di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 6 aprile 2026
Il capo del Dipartimento per la giustizia minorile in visita all’istituto dopo la denuncia dei sindacati su degrado e pericoli. Venerdì, all’istituto penale minorile Malaspina è arrivato il capo del Dipartimento per la giustizia minorile, il magistrato Antonio Sangermano. “La visita ha confermato le condizioni drammatiche in cui si trova la struttura - dice il segretario nazionale del sindacato di polizia Osapp, Dario Quattrocchi - condizioni che abbiamo denunciato nei giorni scorsi”. Sangermano ha assicurato che partirà presto una ristrutturazione dello storico istituto: “Il capo del Dipartimento si è impegnato a cercare i fondi necessari”, dice ancora Quattrocchi. Per certo, invece, entro giugno, arriveranno altri 16 poliziotti penitenziari: rinforzi importanti per far fronte a una situazione che i sindacati definiscono “preoccupante”.
di Elisabetta Andreis e Gianni Santucci
Corriere della Sera, 6 aprile 2026
Richard è un ragazzo uscito dal bosco di Rogoredo ed entrato in comunità. Per Pasqua, ha scritto una lettera ai ragazzi. “C’è sempre speranza, anche nei momenti peggiori. La speranza di una resurrezione dalla nostra morte vivente che è la tossicodipendenza”. “Ciao ragazzi, sono Richard e vi vorrei dedicare un pensiero per Pasqua”. Richard è uscito dal bosco e s’è messo a camminare. Lo conoscono in tanti, a Milano. Tantissimi l’hanno incrociato. Molti l’hanno ascoltato. Qualcuno l’ha aiutato: ragazzo d’una gentilezza rara, tra le fermate del metrò recitava le sue poesie in cambio di qualche moneta. Artista raffinato, nel bosco aveva la cartelletta coi suoi disegni. Richard oggi è entrato in comunità e ha scritto una lettera per i ragazzi del bosco. È stata letta mercoledì sera, in una preghiera collettiva che s’è tenuta prima di Pasqua e ai confini della città. “Questa sera a Rogoredo c’era tanta gente, ma soprattutto c’era tanta umanità”, ha raccontato Simone Feder, coordinatore area giovani e dipendenze della “Casa del Giovane”, che a Rogoredo tiene una mano aperta verso i ragazzi.
di Raffaella De Santis
La Repubblica, 6 aprile 2026
Lo scrittore bestseller debutta con un saggio nell’editoria per giovanissimi. Il suo nuovo saggio pubblicato da Mondadori è pensato per adolescenti o giù di lì ma può essere una lettura anche per adulti, utile senza dubbio a genitori e insegnanti. Un manuale che stimola a mettersi in gioco non puntando su regole astratte ma sulla forza del pensiero e delle parole. Uscire dal proprio ego è il primo passo. L’altro è imparare ad ascoltare, quindi a vedere. Il titolo “Accendere i fuochi” (Mondadori) recita una frase famosa attribuita a volte a Yeats altre a Plutarco: “L’istruzione non è riempire i secchi, ma accendere i fuochi”. Carofiglio, al suo debutto nella letteratura per ragazzi, è tra gli ospiti più attesi della Bologna Children’s Book Fair.
di Massimo Norrito
La Repubblica, 6 aprile 2026
È forte il timore di un’altra strage del mare: secondo le testimonianze l’imbarcazione era partita da Tajoura con circa 120 persone a bordo, i sopravvissuti arrivati in Sicilia sono 32. Il timore è che si sia consumata l’ennesima strage di migranti nel Mediterraneo centrale. Una strage nel giorno di Pasqua. Sarebbero, infatti, tra i settanta e gli ottanta i dispersi di un barcone con due motori, partito nella notte tra venerdì e sabato da Tajoura sulle coste libiche, che ha imbarcato acqua e si è capovolto in mare aperto dopo 15 ore di navigazione. Secondo le testimonianze dei superstiti, a bordo dello scafo c’erano circa 120 persone. Al porto di Lampedusa, dove sono stati trasportati i sopravvissuti, ne sono arrivate 32, tra cui un minore non accompagnato. Tutti, dopo essere stati rifocillati e sottoposti a un controllo medico, sono stati sistemati all’interno dell’hotspot dell’isola. Sono in uno stato di forte shock per la tragedia vissuta e per essere rimasti per diverse ore in acqua in balia delle onde. Quando le loro condizioni lo permetteranno verranno ascoltati dagli inquirenti.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 5 aprile 2026
Al 31 marzo erano 63.997 i detenuti nei 189 istituti penali italiani, con una saturazione del 136,87%, ossia 17.238 persone in più rispetto ai posti disponibili nelle celle. Pesano le sanzioni più severe e la riduzione delle misure alternative. Peggiora il sovraffollamento nelle carceri italiane anche se il tasso medio si mantiene stabile. Al 31 marzo, in base ai dati diffusi dal Dap, erano 63.997 i detenuti presenti nei 189 istituti penali del territorio: l’incremento in un mese è stato di 196 unità, con una quota di saturazione che oggi raggiunge il 136,87% (appena due punti in meno del mese scorso).
