casertanews.it, 9 luglio 2026
La pm Alessandra Pinto racconta la vicenda di Fakhri Marouane: “Aveva intrapreso un percorso di rieducazione, mi scriveva delle lettere”. “Fakhri Marouane non era un santo come non lo sono altri detenuti, ma aveva fiducia nello Stato italiano e aveva per questo intrapreso un percorso di rieducazione, seguendo la scuola e corsi di scrittura. Sapeva di aver sbagliato e più volte me lo aveva confidato, ma è stato tradito proprio da rappresentanti dello Stato”. Sono parole cariche di pathos ed emozione quelle con cui la pm Alessandra Pinto, durante la requisitoria nel maxi-processo (105 gli imputati) per le violenze commesse dai poliziotti penitenziari il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere ai danni di circa 300 detenuti del reparto Nilo, ricostruisce la vicenda del 30enne di origine marocchina Fakhri Marouane, vittima dei pestaggi e poi trasferito nel carcere di Pescara, dove nel maggio 2023 si diede fuoco; morì dopo due mesi di agonia al Policlinico di Bari.
di Stefania Consenti
Il Giorno, 9 luglio 2026
Non è un carcere per donne: “Poche e discriminate dietro le sbarre. Svaghi e lavoretti, qui a Bollate tutto di serie B”. Susanna Ripamonti, direttrice del periodico scritto dai detenuti e dalle detenute del penitenziario vicino a Milano, solleva il tema in un libro il cui ricavato andrà a finanziare il giornale: “Più ascolto, serve parità di genere e prevedere videochiamate con la famiglia”. “Il carcere è “maschio”. Una struttura pensata per gli uomini, pensata dagli uomini, che non ha la capacità di affrontare la specifica sofferenza delle donne. Le donne sono condannate a doppia pena”.
La Sicilia, 9 luglio 2026
La rivolta dei detenuti della casa circondariale di Enna seppur finita ha lasciato delle conseguenze ed aperto un focus su quelli che sono i problemi, mai risolti, dell’istituto penitenziario ennese. Anni di richieste e di appelli caduti nel vuoto che rendono ogni giorno la vita difficile al personale che vi lavora ma anche ai reclusi. Per cercare di dare una risposta alle esigenze espresse è intervenuto l’assessore regionale all’energia, l’ennese Francesco Colianni ieri in vista al “Bodenza”. Quanto accaduto “impone una riflessione seria e un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni” osserva Colianni condividendo che l’istituto “necessita di interventi infrastrutturali urgenti”.
di Sabrina Narezzi
La Prealpina, 9 luglio 2026
I detenuti battono contro le grate e chiedono diritti e condizioni più dignitose. È iniziata intorno alle 20.45 di ieri sera e s’è conclusa un’ora più tardi la protesta dei detenuti della casa circondariale dei Miogni. Dalle celle hanno iniziato a battere con forza vetri, persiane e oggetti metallici contro le grate, facendo risuonare il carcere per diversi minuti. Una manifestazione di disagio che, a distanza di oltre mezz’ora dall’inizio, era ancora in corso. Le voci dei detenuti si sono levate nitide all’esterno dell’istituto. “Abbiamo bisogno di aria”, “Vogliamo che siano rispettati i nostri diritti”, “Noi siamo esseri umani”, hanno gridato ripetutamente, accompagnando le parole con il rumore incessante dei colpi contro inferriate e serramenti.
genovaquotidiana.com, 9 luglio 2026
In commissione a Tursi la Consulta Carcere-Città fa il punto su formazione, inclusione sociale e lavoro. Cristina Lodi ed Emilio Robotti: “Serve una rete contro marginalità e recidiva”. La Consulta Carcere-Città torna al centro del confronto politico e amministrativo a Palazzo Tursi. Questo pomeriggio si è riunita la commissione consiliare congiunta Welfare, Sviluppo economico e Pari opportunità, dedicata all’organismo creato nel 2025 dall’Amministrazione comunale per rafforzare il rapporto tra sistema penitenziario e città, con l’obiettivo di accompagnare detenute e detenuti verso percorsi concreti di reinserimento sociale e lavorativo una volta scontata la pena.
