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di Valentina Reggiani

Il Resto del Carlino, 31 marzo 2026

I fatti contestati sarebbero avvenuti durante la rivolta dell’8 marzo del 2020. Sono 90 i poliziotti indagati. L’udienza per l’archiviazione slitta a metà aprile. Dopo la seconda opposizione presentata dai legali di alcune presunte vittime dei pestaggi, era attesa ieri la decisione del Gip rispetto all’archiviazione o meno del fascicolo per tortura e lesioni, che vede indagati ben novanta poliziotti penitenziari del Sant’Anna. Ieri, però, l’udienza è stata rinviata al 14 aprile a causa di una omessa notifica ad uno degli indagati. Il fascicolo era legato alla tristemente nota rivolta in carcere del marzo 2020, in cui persero la vita nove detenuti.

In quel contesto alcuni carcerati, successivamente denunciarono di aver subito torture e lesioni da parte dei poliziotti, oltre ad omissioni di soccorso ma, secondo la procura, all’esito delle indagini condotte, sollecitate dal Gip non è stato possibile accertare il nesso tra le lesioni riportate dai detenuti ed eventuali condotte illecite degli agenti. Da qui la seconda richiesta di archiviazione del fascicolo.

“Oggi avrebbe dovuto celebrarsi l’udienza dedicata alla discussione delle opposizioni alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura della Repubblica di Modena, nel procedimento che vede diversi agenti di polizia penitenziaria indagati per torture e lesioni nei confronti di alcuni detenuti durante la rivolta dell’8 marzo 2020 - affermano i legali delle parti offese, avvocati Alessandro Gamberini, Ettore Grenci, Simona Filippi, Luca Sebastiani, Daria Mosini, Ninfa Renzini e Domenico Pennacchio- L’udienza, tuttavia, si è arrestata ab origine, poiché è emerso che uno degli agenti iscritti nel registro degli indagati risulta, di fatto, “scomparso” dal procedimento. La sua posizione, pur formalmente iscritta, non compare né nella richiesta di archiviazione né nell’avviso di fissazione dell’udienza. Un errore rimasto inspiegato, visto che nessun sostituto si è presentata all’udienza, che ne ha provocato inevitabilmente il rinvio”.

Ad intervenire è anche uno dei legali degli agenti indagati, avvocato Cosimo Zaccaria: “Il rinvio odierno attiene ad un problema tecnico sollevato dalle persone offese. Da parte della difesa degli agenti penitenziari si era pronti già oggi a dibattere la posizione. Attendiamo serenamente il termine del procedimento”.

Come noto l’inchiesta legata alle morti dei detenuti - all’esito delle indagini - fu archiviata dalla procura. Gli accertamenti autoptici sulle salme delle vittime dimostrarono come i detenuti fossero morti a causa dell’assunzione di dosi massicce di metadone, trafugato dall’infermeria del penitenziario nel corso della rivolta. Rispetto all’archiviazione di uno dei decessi avvenuti quel tragico 8 marzo, è stato presentato ricorso alla Corte Europea che ha dichiarato ammissibili i motivi di ricorso, presentato dall’avvocato Luca Sebastiani e dalla professoressa Barbara Randazzo.