Corriere del Trentino, 31 marzo 2026
Corsi riservati alle detenute sostenuti da Soroptimist. L’idea di un laboratorio permanente. Corsi di arte bianca e di gelateria, riservati ad alcune detenute della casa circondariale di Trento, che attraverso questo percorso cercano di ripartire. Un modo per ricominciare. Si è concluso ieri il corso di arte bianca, riservato ad alcune detenute della casa circondariale di Trento. Una possibilità garantita ad una ventina di donne che, attraverso questo percorso, cercano di ripartire, chiudere un capitolo e formarsi per aprirne, il prima possibile, uno nuovo.
“Si tratta di corsi sempre molto apprezzati - spiega la direttrice del carcere, Annarita Nuzzaci -. In totale, quest’anno, vi hanno partecipato 17 detenute, alcune per il corso di gelateria, altre per quello dell’arte bianca”. A sostenerli, anche quest’anno, è l’associazione Soroptimist, che da anni finanzia ed organizza diversi incontri all’interno della casa circondariale: dalla sartoria alla cucina, passando per salute e benessere.
Se infatti il corso di arte bianca, che ha visto le detenute cimentarsi con pizza e focacce, rappresenta una realtà consolidata, la novità di quest’anno è stato il corso di gelateria che ha permesso ad otto donne di diplomarsi come maestre gelatiere. A seguirle, durante il percorso realizzato in collaborazione con l’istituto alberghiero di Levico e con l’azienda Fabbri1905, è stata la maestra gelatiera Rosa Pinasco. Fondamentale il contributo dei partner: da un lato Soroptimist, che ha sostenuto i costi organizzativi e acquistato la macchina per il gelato, dall ‘altro Fabbri1905, che ha messo a disposizione la propria storica formatrice e fornito i prodotti base per la realizzazione dei gelati. Per il corso di arte bianca, invece, il docente è stato Gianni Brighenti, da anni attivo in carcere in questi percorsi: “Sono contento perché ho sempre avuto riscontri positivi. Le ragazze vengono formate ed ottengono così competenze che possono spendere anche al di fuori del carcere”.
Presente alla consegna dei diplomi anche Marilena Guerra, socia del Club e presidente della commissione provinciale per le pari opportunità. La speranza comune ora è quella di dare continuità a questi insegnamenti, offrendo alle detenute la possibilità di metterli in pratica. La proposta di Soroptimist che mira ad inserire l’attività di produzione di gelato, e gradualmente anche di piccola pasticceria, in un laboratorio permanente collegato alla Pizzeria Spinipizza, che dovrebbe aprire i battenti a maggio.
“In questo modo si potrebbe avviare un progetto verso l’esterno nel quale possano contribuire insieme, integrandosi, donne e uomini - conclude la presidente di Soroptimist, Paola Maccani. Tutti accomunati dallo stesso obiettivo: migliorare il benessere delle persone e costruire un curriculum lavorativo che possa favorire un pieno reinserimento”.











