di Martina Di Marco
Il Resto del Carlino, 5 luglio 2026
Un auditorium della Mozzi Borgetti pieno per Gianni Alemanno, ospite di Macerata Racconta per presentare il suo libro “L’emergenza negata”. Scritta con Fabio Falbo e altri detenuti del braccio G8 di Rebibbia, l’opera è una denuncia dei pregiudizi e condizioni delle carceri, testimoniate da chi le vive quotidianamente. “Il tema dello stato dei detenuti in Italia non permette più alla politica e al dibattito pubblico di essere rinviato - afferma Riccardo Sacchi, assessore ai Grandi eventi -. C’è un’attenzione alta sul ‘prima’ della detenzione (legge, processo, pena); molto bassa sul ‘durante’ e ancor meno sul reinserimento sociale del detenuto”.
di Espedito Vitolo
Corriere del Mezzogiorno, 5 luglio 2026
Zuccarelli (Ordine dei medici): “C’è il tema della marginalità”. Cosa vuol dire diventare padre a 14 o 15 anni e non averne la coscienza? “Tanto - spiega la presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli, Paola Brunese - eppure ho visto molti di questi ragazzi nelle aule. Con genitori che ne facevano un vanto e avvocati che tentavano di sottolineare questo aspetto per ottenere clemenza”. Errori fatti per ignoranza, in un contesto culturale che non sa valutarli. Ma fatti anche perché nessuno ha insegnato a questi ragazzi cose come l’educazione sessuale. Basta poco per dare un indirizzo, una speranza.
La Prealpina, 5 luglio 2026
Martedì 7 luglio alle ore 21 nella Cripta della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Masnago a Varese, l’Associazione Popolari Varesini organizza un incontro dal titolo “Facciamoci avanti per riparare la casa comune: il carcere”. Relatori saranno Sonia Caronni, Silvia Polleri e Luca Carignola. Si tratta del secondo incontro (dopo quello sulla povertà) messo in calendario dai Popolari che intendono rileggere il “Discorso alla città” tenuto dall’Arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini del dicembre scorso. In quell’occasione, il Pastore della Chiesa ambrosiana definì la situazione delle carceri lombarde “intollerabile”, denunciando il tradimento dei principi costituzionali a causa del sovraffollamento, del degrado strutturale e di un accanimento normativo repressivo. Un ragionamento che metteva insieme tre grandi difficoltà.
di Ilaria Vallerini
La Nazione, 5 luglio 2026
La musica rap è stata protagonista al carcere spezzino di Villa Andreino. La casa circondariale di via Fontevivo infatti ha accolto l’ormai tradizionale appuntamento live che ha visto esibirsi in concerto le persone detenute che nel corso dell’anno si sono avvicinate alla musica partecipando ai laboratori musicali attivi nell’istituto. Un percorso che si rinnova e si consolida grazie alla storica collaborazione di Arci. L’evento rap che si è tenuto nei giorni scorsi ha rappresentato il culmine del laboratorio musicale realizzato e condotto stabilmente da Danilo Othavio Manganelli, musicista e formatore. Sotto la sua guida, i partecipanti hanno potuto presentare dal vivo i brani originali nati all’interno di questa speciale “officina sonora”.
newsdellavalle.com, 5 luglio 2026
Si chiama “Made in Rebibbia - Ricuciamolo insieme” la lodevole iniziativa, giunta all’ottava edizione, che vede protagonista Sebastiano Di Rienzo, il noto maestro sarto di Capracotta (Isernia), oggi presidente onorario dell’Accademia Nazionale dei Sartori. Un meritorio corso di sartoria per i detenuti del carcere di Rebibbia a Roma. Favorendone la rieducazione, il recupero e il reinserimento sociale. Si chiama “Made in Rebibbia - Ricuciamolo insieme” la lodevole iniziativa, giunta all’ottava edizione, che vede protagonista Sebastiano Di Rienzo, il noto maestro sarto di Capracotta (Isernia), oggi presidente onorario dell’Accademia Nazionale dei Sartori.
di Ilaria Sacchettoni
La Lettura - Corriere della Sera, 5 luglio 2026
Cristina (nome di fantasia) era a Rebibbia da cinque giorni quando venne celebrato il primo matrimonio tra due donne. Entusiasmo? Scandalo? La regista Francesca Tricarico, che da anni porta la recitazione in carcere, fece uno spettacolo da Shakespeare. La caduta ha l’odore di una cella al secondo piano di Rebibbia, dove il corpo si fa strada un po’ a dispetto. Dall’autunno del 2017 a ora, Cristina (nome di fantasia), ha incontrato le altre e trovato sé stessa, imparando a guidare la propria voce oltre le sbarre. La voce narrante di Desdemona studio I messo in scena lo scorso 4 giugno al Teatro nazionale di Roma, ha scontato quindici mesi per truffa ed è rinata per ostinazione e autodisciplina.
