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di Silvia Andretti

La Sicilia, 4 aprile 2026

I sindacati della polizia penitenziaria dell’istituto penale per minori “Malaspina”, che da tempo lamentano gravi carenze in organico, si dicono soddisfatti dell’incontro di ieri con il capo del dipartimento Giustizia minorile Antonio Sangermano che ha ascoltato le rivendicazioni di chi in carcere lavora spesso in condizioni critiche. Sappe, Uilpa Polpen, Uspp e Fns Cisl avevano deciso di cancellare un sit-in di protesta già programmato proprio dopo l’arrivo della notizia che Sangermano sarebbe stato in città. “Per cortesia istituzionale”, avevano scritto in una nota.

Specificando però che, in attesa di ulteriori sviluppi, la manifestazione sarebbe stata soltanto sospesa, non revocata. “Il capo dipartimento ha visitato l’istituto - dice Gioacchino Veneziano, di Uilpa Polpen - e ha preso atto che le nostre richieste sono tutte legittime e da attenzionare”.

I sindacati chiedono una ricognizione urgente a livello nazionale di personale di polizia penitenziaria per aumentare l’organico che al momento è impegnato sia nella gestione dell’istituto penale che del centro di prima accoglienza. I lavoratori lamentano l’inadeguatezza della struttura, nata come riformatorio ma che oggi ospita una popolazione di detenuti molto diversa: “Abbiamo stranieri non accompagnati, ragazzi con problemi di droga o malattie psichiatriche - spiega Veneziano - e la struttura non è più idonea a contenere questi soggetti”.

Secondo i sindacati inoltre, il decreto Caivano sarebbe responsabile dell’aumento del 100 per cento degli ingressi dei minori negli istituti penali, “perché oggi anche con un coltello si va in galera - dice il sindacalista - gli ingressi nei centri di prima accoglienza sono passati da quattro l’anno a quattro ogni settimana”. Tutto questo però, senza mai aumentare il personale, motivo delle rivendicazioni dei lavoratori che hanno chiesto anche impegni sul coinvolgimento dei sindacati nelle fasi della ristrutturazione dell’ipm. Al colloquio con Sangermano si è parlato anche delle condizioni della struttura e della sua ristrutturazione.

Per Pino Apprendi, garante comunale per i diritti delle persone detenute, la protesta degli agenti non arriva affatto di sorpresa: “Le problematiche delle carceri riguardano i detenuti e tutto il personale, in particolare Polizia penitenziaria, mediatori culturali, educatori e personale sanitario”, spiega. All’istituto penale si sta male anche a lavorarci, per non parlare dei detenuti che, come si evince dai dati pubblicati alla fine dell’anno scorso dal garante, versano in situazioni drammatiche: “Diciannove atti di autolesionismo e un tentativo di suicidio nel 2025” dice ancora Apprendi. Ma a rischiare la salute mentale non sono soltanto i detenuti: “Il più alto tasso di suicidi fra le forze dell’ordine è fra il personale della Polizia penitenziaria - spiega Apprendi - Ci sarà pure un motivo”.