di Francesco Li Noce
genovatoday.it, 26 marzo 2026
Amir Dhuioui, 21 anni, era in grande sorveglianza custodiale: tra l’ultimo controllo e il ritrovamento del corpo passarono 50 minuti. 50 minuti. È il tempo trascorso tra un controllo e l’altro nella cella di Amir Dhuioui, un detenuto, in teoria sorvegliato speciale nel carcere di Marassi, in pratica lasciato agire mentre tentava, fino a riuscirci, di impiccarsi, ponendo così, ad appena 21 anni, fine alla propria vita all’interno del penitenziario. Per la sua morte, avvenuta il 4 dicembre 2024, la pm Gabriella Dotto ha chiesto il processo nei confronti due agenti della Polizia penitenziaria, l’udienza si terrà davanti alla gip Carla Pastorini il 7 maggio.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 26 marzo 2026
Nella casa di reclusione di Padova il 26 marzo è previsto un incontro di formazione tra persone detenute e studenti dell’istituto di istruzione superiore Atestino di Este. Ma il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, senza spiegazione, non ha concesso gli ingressi ai ragazzi minorenni. “Dovevamo andare con 50 ragazzi, ne potranno entrare solo 15. Quest’esperienza è molto importante per i giovani, per la formazione di una coscienza umana e politica e di cittadinanza”, spiega la docente Chiara Brunello. La direttrice artistica Maria Cinzia Zanellato dice: “Seguo un gruppo di giovani adulti, che non vedevano l’ora di poter incontrare dei ragazzi dall’esterno”.
di Emilia Corea*
cosenzachannel.it, 26 marzo 2026
La scioccante relazione della Garante dei detenuti. Dal Cosmai un grido silenzioso. Ho visto celle trasformate in tetris umani, finestre schermate da lastre di plexiglass con l’estate che incombe e tanti parlare il linguaggio dell’autolesionismo. Dal 5 al 20 marzo 2026 ho effettuato diverse visite all’interno della Casa Circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza. Varcarne la soglia è come immergersi in un’umanità sospesa, dove l’aria manca e la speranza si consuma. Come Garante, uno dei miei compiti è osservare, ma ciò che ho raccolto tra le sezioni di Media Sicurezza e l’area “Ex Femminile” è un grido silenzioso.
di Giulio De Santis
Corriere della Sera, 26 marzo 2026
I racconti dei detenuti nel carcere minorile romano: gli agenti indagati per lesioni e tortura. “Mi hanno picchiato con i bastoni e le sedie. E persino minacciato di morte”. È il racconto choc fatto da uno dei 13 detenuti minorenni, ritenuti dalla Procura vittime di vessazioni, persino di torture, da parte di 9 agenti della polizia penitenziaria di Casal del Marmo. La deposizione, insieme a quella di altri 7 ragazzi, è stata resa ieri nel corso dell’incidente probatorio che si è svolto per riscontrare le accuse agli agenti, indagati per lesioni e due pure per tortura. Per raccogliere le loro testimonianze pm e avvocati hanno impiegato 10 ore.
di Petronilla Carillo
Il Mattino, 26 marzo 2026
Tra le priorità il terzo reparto che ospita venti ragazzi. resta l’ipotesi trasferimento. Il sopralluogo dei funzionari del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria presso l’istituto minorile di Nisida c’è stato. A guidare l’ispezione è stato il capo dell’ufficio della giustizia minorile di Napoli, Nicola Palmieri, accompagnato dal direttore Gianluca Guida. Ed è stata stabilita la redazione di una road map per mettere in campo interventi di solidificazione delle strutture al fine di rafforzarle alla luce delle ripetute scosse di terremoto dovute al bradisismo. Anche perché diversi edifici sono al momento puntellati solo esternamente ma, secondo quanto rilevato, occorrerebbero anche interventi all’interno.
