di Elisa Campisi
Avvenire, 29 marzo 2026
Ti devi dispiacere se vedi qualcuno buttare della plastica, ti devi sentire responsabile del tuo ambiente. È una cosa che ti riguarda. Ecco come l’iniziativa di Plastic Free e Seconda Chance si inserisce in un processo formativo che sta a monte di tutto ed è una delle tante opportunità di creare un ponte tra il dentro e il fuori... sta poi a noi avere il coraggio di attraversarlo”, a parlare è Pierdonato Zito, 67 anni, ergastolano in semi libertà del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), che nella vita ha provato a trasformare lo spazio detentivo in uno formativo, per sé e per i suoi compagni di cella, diventando sociologo e ricercatore proprio su temi carcerari: un percorso che ieri l’ha portato a guidare la delegazione di detenuti in permesso premio che hanno ripulito dai rifiuti l’Oasi di Variconi a Castel Volturno.
di Roberto Cataldi*
studiocataldi.it, 29 marzo 2026
Quando lo Stato punisce il disagio che non sa curare e il codice penale sostituisce le politiche sociali. La prima. Un corridoio di scuola media a Trescore Balneario. Un tredicenne con pantaloni mimetici, una maglietta con la scritta “vendetta”, un coltello e uno smartphone al collo per la diretta su Telegram. Accoltella la professoressa di francese. La seconda. Un’aula di commissione al Senato. Si discute il decreto sicurezza. Trentatré articoli. Nuovi reati, pene più severe, sanzioni ai genitori. Poco o niente per la prevenzione. Poco o niente per combattere la povertà educativa.
di Raffaele Marmo
La Nazione, 29 marzo 2026
La contraddizione del Palazzo. Garantista a difesa di se stesso, giustizialista contro la piazza. C’è una contraddizione che governo e maggioranza non riescono più a nascondere: ed è una contraddizione prima culturale che politica. Non si può invocare il garantismo quando il diritto penale lambisce i piani alti dello Stato, le élite amministrative, i ceti dirigenti, e poi riscoprirsi inflessibilmente securitari quando il bersaglio è la piazza, il disagio sociale, la marginalità, il conflitto. Il garantismo, se vuole essere credibile, non può essere intermittente. A fine febbraio il governo ha approvato un decreto-legge in materia di sicurezza pubblica e immigrazione che introduce nuovi reati e amplia i poteri di prevenzione e controllo nelle manifestazioni.
di Youssef Taby
Il Fatto Quotidiano, 29 marzo 2026
Il ricercatore dell’università di Bologna sui tanti under 35 anni che hanno votato per il NO il 22 e 23 marzo: “Partecipazione intensa, ma selettiva e intermittente”. Nessuno li stava contando davvero. Giovani tra i venti e i trent’anni, ragazze e ragazzi, sotto rappresentati nei sondaggi e quasi certamente anche dalla politica, si sono presentati in massa ai seggi il 22 e 23 marzo. Hanno dato un contributo decisivo alla vittoria del No al referendum sulla riforma della giustizia, con un’affluenza che Youtrend per Sky ha stimato al 67% tra gli under 35.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 29 marzo 2026
Intervista al neoeletto capo dell’associazione dei magistrati: “Dobbiamo ricostruire la strada del confronto”. Presidente Giuseppe Tango, lei è stato votato all’unanimità alle elezioni Anm. Fu uno dei primi della sua corrente, un anno fa, a dire: “Aderirò allo sciopero contro la riforma”. Davvero non si aspettava questa elezione? “Onestamente no. Girano sempre più nomi, poi le scelte finali dipendono da tanti fattori, è giusto così. Adesso c’è l’emozione, sono onorato. Cercherò di dare il massimo, e sono fortunato a cominciare questo percorso dopo un referendum che, in qualche modo, ha rinnovato il patto di fiducia con i cittadini. È un tributo di cui noi tutti dobbiamo essere all’altezza. Una gioia che ci carica di ulteriori responsabilità”.
