di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 marzo 2026
“Separazione delle carriere e Csm sono due tracce che possono adesso essere al centro di valutazione ma con lo spirito di confronto e non di contrapposizione”: in modo sorprendente, ieri, il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso ha rimesso sul tavolo una materia che l’esito referendario sembrava aver cancellato. Lo ha fatto durante la conferenza stampa con i giornalisti dopo aver illustrato la sua Relazione annuale e rispondendo a Repubblica che gli chiedeva da dove si riparte in materia di giustizia. La sua frase appare un implicito segnale rispetto al sorteggio come unico vero aspetto problematico da accantonare senza escludere una riapertura del dossier, con però maggioranza e opposizione parlamentare in modalità dialogante. Fonti interne del Pd tuttavia escludono categoricamente questa ipotesi, in quanto le priorità sul tema sono altre. Come “la rapidità della giustizia: se arrivi tardi è già una ingiustizia”, ha precisato Amoroso.
di Federico Gottardo
La Repubblica, 27 marzo 2026
L’allarme è scattato intorno alle 22,30 nella quinta sezione del secondo piano. Gli agenti sono intervenuti immediatamente insieme al personale sanitario, avviando le manovre di rianimazione. Ancora un detenuto morto nel carcere di Torino: Benedetto Costa, 51enne di origine siciliana, è stato trovato privo di sensi dal compagno di cella intorno alle 22.30 di ieri. È subito scattato l’allarme ma per il detenuto non c’è stato niente da fare, in una notte segnata anche da altri episodi critici, tutti nel padiglione B del penitenziario: “Denunciamo da tempo le gravi difficoltà gestionali di quell’area - segnala Leo Beneduci, segretario del sindacato Osapp - Ci auguriamo che qualcuno intervenga prima che accada qualcosa di irreparabile”.
di Gabriella Mazzeo
fanpage.it, 27 marzo 2026
Il 32enne Mario Siffu è morto nell’ospedale di Sassari dopo un’operazione chirurgica fatta d’urgenza. I genitori del detenuto hanno chiesto lo svolgimento dell’autopsia per appurare le cause del decesso dell’uomo. Siffu lamentava dolori addominali da diverso tempo nel carcere di Bancali dove era detenuto per alcuni furti. È stata aperta un’inchiesta sulla morte di Mario Siffu, il giovane 32enne di Porto Terres deceduto per una grave setticemia dopo un intervento chirurgico nella notte di martedì nell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Il reparto specializzato dell’Arma dei carabinieri Nas sta procedendo negli accertamenti su delega del pubblico ministero, titolare dell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica.
di Andrea Vivaldi
Venerdì di Repubblica, 27 marzo 2026
Cimici, celle fatiscenti, suicidi. L’istituto fiorentino è un caso. Un ricorso ora potrebbe fare scuola. Esiste un limite alle sofferenze, e anche al degrado di un carcere. Un confine che in questi anni, nel penitenziario di Sollicciano a Firenze, è stato tante volte superato, ignorando i diritti di detenuti e lavoratori. Adesso la situazione dell’istituto, attanagliato da problemi di infiltrazioni, sovraffollamento, cimici, muffa, e anche noto per violenze e suicidi, sarà valutata dalla Corte Costituzionale. Il tribunale di sorveglianza di Firenze ha sollevato infatti una questione di legittimità, accogliendo la richiesta di un detenuto marocchino che, condannato per omicidio (uscirà nel 2042), chiede “il rispetto della sua dignità”.
di Sandro Marotta
La Stampa, 27 marzo 2026
I timori dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” dopo un’ispezione all’istituto penitenziario del Cerialdo. “La decisione di chiudere il 41 bis è giusta, ma con quali agenti si governerà nella fase successiva?”. È la domanda di Sergio d’Elia, segretario dell’associazione “Nessuno tocchi Caino” presieduta da Rita Bernardini, entrata nel carcere di Cuneo per un’ispezione accompagnata dal direttore della struttura, dall’educatore e dal responsabile dell’area educativa. Tra i 18 partecipanti c’erano avvocati, rappresentanti di associazioni e politici sia di destra che di sinistra. Un passo indietro. La sezione dove sono recluse le persone condannate per terrorismo e mafia verrà chiusa perché i suoi 45 detenuti saranno probabilmente trasferiti ad Alessandria.