pugliain.net, 26 marzo 2026
Nel 2025, i giovani reclusi nei 17 Istituti Penali per Minorenni (Ipm) in Italia erano circa 600. Nel 2024 erano 532. Dal 2022 a oggi, il loro numero è sempre cresciuto, con una tendenza che non accenna a fermarsi nemmeno nel 2026. Più del 50% dei minori detenuti è di nazionalità straniera. Tra i reclusi negli Ipm, molti hanno raggiunto e superato la maggiore età in carcere: gli under 18, infatti, costituiscono il 62% della popolazione totale degli Istituti Penali per Minorenni; la parte restante ha un’età compresa tra i 18 e i 25 anni. Se si considerano tutte le misure della giustizia minorile, compresi i collocamenti in comunità e le messe alla prova, attualmente in Italia il numero totale dei giovani interessati da provvedimenti restrittivi è salito a 4.747 nei primi nove mesi del 2025. L’81,4% dei soli minorenni è detenuto in regime di custodia cautelare, in attesa di una sentenza.
di Ilaria Caione
gnewsonline.it, 26 marzo 2026
Fino al 30 marzo, nella sala del foro romano della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, sarà possibile ammirare l’opera artistica “Raffaello in carcere”, creata da 100 detenuti. Ancora qualche giorno, dunque, per vedere l’arazzo nato nei laboratori ideati e realizzati dall’artista Mattia Cavanna. I detenuti artisti hanno ripensato, con un linguaggio personale e contemporaneo, una delle più celebri opere del “divin pittore”: La Scuola di Atene. Il lavoro collettivo ha prodotto un arazzo di 8×3 metri, ispirato al Cartone preparatorio dell’affresco, rispettandone le dimensioni originali.
di Annamaria Corrado
Il Resto del Carlino, 26 marzo 2026
Il fotoreporter ravennate Giampiero Corelli protagonista a Venezia. Da qualche giorno è aperta nel cuore del capoluogo veneto la mostra fotografica “Domani faccio la brava - Donne e madri nelle carceri italiane”, frutto di un progetto iniziato nel 2008 che ha portato Corelli a documentare le condizioni nelle carceri femminili di tutt’Italia. Una quindicina di foto esposte nella prestigiosa sede della Scoletta dei Calegheri di Campo San Tomà, con scatti inediti alle detenute di tredici istituti penitenziari femminili della Penisola visitati, fra cui quelli di Venezia, Roma, Firenze, Messina, Reggio Calabria, Trani, Torino, Palermo, Napoli, Genova.
di Silvia M. C. Senette
Corriere dell’Alto Adige, 26 marzo 2026
La celebrazione in via Dante, dove sono recluse un centinaio di persone. Il direttore Monti: “Un’occasione di fortificazione lungo un cammino difficile”. Il vescovo Ivo Muser ha rinnovato ieri la tradizionale visita pasquale alla casa circondariale di Bolzano, incontrando gli oltre cento detenuti di via Dante, il personale carcerario e i volontari. Un appuntamento che, al di là del valore liturgico, ha inteso portare un messaggio di supporto e di riflessione all’interno di un contesto segnato da oggettive complessità quotidiane.
di Roberto Levi
torinocronaca.it, 26 marzo 2026
Il progetto ha compiuto 16 anni ed è stato ideato dall’ex nazionale Walter Rista. “Rugby Oltre le Sbarre” è un progetto che è nato nel 2010 a Torino e non ha eguali nel mondo. Lo ha ideato Walter Rista, che oggi ha 81 anni e nella sua carriera è stato uno dei due piemontesi, assieme a Franco Berni, capaci di indossare la maglia della Nazionale. La sede è sempre stata la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno, che ospita l’attività de La Drola, squadra di detenuti che disputa il campionato di serie C. È l’unico caso di agonismo svolto in un carcere italiano, assieme a quello del Giallo Dozza Bologna. In 16 anni l’iniziativa ha coinvolto circa 200 persone. Sergey Vitali quando è uscito dal carcere ha militato per due stagioni in serie A nel Colorno e Aziz Tahib ha insegnato il rugby ai ragazzi down.
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