi di un barcone con due motori, partito nella notte tra venerdì e sabato da Tajoura sulle coste libiche, che ha imbarcato acqua e si è capovolto in mare aperto dopo 15 ore di navigazione. Secondo le testimonianze dei superstiti, a bordo dello scafo c’erano circa 120 persone. Al porto di Lampedusa, dove sono stati trasportati i sopravvissuti, ne sono arrivate 32, tra cui un minore non accompagnato. Tutti, dopo essere stati rifocillati e sottoposti a un controllo medico, sono stati sistemati all’interno dell’hotspot dell’isola. Sono in uno stato di forte shock per la tragedia vissuta e per essere rimasti per diverse ore in acqua in balia delle onde. Quando le loro condizioni lo permetteranno verranno ascoltati dagli inquirenti.

I migranti sono stati salvati, in area Sar Libica dalla Guardia costiera italiana. I militari hanno recuperato anche due cadaveri. I migranti, per lo più pakistani, bengalesi ed egiziani, sono stati trovati in mare aperto. Il barcone di 12-15 metri con il quale erano salpati da Tajoura, in Libia, si è rovesciato. Le foto aeree, scattate nel momento in cui è stato dato l’allarme, hanno ripreso il naufragio. Nella giornata di ieri l’aereo Seabird 2 della Ong Sea-Watch, impegnato in controlli nel Mediterraneo Centrale, ha ricevuto notizia che un aereo della Marina Militare francese stava sorvolando un’imbarcazione in pericolo con persone in mare. Quando Seabird2 è arrivato nello stesso luogo, ha scorto un’imbarcazione di legno ribaltata con 15 persone circa aggrappate allo scafo, diverse persone in mare e alcuni corpi. I mercantili Saavedra Tide e Ievoli Grey, che si trovavano nelle vicinanze, sono intervenuti, lanciando zattere di salvataggio e recuperando i naufraghi sopravvissuti.

Questa mattina, alle 8,55, Ievoli Grey ha trasbordato 32 persone e due salme sulla motovedetta CP327 che li ha poi accompagnati a terra a Lampedusa. I sopravvissuti hanno raccontato di essere partiti in 105 dalla costa libica: 71 persone sarebbero quindi disperse in mare. “Dal 2014 sono quasi 34.500 le persone morte o disperse nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere un futuro possibile. - sottolinea in una nota Save the Children - Solo quest’anno le vittime sono già più di 800, e tra loro ci sono anche molti bambini: oltre 100 ogni anno negli ultimi tre anni”. Sempre a Lampedusa venerdì era arrivata la nave Aurora di Sea Watch che aveva recuperato 44 migranti che si erano rifugiati sulla piattaforma abbandonata Didon per sfuggire alla tempesta. All’unità veloce, che era partita da Lampedusa per effettuare il salvataggio, era stato assegnato l’approdo di Porto Empedocle, ma il team aveva segnalato di non avere il carburante a sufficienza per raggiungere la località indicata, chiedendo di potere fare rotta sull’isola delle Pelagie. Nel gruppo ci sono otto donne, di cui una incinta, e tre bambini.

“Si sono rifugiati su quella piattaforma per sopravvivere alla tempesta - spiegano i volontari della Ong - ma si sono ritrovati in condizioni drammatiche, senza cibo e acqua”. Sea-Watch accusa: “Erano davvero abbandonati a sé stessi, nessuno Stato europeo è andato a soccorrerli, nonostante ci fosse stata un’allerta specifica di Alarm Phone”.