di Errico Novi
Il Dubbio, 4 settembre 2026
Persino il più rigorista dei “giudiziari” di governo, Andrea Delmastro, fissò una priorità, nelle interviste pre-elettorali del 2022: il “ritorno alla prescrizione sostanziale”, perché “non è più tollerabile il paradigma dell’imputato in servizio permanente effettivo”. Era il preambolo di un piano giustizia che, per la maggioranza di centrodestra, avrebbe dovuto coniugare certezza della pena e garanzie nel processo, ma senza che le seconde si riducessero a un optional. Poi le cose sono andate un po’ diversamente. Non un tradimento assoluto delle intenzioni anche buone inserite nel programma, questo no: sarebbe oggettivamente falso. Ma certo, la costante dei quattro anni di governo Meloni si può sintetizzare, sul versante giustizia, in modo piuttosto semplice: concretezza e pragmatismo sui provvedimenti “rigoristi”, sugli innumerevoli decreti e ddl sicurezza che hanno scandito i semestri della legislatura, a fronte di una notevole maggior fatica nel portare a casa le misure garantiste, con una seconda parte del quadriennio straziata dai rinvii e dall’inconcludenza, soprattutto su alcune leggi che sembravano già in tasca.
di Glauco Giostra
Avvenire, 4 settembre 2026
Commentare un provvedimento giudiziario senza conoscere gli atti che l’hanno preceduto e la sua integrale motivazione è un esercizio di supponenza sempre; uno sbinariamento dalle rotaie costituzionali quando è opera di un esponente delle istituzioni. Ha giustamente turbato l’opinione pubblica la deprecabile vicenda che ha visto un uomo palpeggiare una ragazzina in un minimarket della periferia torinese. Ma a suscitare ancor più indignazione è stato il provvedimento con cui il gip, dopo 48 ore di detenzione, ha disposto la scarcerazione con obbligo di firma del reo confesso. Come sempre, quando il giornalista o il politico sa di poter incontrare o di poter suscitare l’indignazione popolare, si sono scatenati i titoli a caratteri cubitali tipo “I giudici liberano chi stupra” o “L’Italia paradiso degli stupratori”.
di Elisa Sola
La Stampa, 4 settembre 2026
Il Riesame fissa l’udienza per valutare il carcere. La paura nel quartiere. Minacce all’avvocata dell’indagato. Il giorno dopo il tentativo di spedizione punitiva da parte di un branco di sconosciuti, Jalal Uddin riceve i clienti con aria tesa. È mattina. Dà il resto a un uomo che paga una Corona mentre fissa il telefonino. C’è un ragazzino che su TikTok si finge giornalista e mostra le immagini del suo negozio. Dice che quello è il locale dove una ragazza di 13 anni è stata abusata. “Come si fa a fargli togliere quei video? Non sono io quell’uomo. Io ho solo la sfortuna di avere un minimarket a fianco di quello di cui parlano tutti”. La follia dei social sparge odio e informazioni false. E Jalal quell’odio lo sente sulla pelle.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 settembre 2026
Il ministro Carlo Nordio ha disposto l’invio di ispettori dopo che una gip di Torino non ha confermato il fermo di polizia per un uomo accusato di aver palpeggiato il seno di una minorenne. Ne parliamo con Raffaele Piccirillo, sostituto procuratore generale in Cassazione e già capo di Gabinetto con due predecessori di Nordio a via Arenula, Alfonso Bonafede e Marta Cartabia.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 4 settembre 2026
La Cassazione, sentenza n. 32649/2026, chiarisce che la non occasionalità si colloca su un piano intermedio e non basta, da sola, a integrare l’abitualità che a sua volta non può derivare da un criterio meramente quantitativo. In tema di spaccio, la nozione di abitualità della condotta quale causa ostativa al riconoscimento della lieve entità del fatto, postula una serialità di azioni tale da evidenziare una stabile propensione all’attività criminosa e si colloca su un piano distinto dalla non occasionalità, che presuppone una condotta non meramente episodica, pur senza raggiungere quel grado di reiterazione e stabilità che connota l’abitualità.
di Christian Donelli
parmatoday.it, 4 settembre 2026
La denuncia della Garante dei detenuti, Veronica Valenti. Ben Assen Adnan. È questo il nome del detenuto di 46 anni di origine tunisina morto all’Ospedale Maggiore di Parma dopo essersi impiccato nella sua cella in isolamento all’interno del carcere di via Burla di Parma. Nella giornata di giovedì 27 agosto aveva tentato il suicidio. Era stato trasportato nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Maggiore ma non ce l’ha fatta. È deceduto nella giornata di martedì 1° settembre. Ed è la quarta morte nelle carceri dell’Emilia-Romagna dall’inizio dell’anno. Un conteggio atroce, una vita spezzata nell’indifferenza generale. Anzi. I commenti che arrivano ad articoli di questo tipo sono sempre più violenti. Impensabili in una comunità civile. Abbiamo parlato dell’ennesimo suicidio nel carcere di via Burla con la Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Parma Veronica Valenti.
