ilvibonese.it, 28 marzo 2026
Incontro tra rappresentanti della sezione vibonese dell’associazione italiana e vertici dell’istituto. Prevista una relazione che confluirà nel monitoraggio nazionale sul sistema penitenziario. Una delegazione dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati di Vibo Valentia ha fatto visita alla Casa Circondariale di Vibo Valentia nell’ambito del programma nazionale di monitoraggio promosso dall’Osservatorio Nazionale Aiga Carceri. Un’iniziativa che si inserisce nel percorso di attenzione dell’associazione verso il sistema penitenziario e le condizioni di detenzione. A rappresentare la sezione vibonese erano il presidente, Dario Garisto, insieme agli avvocati Davide Accorinti e Simone Brosio, quest’ultimo anche referente provinciale dell’Osservatorio. La delegazione è stata accolta dalla direttrice Angela Marcello e dal vicedirettore Omar Melito, avviando un momento di confronto diretto all’interno dell’istituto.
comune.trento.it, 28 marzo 2026
Martedì 31 marzo e 14 aprile, in sala degli Affreschi, i testi presentati saranno l’occasione per riflettere sull’umanità che abita gli spazi di detenzione e sui confini tra il bene e il male. La Biblioteca comunale di Trento propone un ciclo di due incontri dal titolo Conosciamo la Casa Circondariale di Spini di Gardolo, per avvicinare la cittadinanza alla realtà carceraria attraverso le testimonianze e le riflessioni di cinque autori che, da prospettive diverse, hanno raccontato il mondo della detenzione. L’iniziativa invita a interrogarsi sul rapporto tra carcere e comunità, sui confini tra bene e male e sulle possibilità di rinascita che possono emergere anche in contesti difficili. Entrambi gli appuntamenti si terranno alle 17.30 nella sala degli Affreschi della sede centrale della Biblioteca di via Roma.
di Esmeralda Rizzo
La Sicilia, 28 marzo 2026
Il libro “Sconfinamenti - storie dal carcere in libertà” di Massimo Baraldi, diventa un ponte culturale e umano tra studenti detenuti della casa circondariale e gli studenti della classe V Chimici dell’IIS “Majorana - Cascino” guidato dalla preside Lidia Di Gangi. “L’incontro è inserito spiega Marianna Cacciato, responsabile dell’area trattamentale ed educativa del carcere, diretto da Donata Posante - nel Festival del libro e della lettura di Enna. Gli studenti hanno preso parte a un momento di dialogo e formazione nella Casa circondariale piazzese, con i detenuti e gli operatori penitenziari, confrontandosi con lo scrittore Baraldi”.
di Mattia Feltri
La Stampa, 28 marzo 2026
Non molti ricorderanno del giorno in cui fu depositata in Parlamento una proposta di legge “a tutela della salute pubblica”, e “per sviluppare la socialità tra i cittadini”, con l’istituzione del “silenzio tv”. Ogni sabato, se la proposta fosse stata accolta, le emittenti avrebbero sospeso le trasmissioni e gli inosservanti sarebbero stati puniti con l’oscuramento per una settimana. Non era la proposta di legge di due deputati balzani, ma un’iniziativa bipartisan firmata da Adriana Poli Bortone dell’Msi e da Michele Boato dei Verdi, da Luigi Grillo della Dc e da Francesco Forleo del Pci, per il totale di una ventina di sottoscrittori. C’era anche il grande Gino Paoli, nell’unica sua esperienza parlamentare, da indipendente comunista. Era il 1988, la legislatura era cominciata un anno prima e si sarebbe conclusa all’alba di Mani pulite.
di Antonella Inverno*
La Stampa, 28 marzo 2026
Quanto è successo in provincia di Bergamo - il ragazzo di tredici anni, poco più che un bambino, che ha accoltellato la sua insegnante - è solo l’ultimo in ordine di tempo di una serie di atti violenti commessi da giovanissimi in tutta Italia. Questo caso, come gli altri, va guardato nella sua unicità, tuttavia tutti raccontano qualcosa dello stato di salute degli adolescenti e di quello delle relazioni educative. Nella delicata fase dell’adolescenza si è ancora nel pieno di un processo di crescita in cui rabbia e frustrazione possono assumere una forza travolgente, soprattutto quando non trovano spazi di riconoscimento e di elaborazione, quando dentro si accumulano tensioni, incomprensioni, vissuti di esclusione.
