di Luciana Cimino
Il Manifesto, 5 luglio 2026
Non ci sono solo i ghetti. Anche nel ferrarese i braccianti vengono resi invisibili: solo il caporale sa dove alloggiano e lavorano. I padroni si nascondono affidandosi a “coop senza terra”. Sei del mattino di venerdì scorso. Il furgone con dentro 7 operai agricoli diretti nel rodigino è già in viaggio da più di un’ora quando esce di strada e precipita in una scarpata a Bondeno, nel ferrarese. Le operazioni di soccorso durano ore: solo per un caso fortuito i lavoratori non sono morti schiacciati dalle lamiere ma due di loro, un ragazzo di 21 anni e un bracciante di 65, sono molto gravi. Gli inquirenti sono al lavoro per chiarire la dinamica dell’incidente, del tutto simile a quello avvenuto il 9 maggio a Chioggia, quando un minivan è finito in un canale a Ca’ Lino causando la morte di tre operai agricoli.
di Enzo Risso
Il Domani, 5 luglio 2026
Complessivamente il 77 per cento si colloca su posizioni aperturiste, un dato importante anche se in calo rispetto all’83 per cento di aperturisti del 2021. Cala anche il sostegno ai brand che promuovono l’uguaglianza. Rallentano le forme di apertura verso gay, lesbiche e transgender. Il 60 per cento degli italiani è favorevole al matrimonio tra coppie dello stesso sesso. Un altro 17 dice no al matrimonio ma è favorevole al riconoscimento giuridico. Complessivamente il 77 per cento si colloca su posizioni aperturiste, un dato importante anche se in calo rispetto all’83 per cento di aperturisti del 2021.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 4 luglio 2026
Protocollo fra il Dap e l’ordine dei giornalisti: 100 pc per i reclusi-redattori. Sono 37 oggi le testate scritte da detenuti. Presto i loro migliori articoli andranno sul sito del ministero. “Stare in una redazione mi dato istruzione, libertà di pensiero, mi ha aiutato nel dialogo con mio figlio. Soprattutto, mi ha fatto toccare con mano come, in un contesto sano, le persone possano davvero cambiare”. Il napoletano Salvatore Fani è uno dei redattori di Ristretti Orizzonti, lo storico giornale dei detenuti del carcere di Padova, uno dei 37 che - in forma cartacea oppure digitale - attualmente vengono realizzati negli istituti di pena italiani, anche grazie al contributo di giornalisti professionisti.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 4 luglio 2026
Sono 37 le testate giornalistiche che si avvalgono di redazioni all’interno degli istituti penitenziari. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti hanno siglato un protocollo, che prevede anche la donazione di 100 pc da distribuire per uso giornalistico nelle case di reclusione. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio: “La possibilità di portare negli istituti penitenziari questa forma di espressione è uno step di grande valore”. Sostenere, promuovere e valorizzare le testate giornalistiche nelle carceri e favorire la nascita di nuove esperienze.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 4 luglio 2026
Rafforzare il ruolo dell’informazione come strumento di crescita culturale, responsabilizzazione e reinserimento sociale delle persone detenute. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, presentato oggi a Roma nella sede del CNOG. Alla conferenza stampa sono intervenuti il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il viceministro Francesco Paolo Sisto, il presidente del CNOG Carlo Bartoli e il capo del DAP Stefano Carmine De Michele. Presente anche il capo di Gabinetto di Via Arenula Antonio Mura.
