di Francesco Oliva
La Repubblica, 4 aprile 2026
Sul decesso di Luca Modonato, originario di Copertino, si indaga per omicidio colposo a carico di ignoti: la salma è stata sequestrata e, nelle prossime ore, verrà eseguita l’autopsia. Detenuto 29enne muore nella notte, poche ore prima di beneficiare di un permesso premio. Sul decesso di Luca Modonato, originario di Copertino, la procura di Lecce ha aperto un fascicolo d’indagine con l’accusa di omicidio colposo a carico di ignoti. La salma è stata sequestrata e, nelle prossime ore, verrà eseguita l’autopsia. Il corpo del detenuto è stato ritrovato ormai cadavere da un compagno di cella all’alba di mercoledì 2 aprile. Il decesso, come detto, nella notte. A nulla sono serviti i soccorsi forniti dal personale medico del carcere che non ha potuto far altro che constatare la morte del ragazzo.
di Nadia Cossu
La Nuova Sardegna, 4 aprile 2026
Il 33enne di Porto Torres, detenuto a Bancali, era deceduto dopo un intervento in emergenza all’ospedale di Sassari. L’autopsia ha dato le prime informazioni sulla morte di Mario Siffu, il 33 di Porto Torres detenuto nel carcere di Bancali e deceduto lo scorso 24 marzo. Secondo le prime risultanze, il giovane sarebbe morto per uno shock settico provocato da un fecaloma. Il fecaloma è una massa di feci molto compatta che si accumula nell’intestino, spesso a causa di stitichezza cronica non trattata. Può causare un’occlusione intestinale e, nei casi più gravi, portare a infezioni severe: quando i batteri intestinali passano nel sangue, si può sviluppare uno shock settico, una condizione critica che comporta il collasso degli organi e può risultare fatale se non trattata tempestivamente.
di Valentina Moro
La Stampa, 4 aprile 2026
Il Dap risponde alla lettera dei Garanti di Asti. Per la Direzione generale dei detenuti e del trattamento la partecipazione degli studenti agli spettacoli in carcere “non è opportuna”. Così il direttore Ernesto Napolillo ha risposto a una lettera inviatagli dai garanti dei detenuti di Asti, Domenico Massano, e di Saluzzo, Paolo Allemano. Il confronto è nato da un rifito. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) non ha autorizzato lo spettacolo che si sarebbe dovuto svolgere in carcere per gli studenti maggiorenni delle superiori e dell’università astigiane.
rainews.it, 4 aprile 2026
L’ennesima denuncia arriva dall’associazione Antigone. Il Garante dei detenuti Caforio: “Difficoltà nell’assistenza sanitaria”. Celle pollaio, detenuti ammassati anche negli spazi per la socialità, nelle ex cabine telefoniche o nei locali che ospitavano congelatori e frigoriferi. Reparto di osservazione psichiatrica non operativo e trasformato in un dormitorio. Questa la situazione che gli osservatori di Antigone, associazione che vigila sul rispetto dei diritti nel sistema penale, si sono trovati davanti nel carcere di Spoleto pochi giorni fa. Anche l’istituto considerato fiore all’occhiello tra i quattro penitenziari umbri, risente degli effetti del sovraffollamento. 529 i reclusi a fronte di una capienza massima di 456 posti.
di Silvia Andretti
La Sicilia, 4 aprile 2026
I sindacati della polizia penitenziaria dell’istituto penale per minori “Malaspina”, che da tempo lamentano gravi carenze in organico, si dicono soddisfatti dell’incontro di ieri con il capo del dipartimento Giustizia minorile Antonio Sangermano che ha ascoltato le rivendicazioni di chi in carcere lavora spesso in condizioni critiche. Sappe, Uilpa Polpen, Uspp e Fns Cisl avevano deciso di cancellare un sit-in di protesta già programmato proprio dopo l’arrivo della notizia che Sangermano sarebbe stato in città. “Per cortesia istituzionale”, avevano scritto in una nota.