di Gigliola Alfaro
toscanaoggi.it, 9 luglio 2026
Il racconto di don Enzo Pacini, direttore della Caritas e cappellano della Casa circondariale. Accoglienza, reinserimento sociale, giustizia riparativa, sensibilizzazione della cittadinanza. Sono tra le attività che la Caritas diocesana di Prato porta avanti con il sostegno dell’8×1000 alla Chiesa cattolica. “I progetti Caritas sul carcere sono attivi dal 2017 circa - ci racconta don Enzo Pacini, direttore della Caritas diocesana di Prato e cappellano della casa circondariale La Dogaia -, alcuni sono specificamente a favore di chi vive in carcere, per esempio abbiamo avuto la possibilità di avere dei fondi per i detenuti bisognosi e per sostenere anche un gruppo di volontari della San Vincenzo con cui collaboriamo che gestisce il guardaroba interno al carcere, con l’acquisto di biancheria per i detenuti che non hanno famiglia”. Tramite un’operatrice della Caritas in questi anni “abbiamo avuto alcuni inserimenti lavorativi e tirocini per ex detenuti”.
Corriere del Mezzogiorno, 9 luglio 2026
Circa 1.500 persone con problemi di dipendenze sono state aiutate in carcere a ritrovare spazi di socialità e ad alleviare la sofferenza della detenzione, negli ultimi 10 anni. Succede a Napoli nella casa circondariale “Giuseppe Salvia” di Poggioreale, grazie al progetto “IV Piano” realizzato da Gesco e dalla coop associata “Era”, con il Dipartimento Dipendenze della Asl Napoli 1 Centro, i cui risultati sono stati resi noti nei giorni scorsi durante un convegno interno al carcere con il procuratore generale presso la Corte d’Appello Aldo Policastro e la partecipazione, tra gli altri, dei responsabili dell’amministrazione penitenziaria del carcere e regionale, della Corte d’Appello di Napoli e del Tribunale di Sorveglianza.
forlitoday.it, 9 luglio 2026
L’Associazione “Con...Tatto”, attiva da circa 20 anni all’interno e all’esterno del carcere di Forlì, dalle sue origini fornisce sostegno alla genitorialità delle famiglie e dei minori delle persone detenute. L’associazione di volontariato “Con…Tatto” ha risposto all’appello della direttrice del carcere di Forlì Carmela De Lorenzo, per rifornire le sale colloqui dell’Istituto di alcuni condizionatori finalizzati ad alleviare i momenti settimanali di visita delle famiglie, spesso con bimbi piccoli, presso i propri congiunti detenuti. Infatti, nel periodo più rovente dell’anno, le sale erano diventate invivibili e ogni tipo di attività ne risentita negativamente. In questa situazione, alcune settimane fa i volontari di Contatto riuniti in assemblea hanno deciso di devolvere proprie risorse alla fornitura dei condizionatori, grazie ai contributi della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, gestiti in collaborazione con il Centro di Solidarietà.
di Giovanni Caudo*
Il Domani, 9 luglio 2026
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è stato il più grande programma di investimenti pubblici della storia recente del Paese e la prima preoccupazione era capire se le amministrazioni sarebbero state in grado di trasformare quelle risorse in opere, servizi e risultati concreti. Il 30 giugno si è chiusa la stagione del Pnrr. Per anni ne abbiamo discusso con parole tecniche: risorse, scadenze, milestone, target, gare, cantieri, capacità di spesa. Era inevitabile. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è stato il più grande programma di investimenti pubblici della storia recente del Paese e la prima preoccupazione era capire se le amministrazioni sarebbero state in grado di trasformare quelle risorse in opere, servizi e risultati concreti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 luglio 2026
Il deputato Fabrizio Benzoni ha depositato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia sul trattenimento dei minori stranieri non accompagnati e l’ha resa pubblica in una conferenza stampa alla Camera. Il punto di partenza è la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo nel caso H.D. contro Italia, del 9 aprile 2026, che ha condannato il nostro Paese per come è stato trattenuto un ragazzo minorenne al Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Isola di Capo Rizzuto, nel Crotonese, nel 2023. “Una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ha evidenziato gravi criticità nella tutela dei minori stranieri non accompagnati condannando l’Italia per il trattenimento di un minore in un centro destinato ad adulti e per l’inefficacia della tutela giurisdizionale”, ha spiegato il vicecapogruppo di Azione alla Camera. “A partire da questa pronuncia ho presentato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia per chiedere al governo di evitare il ripetersi di simili violazioni e rafforzare le garanzie a tutela dei minori”.
- Rincorsa a destra sui migranti, Salvini stringe sulla cittadinanza
- “Cittadinanza armata”: così la destra combatte i suoi nuovi nemici
- Migranti. Consiglio di Stato: controlli nei Cpr entro sei mesi
- La febbre delle armi
- Texano detenuto a Ivrea, Amnesty International: “L’Italia non conceda l’estradizione”