Buone Notizie - Corriere della Sera, 5 luglio 2026
Lettera al Senato dal Forum nazionale del Terzo settore per chiedere di eliminare il mondo non profit dalle disposizioni contenute nel cosiddetto Ddl Lobby: “Il Terzo settore - scrive il portavoce Giancarlo Moretti - non fa lobbismo”. Il Terzo settore non fabbrica aerei da guerra, non costruisce né gestisce autostrade, non vende servizi né palazzi alla Pubblica amministrazione per il proprio tornaconto: il Terzo settore fa cose che servono al bene comune e quindi nei suoi rapporti con gli enti pubblici, q qualsiasi livello, “non può essere trattato come una realtà profit”. Meno che mai il Terzo settore pratica attività di lobbismo. Peccato che il cosiddetto “Ddl Lobby”, varato dal governo per regolamentare appunto tali attività, tra i destinatari delle nuove norme in arrivo ce lo mette eccome, il Terzo settore. E per questo il Forum nazionale del Terzo settore medesimo ha inviato una memoria al Senato per chiedere con forza di eliminare il Terzo settore dai destinatari delle disposizioni contenute nel Ddl citato.
di Luca Kocci
Il Manifesto, 5 luglio 2026
Leone si è sottratto all’invito di Trump scegliendo Lampedusa per l’Indipendence day. Al tycoon ricorda il dovere “dell’accoglienza”. Dal Vaticano “all’estremo lembo d’Europa nel mar Mediterraneo”, da dove “si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee”. Così ha spiegato papa Leone XIV il senso del viaggio di ieri a Lampedusa, sulle orme del predecessore Francesco che per la sua prima trasferta dopo l’elezione scelse l’isola siciliana (8 luglio 2013), da dove denunciò la “globalizzazione dell’indifferenza”.
di Corrado Lorefice*
Avvenire, 5 luglio 2026
Nel Mediterraneo di oggi non si consumano soltanto tragedie: si gioca la tenuta della nostra civiltà. Ciò che si continua a liquidare come “emergenza” è invece il frutto di scelte politiche precise, di una gestione dei confini che ha trasformato il nostro mare in un sepolcro d’acqua. Per levare la voce del Vangelo in questo contesto di disumanità e di inimicizia, papa Leone è approdato a Lampedusa, tredici anni dopo papa Francesco. Il suo messaggio è stato chiaro, potente: “Oggi Lampedusa e Linosa si trovano su una strada pericolosa come quella che scendeva da Gerusalemme a Gerico: qui abbiamo visto non solo uno, ma migliaia di esseri umani caduti nelle mani di briganti che portano loro via tutto, li percuotono a sangue e se ne vanno, lasciandoli mezzi morti. Il mare ha accolto gli altri, quelli che non ce l’hanno fatta a giungere dove speravano. Avvertiamo però la loro presenza, che ci interpella non meno di quanti sono sbarcati, bisognosi di attenzione e di soccorso”. È il corpo nudo e bisognoso di tutto, il corpo del depredato, del ferito, del morente, della vittima innocente, a chiamarci alla prossimità, alla compassione, al pianto, perché questo corpo è per i cristiani il corpo stesso del Cristo. Qui l’umano e il cristiano coincidono.
collettiva.it, 5 luglio 2026
Quattro anni fa il lavoratore ivoriano scompariva nel Ragusano dopo aver denunciato condizioni di lavoro impossibili. Scifo, Cgil: “Non ci fermiamo”. Una ferita aperta nello Stato di diritto, da ormai quattro anni. Daouda Diane, lavoratore originario della Costa d’Avorio, mediatore culturale, scompare il 2 luglio 2022 ad Acate, nel Ragusano. Scompare dopo avere mandato un video ai familiari, dentro un cementificio, riprendendosi mentre lavora in condizioni prive di sicurezza, dentro una betoniera, con un martello pneumatico, in una giornata caldissima. Le sue parole: “Qui il lavoro è morte”. Da quel momento di lui non si sa più nulla. Un silenzio di tomba è calato sulla sua vicenda, nell’indifferenza totale.
- Migranti. Il sistema per ridurre in schiavitù
- Il riflusso silenzioso: l’Italia è un paese sospeso che arretra sui diritti Lgbt+
- Quando i “giornali di cella” diventano strumento per cambiare
- Giornali nelle carceri, c’è l’intesa con l’Ordine dei giornalisti per le redazioni
- Carceri: promuovere testate e redazioni giornalistiche