di Alessandro Tolomelli*
Il Fatto Quotidiano, 28 marzo 2026
Non una persona da capire ma un pericolo da contenere. È così che si costruiscono i “demoni popolari”, per ripulire la coscienza degli adulti. Nel dibattito pubblico italiano gli adolescenti stanno diventando ciò che in altre stagioni sono stati i migranti, i marginali, i diversi: un bersaglio simbolico su cui scaricare paure collettive, ansie sociali e impotenza adulta. Basta un episodio grave, drammatico, come una violenta aggressione avvenuta in ambito scolastico, perché si metta in moto un meccanismo ormai noto: il caso singolo viene trasformato in prova generale di un’emergenza nazionale, la cronaca diventa paradigma, la complessità scompare e al suo posto arrivano invocazioni di ordine, disciplina, punizione.
di Maurizio Montanari*
Il Fatto Quotidiano, 28 marzo 2026
Non gettiamo la croce addosso agli insegnanti o agli psicologi scolastici. Non è sempre possibile decifrare per tempo i segni di una volontà omicida. Due storie mi tornano alla mente mentre i telegiornali raccontano la vicenda del ragazzo di tredici anni deciso a uccidere la sua insegnante di francese. La prima è quella di Anders Breivik, autore degli attentati di Utøya, in cui furono uccise 77 persone. La seconda è quella di Jamie Miller, il ragazzo al centro della serie Adolescence, raffigurato come un bambino divorato dal risentimento e dall’umiliazione per essere stato definito ‘incel’ dalla coetanea che lui gelidamente uccide. Una storia è reale, l’altra immaginaria, ma entrambe mettono in scena la stessa grammatica dell’odio: lucidità, freddezza, pianificazione, assenza di colpa e di limite.
di Sara Pietracci
ravennanotizie.it, 28 marzo 2026
Immaginate di essere rinchiusi per mesi senza aver commesso alcun reato, senza sapere quando uscirete e senza capire fino in fondo cosa sta succedendo alla vostra vita. È ciò che accade ai cittadini stranieri che finiscono nei Centri di permanenza per il rimpatrio. C’è un tema che - negli ultimi tempi - torna spesso nel dibattito pubblico, ma che resta, nei fatti, poco conosciuto: i CPR. Vengono citati, evocati, difesi o criticati, ma raramente raccontati per quello che sono davvero. Eppure è proprio qui che, ogni anno, migliaia di persone straniere vengono private della libertà personale senza aver commesso reati. Per capire di cosa stiamo parlando bisogna partire dalle parole di chi quei luoghi li conosce da vicino. “Per spiegarmi con chi non conosce la materia, io li chiamo prigioni per stranieri”, spiega Andrea Maestri, avvocato ravennate attivista per i diritti umani. “Perché di fatto i CPR sono questo: luoghi di detenzione amministrativa”.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 28 marzo 2026
Inammissibile il ricorso presentato dalla Cassazione sul caso di un richiedente asilo. La Corte costituzionale ha deciso di non decidere sul cosiddetto “trattenimento per legge” dei cittadini stranieri, una forma di detenzione senza titolo né intervento dell’autorità giudiziaria pensata per mettere una toppa all’ennesima follia creata dal protocollo Albania. Il rinvio era partito dalla Cassazione e riguardava il caso di un migrante detenuto la scorsa primavera prima nel Cpr di Bari, poi in quello di Gjader (dove ha chiesto asilo) e di nuovo nella struttura pugliese. La sentenza della Consulta è di inammissibilità, cui fa da contorno un monito al legislatore sulla “necessità” di intervenire per “rivedere la disciplina in materia”.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 28 marzo 2026
Va in Algeria e festeggia meno sbarchi ma non dice che aumentano i morti (è record dal 2014) e aumentano i profughi consegnati ai tagliagole libici. Giorgia Meloni ha rilasciato dall’Algeria una dichiarazione sulla questione dei migranti che lascia senza parole: una specie di corsa per battere il record del cinismo. Ha parlato di cooperazione con l’Algeria che “resta un modello”, e ha spiegato che questa cooperazione ha permesso di abbattere gli sbarchi e le morti nel Mediterraneo.
- Un mese di guerra con l’Iran e i fronti sono ancora tutti aperti
- E dalla classe si alza una mano: “Chi giudicherà questa guerra?”
- Quando una persona finisce in carcere, chiediamoci perché
- Cari garantisti, andate oltre il voto referendario e guardate alle carceri
- “Carceri al collasso: servono indulto e misure straordinarie”, il monito del Papa