vaticannews.va, 27 marzo 2026
In occasione dell’evento “Esodo, impronte dalla reclusione alla libertà”, il Pontefice ricorda come sensibilità, attenzione ai bisogni degli altri e rispetto siano essenziali per curare le ferite di chi è recluso. In 15 anni di attività della Fondazione Esodo, organizzatrice dell’incontro, quasi 5.000 persone sono state accompagnate attraverso percorsi che integrano accoglienza, formazione, lavoro e interventi educativi. “Quando si custodiscono, pur in condizioni difficili, la bellezza dei sentimenti, la sensibilità, l’attenzione ai bisogni degli altri, il rispetto, la capacità di misericordia e di perdono, allora dal terreno duro della sofferenza e del peccato sbocciano fiori meravigliosi e anche tra le mura delle prigioni maturano gesti, progetti e incontri unici nella loro umanità”.
di Laura Curella
La Sicilia, 27 marzo 2026
La Casa circondariale diventa uno spazio di incontro. Alcuni giochi combinati con attività creative e momenti di riflessione. La casa circondariale per una mattinata si è trasformata in uno spazio di incontro tra padri e figli grazie a “Sotto sopra show - Gran festa del papà”. L’iniziativa, promossa dal progetto Labirinti, ha combinato giochi, attività creative e momenti di riflessione, coinvolgendo anche l’artista di strada Giuseppe Buggea, creando un’atmosfera di leggerezza e vicinanza emotiva. Partner del progetto il Comune di Ragusa, presente con gli assessori ai Servizi sociali e alla Pubblica istruzione. “Eventi come questo - ha dichiarato l’assessore ai Servizi sociali Elvira Adamo - rappresentano un momento di grande valore umano e sociale per la nostra comunità.
korazym.org, 27 marzo 2026
Il carcere, nell’immaginario collettivo, resta il luogo del fallimento definitivo: lo spazio del giudizio senza appello, dove la persona finisce per coincidere con il reato commesso. Un mondo che si osserva da lontano, con sospetto, come se oltre quelle mura non potesse più nascere nulla di buono. Eppure, per don Marco Pozza, cappellano del carcere Due Palazzi di Padova da 14 anni, è vero l’opposto: “Per chi crede, non esiste cattedrale più bella del carcere per contemplare le capriole della Grazia di Dio. È il luogo dove il bene, quando accade, scandalizza più del male”. Pozza è stato ospite dell’incontro “Oltre le mura. La libertà di un pensiero che non si arrende”, promosso dal Settore Carcere e Devianza della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV nell’ambito del progetto ScegliAmo Bene, iniziativa che promuove la cultura della legalità tra gli studenti e la società civile.
di Ferruccio de Bortoli
Corriere della Sera, 27 marzo 2026
L’analisi di Swg mostra come circa il 25% degli astenuti alle ultime elezioni europee sia andato alle urne, con un aumento di affluenza significativo soprattutto tra i giovani: “Il clima generale del Paese è peggiore di quello che si pensa. Non solo per la guerra e le sue conseguenze economiche e geopolitiche, ma anche per le preoccupazioni legate agli effetti dell’Intelligenza artificiale sul lavoro del futuro”. L’esito netto del referendum ha avuto molte motivazioni del tutto estranee alla natura del quesito. E, infatti, di separazione delle carriere dei magistrati non parla più nessuno, nemmeno per analizzare le conseguenze del voto sull’esercizio dell’attività giudiziaria. Era del tutto prevedibile che un referendum si trasformasse in un test complessivo sullo stato d’animo del Paese, pardon Nazione. È sempre successo così. Ma forse questa volta c’è stato un carico di ansie e preoccupazioni maggiore.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 27 marzo 2026
Hanno dato la sveglia al Paese ricordando l’importanza di una Costituzione venuta fuori dalle sofferenze di una guerra atroce, dopo vent’anni di un regime fascista. Qualche parola sul sorprendente esito del referendum. Gli amici erano pessimisti, pensavano che il Paese fosse ormai insensibile alle ragioni della democrazia. Che la nuova proposta di un governo internazionale di ricchissimi tecnocrati che comanda su un popolo di sudditi fosse riuscita ad affascinare i giovani persi nel gorgo dei social. E invece proprio i giovani hanno dato la sveglia al Paese ricordando l’importanza di una Costituzione venuta fuori dalle sofferenze di una guerra atroce, dopo vent’anni di un regime fascista che aveva eliminato il voto, la parola libera, la stampa autonoma, la magistratura indipendente e si era alleata con il più orrido e perverso regime basato sul razzismo e la violenza. Hanno ricordato al Paese che l’autonomia della magistratura non va limitata, ricordando i tanti giudici, i giornalisti, i carabinieri e i poliziotti morti per combattere un male nazionale come la mafia che tanti danni ha fatto al Paese.
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