di Vittorio Coletti
huffingtonpost.it, 27 agosto 2026
La legge protegge lo Stato, la giustizia protegge l’individuo dalla legge ingiusta. Come due esigenze possono incontrarsi (ma stavolta non lo faranno). Il caso della Sea Watch, la nave della Ong che il governo accusa di non aver rispettato norme che questa ammette di non aver rispettato perché diffida dei libici con i quali doveva rapportarsi in base ad esse, mette in rilievo un grande problema esploso con le migrazioni: quello del rapporto tra legalità e giustizia, tra legge e pietà. Non si tratta infatti del banale caso del mariuolo che giustifica il non essersi fermato all’alt dei carabinieri perché non si fida degli uomini in divisa. È la riproposizione di uno dei temi più antichi e delicati della storia, riassumibile con la famosa vicenda dell’Antigone di Sofocle, la tragedia che racconta della sorella che disubbidisce al re e alle leggi della città per dare degna sepoltura al fratello.
di Andrea Lai
Il Manifesto, 27 agosto 2026
Riconoscimento biometrico, decreti anti-rave e decibel bassi: la lotta alla musica fuori dai grandi eventi. Dall’esempio di Thatcher al governo Meloni, i movimenti giovanili da attaccare tra teppa, movida e maranza. Davanti al locale c’è una fila lunghissima. Avanza lenta. La serata è iniziata già da un po’. Le ragazze e i ragazzi, stufi di aspettare, scoprono che basta farsi riconoscere dalla telecamera biometrica per saltare la coda. Dopo qualche esitazione cedono. È un meccanismo che conosciamo che porta a rinunciare alla privacy in cambio di un vantaggio immediato. Potrebbe essere l’ultima trovata tecnologica di una lunga storia di controllo della vita notturna giovanile.
di Sara Bettoni
Corriere della Sera, 27 agosto 2026
Milano, la scelta di Domenico Zuccarella. Nell’udienza di giugno: “Sono stanco, non ne posso più”. Il 59enne con la sclerosi multipla: donato il corpo alla ricerca. La Regione aveva approvato a maggio un vademecum sul fine vita, in assenza di una legge nazionale o regionale. Il quarto caso in Lombardia di suicidio medicalmente assistito porta con sé un ulteriore passaggio verso il diritto al fine vita. Domenico Zuccarella, 59enne di Giussano (Monza e Brianza) affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, è morto il 25 agosto in una struttura sanitaria e non a casa sua, come è invece avvenuto per gli altri pazienti che hanno scelto la stessa strada.
di Nicola Lacetera*
Il Domani, 27 agosto 2026
Regolare gli usi dell’Ia attraverso istituzioni indipendenti e democraticamente responsabili, non è opporsi al progresso ma impedire che tecnologie presentate come destinate a trasformare l’intera società vengano sviluppate attraverso processi sui quali la società dispone di pochissimo controllo. “Non sono le armi che uccidono. Ma le persone”. “L’intelligenza artificiale (Ia) è solo uno strumento. Le decisioni finali, il giudizio sulla base delle informazioni fornite, spetteranno sempre agli esseri umani”. La prima affermazione riprende lo slogan con cui la National Rifle Association si oppose negli Usa alla regolamentazione dell’uso delle armi: Guns don’t kill people. People kill people. I liberal americani ne hanno contestato per decenni la logica: è ovvio, perché le armi non sparano da sole; fallace, perché una minore disponibilità di armi ridurrebbe il numero di persone in grado di usarle e quindi stragi e incidenti; ideologico, perché trasforma il possesso di armi in un fatto puramente individuale, ignorando istituzioni, tecnologia, condizioni sociali, cultura e interessi economici.
