di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 31 marzo 2026
I fatti contestati sarebbero avvenuti durante la rivolta dell’8 marzo del 2020. Sono 90 i poliziotti indagati. L’udienza per l’archiviazione slitta a metà aprile. Dopo la seconda opposizione presentata dai legali di alcune presunte vittime dei pestaggi, era attesa ieri la decisione del Gip rispetto all’archiviazione o meno del fascicolo per tortura e lesioni, che vede indagati ben novanta poliziotti penitenziari del Sant’Anna. Ieri, però, l’udienza è stata rinviata al 14 aprile a causa di una omessa notifica ad uno degli indagati. Il fascicolo era legato alla tristemente nota rivolta in carcere del marzo 2020, in cui persero la vita nove detenuti.
di Marco Birolini
Avvenire, 31 marzo 2026
Una sezione del carcere di Bollate è diventata una centrale operativa che contrasta i crimini informatici. La sicurezza digitale affidata alle mani dei detenuti. Sembra un paradosso, ma non è altro che la sfida quotidiana portata avanti nel carcere di Milano Bollate, dove è stato allestito un pionieristico laboratorio tecnologico che rappresenta un caso quasi unico nel panorama penitenziario internazionale. I detenuti non si limitano infatti a partecipare a corsi di formazione informatica, ma lavorano su infrastrutture digitali reali, monitorando reti e contribuendo alla sicurezza informatica di aziende esterne.
Corriere del Trentino, 31 marzo 2026
Corsi riservati alle detenute sostenuti da Soroptimist. L’idea di un laboratorio permanente. Corsi di arte bianca e di gelateria, riservati ad alcune detenute della casa circondariale di Trento, che attraverso questo percorso cercano di ripartire. Un modo per ricominciare. Si è concluso ieri il corso di arte bianca, riservato ad alcune detenute della casa circondariale di Trento. Una possibilità garantita ad una ventina di donne che, attraverso questo percorso, cercano di ripartire, chiudere un capitolo e formarsi per aprirne, il prima possibile, uno nuovo.
camerepenali.it, 31 marzo 2026
Il diniego dell’ingresso della tradizionale via crucis nel carcere di Marassi rappresenta l’ennesimo sfregio alla Costituzione. La nota della Giunta e dell’Osservatorio Carcere. La notizia dell’irragionevole diniego alla sosta della via crucis cittadina all’interno del carcere di Marassi per un momento di preghiera e di meditazione, dopo una continuità di oltre 24 anni, rappresenta l’ennesimo segnale di irragionevole e incostituzionale isolamento del carcere rispetto alla società esterna. Come abbiamo avuto modo di ribadire in un incontro di alcuni mesi fa al ministero della Giustizia in occasione della famigerata circolare del DAP sui “provvedimenti autorizzativi degli eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo presso gli Istituti Penitenziari”, stringere le maglie burocratiche per osteggiare e impedire, in concreto, l’ingresso della società esterna al carcere rappresenta la negazione di ogni forma di recupero oltre a costituire, attraverso la segregazione e l’isolamento sociale, la precondizione per ogni forma e condotta di illegalità.
La Sicilia, 31 marzo 2026
Altro passo in avanti verso l’avvio del progetto “Rerum Natura - La carovana di Iaso”, voluto dal nuovo direttore della Casa di reclusione, Andrea Calareso e che punta al reinserimento sociale dei detenuti. Nel weekend si è svolto l’incontro aperto alle associazioni e alle istituzioni coinvolte a cui ha partecipato anche la responsabile Inail di Siracusa Claudia Villari, proprio per fare il punto della situazione sugli aspetti legati alla parte assicurativa per i detenuti che svolgeranno le attività all’esterno.
