sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Federico Gottardo

La Repubblica, 27 marzo 2026

L’allarme è scattato intorno alle 22,30 nella quinta sezione del secondo piano. Gli agenti sono intervenuti immediatamente insieme al personale sanitario, avviando le manovre di rianimazione. Ancora un detenuto morto nel carcere di Torino: Benedetto Costa, 51enne di origine siciliana, è stato trovato privo di sensi dal compagno di cella intorno alle 22.30 di ieri. È subito scattato l’allarme ma per il detenuto non c’è stato niente da fare, in una notte segnata anche da altri episodi critici, tutti nel padiglione B del penitenziario: “Denunciamo da tempo le gravi difficoltà gestionali di quell’area - segnala Leo Beneduci, segretario del sindacato Osapp - Ci auguriamo che qualcuno intervenga prima che accada qualcosa di irreparabile”.

Aggiunge Donato Capece, segretario del Sappe, altro sindacato della polizia penitenziaria: “È sempre più duro e difficile lavorare in prima linea nelle sezioni detentive. I nostri agenti operano quotidianamente in condizioni critiche, esposti a stress, rischi e traumi continui. Servono tutele concrete e garanzie reali per il personale”.

Costa sarebbe dovuto rimanere in carcere fino al 2030 dopo aver riportato condanne per furti, rapine e ricettazione. Secondo quanto riferisce l’Osapp, accanto al detenuto è stato rinvenuto un contenitore artigianale, “verosimilmente utilizzato come “stufa” per il riscaldamento e l’inalazione di sostanze, in alcuni casi associata al consumo di sostanze stupefacenti come il crack”. Di certo gli agenti del carcere sono intervenuti insieme al personale sanitario, avviando le manovre di rianimazione proseguite anche dopo l’arrivo del 118, ma senza esito. Sul decesso la procura ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia, oltre agli accertamenti della polizia scientifica.

“Esprimiamo profonda solidarietà per quanto accaduto e vicinanza a tutto il personale coinvolto - dichiara Vicente Santilli, segretario regionale del Sappe - Ancora una volta gli agenti si sono trovati ad affrontare un evento drammatico nel cuore della notte, operando con professionalità, umanità e senso del dovere in un contesto estremamente complesso”. Nelle stesse ore, come spiega ancora l’Osapp, un detenuto straniero si è rifiutato di rientrare nella cella e ha aggredito l’ispettore di servizio. È nata una colluttazione e l’agente è finito al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria di Torino.

Ma non è l’unico problema denunciato dai sindacati: “Il carcere Lorusso e Cutugno è diventato come un girone dell’inferno di Dante: per esempio, di recente è esposto a ripetuti tentativi di introdurre oggetti e sostanze, con continui lanci dall’esterno. Lo abbiamo segnalato più volte: è un fenomeno che contribuisce ad aumentare le criticità complessive e il livello di rischio per l’incolumità e per la sicurezza”. Di recente una detenuta è risultata positiva a una sostanza riconducibile al fentanyl: “Al terzo piano i detenuti assumono frequentemente comportamenti sopra le regole e i nuovi agenti si trovano ad operare in condizioni particolarmente complesse - prosegue Beneduci - Il silenzio su questa situazione è preoccupante. Nel turno pomeridiano, in particolare, il personale risulta numericamente insufficiente e spesso privo del coordinamento di un appartenente al ruolo dei sovrintendenti o degli ispettori”.