di Simona Musco
Il Dubbio, 4 luglio 2026
I presidenti dei Tribunali scrivono a Mattarella: poche unità nonostante l’emergenza carceraria e il sovraffollamento record. Non si può indebolire la magistratura di Sorveglianza. Specie “in questo particolare momento di grave emergenza carceraria”, dovuto a un “sovraffollamento ai massimi storici che comprime gravemente le condizioni umane all’interno degli istituti”. Farlo significa “compromettere l’effettività della funzione giurisdizionale” in un settore nel quale “la tempestività delle decisioni rappresenta essa stessa garanzia dei diritti inviolabili della persona”. È con questo durissimo richiamo alla “tutela dei diritti fondamentali delle persone private della libertà personale” che il primo luglio, giorno della stabilizzazione degli addetti all’ufficio del processo, i presidenti di tutti i Tribunali di Sorveglianza d’Italia hanno scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella sua duplice veste di vertice del Consiglio superiore della magistratura e garante della Costituzione, e per conoscenza al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al Capo del Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, Lina Di Domenico, manifestando profonda preoccupazione per i criteri con cui sono stati distribuiti i nuovi assunti.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 4 luglio 2026
Il ricorso di un detenuto richiuso a Sollicciano in condizioni degradanti è diventato l’occasione per la Consulta di rispondere a una domanda cruciale per l’intero diritto dell’esecuzione penale. Una pagina appena. Tanto misura il decreto con cui il Presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso, il 30 giugno scorso, ha ammesso sei opinioni scritte nel giudizio promosso dal Tribunale di sorveglianza di Firenze sulle condizioni detentive del carcere di Sollicciano. Un atto processuale apparentemente di routine, che non anticipa alcuna valutazione sul merito della questione. Eppure, difficilmente avrebbe potuto raccontare di più.
di Alessandra Tersigni
collettiva.it, 4 luglio 2026
Quasi 65 mila persone detenute a fronte di poco più di 51 mila posti regolamentari. Un tasso medio di sovraffollamento del 126%, che supera il 150% in oltre cinquanta istituti penitenziari e raggiunge punte superiori al 200% in alcune strutture. I dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria aggiornati a maggio 2026 restituiscono l’immagine di un sistema penitenziario arrivato a un punto critico. Dietro i numeri ci sono celle sovraffollate, spazi inadeguati, difficoltà nell’accesso alle cure, carenza di attività trattamentali, formative e lavorative. Ma soprattutto ci sono persone: l’articolo 27 della Costituzione stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Eppure la realtà quotidiana di molti istituti sembra allontanarsi sempre di più da questo principio.
societadellaragione.it, 4 luglio 2026
La Corte costituzionale ha ammesso l’amicus curiae depositato dalla Società della Ragione nel giudizio sulle condizioni inumane di detenzione nel carcere fiorentino di Sollicciano. La questione sarà discussa in udienza pubblica il 22 settembre 2026, con relatore il giudice Francesco Viganò. Il procedimento nasce dal ricorso di una persona detenuta che aveva denunciato infiltrazioni, infestazioni, condizioni igieniche compromesse e spazi estremamente ristretti. Nonostante un ordine del Tribunale di sorveglianza rivolto all’amministrazione penitenziaria, le violazioni accertate non erano state rimosse.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 luglio 2026
Arriva il giorno della verità per Rodriguez: era entrato in carcere con la mandibola fratturata e aveva denunciato i poliziotti. Comincia questa mattina l’autopsia sul corpo di Dennis Antonio Rodriguez Matute, il detenuto di 26 anni trovato morto all’alba di mercoledì nella sua cella del carcere della Dogaia, a Prato. Ed è un esame che dovrà rispondere a una domanda resa ancora più pesante da una coincidenza difficile da ignorare: quello stesso mercoledì, alle tre del pomeriggio, il giovane avrebbe dovuto sedersi davanti ai magistrati della procura di Prato per raccontare le presunte violenze subite dalle forze dell’ordine durante il suo arresto, avvenuto a metà maggio. Non ci è mai arrivato. I suoi due compagni di cella lo hanno trovato disteso sul letto, senza vita, nelle prime ore del mattino.
- Domenico Papalia è “innocente”: non nuoce più a nessuno
- Una vita in carcere, ma da libera. In memoria di Alessandra Truscello
- “Dal pm approccio sessista”: la condanna della Cedu all’Italia
- Morte o lesioni nel traffico di migranti: non è sproporzionata la pena del “decreto Cutro”
- Sì alla sostituzione della pena con cumulo della sospensione per fatti ante Riforma Cartabia










