di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 7 luglio 2026
La denuncia di una madre del ragazzo finito in carcere dopo un’aggressione a lei: “Ho dovuto denunciarlo ma non pensavo finisse in cella”. Il garante: “Va trasferito in una struttura psichiatrica”. “Liberate mio figlio, non può stare a Sollicciano in quelle condizioni”. C’è una madre che non si dà tregua. “È da solo in cella. Ho paura che possa farsi del male, ha già tentato il suicidio quando era fuori. Rischia di farlo di nuovo”. È la mamma di L., detenuto fiorentino di 20 anni, con una invalidità dell’80% per problemi psichiatrici. Dopo un’infanzia molto difficile segnata da un padre problematico, il ragazzo ha vissuto per diversi anni in una struttura per giovani con fragilità psichiatrica. Lì il percorso è finito, ma le sue criticità no.
di Barbara Poggio*
Corriere dell’Alto Adige, 7 luglio 2026
Pochi giorni fa sono entrata nella Casa circondariale di Trento per incontrare la redazione femminile, di “Non solo dentro. Parole dal carcere”, l’inserto del settimanale diocesano curato da detenuti e volontari. Al tavolo, con alcune volontarie, cinque donne, tra i 20 e i 40 anni. Ho iniziato a parlare dei temi su cui lavoro - diversità, disuguaglianze, equità - ma ben presto sono state loro a prendere la parola, dando sostanza a quei concetti con la propria esperienza. Dai loro racconti è emerso un carcere pensato a misura di uomo. Se la popolazione detenuta è in larghissima parte maschile - le donne sono una quota residuale, come scrivevo qualche settimana commentando il Rapporto Antigone; qui sono circa il 10% - la maggior parte dei servizi e delle attività, in particolare quelle lavorative, formative e sportive, è di fatto calibrata su quella maggioranza.
di Francesca Romana Riello
L’Adige, 7 luglio 2026
Venerdì 10 luglio una delegazione composta da rappresentanti delle istituzioni, della sanità e del mondo associativo entrerà nella casa circondariale di Montorio per verificare le condizioni sanitarie della struttura e l’assistenza garantita ai detenuti, dopo settimane segnate da due vicende che hanno riportato l’attenzione sulla situazione del penitenziario veronese. La visita arriva dopo il caso di tubercolosi accertato all’interno del carcere e il decesso in cella di un detenuto affetto da una patologia oncologica, episodi che hanno riaperto il confronto sulle condizioni di assistenza sanitaria e sulla tutela delle persone detenute.
di Elisa Barion
La Voce di Rovigo, 7 luglio 2026
“Il popolo di Vannacci protesta per i corsi di percussioni? Incontri questi ragazzi”. Lunedì, l’Istituto penitenziario per minori di via Mazzini ha ricevuto l’ispezione a sorpresa di Ilaria Cucchi, senatrice e, prima ancora, cittadina che ha portato sulle proprie spalle tutto il peso della lotta contro l’ingiustizia e contro la violenza da parte di “uomini dello Stato”. Al termine della visita, la senatrice si è fermata per qualche istante fuori dalla struttura che oggi conta 22 detenuti in gran parte minorenni e ha fatto il punto insieme a Serena Gregnanin segretaria di Sinistra italiana: “Mi aspettavo una situazione molto diversa da quella che ho trovato - ha commentato Cucchi - Mi aspettavo di trovare una situazione critica. Invece ho scoperto che, come in ogni altro Ipm, vi sono detenuti dei ragazzi che sono semplicemente più sfortunati dei nostri figli, perché nati in contesti difficili e che pagano a costi diversi le politiche scellerate di questo governo.
di Marco Madonia
Corriere di Bologna, 7 luglio 2026
A Bologna nasce il Centro per la giustizia riparativa: “Un incontro tra hi ha commesso il reato e la vittima. Ognuno riconosce il dolore dell’altro”. Lo guiderà la mediatrice Rosalia Donnici: “Un percorso orizzontale nel quale l’uno va incontro all’altro. Solo così ricuciamo le fratture”. “È un percorso orizzontale nel quale ognuno va incontro all’altro. Non siamo giudici, il nostro è un modello che riconosce l’umanità al di là del reato”. Rosalia Donnici è una sociologa, mediatrice penale esperta in programmi di giustizia riparativa e mediatrice familiare. È lei a guidare il Centro di giustizia riparativa che sta per nascere a Bologna, un luogo dove fare incontrare l’autore di un reato e la vittima che l’ha subito.
