ius.lefebvregiuffre.it, 3 aprile 2026
La Corte costituzionale, con la sentenza 17 marzo 2026, n. 31, ha dichiarato inammissibili le questioni sollevate con riferimento agli artt. 33, 39 e 40 della legge n. 354/1975, concernenti l’isolamento del detenuto sottoposto alla sanzione disciplinare dell’esclusione dalle attività comuni. Nel caso di specie il detenuto era stato tratto a giudizio per danneggiamento seguito da pericolo di incendio, in quanto, mentre si trovava in isolamento disciplinare per esclusione delle attività comuni, aveva appiccato il fuoco al materasso e al cuscino in dotazione della camera di detenzione. Il Tribunale di Firenze aveva censurato nel merito gli artt. 33, 39 e 40 della legge n. 354/1975, assumendo che l’isolamento del detenuto, “realizzando una separazione coattiva del medesimo dalla comunità di cui fa parte”, fosse misura sproporzionata ai fini disciplinari, contraria alla finalità rieducativa della pena e dannosa per la salute psicofisica della persona.
lavocediasti.it, 3 aprile 2026
Domenico Massano e Paolo Allemano scrivono al direttore generale Ernesto Napolillo, contestando la decisione che blocca i progetti teatrali e scolastici finora realizzati con successo. Una netta e inaspettata chiusura che rischia di vanificare anni di prezioso lavoro rieducativo all’interno delle carceri piemontesi. È quanto denunciano i garanti dei diritti dei detenuti di Asti e Saluzzo, rispettivamente Domenico Massano e Paolo Allemano, in una vibrante lettera aperta indirizzata a Ernesto Napolillo, direttore della Direzione Generale dei detenuti e del trattamento presso il Dap (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria).
laprovinciacr.it, 3 aprile 2026
Il Torriani di Cremona porta gli studenti alla Casa circondariale per uno spettacolo teatrale. Un’esperienza che stimola riflessioni sulla legalità, responsabilità e inclusione. Il Progetto scuola-carcere dell’IIS Torriani di Cremona ha come finalità quella di mettere in relazione la realtà della scuola e quella del carcere attraverso riflessioni e attività condivise che sviluppino negli alunni un’attenzione partecipata verso la condizione dei detenuti, verso il tema della legalità, nell’ottica della formazione di cittadini attivi e solidali. Così il 31 marzo, presso la Casa circondariale di Cremona, cinque classi quinte dell’IIS Torriani di Cremona (5alsa,5clsa, 5binfo, 5bmem, 5cmem) hanno assistito ad uno spettacolo teatrale realizzato dai detenuti, dal titolo Hanno arrestato la letteratura. Sulla base dei testi letterari Novecento ed Aspettando Godot il senso dell’attesa, tra il dubbio, la trepidazione, la paura, la speranza è stato espresso dalle voci recitanti dei detenuti, all’interno di una sceneggiatura originale e suggestiva.
di Chiara Daffini
fanpage.it, 3 aprile 2026
Al via a Monza il Festival di teatro nelle carceri “Secondo Atto”. I direttori artistici a Fanpage.it: “L’obiettivo è creare una rete tra carcere e territorio”. Monza ospiterà, dal 15 aprile al 12 maggio, la prima edizione del Festival di Teatro nelle Carceri “Secondo Atto”, cinque spettacoli che andranno in scena nei teatri e nella Casa Circondariale della città mettendo al centro il dialogo tra arte, inclusione e percorsi di reinserimento sociale. La rassegna, sostenuta dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, dal Comune e dalla Casa Circondariale di Monza, si pone l’obiettivo di collegare due mondi apparentemente distanti tra loro: quello della cultura e quello degli istituti di detenzione. Il nome “Secondo Atto” vuole infatti evidenziare il bisogno di aprire nuove possibilità e alternative alla detenzione anche attraverso il teatro e la musica. Al pubblico verranno proposte esperienze artistiche che nascono spesso in contesti fragili, dove la cultura diventa però spazio di espressione, crescita personale e relazione.
