di Chiara Lalli
Il Dubbio, 31 marzo 2026
A metà marzo la giudice per le indagini preliminari di Milano, Sara Cipolla, ha accettato la richiesta di archiviazione dei pubblici ministeri Tiziana Siciliano e Luca Gaglio nei confronti di Marco Cappato. Cappato era indagato per avere accompagnato in Svizzera Elena e Romano ad agosto 2022 e a novembre 2022. Elena e Romano avevano deciso di morire, o meglio avevano deciso di non voler più vivere nelle condizioni in cui la malattia li aveva costretti. La questione principale riguarda il cosiddetto trattamento di sostegno vitale e la sua interpretazione. È una condizione necessaria per il suicidio assistito e, soprattutto, cosa significa? Quando la Corte con la sentenza 242 del 2019 ha dichiarato illegittimo l’articolo 580 in determinate circostanze, tra quelle c’era l’avere un trattamento di sostegno vitale. Che cosa significa invece non è mai stato chiarissimo.
di Gabriele Segre
La Stampa, 31 marzo 2026
Chi può fare la guerra, prima o poi la fa. È la prima e più antica legge della politica: da Machiavelli in avanti, se riempi gli arsenali, presto o tardi troverai anche una buona ragione per svuotarli. Del resto, non ha senso lasciare la potenza in magazzino. Accanto a questo principio, però, ne esiste un altro, meno intuitivo, meno citato nei manuali, ma proprio per questo più rivelatore della folle spirale bellica nella quale stiamo precipitando: chi è convinto di avere il futuro dalla propria parte, la guerra preferisce rinviarla a data da destinarsi. Certo, non è filosofia da Nobel per la pace. È puro calcolo, più psicologico che militare, ma non per questo meno strategico. Immaginate uno Stato che guarda l’orizzonte e non vede che una lunga stagione di magra: stagnazione economica, culle vuote, avversari che si rafforzano mentre il Paese si svuota e chi rimane si ubriaca di malumore. Di fronte a un inverno senza primavera, la guerra smette di sembrare una follia e comincia ad assomigliare a un investimento: strappare oggi, con la forza, ciò che il tempo di certo non regalerà più domani. Se, al contrario, nell’aria si sente profumo di orizzonti fecondi, la guerra torna ad apparire per quello che è: una disastrosa assurdità. Molto meglio lasciare che sia il “Generale Tempo” a fare il suo mestiere - vincendo sulla concorrenza a colpi di Pil e prosperità, anziché con missili e cannoni.
di Daniela Fassini e Nello Scavo
Avvenire, 31 marzo 2026
La denuncia dell’ultimo rapporto delle Nazioni Unite sulla Libia: un intero Paese è in mano ai gruppi armati, il ritorno di Almasri dall’Italia dice che la giustizia è irrilevante. A denunciare l’ennesima tragedia del mare è ancora una volta la Ong Mediterranea Saving Humans che conferma gli allarmi e i timori allertati solo due giorni fa da Alarm Phone: un naufragio al largo della Tunisia con 19 corpi recuperati e almeno 21 dispersi. “Si trattava di una imbarcazione partita dal porto tunisino di Sfax la mattina del 28 marzo con 56 persone a bordo e che si è imbattuta nel mare in tempesta non appena allontanatasi dalla costa” spiega la Ong. “Sul posto è intervenuta la Guardia nazionale tunisina che ha soccorso e riportato a terra solo 16 sopravvissuti - aggiunge la Ong - Mentre la barca Safira continua la sua missione di monitoraggio in mare proprio nelle acque tra la Tunisia e Lampedusa, dall’isola pelagica arriva un’altra brutta notizia: durante la sua ordinaria attività di pattugliamento una motovedetta della Guardia Costiera italiana ha recuperato oggi pomeriggio (lunedì pomeriggio, ndr) un corpo senza vita, probabilmente in mare da diversi giorni”. Grande preoccupazione viene infine espressa dall’equipaggio di Mediterranea Saving Humans dal momento che una nuova forte perturbazione investirà da lunedì il mar Mediterraneo centrale.
di Eliana Riva
Il Manifesto, 31 marzo 2026
Il Parlamento approva la legge voluta da Ben Gvir e appoggiata dal premier: impiccagione e nessuna possibilità di appello. Violenza e suprematismo sono i due principi fondamentali su cui si regge la legge approvata ieri dal parlamento israeliano. Quel cappio che i deputati e le deputate hanno esibito con orgoglio dai banchi della Knesset è il sigillo legale di un sistema che valuta le vite dei palestinesi meno di niente e che, soprattutto, attribuisce allo Stato ebraico un primato etico tale da permettergli di formulare norme rimanendone però immune.