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 5 aprile 2026
Il forte aumento dei nuovi ingressi di minori in carcere “ha comportato maggiore complessità nella gestione degli Istituti penali per minorenni”. Aumenta la presenza media e diminuiscono i ragazzi che usufruiscono della messa alla prova in alternativa al carcere. Ma la situazione potrebbe anche peggiorare. A denunciarlo è la Relazione del ministero della Giustizia “Concernente la disciplina dell’esecuzione delle pene nei confronti dei detenuti minorenni” relativa al 2025, inviata nei giorni scorsi al Parlamento. Un documento che porta la firma del ministro Carlo Nordio ma che sembra contraddire alcune sue affermazioni.
di Don Marco Pozza
La Stampa, 5 aprile 2026
Dopo vent’anni passati in una cella, oggi fa le pulizie: “Ogni sera, dopo aver finito, mi fermo a guardare il lavoro fatto e non sai quanto mi piace”. Il palazzo risplende di un luccichio irreale: persino il sole, specchiato, pare di una luminosità ignota. Nel parcheggio davanti, un ragazzo sta salendo sul furgoncino dell’impresa di pulizie: anche oggi si è guadagnato il suo pane con il sudore della fronte. Gira la chiave, s’accende il motore, abbassa il finestrino: un ultimo sguardo al palazzo prima di rientrare. Sorride: “Ogni sera, finito il lavoro, mi fermo a riguardare il lavoro fatto: non sai quanto mi piaccia fare le pulizie”. Le sue mani, mentre parla, lisciano la sua barba con la lentezza del vecchio alla finestra, a rimirare un paesaggio. Il paesaggio di quest’uomo, a riguardarlo, fa rabbrividire: oltre vent’anni trascorsi nel grigiore di una cella, portando a spasso i suoi errori come mutande sporche in mezzo alla gente pulita.
ansa.it, 5 aprile 2026
Fumavano marijuana sostanzialmente “per religione” nel rispetto del culto del dio Shiva. E dunque non hanno commesso alcun reato e vanno assolti perché il fatto non sussiste. Con queste motivazioni la Corte d’appello di Bologna ha ribaltato il verdetto di primo grado e ha assolto due cittadini, uno dei quali forlivese, appartenenti al movimento Hare Krishna. Entrambi erano stati condannati a gennaio 2023 per coltivazione e detenzione di cannabis all’interno di un eremo di montagna dove vivevano seguendo uno stile ascetico.
di Lorenzo Agnelli
radiosienatv.it, 5 aprile 2026
In Toscana il lavoro in carcere resta un nodo critico per il reinserimento sociale dei detenuti. Lavoro penitenziario e reinserimento sociale: un binomio ancora fragile in Toscana. La ricerca del Garante dei detenuti evidenzia come, dentro le carceri, le opportunità siano limitate quasi esclusivamente alle attività interne, come cucina, pulizie e piccoli lavori. Ma il vero problema, secondo lo studio, è l’assenza di un percorso strutturato che accompagni i detenuti verso il lavoro una volta usciti dal carcere. Un passaggio fondamentale per evitare il rischio di recidiva e favorire un ritorno stabile nella società.
di Beatrice Branca
Corriere di Verona, 5 aprile 2026
Parla il compagno di cella. La giudice revoca la misura cautelare. Aveva raccontato di essere stato violentato nel bagno della sua cella da quattro detenuti, ma in realtà le cose sarebbero andate diversamente. A rivelarlo è un super testimone, ovvero il compagno di cella di un 46enne indiano che la scorsa estate aveva denunciato quei presunti aggressori per stupro. “La storia della violenza sessuale è stata inventata - ha riferito il super testimone davanti alla giudice Livia Magri. Se avessi assistito a fatti del genere sarei intervenuto, anche se si trattava del mio peggior nemico.











