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di Dafne Roat

Corriere del Trentino, 30 marzo 2026

Il senatore Patton: “Sono un carcere”. FdI: “Accoglienza, ma nella legalità”. La Corte Costituzionale sui Cpr: con pericolo di fuga o reati, il questore può trattenere i migranti anche senza convalida della Corte d’Appello. C’è chi parla già di una sconfitta dei magistrati pro migranti. In realtà la Corte Costituzionale invita il Parlamento a modificare l’attuale legge per “uniformarsi agli obblighi dell’Unione Europea”. Ma la sentenza della Consulta, che ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità sollevate dalla Cassazione, arriva in un momento di forti tensioni e polemiche sui Cpr che in Trentino hanno travolto anche l’arcivescovo Lauro Tisi. La Corte ha stabilito che il questore può adottare un provvedimento di trattenimento per altre 48 ore di uno straniero in un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr), anche se la Corte d’appello non lo ha convalidato, se c’è un rischio di fuga e o “abbia commesso gravi reati”, scrivono i giudici.

Il Pd: “La libertà personale non può essere compressa” - Una decisione, rispetto al caso da cui partiva, che non giunge inaspettata”, commenta l’avvocato Andrea de Bertolini, capogruppo regionale del Pd. “Per quanto la pronuncia abbia ritenuto non fondata la questione, nuovamente i giudici Costituzionali hanno ribadito quanto già detto nella sentenza 96 del 2025: la disciplina della detenzione amministrativa italiana è afflitta da un vulnus costituzionale, con riferimento alla riserva assoluta di legge di cui all’articolo 13 della Costituzione. Con un rinnovato sollecito al legislatore che in modo responsabile lo risolva quanto prima. D’altra parte - osserva - se la direttiva rimpatri e la direttiva accoglienza richiedenti protezione, come si sa, prevedono un complesso e articolato sistema di trattenimenti amministrativi, d’altro lato, la libertà personale per come riconosciuta dall’articolo 13 della Costituzione rimane presidio fondamentale che non può patire compressioni illegali”. Poi allarga la riflessione: “Tutto ciò risalta ancor più a fronte delle effettive condizioni dei nostri Cpr. Sono luoghi di oblio e di cronicizzata violazione dei diritti fondamentali e della dignità della persona. Con una perfetta coincidenza di giudizio su più piani: giuridico, politico, etico e religioso. Dunque, come ha detto nuovamente dalla Corte e come ben detto dal vescovo Tisi, pensiamo ai Cpr, che sono una tragedia. E senza ipocrisie o demagogie francamente irricevibili, lavoriamo per superare questa incivile evidenza”.

FdI: “Accoglienza sì, ma nella legalità” - L’avvocato Nicola Canestrini ricorda invece che “un giudice ha ordinato la liberazione. La legge consente che la persona resti in cella per altri due giorni senza alcun provvedimento: questo non è un caso limite, è la negazione dell’habeas corpus. La Corte costituzionale - afferma - ha scelto di non decidere, ritenendo la questione irrilevante ai fini della decisone, ma il silenzio su una violazione non la rende legittima”.

La sentenza apre un dibattito anche sul piano politico. Il deputato Andrea de Bertoldi (FdI) invita a evitare le tifoserie. “Credo che affrontare temi di questa importanza con partigianeria o in modo ideologizzato e integralista sia sempre sbagliato”, afferma e richiama “le autorità politiche e religiose a un atteggiamento più responsabile”. Poi, riferendosi alla magistratura, aggiunge: “Non credo che ci siano giudici tifosi che si scagliano contro o pro migranti. A temi così delicati ci si deve approcciare con i valori che ognuno ha e io da cattolico sono a favore dell’accoglienza, ma sono altrettanto a favore della legalità, quindi avere migrazioni controllate e legali che vanno ovviamente supportate con l’integrazione e il sostegno. Di fronte all’illegalità bisogna però avere un atteggiamento fermo. Mi sembra sia questo quello che ha detto la Corte Costituzionale”. Poi sul caso Tisi, de Bertoldi invita tutti a fare “un piccolo passo di lato e a confrontarsi in modo più moderato. Lo dico con la massima reverenza nei confronti dell’arcivescovo e amicizia nei confronti dei consiglieri di centrodestra che si sono espressi. Credo - continua - che l’accoglienza sia un valore, soprattutto per noi cristiani, ma c’è un limite nella legalità. Quindi va valutato caso per caso. Il migrante che viene qui per delinquere non lo deve proteggere né la chiesa e neppure la politica, ma evitiamo le fazioni”.

Il senatore Patton: “Il Cpr è un carcere” - Per il senatore del centrosinistra Pietro Patton “si dovrebbe tenere conto delle sentenze della Corte Costituzionale”, ma “il ragionamento non va fatto sulla sentenza, ma sui Cpr”. Patton esprime piena solidarietà all’arcivescovo Lauro Tisi, auspicando un confronto più rispettoso e moderato. “Per il Trentino il tema immigrazione è un tema di integrazione e questo significa conoscenza della lingua, cercare di dare ai migranti una dimensione professionale, riconoscendo il contributo che possono dare anche per risolvere alcuni problemi - spiega -. Il Cpr invece è un carcere e il problema dei migranti non può essere un problema di ordine pubblico, ma di civiltà e convivenza”. Poi si lascia andare a una battuta: “L’Italia non è in grado di gestire le carceri attuali, figuriamoci se riuscirà a gestire i Cpr”. Infine il pensiero torna a Tisi: “Se i politici ritengono di poter dire qualunque cosa devono riconoscere anche agli altri, Chiesa compresa, la possibilità di dire la propria opinione. Altrimenti torniamo a un regime”.