sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Rosario Pasciuto

Gazzetta del Sud, 30 marzo 2026

L’autopsia eseguita sul corpo di Francesco Capria, il detenuto messinese morto nel carcere di Augusta, ha evidenziato un quadro clinico complicato. L’esito dell’esame si conoscerà fra tre mesi. Intanto la Procura di Siracusa starebbe per effettuare le prime iscrizioni sul registro degli indagati. Un quadro clinico generale piuttosto precario. È quanto emerso dall’autopsia eseguita sul corpo del 41enne messinese Francesco Capria morto lo scorso 18 marzo nel carcere di Augusta. A disporre l’esame la sostituta procuratrice Violetta Leonardi che sul decesso di Capria ha aperto un fascicolo al momento ancora contro ignoti ma sarebbero imminenti le prime iscrizioni sul registro degli indagati. Ad eseguire l’esame autoptico il medico legale incaricato dalla Procura di Siracusa alla presenza della consulente di parte, la professoressa Daniela Sapienza.

L’esito si conoscerà fra novanta giorni, il tempo richiesto dal medico legale per depositare la consulenza. Ma dai primi accertamenti sarebbero evidenti alcuni segnali, come la condizione dei polmoni piuttosto compressi. Il che confermerebbe i dubbi espressi dal legale della famiglia, l’avvocato Giuseppe Bonavita, circa la compatibilità delle condizioni di salute di Capria con il regime carcerario. Tanto è vero che il legale aveva già chiesto al Tribunale di Sorveglianza di verificare tale compatibilità chiedendo per il suo assistito la sospensione della pena o in alternativa gli arresti domiciliari. Ma il 18 marzo scorso una telefonata ai genitori di Capria avvisava della morte in carcere del 41enne per arresto cardiocircolatorio.

Adesso l’inchiesta della Procura siracusana punta ad accertare le reali condizioni di salute del detenuto che stava scontando ad Augusta una condanna a sei anni ed 8 mesi di reclusione dopo aver trascorso un periodo nel carcere di Barcellona. Dopo la consegna della salma ai familiari venerdì sono stati celebrati i funerali di Francesco Capria nella chiesa della Madonna delle Lacrime a Bordonaro. Proprio davanti a quella chiesa nei giorni scorsi familiari ed amici avevano inscenato una protesa chiedendo giustizia per Francesco e ha risposto in modo un po’ critico.