Il Germe, 4 settembre 2026
Potrebbe essere una svolta giudiziaria a portare alla riesumazione della salma di Pietro Guccione, il detenuto di 62 anni deceduto nel carcere di massima sicurezza di Sulmona. Il giudice per le udienze preliminari Irene Giamminonni ha infatti disposto l’incidente probatorio sulla documentazione sanitaria dell’uomo, fissando la data della super perizia per il 17 novembre. Il provvedimento accoglie l’istanza avanzata dal legale della difesa, l’avvocato Alessandro Margiotta, per un accurato riesame clinico che, trattandosi di accertamenti irripetibili, potrebbe rendere necessaria l’esumazione del corpo. Il procedimento, scaturito dalla richiesta di rinvio a giudizio presentata dal sostituto procuratore Stefano Iafolla, vede attualmente indagati tre medici in servizio presso la struttura penitenziaria peligna.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 4 settembre 2026
La storia della 19enne riapre la questione della struttura per madri detenute promessa e mai realizzata. Diciannove anni, incinta al settimo mese, detenuta in cella nel carcere di Sollicciano da quasi dieci giorni. È la vicenda di una ragazza rumena che nei giorni scorsi è stata arrestata per un furto d’auto. Da quanto risulta, si trova in Italia con il compagno che vive in zona Carrara, non parla praticamente una parola d’italiano e vive di stenti. È rimasta incinta sette mesi fa e non avrebbe alcun aiuto per portare avanti la gravidanza, motivo per cui si sarebbe ritrovata a compiere un furto insieme al compagno. Arrestata dagli agenti in Versilia, è stata condotta nel di Sollicciano anche a causa della mancanza di strutture adeguate per le donne in stato di gravidanza che si macchiano di reati.
di Corrado Ciampi
La Nazione, 4 settembre 2026
Il vicepresidente della Commissione sanità ieri nel carcere di Santa Caterina per verificare le criticità “La struttura è sana, pulita e dignitosa, ma resta aperta anche a Pistoia la questione del sovraffollamento”. Ha toccato anche il carcere di Santa Caterina a Pistoia il percorso di ricognizione e vigilanza organizzato dal vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Toscana Federico Eligi per raccogliere i dati e aprire l’iter per l’aggiornamento della legge regionale per la tutela del diritto alla salute delle persone detenute, ferma al testo del 2005. Il consigliere regionale ha fatto visita alla Casa Circondariale di via dei Macelli di fatto promuovendo lo stato dell’edificio, a fronte comunque dei problemi che permangono: “L’infrastruttura è sana, pulita, dignitosa e ben tenuta e non ha bisogno di grandi interventi, un’eccezione rispetto al quadro toscano. La struttura garantisce il rispetto della dignità di chi ci lavora e di chi lì si trova per scontare la pena”.
di Daniele Bovi
umbria24.it, 4 settembre 2026
Nel penitenziario si lavora ai due nuovi padiglioni che aggiungeranno 200 posti. Tra caldo e sovraffollamento, tanti i problemi discussi nella visita organizzata dalla Camera penale di Perugia. Con un tasso di sovraffollamento simile a quello attuale, il carcere di media sicurezza di Perugia Capanne potrebbe toccare in un futuro non troppo lontano i 750-800 detenuti; scenario che porterebbe con sé, ovviamente, problemi di notevole importanza. Anche di questi numeri si è discusso giovedì in occasione di “Ristretti in agosto”, l’iniziativa della Camera penale di Perugia che ha organizzato una visita all’interno del penitenziario, alla quale hanno partecipato anche i vertici di diverse istituzioni.
- Lucca. “Nel carcere di San Giorgio situazione drammatica, la politica intervenga”
- Brescia. Carcere di Verziano, si è concluso anche l’ultimo sopralluogo, ora il cantiere è aperto
- Porto Azzurro (Li). Detenuti e agenti formati all’uso del defibrillatore
- Firenze. Promosso dall’Ucpi un confronto nazionale sulla crisi dell’esecuzione penale
- Bolzano. Il teatro abbraccia il carcere: le attività dello Stabile che coinvolgono i detenuti