di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi
La Repubblica, 30 marzo 2026
Il caso di Domenico Pappacena e la lettera di sua figlia: “Non è un uomo da cui la società deve difendersi ma una persona fragile che oggi avrebbe bisogno, prima di tutto, di essere curata”. Quando il cuore non riceve un sufficiente apporto di sangue e ossigeno si ha, di norma, una condizione medica patologica denominata cardiopatia ischemica. È una malattia assai comune e la causa più frequente è un’ostruzione delle arterie che nutrono il cuore, ossia le coronarie. Quando l’ostruzione è graduale si ha una condizione cronica, quando è improvvisa si ha l’infarto miocardico. Chi è affetto da questa patologia deve essere curato tempestivamente tramite dei farmaci specifici (nei casi meno gravi) o con interventi che vanno da una procedura mininvasiva (stent coronarico) fino a un vero e proprio intervento chirurgico: il cosiddetto “bypass”, riservato ai casi più seri, come spesso accade ai pazienti diabetici. Questo intervento richiede anestesia totale, apertura del torace e in molti casi l’utilizzo di un supporto della circolazione extra-corporea (poiché il cuore è fermo durante l’operazione, c’è una macchina che lavora al posto suo e dei polmoni).
di Nando Pagnoncelli
Corriere della Sera, 30 marzo 2026
Ecco che cosa gli italiani pensano dell’esito del referendum sulla magistratura: per un elettore su 5 è “una sconfitta per il governo e i partiti di maggioranza”, ma solo il 5% pensa che la premier si sia esposta troppo. Il referendum appena concluso, caratterizzato da una partecipazione inaspettata e da una vittoria netta dei No, sta provocando importanti ripercussioni, con una catena di dimissioni nell’esecutivo e fuori, preludio di un riassetto mirato ad affrontare a ranghi serrati l’ultimo anno e mezzo di governo.
di Ernesto Lupo
Il Domani, 30 marzo 2026
Il ministro ha riconosciuto la propria responsabilità per la sconfitta della maggioranza referendum, ma ha scelto di non fare un passo indietro. Le questioni irrisolte della giustizia italiana intanto rimangono: per affrontarle con metodo e contenuti nuovi occorrono persone diverse da quelle che sono state bocciate dal voto popolare. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha riconosciuto la propria responsabilità politica per la sconfitta della maggioranza nel recente referendum sulla riforma costituzionale. Il termine responsabilità comporta la sottoposizione a una sanzione, di carattere giuridico o politico a seconda del tipo di responsabilità.
di Silvana De Mari
La Verità, 30 marzo 2026
Lo scandalo degli innocenti in galera e dei magistrati impuniti è troppo grande per non porvi rimedio. Ogni giorno, in Italia, tre persone innocenti finiscono in carcere. Non si tratta di casi isolati o eccezionali, ma di una realtà che si ripete con inquietante regolarità, tre casi al giorno, 30.000 negli ultimi 30 anni. Parliamo di individui che vedono la propria vita spezzata: mesi, talvolta anni, prima che la loro innocenza venga riconosciuta, quando ormai il danno è irreparabile. Relazioni compromesse, carriere distrutte, reputazioni cancellate. E, aspetto forse ancora più sconcertante, senza che quasi mai qualcuno sia chiamato a rispondere per questi errori.
di Sandro Marotta
La Stampa, 30 marzo 2026
Boom di domande dalle strutture di Asti e Saluzzo per l’unico spazio per colloqui intimi che si trova però a Torino. Ci sono decine di detenuti delle carceri del Piemonte che hanno fatto richiesta per usufruire della stanza dell’affettività della Casa circondariale di Torino, ma al momento non hanno ancora ricevuto un riscontro. Solo 50 provengono dal carcere di Saluzzo, un istituto di alta sicurezza con circa 350 detenuti. Il dato è confermato dal garante saluzzese Paolo Allemano: “Hanno fatto domanda in massa, come class action - spiega. Non si può negare che sia un bisogno reale, al momento però non si è ottenuto alcun via libera”.
di Anna Foti
ilreggino.it, 30 marzo 2026
Sono i due strumenti con cui vorrebbe intervenire sugli istituti calabresi la provveditrice regionale che auspica unità d’intenti. “Sovraffollamento e carenza di agenti penitenziari? Criticità nazionali”. “Sono ottimista sulle attività e su quello che si può organizzare nella regione Calabria, partendo da esperienze come quella della donazione della palestra alla sezione femminile Nausicaa del carcere Giuseppe Panzera di Reggio Calabria da parte del Soroptimist Italia. Fondamentale è il coinvolgimento della società civile, che ci deve dare una grande mano”.
- Trentino Alto Adige. Centri per i rimpatri, la sentenza della Consulta accende il dibattito
- Augusta (Sr). La morte del detenuto messinese: “Aveva un quadro clinico complicato”
- Brescia. Il sovraffollamento in carcere non permette riscatto e giustizia
- Asti. Il paradosso dello spettacolo dei detenuti per le scuole è vietato agli studenti
- Genova. Dopo 24 anni stop alla Via Crucis nel carcere di Marassi, monta la protesta











