rainews.it, 4 aprile 2026
L’ennesima denuncia arriva dall’associazione Antigone. Il Garante dei detenuti Caforio: “Difficoltà nell’assistenza sanitaria”. Celle pollaio, detenuti ammassati anche negli spazi per la socialità, nelle ex cabine telefoniche o nei locali che ospitavano congelatori e frigoriferi. Reparto di osservazione psichiatrica non operativo e trasformato in un dormitorio. Questa la situazione che gli osservatori di Antigone, associazione che vigila sul rispetto dei diritti nel sistema penale, si sono trovati davanti nel carcere di Spoleto pochi giorni fa. Anche l’istituto considerato fiore all’occhiello tra i quattro penitenziari umbri, risente degli effetti del sovraffollamento. 529 i reclusi a fronte di una capienza massima di 456 posti.
Non va meglio nelle altre carceri. Se il nuovo provveditorato Umbria Marche è riuscito a tamponare i trasferimenti di detenuti dalla Toscana, ora si è aperto un altro fronte dagli istituti del Sud. Oltre alla complessa gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza, il sovrannumero di detenuti, che dovrebbero essere 1.339 ma sfiorano i 1800, compromette la possibilità di fornire a chi soffre di gravi patologie un’adeguata assistenza sanitaria. A questo si aggiunge il problema dei costi. Perché anche le cure dei reclusi che arrivano da fuori ricadono sul bilancio sanitario regionale. Il tema è stato portato dalla Presidente sul tavolo della conferenza Stato-Regioni.