di Ilaria Dioguardi
retisolidali.it, 7 luglio 2026
Rafforzare il dialogo tra volontariato, istituzioni e servizi della giustizia per promuovere percorsi di inclusione e cittadinanza attiva. Con quest’obiettivo si è svolto l’incontro “Volontariato e giustizia di comunità. Storie di inclusione”, presso la sede di Csv Lazio. Maria Vittoria Menenti, direttrice Uiepe Roma: “L’esecuzione penale esterna per essere efficace e completa ha bisogno della rete, del Terzo settore, dei volontari”. “L’esecuzione penale esterna per essere completa ha bisogno della rete, del Terzo settore, dei volontari”.
di Joy Bongiovanni
gnewsonline.it, 7 luglio 2026
“Se fossi un detenuto, vorrei un libro per volar via, oltre le mura del carcere”, ha scritto Peppe Lanzetta, attore, drammaturgo e regista napoletano. Una frase che trova pieno riscontro nella storia di F.G., detenuto della casa circondariale Pasquale Mandato di Secondigliano, che, grazie allo studio e alla passione per i libri, ha saputo trasformare la detenzione in rinascita. Undici anni trascorsi in cella. Nel frattempo la partecipazione al laboratorio di scrittura giornalistica Parole in Libertà, che gli ha permesso di confrontarsi con altri detenuti e riscoprire il valore della parola. Una laurea triennale in Lettere conseguita grazie al polo universitario penitenziario dell’Università degli studi di Napoli Federico II.
di Marco Daniel Moscato
unisob.na.it, 7 luglio 2026
“Attualmente una struttura teatrale a Nisida c’è, ma non è utilizzabile”, dice allargando le braccia Gianluca Guida, direttore del carcere minorile di Nisida. “Il teatro - prosegue - versa in condizioni fatiscenti”. A oltre quarant’anni dalla sua realizzazione, il teatro voluto da Eduardo De Filippo all’interno dell’istituto minorile campano resta dunque inutilizzabile. Per restituire all’istituto uno spazio dedicato alle attività teatrali era stato predisposto un importante investimento pubblico. Nel 2025 il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva annunciato lo stanziamento di oltre un milione di euro destinato alla ricostruzione del teatro. L’intervento avrebbe dovuto consentire il recupero completo della struttura e la sua restituzione ai ragazzi dell’Istituto. L’avvio dei lavori, tuttavia, è stato più volte rinviato e ad oggi i lavori sono ancora fermi.
di Luisa Bove
chiesadimilano.it, 7 luglio 2026
“Fuori legge” è il titolo efficace del libro di Roberto Mozzi che ben descrive le condizioni in cui oggi spesso vivono le persone in carcere. Mozzi parte da un osservatorio privilegiato, essendo stato per 10 anni cappellano nella Casa circondariale di San Vittore (oggi non è più sacerdote). Ed è alla fine del suo mandato che ha sentito “l’esigenza di raccontare quanto ho visto durante il periodo in carcere”. Si è manifestata subito, spiega Mozzi, “anzitutto come desiderio di capire fino in fondo i meccanismi che vedevo e che non mi convincevano, perché quello a cui assistevo era la sofferenza gratuita delle persone. Non mi configuravo un regolamento che prevedesse tutto questo”.
Italia Oggi, 7 luglio 2026
Rispetto al 2022 le presenze sono aumentate di oltre il 52%. Il volume di Antonella Inverno (Save the Children Italia) fotografa il disagio. “Non c’è nessun allarme sulla criminalità giovanile, i numeri parlano chiaro e parlano di presa in carico più che di veri e propri arresti”, così Antonella Inverno che da circa 25 anni si occupa di sfruttamento minorile, migrazioni, lotta alla povertà e alle disuguaglianze, responsabile Ricerca e Dati di Save the Children Italia, che ha scritto “Dentro le mura. Viaggio nel mondo degli adolescenti tra disagio, carcere e dissenso” (Treccani)”.
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