La Sicilia, 4 aprile 2026
La compagnia “Gli ir-ritati in Catarsi” si prende la scena. Promosso e pensato dall’associazione La Poltrona Rossa Ets ha regalato momenti speciali a genitori e figli. L’importanza di sognare e di non perdere mai la speranza è l’essenza del personaggio di Peter Pan, l’eterno bambino creato da James Matthew Barrie all’inizio del Novecento ed è anche il tema dello spettacolo andato in scena alla casa circondariale di Bicocca. “Peter Pan e l’ombra che non sapeva volare”, riadattamento del classico di Barrie, è stato interpretato dalla compagnia Gli ir-ritati in Catarsi, composta da attori detenuti, con la regia di Ivana Parisi, presidente dell’associazione La Poltrona Rossa Ets.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 4 aprile 2026
Bollate, domani e lunedì torna l’iniziativa “Aggiungi un posto a tavola” organizzata da Catena in Movimento. Pranzo organizzato dai reclusi per le famiglie dell’esterno. “Così costruiamo fiducia e cuciamo relazioni”. Questa volta non sono i volontari che entrano in carcere per portare qualcosa, ma 30 detenuti del settimo reparto della casa di reclusione di Bollate che preparano il pranzo e accolgono le famiglie dall’esterno. Una Pasquetta diversa, che inverte in modo simbolico il concetto di accoglienza.
di Francesco Veneziano
Il Manifesto, 4 aprile 2026
Il carcere raccontato attraverso un podcast che dà voce all’umanità nascosta dietro le sbarre, tra errori, amicizie e riscatto. In uno dei miei film preferiti si racconta di un uomo che precipita da un palazzo di cinquanta piani. E mentre cade continua a ripetersi: “Fino a qui tutto bene… fino a qui tutto bene”. Ma il problema non è la caduta. È l’atterraggio. Quell’uomo ero io. Lo sono stato per anni. E alla fine mi sono schiantato. Per molto tempo ho vissuto come se le conseguenze delle mie azioni non esistessero davvero. Mio padre era un contrabbandiere e sono cresciuto ascoltando le sue storie come fossero avventure. Forse è lì che ho iniziato a deformare la realtà, a costruirmi una lente che rendeva tutto meno grave. Con quella lente davanti agli occhi ho fatto molte scelte sbagliate. Non le ho pagate tutte. Ma quelle che ho pagato, le ho pagate care. Sono stato arrestato. Ero colpevolissimo, dico sempre io. Ho passato anni in carcere.
di Vincenzo Scalia
Il Manifesto, 4 aprile 2026
La questione minorile, nuovo capro espiatorio del panico morale all’italiana, da almeno un lustro viene interpretata come espressione di gruppi giovanili, possibilmente appartenenti agli strati marginali. La questione minorile, nuovo capro espiatorio del panico morale all’italiana, da almeno un lustro viene interpretata come espressione di gruppi giovanili, possibilmente appartenenti agli strati marginali. Per i quali, l’unica risposta plausibile, sarebbe una stretta repressiva. In questo solco si collocano i decreti anti-rave, quello cosiddetto Caivano, e, più recentemente, il cosiddetto provvedimento anti-maranza.
di Chiara Daina
Corriere della Sera, 4 aprile 2026
In forte aumento i casi di giovani segnalati. Maria Carla Gatto, magistrata di grande esperienza, che ha guidato prima il Tribunale dei minorenni di Brescia, poi quello di Milano fino allo scorso luglio, commenta: “Tanti di questi ragazzi non si rendono conto della gravità delle loro azioni, augurandosi perfino la morte della vittima che lotta per la vita in ospedale. Il coltello - spiega - viene portato con sé come arma di difesa, quasi rassicurante, contro una società adulta che appare minacciosa, ma in realtà esprime una profonda fragilità interiore e l’incapacità di gestire emozioni forti, come rabbia, solitudine, frustrazione. L’unico linguaggio che conoscono per sentirsi vivi e fare gruppo è la violenza. Il fenomeno della violenza minorile sta progressivamente peggiorando, in particolare per la crescente efferatezza delle modalità con cui si manifesta. A Milano si è passati in quattro anni da 1 indagato per omicidio e 5 indagati per tentati omicidi a 4 e 15, rispettivamente, da luglio 2024 a giugno 2025”.
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