di Silvia Bini
La Nazione, 3 aprile 2026
Hanno cucinato, allestito i tavoli e servito le pietanze. Il momento più emozionante è stato quando alcuni di loro si sono raccontati spiegando le difficoltà personali e il timore di perdere i contatti con la famiglia e gli amici. Un’accoglienza impeccabile e piatti cucinati con creatività e cura. No, non sono le caratteristiche dell’ultimo ristorante di grido ma lo stile che ha caratterizzato la cena “galeotta” che, all’interno del carcere della Dogaia, ha visto ospiti la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Diana Toccafondi, con numerosi componenti del cda e del consiglio di indirizzo, e la direttrice della Società della Salute, Lorena Paganelli. A fare gli onori di casa il direttore dell’istituto di pena, Luca Cicerelli, con la dirigente dell’Istituto Datini Francesca Zannoni ed alcuni docenti che insegnano nelle due sezioni dell’Alberghiero interne al carcere, frequentate da 15 alunni. L’idea e l’organizzazione della serata si devono in particolare a tre consigliere della Fondazione: Ambra Giorgi, Renza Sanesi e Idalia Venco.
di Franco Corleone
L’Espresso, 3 aprile 2026
Dal 25 febbraio è in vigore un nuovo decreto sicurezza che raccoglie in 33 articoli svariate norme assai discutibili, a cominciare dalla mancanza dei requisiti costituzionali di necessità e urgenza. Ennesimo provvedimento: va, infatti, ricordato il precedente decreto che già l’anno scorso peggiorava il codice Rocco prevedendo l’incarcerazione per le madri incinte o con bambini di meno di un anno, la criminalizzazione persino della protesta nonviolenta in carcere e la possibilità per i servizi segreti non solo di infiltrare, ma di promuovere organizzazioni terroristiche. L’inventiva del governo Meloni nel produrre norme di pura propaganda è senza fine.
di Ida Palisi
Corriere della Sera, 3 aprile 2026
Il procuratore generale di Napoli Aldo Policastro: “La risposta non può essere legata solo alla repressione, così si rischia di perdere una generazione intera”. Il magistrato parla di “cattivismo” dilagante e chiede l’intervento delle istituzioni, facendosi promotore di incontri pubblici come quello previsto per il prossimo 20 aprile all’Arciconfraternita dei Pellegrini (dove ci saranno anche la procuratrice per i minorenni Patrizia Imperato e il direttore del dipartimento di Salute mentale della Asl Napoli 1 Andrea Fiorillo).
di Leonardo Fiorentini
L’Unità, 3 aprile 2026
Nel 2016 l’ultima Sessione speciale dell’Assemblea generale ONU sul tema, salutata da molti come uno spartiacque. Da allora zero passi avanti e qualcuno indietro, sempre all’insegna del proibizionismo. Il bilancio? Più consumatori, più morti, più detenuti. A dieci anni dall’ultima Sessione speciale dell’Assemblea generale ONU sulle droghe, è tempo di fare un bilancio di quello che molti avevano salutato come uno spartiacque. Per la prima volta, il tema dei diritti umani entrò nel linguaggio del sistema internazionale di controllo delle droghe, da sempre impermeabile a qualsiasi interferenza esterna. La dichiarazione finale riconobbe inoltre la flessibilità delle convenzioni, aprendo lo spazio alla regolamentazione legale.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 3 aprile 2026
Sovraffollamento, carenza di personale educativo, medico, di polizia penitenziaria e di attività formative continuano a pesare sul carcere torinese “Lorusso e Cutugno”. Lunedì scorso gli agenti hanno fatto fatica a sedare l’ennesima rivolta in una sezione dove alcuni detenuti hanno appiccato un’incendio nelle celle. Il fatto è accaduto proprio mentre presso la Fabbrica delle “e”, la sede del Gruppo Abele in corso Trapani 91/b, si teneva un’assemblea pubblica sul tema “Cpr istituzioni totali”, a partire dal secondo rapporto di monitoraggio sui Cpr (Centri per il rimpatrio) italiani tra cui quello di Torino in corso Brunelleschi.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 3 aprile 2026
Il Parlamento Ue ha votato la possibilità di sottoporre anche i minori non accompagnati alla deportazione verso paesi terzi, ipotesi che la stessa Commissione aveva escluso. Il 26 marzo scorso in seduta plenaria il Parlamento Europeo ha votato a larga maggioranza la propria posizione sulla proposta di regolamento presentata dalla Commissione (COM(2025) 101 final) per l’adozione di un nuovo regolamento sui rimpatri di cittadini di paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Unione Europea. Prima di divenire norma dell’Unione il testo finale andrà discusso con il Consiglio Europeo che aveva a sua volta approvato un suo testo, ma l’accordo dovrebbe essere facile e veloce in quanto non ci sono forti differenze tra i due testi.