di Maria Fiore
La Provincia Pavese, 29 marzo 2026
I detenuti da giorni segnalavano difficoltà nell’accesso alle cure mediche e criticità legate alle condizioni igienico-sanitarie della struttura. Tensione nel carcere di Pavia, dove nella giornata di venerdì è scoppiata una rivolta che è stata contenuta solo dopo ore grazie all’intervento della polizia penitenziaria. Secondo le prime ricostruzioni, alla base della protesta ci sarebbero le lamentele dei detenuti, che da giorni segnalavano difficoltà nell’accesso alle cure mediche e criticità legate alle condizioni igienico-sanitarie della struttura. La situazione è precipitata quando alcuni reclusi hanno incendiato oggetti imbevuti di olio all’interno delle celle, generando fumo e momenti di forte allarme.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 29 marzo 2026
Una morte su cui si chiedono risposte. I parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno presentato un’interrogazione alla Camera e al Senato dopo il decesso, avvenuto nei giorni scorsi nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, del collaboratore di giustizia Bernardo Pace. La morte è stata qualificata come suicidio ed è avvenuta alla vigilia di un’udienza del processo “Hydra”, l’inchiesta sul presunto consorzio di mafie attivo a Milano. Secondo quanto riferito, Pace stava fornendo elementi ritenuti rilevanti nell’ambito dell’indagine. Nell’interrogazione, i parlamentari Stefania Ascari e Roberto Scarpinato chiedono al Governo di chiarire le circostanze del decesso e di riferire su eventuali risultanze medico-legali già disponibili.
brindisireport.it, 29 marzo 2026
I giovani avvocati ricordano come la casa circondariale operi con un organico significativamente inferiore rispetto a quello previsto, ma nonostante i problemi, sono varie le attività svolte all’interno della struttura. Anche nel Brindisino prosegue l’impegno dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (Aiga) sul tema del sistema penitenziario. Nell’ambito delle attività promosse dall’Osservatorio Nazionale Carceri (Onac), ieri (venerdì 27 marzo 2026) si è svolta una visita presso la casa circondariale di via Appia, con l’obiettivo di favorire una conoscenza diretta delle realtà detentive e contribuire al miglioramento del sistema. La delegazione della sezione brindisina era composta dagli avvocati Francesco Monopoli, Luigi Memmola, Antonio Gianni Junior Rosato, Cristina Minonne, Verdiana Cervellera e Gabriele Nobile.
Genova. Carcere di Marassi, dopo il “no” del Dap alla Via Crucis si allarga il fronte della protesta
genovaquotidiana.com, 29 marzo 2026
Dopo il sindacato interviene anche la Camera Penale ligure. Dopo il no al tradizionale passaggio della Via Crucis nel carcere di Marassi, che si ripeteva da 24 anni, si allarga la polemica. Alla dura presa di posizione della Uil Fp Polizia Penitenziaria si aggiunge ora quella della Camera Penale regionale “Ernesto Monteverde”, che chiede di riesaminare con urgenza la decisione e di chiarirne le ragioni. La decisione di fermare, dopo ventiquattro anni, il tradizionale passaggio della Via Crucis dentro il carcere di Marassi continua a provocare reazioni e ad allargare il fronte delle contestazioni.
L’Unione Sarda, 29 marzo 2026
Iniziativa per gli operatori che lavorano nel mondo dei penitenziari nell’ambito del progetto Liberi dentro per crescere fuori. Esiste un confine sottile dove la chimica del cervello incontra la forza dei legami affettivi, un territorio in cui l’abuso di sostanze smette di essere un dato clinico per trasformarsi in un ostacolo al diritto di essere padri e madri. Per esplorare questo delicato equilibrio, il prossimo 13 aprile, a partire dalle 10.30 nella sala Conferenze della Caserma Agenti della Casa Circondariale di Uta, il professor Gianluigi Gessa terrà il seminario dal titolo Gli effetti neurofisiologici delle droghe sui cambiamenti comportamentali e le loro ricadute sulla genitorialità e sulle relazioni familiari.
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