di Livia Zancaner
Il Sole 24 Ore, 31 marzo 2026
“Fossi nato con più possibilità, forse sarebbe stato tutto diverso”. “Qui il mio tempo è proprio perso”. “Il mio desiderio più grande è essere vista. Se non ci prendiamo cura dei minori, che hanno tutta la vita davanti, ci ritroveremo con una società che cade a pezzi, piena di risentimento e astio”. Queste sono alcune delle voci che arrivano dagli istituti penali minorili italiani (ipm), raccontati nel podcast “Figli nostri. Vite e voci dalle carceri minorili italiane” di Radio24 e che fotografano una generazione di adolescenti e giovani adulti, tra i 14 e i 24 anni, con un disagio profondo. Un disagio che trova riscontro nei numeri: nel 2024 oltre 38mila minori tra i 14 e i 17 anni sono stati segnalati o arrestati, dato più alto almeno dal 2010.
di Stefano Montefiori
Corriere della Sera, 31 marzo 2026
Sulla continua protesta sulla “libertà di espressione negata” ha costruito la sua fortuna, in Francia, un canale televisivo che ha rivolto parole pensanti contro il neoeletto sindaco (di origini maliane) di Saint Denis. “La cultura del piagnisteo” è il notevole saggio, pubblicato in Italia da Adelphi con il sottotitolo “La saga del politicamente corretto”, con il quale Robert Hughes nel lontano 1995 prendeva in giro gli eccessi dell’ossessione progressista, dal generico sospetto verso la categoria del “maschio eterosessuale bianco” a certe ridicole premure linguistiche. Quel libro rappresentò per molti una specie di primo liberatorio urlo contro la polizia del pensiero e della parola.
di Alessandro D’Avenia
Corriere della Sera, 31 marzo 2026
Ho studenti di 14 anni che conoscono cose che a quell’età mi sognavo, e per fortuna, perché non sarei stato pronto, così come loro non sono preparati a sostenerne il contenuto emotivo e di senso. Dobbiamo ribellarci a questo abuso dei minori. “Sono giunto alla conclusione che non posso più vivere una vita così. Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità. Sono stanco di tutto questo, quindi ho deciso che la soluzione è prendere in mano la situazione. Ucciderò la mia insegnante di francese”. Così dichiarava il tredicenne, mercoledì 25, prima di compiere il crimine ideato nel dettaglio grazie a un fenomeno sempre più diffuso: il Nihilistic Violent Extremism (Nve: Estremismo Nichilista Violento).
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 31 marzo 2026
Il disagio dei ragazzi di Padova dopo il suicidio di due compagne. I rappresentanti di sei licei hanno scritto un appello pubblico e promosso un incontro per rompere il silenzio sul disagio giovanile. Al centro: solitudine, ansia e bisogno di ascolto. Davide, Simone, Riccardo, Anna, Lorenzo, Matteo, Tommaso, Giovanni, Benedetta, Massimo, Anisia, Alessandro, Francesca, Sofia. Sono ragazzi che frequentano a Padova gli ultimi due anni di sei licei, tra i più qualificati della città: il Fermi, il Marchesi, il Tito Livio, il Nievo, il Galileo, il Newton-Pertini. Li ho incontrati un pomeriggio nel liceo Nievo, con la presenza discreta e partecipe del dirigente, ai miei tempi preside, Carlo Marzolo.
di Virginia Della Sala
Il Fatto Quotidiano, 31 marzo 2026
Le testimonianze: “Meglio passare per pazzo che per debole”. Da Bergamo a Perugia, emergono nuovi casi di aggressioni da parte dei giovanissimi. Alcuni di loro si raccontano nelll’ultimo rapporto di Save The Children: “Se non reagisci, perdi rispetto e sei finito”. È il 16 gennaio del 2026: a La Spezia, nei corridoi dell’Istituto professionale “Einaudi Chiodo”, uno studente impugna un coltello e uccide un suo coetaneo, il diciottenne Youssef Abanoub. Pochi giorni dopo, a Bologna, un quindicenne viene trovato con un machete nello zaino. A Milano, nella notte tra l’11 e il 12 ottobre 2025, in Corso Como, un ragazzo di 22 anni, studente della Bocconi, viene circondato da cinque ragazzi poco più giovani di lui.
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