di Alex Corlazzoli
Il Fatto Quotidiano, 2 aprile 2026
Hanno ragione tutti: docenti, genitori, pure quelli del Pd. Ma da insegnante di scuola primaria sono costretto a svelarvi alcune cose che vi scandalizzeranno. Hanno ragione i docenti italiani: ma quale empatia? Perché formarsi sulle nuove forme di comunicazione? Sul conflitto? Già ci obbligano a fare i corsi sulla sicurezza, a sapere quanto dev’essere larga la porta della classe e cosa contiene un estintore; a fare i corsi sul primo soccorso, sulla privacy, sulle nuove indicazioni nazionali, su come stendere un Pei, un Pdp e un Ptof. Basta corsi! Hanno ragione i genitori: maestri e professori di oggi non scrivono più sul diario ma solo sul registro elettronico e poi c’è chi da troppi compiti, chi ne da pochi e chi li da persino facoltativi. Può essere mai? Questi insegnanti che non sanno più essere autorevoli e si lasciano accoltellare così!
di Caterina Malanetto
La Stampa, 2 aprile 2026
La 14enne bada ai fratelli più piccoli e da Torino va a scuola a Frossasco: “Sono contenta ma vorrei diventare più autonoma”. La mattina, per arrivare a scuola, Lidia (nome di fantasia) cammina. Più di tre chilometri, ogni giorno. Alle sette avanza sul ciglio della strada mentre le auto dei pendolari le sfrecciano accanto. Prima, però, la giornata è già iniziata. Appena si sveglia, la casetta mobile in cui vive è piena di voci e richieste: prepara la colazione, veste i quattro fratellini, sistema gli zainetti. Nel casotto degli attrezzi, adattato a bagno comune, si lava il viso e si lega i capelli in una coda di cavallo. Saluta i nonni, dà un bacio alla mamma ed esce. Lidia ha il cammino nel sangue, prima ancora che nei piedi: è una ragazza rom. Vive vicino Torino, su un terreno agricolo recintato dove le roulotte sono diventate casa. Raggiunge a piedi la fermata dell’autobus che la porta al Cfiq di Frossasco, istituto di formazione professionale orientato all’inserimento lavorativo nella ristorazione. “Ha scelto la cucina perché a casa è abituata a fare tutti i lavori domestici”, racconta Anna Maria Amparore, volontaria del Sermig che la segue da anni. Quando può la accompagna in auto a scuola e, una volta a settimana, la porta a studiare a casa sua.
di Diego Motta
Avvenire, 2 aprile 2026
L’ultima strage di Lampedusa ripropone le immagini di tante vie crucis del mare dimenticate, in cui affiorano i volti distrutti dei vivi a fianco delle bare in legno dei morti. Bisogna avere la forza di aprire gli occhi e di rompere il silenzio d’omertà, che accomuna l’Italia all’Europa. Guardate questi volti, per favore. Guardateli. Parlano da soli. Una ragazza viene accompagnata dai volontari: intorno ha una coperta grigia, è spaventata e ha freddo. A Lampedusa questa mattina non era ancora primavera, persino i mezzi della Guardia costiera avanzavano a fatica. Una donna all’improvviso si accascia, cade a terra, come svenuta: viene sorretta da tre persone. Guardate i volti dei volontari: uno di loro ha le lacrime agli occhi, porta in braccio un bambino. Tutti corrono, la vita che sopravvive alla morte è in quei fremiti, negli sguardi allucinati di chi soccorre e di chi è soccorso.
di Luca Celada
Il Manifesto, 2 aprile 2026
Se la modifica dovesse prevalere, potrebbe impattare su 250mila neonati all’anno e, anche se ufficialmente non retroattiva, non potrebbe che aprire la porta a possibili future revisioni. Il dibattimento della Corte suprema sullo ius soli è stato trasmesso in diretta da molte emittenti e in tempo reale sui siti dei principali quotidiani. In aula un ospite d’eccezione, Donald Trump che è diventato il primo presidente della storia nazionale a presenziare un procedimento del massimo tribunale. Messaggio inconfondibile di un presidente che ha apertamente criticato i giudici per mancanza di fedeltà a “lui che li ha nominati”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 1 aprile 2026
Andrea Piazzoli, consigliere dell’Ordine degli Psicologi della Toscana: “Bisogna ripensare il carcere e iniziare a considerarlo come un ecosistema umano. Servono investimenti sugli spazi e sul supporto psicologico”. Il sovraffollamento “non è solo un problema logistico, ma un fattore che alimenta la violenza e il disagio mentale all’interno degli istituti penitenziari. Se non si interviene in modo strutturale non potrà che peggiorare”. “A rischio anche la salute mentale di chi lavora in carcere, non solo dei detenuti. Servono investimenti sugli spazi e su supporto psicologico”.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 1 aprile 2026
Rafforzare la prevenzione del suicidio in carcere attraverso un approccio multidisciplinare, una maggiore integrazione tra operatori e un potenziamento degli strumenti di sostegno psicologico. È questo l’obiettivo delle nuove linee guida per la prevenzione degli autolesionismi in ambito penitenziario emanate il 9 marzo scorso dal dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia, che aggiornano e integrano le strategie già in vigore. L’analisi dei dati relativi al periodo 2015-2025 - svolta dal gruppo di lavoro multidisciplinare per la prevenzione del rischio suicidario in ambito penitenziario - evidenzia un andamento complessivamente crescente dei suicidi e dei tentativi di suicidio, indipendentemente dal numero dei detenuti. Tra i fattori di maggiore rischio emergono specifici contesti criminologici e personali: in particolare, una quota significativa dei casi riguarda detenuti responsabili di maltrattamenti in ambito familiare, atti persecutori e, in misura minore, omicidi di familiari.
