La Sicilia, 4 aprile 2026
La compagnia “Gli ir-ritati in Catarsi” si prende la scena. Promosso e pensato dall’associazione La Poltrona Rossa Ets ha regalato momenti speciali a genitori e figli. L’importanza di sognare e di non perdere mai la speranza è l’essenza del personaggio di Peter Pan, l’eterno bambino creato da James Matthew Barrie all’inizio del Novecento ed è anche il tema dello spettacolo andato in scena alla casa circondariale di Bicocca. “Peter Pan e l’ombra che non sapeva volare”, riadattamento del classico di Barrie, è stato interpretato dalla compagnia Gli ir-ritati in Catarsi, composta da attori detenuti, con la regia di Ivana Parisi, presidente dell’associazione La Poltrona Rossa Ets.
La rappresentazione si è svolta all’interno dell’istituto penitenziario, in occasione della Giornata della Genitorialità e ha coinvolto esclusivamente le famiglie degli attori detenuti, con l’obiettivo di avvicinare i figli al teatro sin dalla tenera età e proporre la cultura e l’arte come strumenti di crescita, realizzazione e riscatto. Si tratta di un appuntamento annuale per ricreare, in questa giornata importante un senso di famiglia.
Il testo è quindi frutto di una riscrittura scenica corale curata dagli stessi interpreti e la storia ruota attorno al personaggio dell’ombra di Peter, che ha dimenticato come si fa a volare. Attraverso il racconto, gli attori si rivolgono ai propri figli, trasmettendo un messaggio profondo: l’importanza di sognare e di non perdere mai la speranza. Tra i passaggi più intensi, emerge una riflessione toccante: “È la tarda notte di una fredda serata d’inverno, la mia casa è piena di gente. Poche ore prima era la mia isola felice, ora sembra l’inferno con i suoi lamenti e stridore di denti. Apro il cassetto dove avevo riposto i miei sogni: non ci sono più. Al posto loro trovo guerra e sofferenza. Sappiate, gente, siamo tutti cattivi in una storia raccontata male. Le fiabe però, si sa, hanno spesso un lieto fine. Un giorno un supereroe mi ha salvato la vita, ha aperto quel cassetto e ha spazzato via anni di angosce, incubi e dolore, mettendo dentro i suoi sogni, pannolini e tanto amore. La mia isola che non c’è ora c’è e mi chiama papà”
Pensieri come questo, scritti dagli stessi attori, sono stati condivisi con il giovane pubblico presente, in un momento di forte intensità emotiva e umana. Lo spettacolo è stato accolto con entusiasmo da Giorgia Gruttadauria, direttrice della casa circondariale di Bicocca. L’evento è patrocinato dal coordinamento nazionale del teatro in carcere e dal Teatro Stabile, che ha messo a disposizione costumi e scene. È stato inoltre inserito nel calendario della Notte Internazionale della Solidarietà “Théâtre Solidaire #6”, di cui il Teatro Stabile è partner.