di Marco Schiaffino
Il Manifesto, 27 agosto 2026
Zuckerberg chiude il processo di Oakland per salvarsi. I testimoni hanno inchiodato l’azienda che così evita la gogna e altri procedimenti. Con un patteggiamento da 16,7 miliardi di dollari, Meta mette fine a un processo che avrebbe potuto costarle molto più caro. Nella causa, promossa da 29 stati dell’unione, l’azienda di Mark Zuckerberg era accusata di non aver protetto adeguatamente bambini e adolescenti iscritti ai suoi social network. Nel mirino il design stesso delle piattaforme, pensate per massimizzare il tempo e il coinvolgimento degli utenti, pur sapendo che potevano favorire un uso compulsivo e danneggiare soprattutto i soggetti più fragili.
di Marco Liberatore
Il Manifesto, 27 agosto 2026
Il punto non è tanto aver riconosciuto che queste piattaforme sono state immaginate per fornire un’esperienza sempre più totalizzante, quanto che debbano essere in parte riprogettate. Cosa ne uscirà, ossia se la toppa sarà peggiore del buco è presto per dirlo. Cosa ce ne facciamo di questa “sentenza storica”? Certo vedere Meta e Google inchiodate per aver causato dipendenza e non avere implementato misure di sicurezza per l’uso da parte dei minori fa un certo effetto. Ma è una vittoria?
di Shendi Veli
Il Manifesto, 27 agosto 2026
I social possono creare dipendenza. Una consapevolezza ormai diffusa che adesso, negli Stati Uniti, ha anche una misura economica: 17,1 miliardi di dollari. È quanto Meta ha accettato di versare, in dieci rate annuali, a 47 Stati, al District of Columbia e ad alcuni territori statunitensi per chiudere le cause in cui era accusata di aver progettato Facebook e Instagram in modo da favorire un uso compulsivo da parte dei minori. Ma le sanzioni economiche sono davvero efficaci nel contenere l’impatto sociale delle grandi piattaforme? “Siamo in una fase di transizione” spiega Rosa Fioravante, ricercatrice di Digital Ethics al Politecnico di Milano.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 26 agosto 2026
La riforma di Nordio sui tossicodipendenti può essere un primo passo per ridurre il sovraffollamento. All’allarme di Gratteri sui boss replica il procuratore di Aversa Airoma. Non c’è neanche bisogno di scomodare le associazioni che da anni lavorano nelle carceri italiane, come Nessuno tocchi Caino o Antigone. È sufficiente ascoltare le parole di un procuratore che non abbia l’ossessione delle manette e della mafia, per capire quanto importante sia la scommessa lanciata dal ministro Nordio e dal Parlamento, perché almeno le persone che soffrono di dipendenza da sostanze psicotiche o alcol possano scontare la fine della pena, a determinate condizioni, in luoghi adeguati.
di Daniela Barbaresi*
collettiva.it, 26 agosto 2026
Le risorse attuali bastano solo per 500 persone detenute. Una misura giusta nei principi, ma troppo limitata nei numeri e senza risorse adeguate. È entrata in vigore la legge 140/2026, recante “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti”, che introduce la possibilità, a determinate condizioni, di scontare fuori dal carcere una pena o un residuo di pena fino a otto anni, attraverso l’adesione a un programma terapeutico. Il principio alla base della legge è giusto e condivisibile: le persone con dipendenze devono poter accedere a percorsi terapeutici e socio-riabilitativi alternativi alla detenzione. Una dipendenza patologica non può essere affrontata attraverso una risposta esclusivamente penale, ma deve essere riconosciuta come una condizione di salute che richiede cura, presa in carico, riabilitazione e inclusione sociale.
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 26 agosto 2026
Il Garante campano commenta la nuova legge sui detenuti tossicodipendenti: “Non è un indulto mascherato né un provvedimento epocale. Servono subito strumenti, servizi e risorse”. “È entrata in vigore il 21 agosto la nuova legge sui tossicodipendenti in carcere, presentata dal Governo come un “provvedimento epocale”. Ma, così com’è finanziata per il 2026, potrà riguardare circa 500 persone, a fronte di una popolazione detenuta con problemi di dipendenza che supera le 20mila unità. Siamo quindi poco sopra il 2%. Altro che indulto mascherato”.
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