Il Dubbio, 1 aprile 2026
Pd, Azione, Avs e M5s chiedono chiarimenti al ministro della Giustizia sulla posizione di due dirigenti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. L’informativa sul Dap chiesta a Nordio diventa il nuovo terreno di scontro politico alla Camera, dove le opposizioni hanno chiesto al ministro della Giustizia di riferire con urgenza sulla posizione di due dirigenti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. A sollevare il caso, intervenendo sull’ordine dei lavori in Aula, è stata la deputata del Pd Debora Serracchiani, che ha chiamato in causa direttamente il direttore generale dei detenuti e del trattamento Ernesto Napolillo e la sua vice Lina Di Domenico. La richiesta nasce dal fatto che, secondo quanto richiamato in Aula, entrambi sarebbero stati presenti allo stesso tavolo con l’onorevole Andrea Delmastro e la dottoressa Giusi Bartolozzi alle Bisteccherie d’Italia, circostanza che le opposizioni collegano alla vicenda emersa negli ultimi giorni. Il pressing parlamentare si allarga così dal caso politico-giudiziario alla gestione complessiva del sistema penitenziario.
di Massimo Donini
L’Unità, 1 aprile 2026
Cari amici del “no”, avete paventato il vento della destra, come se fosse in gioco la democrazia e avete fatto una cosa utile, ma non avete risolto il problema fondamentale, perché diritto e politica non sono la stessa cosa. La vittoria del “no” si è abbattuta sul governo con la forza delle cose che accadono. Il carattere totalmente politico del dibattito massmediatico ha annullato la percezione collettiva già debole dei profili tecnici dei quesiti e il risultato travolgente le politiche del Ministro Nordio può essere valutato a posteriori per gli aspetti prevalentemente positivi che reca con sé, stemperando il clima di odio che si era creato. Tuttavia, sul piano giuridico e costituzionale l’appuntamento è stato mancato dagli italiani, che non hanno votato sul tema specifico del governo della magistratura, delegittimando forse definitivamente l’istituto del referendum, che è diventato uno strumento di lotta politica generale.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 1 aprile 2026
Mancano i pareri della commissione Bilancio sugli emendamenti al Dl sicurezza e la seduta della commissione Affari costituzionali, prevista per ieri sera, per questa sera è stata sconvocata. Se ne riparlerà quindi stamattina a partire dalle 9 mentre alle 14 dovrebbe cominciare in commissione il confronto sui testi, a partire dall’articolo 1 del provvedimento sui “coltelli”.Al termine della riunione di ieri il presidente nonché relatore al provvedimento Alberto Balboni di FdI ha letto le dichiarazioni di inammissibilità e improponibilità: circa 150 sui 1.215 emendamenti (di cui 120 della maggioranza) sono stati cassati. In particolare, soltanto un emendamento sarebbe risultato inammissibile in quanto privo di portata modificativa.
di Andrea Colamedici e Maura Gancitano
Vanity Fair, 1 aprile 2026
Ogni volta che un adolescente fa qualcosa di violento, la reazione dell’opinione pubblica è quella di chiedere pene severe e metal detector nelle scuole, perché una volta i giovani ubbidivano, mentre adesso non sono in grado di stare al mondo. Il tredicenne di Trescore Balneario che ha accoltellato la sua professoressa filmandosi con il telefono al collo ha prodotto in poche ore l’intero copione, generando indignazione, la richiesta di punizioni esemplari e la promessa di tolleranza zero da parte dello Stato. Eppure, la repressione e il controllo non rappresentano affatto una via efficace per comprendere le ragioni di questa violenza, né per evitare che accada di nuovo. Negli ultimi tre anni, dal decreto Caivano, i minori detenuti negli istituti penali sono aumentati di oltre il 50 per cento e per la prima volta nella storia italiana gli Istituti Penali per i Minorenni sono sovraffollati, ma la violenza non è calata.
- Il ritardo nell’applicazione dei domiciliari può configurare ingiusta detenzione
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- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Mattanza in carcere: pagano le vittime, non i picchiatori











