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di Valentina Moro

La Stampa, 4 aprile 2026

Il Dap risponde alla lettera dei Garanti di Asti. Per la Direzione generale dei detenuti e del trattamento la partecipazione degli studenti agli spettacoli in carcere “non è opportuna”. Così il direttore Ernesto Napolillo ha risposto a una lettera inviatagli dai garanti dei detenuti di Asti, Domenico Massano, e di Saluzzo, Paolo Allemano. Il confronto è nato da un rifito. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) non ha autorizzato lo spettacolo che si sarebbe dovuto svolgere in carcere per gli studenti maggiorenni delle superiori e dell’università astigiane.

Le attività culturali - Destino simile è toccato alle attività culturali praticate nell’istituto di Saluzzo che, come quello di Asti, ospita condannati in regime di alta sicurezza. Quest’anno, in particolare, nell’istituto di Quarto avrebbero dovuto mettere in scena “Il treno ha fischiato” di Pirandello, una novella che aveva permesso agli attori reclusi di ragionare su sé stessi e sul rapporto con la società.

I criteri si sicurezza - Come negli anni passati avrebbe preso vita anche una commedia in napoletano scritta da uno dei detenuti. “I criteri adottati da questa Direzione Generale - la risposta di Napolillo - nel rispetto delle imprescindibili esigenze di sicurezza connesse alla gestione dei circuiti alta sicurezza, di regola sono nel senso di ritenere non opportuna la partecipazione contestuale ad attività di esterni e detenuti ascritti a tali circuiti. Sono invece consentite iniziative con la presenza di esterni maggiorenni e reclusi appartenenti al circuito della media sicurezza”.

La replica dei garanti - Alla risposta di Napolillo è seguita una replica dei garanti delle persone private di libertà personale di Asti e Saluzzo: “Tali indicazioni esplicitano un chiaro indirizzo dell’attuale direzione generale sull’alta sicurezza, che comporta un’inevitabile interruzione di percorsi ed iniziative che si realizzavano in passato. Chiusura che è difficilmente comprensibile alla luce del fatto che si ripercuote su attività che nel corso degli anni hanno avuto riscontri molto positivi”. Durante gli eventi non si sono mai verificati problemi di sicurezza, evidenziano i garanti.

Laboratori di lettura - “Ad Asti - continua la replica - con le scuole non ci sono state solo rappresentazioni teatrali ma anche laboratori di lettura e di scrittura, tra cui anche la stesura del libro “Una penna per due mani” realizzata insieme da studenti e carcerati. Inoltre, gli spettacoli aperti alla cittadinanza hanno sempre visto un’ampia ed attenta partecipazione di pubblico esterno, tra cui esponenti delle diverse istituzioni locali”. “Queste iniziative, non solo contribuiscono nel concreto alla realizzazione dello scopo rieducativo della pena, ma sono occasioni per parlare di giustizia e legalità e hanno una preziosa funzione preventiva ed educativa, soprattutto per i giovani. Le persone incarcerate che vi aderiscono sono inserite in specifiche progettualità, coerenti con i loro percorsi trattamentali individuali”, aggiungono. La speranza dei detenuti che prendono parte alle attività, delle associazioni attive negli istituti penitenziari e dei garanti è che la chiusura non sia definitiva.